L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • Uno stile di vita all’insegna dell’adorazione

    [A Lifestyle of Worship]

    Sei stato concepito per la gioia di Dio. Nel momento stesso in cui sei venuto al mondo, Dio era lì, testimone invisibile, e sorrideva per la tua nascita. Voleva che tu vivessi e il tuo arrivo gli ha dato grande gioia. Dio non aveva bisogno di crearti, ma ha scelto di farlo per il proprio piacere. Tu esisti per il suo bene, la sua gloria, il suo scopo e la sua gioia.

    Portare gioia a Dio, vivere per il suo piacere, è lo scopo principale della tua vita. Quando comprenderai appieno questa verità, non avrai mai più il problema di sentirti insignificante. Questo dimostra il tuo valore. Se sei così importante per Dio e Lui ti considera abbastanza prezioso da tenerti con sé per l’eternità, che significato più grande potresti avere? […]

    L’adorazione, il culto, non è solo una parte della tua vita, è la tua vita. La Bibbia ci dice di «adorarlo continuamente». Ogni attività può essere trasformata in un gesto di adorazione quando la svolgi per la lode, la gloria e il piacere di Dio. La Bibbia dice: «Sia che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio» (1 Corinzi 10:31). Martin Lutero disse: «Una contadina può mungere le mucche per la gloria di Dio».

    Come è possibile fare ogni cosa per la gloria di Dio? Facendo ogni cosa come se la faceste per Gesù e mantenendo un dialogo continuo con Lui mentre la fate. La Bibbia dice: «Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini» (Colossesi 3:23).

    Ecco il segreto di uno stile di vita all’insegna del culto: fare ogni cosa come se la facessimo per Gesù. Il lavoro diventa adorazione quando lo dedichi a Dio e lo svolgi con la consapevolezza della sua presenza. —Rick Warren1

    Amore grato

    Una lezione che i nostri nipotini mi insegnano costantemente è quanto siano grati per l’amore. Basta un po’ d’amore per riempire i loro cuori di gratitudine. Di recente uno dei più piccoli, Wilson, non riusciva a esprimere a parole la sua gratitudine per un giro in carriola che gli ho fatto fare nel nostro giardino, tra alberi, foglie e rami secchi, che in qualche modo simulava un tranquillo viaggio in trenino. Eppure, le sue risatine, i pugni che si agitavano, mi chiedevano di continuare, con uno scintillio di gioia riconoscente negli occhi. Il mio cuore batteva forte di gioia nel desiderio di continuare, mentre le mie gambe trovavano un’ulteriore riserva di forza amorevole, alimentata dal suo dolce viso pieno di gratitudine. L’amore riconoscente di un bambino è un promemoria molto utile di come io posso ringraziare sempre Gesù per il suo amore.

    Mentre si recava a guarire una ragazzina dodicenne in fin di vita, Gesù incontrò una donna affetta da una malattia cronica che la tormentava da dodici anni (Luca 8:41–48). Una era giovane e senza il tocco di Gesù sarebbe sicuramente morta; l’altra era più anziana e senza il tocco di Gesù era pronta a morire. Sebbene si stesse recando dalla più giovane, il Signore non era troppo occupato per guarire l’altra, che aveva speso tutti i suoi beni in medici e medicine. Smarrita, spaventata e imbarazzata, ora aveva bisogno della speranza del Grande Medico, di un conforto emotivo, di amore puro, di perdono dei peccati e di guarigione fisica. La sua vergogna la faceva sentire nascosta e sola, ma l’amore la spinse a uscire allo scoperto per toccare il mantello di Dio. Forse non aveva mai provato l’amore di un padre, così Gesù la chiamò teneramente «figlia», confermando la sua fiducia con la guarigione e la benedizione! «Benedetto sia Dio, che non ha respinto la mia preghiera e non mi ha negato la sua grazia» (Salmi 66:20).

    L’amore di Cristo ha estasiato il tuo cuore riempiendolo di lodi di gratitudine a Dio? L’amore del Signore rimane presente anche quando altri pretendenti della tua anima sono passati altrove. L’amore celeste è l’unico rimedio per un’anima sfinita dalle prove terrene. La stanchezza svanisce quando lo Spirito Santo corteggia il tuo spirito con un dolce conforto e un amore incessante. L’amore di Dio genera un cuore grato. Sii vigile e potrai vedere l’amore del Signore nel volto di un bambino e nelle parole intrise di grazia di un amico. La gratitudine sgorga dal tuo spirito quando senti di essere un beneamato figlio del Re! […]

    Forse ti senti solo, travolto dalla risacca delle difficoltà della vita, con scarso sostegno emotivo, ma ricorda, il Signore ti ama e non sei mai solo. Sii grato per il suo amore incondizionato! —Boyd Bailey2

    Anche se il fico non fiorirà

    Oserei dire che Abacuc, il profeta dell’Antico Testamento, non è molto conosciuto oggi. È certo, però, che conosceva il significato di confidare in Dio, qualsiasi cosa accadesse:

    «Anche se il fico non fiorirà e non ci sarà alcun frutto sulle viti, anche se il lavoro dell’ulivo sarà deludente e i campi non daranno più cibo, anche se le greggi scompariranno dagli ovili e non ci saranno più buoi nelle stalle, esulterò nell’Eterno e mi rallegrerò nel Dio della mia salvezza» (Abacuc 3:17-18).

    Ero curioso di cosa fosse mai successo nella vita di Abacuc e nell’epoca in cui viveva, così mi sono letto tutto il libro. È molto breve, ha solo tre capitoli, e il brano citato è proprio alla fine ed è la conclusione del dialogo del profeta con Dio. Il libro offre pochi particolari sulla vita personale di Abacuc, ma è chiaro che il profeta visse in un periodo difficile della storia del suo popolo. Comincia mettendo apertamente in discussione la saggezza di Dio.

    Abacuc dice a Dio che intorno a sé non vede altro che ingiustizia, violenza e la devastazione causata dagli eserciti invasori. Poi pone a Dio la stessa domanda che le persone fanno spesso, anche se con meno giustificazioni di lui: perché Dio non sistema le cose? Perché apparentemente permette al male di trionfare? Le pazienti risposte di Dio alla fine lo aiutano a riguadagnare fiducia in Lui e nelle sue promesse, permettendogli di affidare tutto alle mani di un Padre amorevole.

    È una lezione da cui tutti possiamo imparare qualcosa. Possiamo scegliere di gioire in Dio e nella nostra salvezza, anche in mezzo alle esperienze più difficili, «perché Dio stesso ha detto: Io non ti lascerò e non ti abbandonerò» (Ebrei 13:5). Possiamo confidare che le sue promesse, che non hanno limiti di tempo, ci aiuteranno a superare tutte le tempeste della vita. —Ronan Keane

    Lode riconoscente

    Adorerò rivolto al tuo santo tempio e celebrerò il tuo nome per la tua bontà e per la tua fedeltà —Salmi 138:2

    La nostra vita può diventare opprimente, scoraggiante e piena di sfide. Possiamo iniziare molto in fretta a sentirci scoraggiati, frustrati ed esausti a causa di circostanze o relazioni che sfuggono al nostro controllo. Nei momenti in cui ci sentiamo inermi e privi di speranza, la cosa migliore che possiamo fare è distogliere lo sguardo dalle difficoltà e rivolgerlo all’amore di Dio. Recitare una preghiera di ringraziamento aiuta a cambiare il nostro cuore e la nostra mente. Quando ricordiamo che Dio è in controllo e che la nostra vita non ci appartiene, ricordiamo di avere un Salvatore che ci dà forza quando siamo deboli e ci conforta in tutti i momenti di bisogno.

    Quando ci fermiamo a contare le nostre benedizioni, non c’è modo migliore per esprimere la nostra gratitudine che mediante una preghiera di ringraziamento che viene dal cuore. Queste preghiere non si limitano a elencare le cose positive della nostra vita; ci uniscono profondamente a Dio, permettendoci di riflettere sulla sua generosità smisurata. Amiamo e serviamo un Padre buono e misericordioso e non siamo degni dell’amore, della grazia e della misericordia che Egli ci elargisce così liberamente. Che altro potremmo fare se non ricambiare con ringraziamenti e lodi infinite? […]

    Caro Dio, grazie per la tua straordinaria potenza e per l’opera che compi nella nostra vita. Grazie per la tua bontà e per le benedizioni che riversi su di noi. Grazie perché sei in grado di portare speranza anche nei momenti più difficili, dandoci forza per i tuoi propositi. Grazie per il tuo grande amore e la tua cura. Grazie per la tua misericordia e la tua grazia. Grazie perché sei sempre con noi e non ci lascerai mai.

    Grazie per l’incredibile sacrificio che hai fatto affinché potessimo avere libertà e vita. Perdonaci quando non ti ringraziamo abbastanza per chi sei, per tutto ciò che fai, per tutto ciò che ci hai donato. Aiutaci a rivolgere nuovamente i nostri occhi e i nostri cuori a Te. Rinnova i nostri spiriti, riempici della tua pace e della tua gioia. Ti amiamo e abbiamo bisogno di te, oggi e ogni giorno. Ti rendiamo lode e grazie, perché solo tu ne sei degno! Nel nome di Gesù, Amen. —Rachel Dawson3

    Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 21 luglio 2026.


    1 Rick Warren, “A Lifestyle of Worship”, cfaith.com, https://www.cfaith.com/the-secret-to-a-lifestyle-of-worship

    2 Boyd Bailey, “Grateful for God’s Love”. wisdomhunters.com, 24 novembre 2021, https://www.wisdomhunters.com/grateful-for-gods-love

    3 Rachel Dawson, “15 Prayers to Say Thank You God with Heartfelt Gratitude”, crosswalk.com, 28 agosto 2024, https://www.crosswalk.com/faith/prayer/prayers-to-say-thank-you-to-god-today.html

  • Lug 20 Resilienza nell’autunno della vita
  • Lug 18 Gesù Cristo è lo stesso
  • Lug 17 La fonte di ogni speranza
  • Lug 16 Le nozze e il vino
  • Lug 15 Gratuitamente ricevuto, gratuitamente dato
  • Lug 14 Trionfare sulla preoccupazione, combattere la paura, parte 2
  • Lug 13 Arcobaleni dopo la pioggia
  • Lug 11 La bontà di Dio nei periodi difficili
  • Lug 10 Sopportare bene
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo, parte 12: discepolato quotidiano

    [The Life of Discipleship, Part 12: Everyday Discipleship]

    Il discepolato è un percorso che dura tutta la vita e richiede perseveranza, determinazione, convinzione, l’amore di Dio e la forza dello Spirito Santo. Il defunto reverendo Billy Graham una volta disse: «Il cammino del cristiano nella vita non è uno sprint ma una maratona. […] Il discepolato è un impegno che dura tutta la vita, giorno dopo giorno». Il processo di crescita nel nostro discepolato e di trasformazione a immagine di Cristo è un compito che dura tutta la vita. Come qualcuno ha detto:

    Siamo creati come bozze che devono passare per un processo di correzione. Dio opera per trasformarci passo per passo in un articolo finito che varrà la pena di leggere. Il nostro essere è ripetutamente trasformato dalle scelte e dalle decisioni che prendiamo; i punti superficiali e superflui vengono eliminati grazie alle esperienze difficili della vita e noi veniamo rifiniti e levigati […] nelle mani del Grande Correttore. —Scott Montrose1

    Il nostro discepolato deve comprendere ogni aspetto della nostra vita, compreso il nostro rapporto con Dio e il nostro cammino quotidiano con Lui, nonché il nostro amore per gli altri, che include ogni persona che incontriamo nel corso della giornata. Il nostro discepolato comprende il compito di ambasciatori di Cristo e la condivisione della buona novella con le persone che Lui pone sul nostro cammino, oltre che essere un riflesso vivente dell’amore di Cristo in ogni ambito della nostra vita e sforzarci di crescere a sua immagine.

    Viviamo il nostro discepolato nelle nostre case, sul posto di lavoro, nelle scuole e nella comunità. Incorporiamo i principi del discepolato nella nostra genitorialità, nelle nostre relazioni e nell’investimento del nostro tempo, delle nostre competenze e delle nostre risorse. Ci sforziamo di essere un esempio vivente della nostra fede per le nostre famiglie, i nostri amici e i nostri vicini, per le persone con cui interagiamo durante la giornata e nelle nostre comunicazioni online.

    La vocazione di discepoli di Gesù è una chiamata a uno stile di vita completo. È una chiamata a riorganizzare le nostre priorità in modo che Dio occupi il primo posto nella nostra vita. Ciò non vuol dire che non avremo altre priorità, ma la nostra fedeltà va innanzitutto a Dio — al di sopra dei nostri desideri e della nostra volontà, dei nostri cari, dei nostri beni e persino della nostra stessa vita. Il discepolato cristiano non è facile da vivere — infatti, Gesù disse che «la via è stretta», ma «conduce alla vita» (Matteo 7:13–14). Richiede impegno, dedizione e il mettere Dio al centro della nostra vita, delle nostre decisioni e dei nostri rapporti.

    Nei Vangeli, Gesù sfidò i suoi seguaci a rinunciare alla propria vita per amor suo e a seguirlo. Nel Vangelo di Matteo, disse: «Se uno vuole venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà» (Matteo 16:24–25).

    Rinunciare a noi stessi può essere inteso come il mettere da parte i nostri desideri, le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali e scegliere di cercare Dio per ricevere la sua guida nella nostra vita e perseguire la sua volontà piuttosto che la nostra. Ciò non significa che il Signore non ci guiderà mai a conseguire le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali. Se cerchiamo la volontà di Dio e desideriamo compiacerlo, è molto probabile che la sua volontà e i nostri desideri siano in armonia (Salmi 37:4). Tuttavia, se le indicazioni di Dio non coincidono con la direzione verso cui ci stavamo orientando, come suoi discepoli saremo disposti a «rinunciare a noi stessi» per seguirlo.

    Gesù ci ha dato la chiave per poter vivere il nostro impegno nel discepolato, a partire dalla nostra rinascita spirituale attraverso la salvezza. «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura: le cose vecchie sono passate; ecco, sono diventate nuove. Sono stato crocifisso con Cristo. Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (2 Corinzi 5:17; Galati 2:20).

    La capacità e la grazia di vivere la vita di un discepolo non derivano solo dal nostro desiderio di obbedire ai comandamenti di Dio e dai nostri sforzi di vivere in modo devoto, ma dalla potenza di Dio attraverso «Cristo in noi» (Colossesi 1:27) e dalla presenza dello Spirito Santo (Giovanni 14:15–17). «Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo» (Efesini 2:10).

    Cristo in noi

    Ogni nuova mattina possiamo aspettarci che il Signore Gesù Cristo si manifesti attraverso di noi quel giorno e realizzi qualche aspetto della sua opera, che riusciamo a riconoscere le sue azioni o no. È il nostro privilegio, è la nostra responsabilità.

    Il fatto che Cristo viva in noi ci dà forza. Non possiamo vivere efficacemente con nessun’altra forza se non quella che deriva dalla vita di Gesù Cristo, poiché Lui disse: «Senza di me non potete fare nulla» (Giovanni 15:5). Il fatto di essere in Cristo ci dà uno scopo. Non è una forza che ci permette di vivere per noi stessi, ma che ci mette in grado di realizzare i piani di Cristo. […]

    Il fatto che Cristo sia in noi ci offre delle risorse. Tutto ciò di cui potremmo aver bisogno è nostro nel Signore Gesù Cristo. E il fatto di essere in Cristo ci dà delle responsabilità. Come parte del suo corpo, la questione più importante che io devo affrontare è: «Cosa vuole che io faccia?»

    Il fatto che Cristo sia in noi è dinamico. Essere in Cristo è impegnativo. Se Lui ha qualcosa da fare, ha il diritto di usarci come mezzo per farlo. Se c’è un «eunuco etiope» sulla strada del deserto, Lui ha il diritto di dirti di lasciare la tua Samaria e andare a incontrarlo (Atti 8:26–40). Ma per ogni richiesta che ci fa, Lui fornisce la dinamica del suo Spirito dentro di noi per realizzarla.

    Questa è la vita cristiana. Dopo aver affrontato il nostro insuccesso nel manifestare la sua somiglianza e immagine nel mondo, ci avviciniamo alla Croce per essere perdonati, lo Spirito Santo viene a vivere in noi e veniamo incorporati in Cristo, diventando mezzi per manifestare la sua vita e il suo obiettivo. Il mondo ha un bisogno disperato di saperlo, ma non avrà alcun motivo per crederci finché non vedrà la vita e il carattere di Gesù Cristo vissuti nella tua vita e nella mia. Questo è lo scopo che Dio ha per te! —Charles Price2

    Unirsi alla missione del suo Regno

    Dio ti ha invitato a unirti a Lui per cambiare il mondo. Dio ha un sogno per questo mondo che Gesù ha chiamato il Regno di Dio. Dio ti ha creato per svolgere un ruolo importante nella sua visione del Regno. Non troverai mai il tuo scopo più profondo nella vita finché non troverai il tuo posto nella realizzazione del Regno di Dio.

    Non devi essere un genio per cambiare il mondo, né ricco, né influente, né un gigante spirituale. Quel che devi fare è dire di sì all’invito. Devi essere disponibile e disposto a farti usare, e forse dovrai pagare il prezzo che il seguire Gesù comporta, perché cambiare il mondo e seguire Gesù non è facile e non è a buon mercato. Bisognerà fare dei sacrifici: ce ne sono sempre.

    La nostra fede cristiana non è solo un modo per ricevere il perdono dei nostri peccati e poter entrare nella vita eterna, eppure lo è. Non è solo un sistema di giuste convinzioni sulla verità ultima e sull’ordine delle cose, sebbene lo sia. Né è solo un modo per ricevere conforto da Dio nei momenti difficili o un utile codice di condotta su come vivere una vita buona e produttiva, sebbene sia anche questo. Fondamentalmente, la fede cristiana è la vocazione di […] seguire il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e partecipare alla grande missione di Cristo nel nostro mondo. […] Solo allora diventeremo persone complete, persone che vivono secondo il disegno divino più profondo per la nostra vita. —Richard Stearns3

    Conclusione: il progetto per la vita

    Come abbiamo visto nel corso di questa serie sul discepolato, la Bibbia ci insegna qual è il rapporto che Dio desidera avere con noi e come vivere in modo da piacergli. Diventare sempre più simili a Cristo ed essere trasformati a sua immagine è il fondamento per vivere una vita devota e fruttuosa in armonia con Dio e con gli altri, che produce il frutto del suo Spirito nella nostra vita e in quella degli altri (Galati 5:22–23). È nella Bibbia che apprendiamo le verità rivelate da Dio su cui possiamo modellare la nostra esistenza.

    Nella Parola di Dio troviamo i principi biblici che fungono da bussola per la nostra vita e ci aiutano ad affrontare le sfide della vita quotidiana e ad essere testimoni efficaci di Cristo. La sua Parola trasmette principi che ci guidano nelle nostre interazioni con gli altri e nel nostro processo decisionale, aiutandoci a discernere la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Questi principi spirituali stabiliscono un modello per il nostro standard morale, la nostra etica, il nostro atteggiamento nei confronti della vita, dell’amore, del mondo, dell’ambiente e dei rapporti con gli altri. Sebbene non tratti specificamente ogni possibile situazione che potremmo affrontare, la Bibbia fornisce i principi necessari per affrontare le complessità della vita in un modo gradito a Dio.

    La sua Parola ci insegna a vivere il nostro discepolato amando e servendo gli altri. Il nostro amore per Gesù ci spinge a servire gli altri in suo nome. Ci motiva a essere suoi ambasciatori in qualunque situazione ci troviamo. Ci spinge ad aiutare chi è nel bisogno e a offrire speranza e conforto a chi ne è privo. Possiamo essere le sue mani per aiutare e toccare, la sua bocca per proclamare la verità della sua Parola e infondere incoraggiamento e speranza, i suoi occhi per trasmettere compassione, i suoi piedi per camminare al fianco di un’anima affaticata e le sue braccia per aiutare a portare il loro pesante fardello. Così facendo, le nostre vite lo glorificheranno e saranno di benedizione per gli altri, come evidenziano gli articoli che seguono.

    Una vita bellissima

    Quando la vita di un seguace di Gesù viene condotta come l’intendeva Lui, diventa una cosa di rara bellezza. Essere cristiani e avere un rapporto con Dio dovrebbe permeare le nostre esperienze quotidiane, integrarsi nelle nostre decisioni e colorare il modo in cui percepiamo noi stessi, gli altri e questa vita. Le innumerevoli espressioni dell’amore di Dio condivise con gli altri nel corso della vita di un cristiano possono a volte sembrare insignificanti in sé, tuttavia Dio le vede nella totalità di una vita che rende gloria a Lui ed esulta nella loro bellezza.

    Più siamo decisi a rafforzare il nostro cammino con Gesù e desideriamo mantenere una connessione spirituale con Lui, più Lui potrà manifestare il suo Spirito attraverso di noi. Siamo la sua opera. Quando gli consentiamo di mescolare le diverse sfumature di colore del suo amore e della sua misericordia e di sviluppare la bellezza che desiderava avessimo, diventiamo il suo capolavoro che ispirerà la vita di molti. Accettiamo di tutto cuore il dono inestimabile della sua presenza nella nostra vita. E mentre coltiviamo la bellezza accattivante dell’amore di Dio in tutto ciò che facciamo e diciamo, altri saranno attirati a Lui attraverso di noi. —Maria Fontaine

    Il profumo di Cristo

    L’apostolo Paolo scrisse che la Chiesa è il profumo di Cristo per il mondo: «Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono» (2 Corinzi 2:15). Con questo intendeva dire che ogni credente e ogni comunità di credenti stabilisce una presenza di Cristo nel mondo che è palpabile per i non credenti. […]

    Ma cos’è questa fragranza? Come dovremmo aspettarci che gli altri sentano la presenza di Gesù in noi? Principalmente in due modi: la verità del Vangelo e l’amore di Gesù Cristo. La verità divina parla a ogni aspetto della vita umana. Con la verità della sua Parola, nelle mani del suo Spirito, Cristo rende nuove tutte le cose nella nostra vita (Apocalisse 21:5). Ciò significa che, in ogni ambito della nostra esistenza — tutte le nostre relazioni, i nostri ruoli e le nostre responsabilità — noi cristiani mostriamo una novità che non si conforma allo spirito del mondo, ma allo Spirito Santo di Cristo. La nostra conversazione sarà diversa: non sarà piena di lamentele e critiche, banalità e frivolezza, ma le nostre parole saranno sempre gentili ed edificanti, rispettose delle persone con cui parliamo (Colossesi 4:6; Efesini 4:29).

    Lo stesso vale per il modo in cui svolgiamo il nostro lavoro, educhiamo i nostri figli, partecipiamo alla cultura del nostro tempo e ci comportiamo con dignità e grazia. Siamo nuove creature in Gesù Cristo e, pertanto, sotto molti aspetti, fuori ritmo con la cultura che ci circonda. Ma vivendo la verità in ogni aspetto della nostra vita, facciamo risplendere la luce di Gesù e diffondiamo la fragranza della sua visione del mondo in ogni angolo della nostra esistenza.

    I credenti devono impegnarsi a fondo per essere la fragranza di Gesù. Immergendoci nella Parola di Dio e vivendo con un atteggiamento di preghiera, […] possiamo iniziare a diffondere il profumo del Re Gesù in più aspetti e ambiti della nostra vita quotidiana. Decidiamo, allora, di essere quella fragranza di verità e amore e scopriremo che il vento dello Spirito di Dio ci accompagnerà ovunque andremo, dando l’aroma di Gesù a tutti, e anche a Dio. —T. M. Moore4

    Gesù ci ha affidato la responsabilità di trasmettere il suo amore personale, incondizionato e totale ai nostri simili, a quelli che condividono il pianeta con noi oggi. Il mandato che ha dato ai suoi discepoli è di portare il Vangelo in tutto il mondo. In qualunque luogo il Signore ti abbia chiamato, quello è il tuo campo di missione e tu sei esortato a servire e a raggiungere le persone che Lui pone sul tuo cammino. Ognuno di noi ha qualche opportunità, qualche rete sociale, qualche ambiente in cui può condividere il suo amore e la sua verità con gli altri, rafforzando la fede, la speranza e il cuore delle persone.

    Il Signore benedica il tuo percorso di discepolato e il servizio che svolgi per Lui, insieme alla testimonianza che dai agli altri, così che tu possa essere il sale della terra e la luce del mondo, come Lui ci ha detto di essere (Matteo 5:13–14). Gesù disse: «Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli» (Matteo 5:16). In questo modo, vivremo una vita di discepolato che glorifica Dio (1 Corinzi 10:31).

    Pensieri su cui meditare

    Il discepolato non è un programma o una circostanza; è uno stile di vita. Non è per un periodo limitato, ma per tutta la vita. Il discepolato […] è per tutti i credenti, per ogni giorno della loro vita. —Bill Hull

    Ogni credente che prende sul serio la propria vocazione di discepolo di Gesù si considererà un «inviato» ovunque si trovi e cercherà di mettersi all’opera in quel luogo. Questo potrebbe assumere la forma di «buon testimone» sul lavoro o di buon vicino per chi vive lì nei pressi, oppure potrebbe comportare il volontariato. —Michael Frost e Alan Hirsch

    Non lasciare che le parole di Gesù rimangano solo stampate nella tua Bibbia. Dai loro le ali, mettendole in pratica. Nella tua vita ci sono anime che hanno bisogno delle tue cure. Pensa a come potresti dimostrare interesse per il loro benessere, amandole e prendendoti cura di loro come già ami e ti prendi cura di te stesso. Quando lo farai, completerai la catena d’amore che è iniziata quando Dio ti ha amato per primo. —Karen Ehman

    Cosa dice la Bibbia

    «Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli» (Giovanni 15:4–5; Giovanni 15:8).

    «Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento» (Colossesi 2:6–7).

    «Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo, in vista della vita eterna» (Giuda 1:20–21).

    Una preghiera per il discepolato quotidiano

    Padre celeste, grazie per avermi salvato, chiamato e dato uno scopo. Tu sei così buono e la tua grazia mi basta. Ti chiedo di purificare il mio cuore dal peccato e di liberare la mia mente dalle distrazioni che oggi cercano di allontanarmi dalla comunione con te. Aiutami a vivere in Cristo, a imparare da Lui e ad affidarmi a Lui, per poter vivere per Lui e condurre altri a Lui. Tu sei degno di tutta la mia devozione e la mia lode. Rendimi un discepolo fedele e prolifico che ti porta gloria ogni giorno. Nel nome potente e incomparabile di Cristo, mio Re, amen. 5


    1 Scott Montrose, “La vita ci corregge”, Contatto, gennaio 2021, https://activated-europe.com/it/articolo/la-vita-ci-corregge//

    2 Charles Price, Christ for Real: How to Grow into Christ’s Likeness (Kregel Publications, 2011).

    3 Richard Stearns, Unfinished: Believing Is Only the Beginning (Thomas Nelson, 2013).

    4 T. M. Moore, “The Fragrance of Truth and Love”, 29 gennaio 2010.

    5 Annie McGuire, “What is a disciple of Christ?” Daily His Disciple, 11 gennaio 2022, https://dailyhisdisciple.com/2022/01/11/what-is-a-disciple-of-christ/.


    Pubblicato originariamente in inglese il 9 giugno 2026.

  • Giu 23 La vita di un discepolo parte 11: condividere le nostre risorse
  • Giu 9 La vita di un discepolo, parte 10: la nostra vita lavorativa
  • Mag 12 La vita di un discepolo, parte 8: fare discepoli
  • Apr 28 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 37-58)
  • Apr 21 La vita di un discepolo, parte 8: Comunicare la nostra fede
  • Apr 7 1 Corinzi, capitolo 15 (versetti 20-36)
  • Mar 24 La vita di un discepolo, parte 7: servire Dio servendo gli altri
  • Mar 10 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 1-19)
  • Feb 24 La vita di un discepolo, parte 6: Amore per gli altri
   

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