L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • Grazia per i tempi difficili

    Parole di Gesù

    [Grace for Times of Troubles]

    «Considerate una grande gioia, fratelli e sorelle, quando vi trovate di fronte a prove di vario genere, perché sapete che quando la vostra fede è provata, la vostra costanza ha la possibilità di crescere. E la costanza completi in voi la sua opera, affinché siate maturi e completi, senza mancare di nulla». —Giacomo 1:2–41

    Il modo per arrivare alla mia pace perfetta è di confidare in Me, figlio mio. Quando ripensi alle volte in cui eri agitato e ti chiedevi: «Come possono succedere queste cose?», riesci a vedere come anche quelle cose hanno contribuito al tuo bene? Riesci a vedere i buoni frutti nella maturazione del tuo carattere?

    Ci sono momenti della vita in cui devi camminare insieme al dolore; ma è un dolore divino, che non è pensato per farti soffrire, ma per il tuo bene. Non preoccuparti, non avere paura di aver fallito, ma confida nel mio buon proposito nella tua vita per ogni chilometro del tuo cammino.

    Nei tuoi momenti difficili, quando subisci le tempeste della vita, Io sono lì al tuo fianco. Desidero che ne esca vittorioso e traboccante della mia gioia, ma devi cercare la tua gioia in Me. Perfino il mio servizio, che può essere fonte di gioia e molto appagante, non può prendere il posto della tua comunione con Me.

    Vieni a Me e permetti al mio Spirito di produrre gioia nella tua vita. Il luogo o il modo in cui mi servi non importa tanto quanto il tuo percorso con Me e la guida che ricevi dalla mia mano. Il tuo tempo sulla terra e il tuo servizio per Me sono solo una goccia nel secchio del mio universo casto e meraviglioso, ma la tua comunione con Me e tutto quello che ne impari vivranno per sempre.

    Sei molto speciale per Me. Ti ho fatto così come sei e ho progettato ogni particolare della tua personalità, di come sei fatto. Ti ho creato per adempiere al ruolo che ho creato apposta per te. Non esistono altri come te, nessun altro che Io userò esattamente allo stesso modo per raggiungere le persone che Io voglio che tu raggiunga con il mio amore.

    Grazia per le afflizioni

    «Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto quello che vi è necessario, abbondiate per ogni opera buona. Colui che fornisce al seminatore la semenza e il pane da mangiare fornirà e moltiplicherà la vostra semenza e accrescerà i frutti della vostra giustizia». —2 Corinzi 9:8,10

    I pesi che hai portato con tanto coraggio ti hanno avvicinato a Me. Grazie a questa afflizione hai imparato ad appoggiarti di più a Me, alla mia forza e alla mia grazia. Questo periodo di pressione ha sviluppato dolcezza ed è una cosa che mi rende contento. In mezzo a quelle prove mi hai invocato ed Io ti ho consolato e sorretto.

    Anche se ti senti debole e afflitto, anche se ti affanni, rallegrati per come il tuo amore per Me ti ha sostenuto e la tua fede e la tua costanza sono aumentate. Non temere i momenti di prova; ricorda che combatti il buon combattimento della fede. Te la stai cavando bene e la mia forza si manifesta nella tua debolezza.

    Ti amo, tesoro mio. Non temere né dubitare mai del mio splendido amore per te. Ti proteggerò, ti sosterrò, ti porterò momento per momento; alla fine della tua corsa entrerai nella gioia del tuo Signore.

    Grazia per confidare

    «Dio è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle avversità. Perciò noi non temeremo». —Salmi 46:1-2

    Confida in Me nei momenti d’afflizione. Confida in Me, sapendo che, nel mio amore, faccio tutte le cose bene.

    Non vedere la tua condizione attuale come una punizione o un castigo preveniente dalla mia mano. Ti ha portato più vicino a Me. Anche nei tuoi momenti d’afflizione, dolore e sofferenza tu continuai a confidare in Me e a guardare a Me con fede. È una gran cosa ai miei occhi, una bella testimonianza di fede.

    Non pensare a te stesso come a un fallito o un peso per gli altri, o come una persona su cui la mano del Signore si è appoggiata con forza. Considera questo periodo d’afflizione un periodo di gioia, questo periodo di prova un onore e un privilegio, perché la tua fede provata col fuoco è molto più preziosa dell’oro (1 Pietro 1:7)

    Tieni ben strette la tua fede e la tua fiducia; ricorda che saranno ricompensate abbondantemente (Ebrei 10:35). Non far posto alla paura. Non farti appesantire dal rimorso o dal bisogno di renderti in qualche modo degno della mia guarigione e della mia benedizione. Ti do la mia grazia liberamente, non è per le tue opere di giustizia, ma per la mia misericordia (Tito 3:5).

    Abbi fede, mio caro, e confida in Me nonostante la sofferenza, il dolore e la gran perdita che senti. Se riesci a confidare in Me e dire: «Anche se sono in mezzo a questa fornace di afflizione, tuttavia confiderò in Lui; anche se perderò la mia forza, la mia salute, perfino la vita, confiderò in Lui, sapendo che fa tutte le cose bene» – allora ti sarai affidato completamente alle mie cure.

    Quando riporrai la tua fiducia in Me, troverai pace della mente e contentezza del cuore, sapendo che sono molto compiaciuto della tua lotta di fede e della tua vita d’amore. Il mio amore per te è davvero grande. Non temere, dunque, ma vieni a Me e trova pace e riposo alla mia presenza.

    Fatto per resistere

    «Perciò ogni uomo pio t'invochi mentre puoi essere trovato; e qualora straripino le grandi acque, esse, per certo, non giungeranno fino a lui. Tu sei il mio rifugio, tu mi proteggerai nelle avversità, tu mi circonderai di canti di liberazione». —Salmi 32:6-7

    Capisco che tu ti senta come una piccola nave che si è messa in viaggio sull’oceano della vita, così vasto ed esteso. Ora, senza segni di terra all’orizzonte, la tua piccola imbarcazione si trova in mezzo a una tempesta. Attorno a te infuriano venti ululanti e onde furiose, si scatenano tuoni e fulmini. Pensi a tornare indietro, ma non puoi farlo, perché la tempesta ti circonda. Non puoi nemmeno andare avanti, perché non puoi vedere dove sei diretta. Dubiti che la tua piccola imbarcazione possa rimanere intatta in quella tempesta furiosa.

    Se tu venissi da Me, il costruttore della tua piccola nave, capiresti che ti ho formata con piena consapevolezza delle tempeste marine. Ho preso in considerazione gli schemi dei venti e della tempesta e ho costruito la tua nave perché li potesse affrontare. Non preoccuparti se perdi una tavola qua e là, o se una delle tue vele si strappa o rimane danneggiata. Ho costruito la tua nave perché duri; non affonderai nella tempesta.

    Non ti chiedo di sforzarti da sola di stare a galla o fare progressi durante questa tempesta. Resisti sino alla fine, con calma, fiduciosa come una bambina che si sente al sicuro sulle ginocchia di suo padre, sapendo che non permetterebbe a niente al mondo di farle del male. Il tuo Padre celeste si prenderà sempre cura di te come una figlia prediletta.

    Gioia nello spirito

    «Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa». —Giovanni 15:11

    La gioia del mio Spirito è sempre con te, anche quando nel tuo cuore non provi gioia ma spandi lacrime. La mia gioia non finirà mai; nemmeno le notti più solitarie o le nuvole più nere possono togliertela. La felicità delle cose terrene è una sensazione momentanea e fuggevole; va e viene con il tuo umore, il tuo ambiente e le cose fisiche che vedi, tocchi e senti.

    La gioia del mio Spirito, invece, viene dal sapere che sono il tuo Salvatore e che mi curo di te, che sei chiamata ed eletta, che sto preparando un posto eterno per te, in cielo.

    La gioia che do è costante come il sole. Anche se scende la notte e non puoi vederlo, non dubiti della sua esistenza né che sorgerà il mattino dopo. Lo stesso vale per la gioia che ti do; anche se è sempre presente, scende la notte e la perdi di vista. Quello è il momento di confidare e riposare in Me fino al mattino, quando si presenterà di nuovo.

    Pubblicato originariamente nel 1997.
    Adattato e ripubblicato sull’Ancora in inglese il 3 novembre 2021.


    1 NIV/NLT tradotto.

  • Mag 18 Discepolato cristiano, parte 2: il prezzo
  • Mag 16 Dio nel mondo
  • Mag 15 L’arazzo della tua vita
  • Mag 13 La cortesia è importante
  • Mag 11 Discepolato cristiano, parte 1: la chiamata
  • Mag 7 L’arte di aspettare il Signore
  • Mag 5 Diventare più simili a Cristo
  • Mag 4 Chiavi per superare l’amarezza
  • Mag 2 Trovare il proposito divino nella delusione
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo, parte 8: fare discepoli

    [The Life of Discipleship: Discipling Others]

    Con l’ultimo grande incarico che diede ai discepoli, mentre stava per ascendere al cielo, Gesù affidò loro la missione di evangelizzare e fare discepoli. «Andate dunque e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Matteo 28:19-20). Come suoi discepoli, anche noi siamo chiamati a fare discepoli, a insegnare ad altri la fede cristiana e aiutarli a crescere nel loro discepolato.

    Insegnare alle persone chi è Gesù e aiutarle a crescere nella fede è essenziale per la continuità della fede ed è così che il cristianesimo viene portato nel futuro. Gesù trascorse circa tre anni a istruire i suoi seguaci e prepararli a continuare la sua opera e a diffondere la fede dopo la sua morte e risurrezione. Se i discepoli non fossero stati fedeli all’insegnamento di «insegnare ad altri a insegnare ad altri» (2 Timoteo 2:2), il messaggio sarebbe scomparso entro la loro generazione. Fare discepoli e insegnare ad altri sono elementi importanti del discepolato e del proseguimento della fede.

    C’è una differenza tra predicare il Vangelo e insegnare. Il termine greco usato nel Nuovo Testamento per predicare significa rendere pubblico, proclamare apertamente. Alcune delle definizioni del termine greco del Nuovo Testamento usato per insegnare sono impartire istruzioni, instillare dottrine. Lungo tutto il suo ministero Gesù fece entrambe le cose: predicò e insegnò, come indica Matteo 11:1: «Quando Gesù ebbe finito di dare istruzioni ai suoi dodici discepoli, se ne andò di là per insegnare e predicare nelle loro città».

    Gesù proclamò la Buona Novella e i suoi insegnamenti alle folle, e insegnò anche a singoli individui, come vediamo nel caso di Nicodemo (Giovanni 3:1-12) e della Samaritana al pozzo (Giovanni 4:7-30). Dichiarò che la sua missione era predicare e proclamare il regno di Dio. «Bisogna che io annunci la buona notizia del regno di Dio [...] perché per questo sono stato mandato» (Luca 4:43). Con i suoi insegnamenti formò discepoli in varie situazioni e contesti, e insegnò a quelli che a loro volta avrebbero formato altri discepoli, in modo che il processo potesse ripetersi più e più volte, persona dopo persona, secolo dopo secolo.

    Proclamare la buona notizia e guidare le persone alla salvezza mediante la fede in Cristo le pone sulla via del discepolato. Aiutare qualcuno a crescere nella fede e nel discepolato è un ulteriore passo avanti ed è importante per rafforzare i nuovi credenti e la loro vita spirituale. La storia e la crescita del cristianesimo in tutto il mondo si sono basate sulla condivisione della fede da parte dei credenti e sulla formazione di discepoli, che a loro volta condivideranno la loro fede e formeranno altri discepoli.

    Evangelizzare e fare discepoli sono fondamentali per la crescita e la continuità del cristianesimo. Se i credenti non proclamano la buona notizia, se non aiutano gli altri a crescere nella fede e a portare avanti la missione di Cristo, non possiamo adempiere alla nostra chiamata a essere la luce del mondo (Matteo 5:14).

    Cosa significa «fare discepoli»? I seguenti brani estratti da vari articoli ci forniscono utili definizioni:

    Fare discepoli indica un rapporto in cui camminiamo insieme ad altri discepoli per incoraggiarci, prepararci e sfidarci a vicenda con amore a crescere verso la maturità in Cristo. Ciò include anche preparare il discepolo perché insegni ad altri. —Greg Ogden1

    L’espressione «fare discepoli» è un termine che viene usato molto spesso, ma significa semplicemente aiutarsi a vicenda in modo deliberato a crescere in conformità con Gesù. Fare discepoli è una funzione deliberata perché cerca di aiutare individui specifici a crescere in maniera specifica verso la pietà. La funzione del fare discepoli è reciproca perché non è una strada a senso unico con un saggio da una parte e uno studente dall’altra. Ogni cristiano ha bisogno di una formazione spirituale e ogni cristiano è dotato dallo Spirito del necessario a edificarsi a vicenda (Giuda 1:20; Efesini 4:12; 1 Pietro 2:5).

    Non è necessario essere un guru per fare discepoli, basta essere disponibili. Non è necessario essere un teologo, basta essere un tramite di grazia per gli altri discepoli. Fare discepoli è un compito per dei comuni seguaci di Gesù, acquistati dal suo sangue e imperfetti. Quindi, cristiani, impegniamoci a fare discepoli gli uni degli altri! —Tony Shepherd2

    Non è necessario avere grandi doti di insegnante della Bibbia o avere una profonda conoscenza della dottrina cristiana per fare discepoli. Formare discepoli significa fare tutto il possibile per aiutare gli altri nel loro percorso spirituale e sforzarsi di essere un modello di Cristo. Non tutti sono insegnanti dotati, ma tutti dovremmo imparare a condividere la nostra fede in Dio e nel suo amore e aiutare gli altri ad aumentare la loro comprensione di Gesù, della salvezza e dei fondamenti della fede. Si può anche studiare la Bibbia o altro materiale di lettura cristiano insieme ad altri per aiutarli a crescere nella fede.

    Potreste non avere tutte le risposte a possibili domande poste da una persona nuova alla fede o da qualcuno che sta attraversando un periodo di crisi di fede, ma potete aiutarli a cercare le risposte nella Bibbia o mediante le lezioni di bravi insegnanti della Bibbia, oppure potete condividere ciò che avete imparato attraverso la vostra esperienza personale nel vostro cammino con il Signore. Potete pregare con loro e così facendo aiutarli a imparare a pregare e a rivendicare i versetti della Bibbia.

    Il discepolato è un processo che dura una vita, poiché veniamo progressivamente trasformati nell’immagine di Cristo «di gloria in gloria» (2 Corinzi 3:18). Formare qualcuno come discepolo non significa necessariamente guidarlo in ogni fase della sua vita cristiana, ma piuttosto condividere con lui la vostra esperienza e la vostra fede e indirizzarlo al Signore e alla sua Parola. L’obiettivo è fare in modo che il tempo che trascorrete con lui lo aiuti ad accrescere la sua comprensione e il suo rapporto con Dio e a rafforzare la sua fede.

    Fare discepoli non deve necessariamente essere una lezione formale; può essere la condivisione di un momento di comunione spirituale. Può essere il rispondere alle domande delle persone, pregare con loro nei momenti di difficoltà e aiutarle a trovare risposte ai loro dubbi. Può essere camminare al loro fianco in momenti tragici o luttuosi, riflettendo su di loro l’amore e il conforto di Cristo.

    Gesù dedicò gran parte del suo ministero a formare consapevolmente i suoi convertiti. Sono i discepoli che portano avanti e diffondono la fede e poiché l’obiettivo è fare discepoli di tutte le nazioni, formare altri discepoli è una parte importante del Grande Mandato. La formazione e l’insegnamento rendono più forti i cristiani che giungono alla fede nel Signore. È nell’insegnamento, nel radicare le persone nella fede, nella comprensione delle dottrine cristiane fondamentali, nell’esperienza della presenza di Gesù e nello sviluppo di un cammino più vicino a Dio, che i discepoli crescono nel loro discepolato.

    Discepoli che fanno discepoli

    Fin dall’inizio del cristianesimo, la naturale conseguenza dell’essere discepoli di Gesù è sempre stata quella di fare [altri] discepoli di Gesù. «Seguitemi», disse Gesù, «e vi farò pescatori di uomini» (Matteo 4:19). Era una promessa: Gesù avrebbe preso i suoi discepoli e li avrebbe trasformati in formatori di discepoli. Ed era un comando: disse a ciascuno dei suoi discepoli di andare e fare discepoli di tutte le nazioni, battezzandoli e insegnando loro ad obbedirgli (Matteo 28:19-20). Il disegno di Dio è stato fin dall’inizio che ogni singolo discepolo di Gesù facesse discepoli che facessero discepoli che facessero discepoli fino a quando il Vangelo non si fosse diffuso a tutti i popoli.

    Fece in modo che tutto il suo popolo potesse conoscere la sua gioia mentre condivide il suo amore, diffonde la sua Parola e moltiplica la sua vita tra tutti i popoli della terra. È questo il grande scopo per cui siamo stati creati: godere della grazia di Cristo mentre diffondiamo il Vangelo di Cristo da dove viviamo fino ai confini della terra. E vale la pena di dedicare la nostra vita a realizzare questo scopo. Ne vale la pena per miliardi di persone che ancora non conoscono la misericordia e la maestà di Dio in Cristo. E ne vale la pena per te e per me, perché siamo stati creati per essere discepoli che fanno discepoli, fino al giorno in cui vedremo il volto di Colui che seguiamo e, insieme a tutte le nazioni, saremo da Lui saziati per tutta l’eternità. —Francis Chan & Mark Beuving3

    Agenti della trasformazione evangelica

    Dopo la sua risurrezione e verso la fine del suo ministero terreno, Gesù affidò ai suoi discepoli l’incarico che oggi conosciamo come il Grande Mandato, una dichiarazione carica di implicazioni. […]

    «Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen» (Matteo 28:19-20).

    Andate. Fate discepoli. Battezzate. Insegnate. Ispirate.

    In verità, nulla scioglie il freddo pungente di un mondo caduto più rapidamente del calore esponenziale di una persona che fa un discepolo, due che ne fanno altri due, quattro che ne fanno altri quattro, fino a quando nuovi credenti maturi spuntano e si diffondono a macchia d’olio. […]

    Questo sviluppo della crescita e dei principi spirituali tra il popolo di Dio, specialmente quando applicato ai cuori appassionati dei nuovi cristiani, popola la chiesa di ribelli formati biblicamente, il cui amore per ritrovare i figli di Dio perduti è pari solo al nutrire i suoi figli ritrovati. —Ed Stetzer4

    La chiamata di Dio è proclamare il Vangelo, condividere il suo amore e la sua verità con gli altri e aiutare le persone a crescere nel loro discepolato. Ma dove, come e a chi realizzare il suo Grande Mandato dipende da dove Dio vi ha posto, dalla vita che vi ha chiamati a condurre e dalle persone che ha messo sul vostro cammino. Condividere la buona notizia e fare discepoli dei nuovi credenti avviene nel nostro quartiere, nella nostra comunità, sul nostro posto di lavoro, all’università, in un campo missionario straniero, in un’organizzazione non profit locale, ovunque Dio ci abbia posto. Gesù stesso ci ha incaricati di aiutare gli altri a diventare discepoli. I discepoli fanno discepoli.

    Fare discepoli non comporta un rapporto formale, ma di amicizia. Gesù chiamava amici quelli che stava trasformando in discepoli: «Vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio» (Giovanni 15:15). L’aspetto dell’amicizia è molto importante. Ci sono molti modi pratici per creare momenti di amicizia con le persone che state evangelizzando e trasformando in discepoli, come invitarle a prendere un caffè, invitarle a cena, andare a fare una passeggiata o avviare un gruppo di preghiera o un piccolo gruppo di studi biblici.

    Quando accompagnate una persona nel suo percorso spirituale, contribuite ad aiutarla a formare un rapporto più profondo con Dio. I brani di questo articolo lo esprimono bene:

    Discepolato nell’amicizia

    Fare discepoli non è solo compito della cosiddetta élite spirituale, ma è compito di ogni discepolo (Matteo 28:18-20). I discepoli fanno discepoli.

    È utile ricordare che Gesù chiamò amici i suoi discepoli (Giovanni 15:12-15). È un fatto sorprendente. Sulla croce, l’ira di Dio si abbatté sul Figlio, affinché noi potessimo essere amici di Dio. Quando il Figlio di Dio ti ha chiamato al discepolato, ti ha chiamato all’amicizia con lui. Sentire l’amicizia di Gesù attraverso la sua Parola, la preghiera e il suo popolo significa vivere il discepolato (Giovanni 15:7-11). Fare discepoli, quindi, significa invitare anche altri a essere amici di Gesù. Significa chiedersi: «Come posso aiutare questa persona a conoscere e ad amare Gesù di più?».

    Essere discepoli spesso significa semplicemente essere presenti. Significa pregare insieme a qualcuno durante una riunione. Significa discutere di ciò che hai imparato dal sermone. Significa cantare a voce abbastanza alta da incoraggiare le persone intorno a te, anche se non hai una voce da corista. Significa condurre una vita cristiana in modo da essere un esempio di Cristo e invitare gli altri a viverla insieme a te. Per fortuna, la crescita spirituale degli altri è in ultima analisi opera di Dio, nonostante i nostri sforzi imperfetti di fare discepoli (1 Corinzi 3:6-7). Non dobbiamo essere una fonte di completa saggezza spirituale. Né abbiamo bisogno di una laurea in teologia o di anni di esperienza in pastorale vocazionale. Quando facciamo discepoli, aiutiamo semplicemente gli altri a incrementare la loro amicizia con Gesù condividendo e modellando ciò che abbiamo imparato attraverso la Parola di Dio nella nostra amicizia con Gesù. —Quina Aragon5

    La vita spirituale di una persona è come un viaggio. Il punto di partenza di ogni persona sarà diverso. Il Signore potrebbe chiamarti a camminare al fianco di qualcuno per un po’, per trasmettere il suo amore, la sua verità e la sua Parola e condividere la comunione. Potresti seminare o annaffiare, aiutandoli a diventare discepoli o aiutandoli a crescere nel loro discepolato, se si trovano a un punto del viaggio in cui sono pronti a dedicarsi maggiormente a Dio. Tu sei lì per aiutare, per dare loro consigli quando lo chiedono, per condividere con loro i principi di Dio, per aiutarli a comprendere la sua Parola e le sue vie, per incoraggiarli e sostenerli, per condividere con loro il tuo percorso di vita come discepolo.

    Insegnare e fare da guida spirituale a qualcuno richiede tempo, ma quando riusciamo a guidare efficacemente anche una sola persona, è tempo ben speso. Potremmo essere inclini a valutare il nostro successo nel guidare spiritualmente gli altri in base al numero di persone che aiutiamo nel loro percorso della fede, ma questo non è un metro di misura accurato. Dobbiamo solo fare ciò che Dio ci chiede, testimoniare e guidare spiritualmente quelli che Lui mette sul nostro cammino, pregare e confidare che lo Spirito Santo opererà nella loro vita.

    Francesco d’Assisi una volta disse: «Il nostro cammino per andare a predicare è inutile se il nostro cammino non è la nostra predicazione». La nostra forza e la nostra motivazione per condividere Gesù con gli altri inizia con il nostro amore per Lui e il nostro rapporto con Lui. La capacità del cristiano di vivere la vita di un discepolo, di testimoniare e di fare da guida spirituale per gli altri nasce quando fa le cose che Dio ha chiesto ai discepoli di fare, per esempio modellare la nostra vita secondo la sua Parola e seguire l’esempio di Gesù. (Vedi le parti 1-4 della serie La vita di un discepolo). Tutto inizia con l’individuo: l’individuo che lo ama e vive secondo i suoi principi, che poi ha anche la convinzione, la spinta, il desiderio di testimoniare e proclamare la Buona Novella e di far parte del processo di formazione dei discepoli.

    Ognuno di noi ha delle opportunità, una rete di contatti, un ambiente in cui può entrare in contatto con gli altri e rafforzare la loro fede, la loro speranza e il loro spirito vivendo il suo discepolato e applicando i principi del discepolato alle sue relazioni. Lo stesso Gesù ci incarica di aiutare gli altri a diventare discepoli. Come discepoli, amiamo, crediamo e seguiamo gli insegnamenti di Gesù e contribuiamo anche a diffondere gli insegnamenti, la Parola di Dio, aiutando altri e insegnando loro a crescere nel discepolato.

    Pensieri su cui riflettere

    Ogni cristiano dovrebbe aiutare i non credenti a diventare credenti mostrando loro Cristo. Questo è fare un discepolo. E ogni cristiano dovrebbe aiutare gli altri credenti a crescere sempre più nella maturità. Questo è fare un discepolo. —John Piper

    I discepoli si moltiplicano. Una delle ultime cose che Gesù disse ai suoi discepoli prima della sua ascensione fu di «andare e fare discepoli di tutte le nazioni» (Matteo 28:19). Questo implica l’evangelizzazione, ovvero condividere il Vangelo ed esortare le persone a pentirsi e a credere in Cristo, ma implica anche il discepolato. I cristiani dovrebbero impegnarsi attivamente nella formazione di persone che a loro volta formeranno altre persone. È il modello che vediamo nel ministero di Gesù: Egli formò undici uomini che trascorsero il resto della loro vita come formatori di discepoli, formando altri affinché diventassero a loro volta formatori di discepoli, e così via. —Got Questions6

    Quando saremo trasformati a sua immagine, gli altri vedranno Gesù in noi e conosceranno la forza che distrugge le paure e i dubbi e dà loro speranza. In 1 Corinzi 11:1, l’apostolo Paolo esorta: «Seguite il mio esempio, come io seguo l’esempio di Cristo». Non c’è modello migliore di Gesù per fare discepoli! Egli insegnò ai suoi seguaci a trasformare altri in discepoli, dando loro l’esempio con la sua vita. —Shawn D. Anderson

    Cosa dice la Bibbia

    «Il vangelo è in mezzo a voi, e nel mondo intero porta frutto e cresce, come avviene anche tra di voi dal giorno che ascoltaste e conosceste la grazia di Dio in verità» (Colossesi 1:6).

    «Un discepolo non è da più del maestro; ma ogni discepolo ben preparato sarà come il suo maestro» (Luca 6:40).

    «Dio ha voluto far loro conoscere quale sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra gli stranieri, cioè Cristo in voi, la speranza della gloria, che noi proclamiamo, esortando ciascun uomo e ciascun uomo istruendo in ogni sapienza, affinché presentiamo ogni uomo perfetto in Cristo» (Colossesi 1:27-28).

    Una preghiera

    Padre celeste, grazie per avermi dato uno stile di vita che mi permette di fare discepoli in Cristo Gesù. Mentre affronto ogni momento di questa giornata, aiutami ad amare te e le persone che incrociano il mio cammino. […] Aiutami a non perdermi le avventure che mi stai mettendo davanti per vivere e proclamare la Buona Novella di Gesù oggi. Indirizza il mio cuore a te e alle persone cui desideri che mi avvicini per stringere amicizie che formino discepoli simili a Gesù. Con la tua Parola e il tuo Spirito, trasformami in un seguace di Gesù che ama te, ama le persone e forma discepoli. Nel nome di Gesù, amen.7


    1 Greg Ogden, Transforming Discipleship (InterVarsity Press, 2016).

    2 Tony Shepherd, “Disciple Others”, 9Marks.org, March 30, 2021, https://www.9marks.org/article/disciple-others/.

    3 Francis Chan and Mark Beuving, Multiply: Disciples Making Disciples (David C. Cook, 2012).

    4 Ed Stetzer, Subversive Kingdom: Living as Agents of Gospel Transformation (B&H Publishing Group, 2012).

    5 Quina Aragon, “But I’ve Never Been Discipled”, The Gospel Coalition, August 8, 2020, https://www.thegospelcoalition.org/article/never-been-discipled/.

    6 “What is Christian discipleship?” GotQuestions.org, https://www.gotquestions.org/Christian-discipleship.html.

    7 “Disciplemaker’s Prayer”, Cadre Missionaries, https://www.cadremissionaries.com/disciplemakers-prayer.


    Pubblicato originariamente in inglese il 17 marzo 2026.

  • Apr 28 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 37-58)
  • Apr 21 La vita di un discepolo, parte 8: Comunicare la nostra fede
  • Apr 7 1 Corinzi, capitolo 15 (versetti 20-36)
  • Mar 24 La vita di un discepolo, parte 7: servire Dio servendo gli altri
  • Mar 10 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 1-19)
  • Feb 24 La vita di un discepolo, parte 6: Amore per gli altri
  • Feb 10 1 Corinzi; capitolo 14 (versetti 26-40)
  • Gen 27 La vita di un discepolo, parte 5: cercare prima il suo regno
  • Gen 13 1 Corinzi: capitolo 14 (versetti 1-25)
   

Dottrine

Altro…
  • La Famiglia Internazionale (LFI) [The Family International – TFI] è una comunità cristiana online impegnata nella diffusione del messaggio dell’amore di Dio in tutto il mondo. Crediamo che tutti possano avere una relazione personale con Dio, mediante Gesù Cristo, che concede felicità e pace spirituale, oltre alla motivazione ad aiutare altri e a diffondere la buona novella del suo amore.

Missione

Altro…
  • L´obiettivo principale della Famiglia Internazionale è il miglioramento della qualità di vita degli altri mediante la condivisione del messaggio vivificante dell´amore, della speranza e della salvezza che troviamo nella Parola di Dio. Crediamo che l´amore di Dio — applicato a livello pratico nella nostra vita quotidiana — sia la chiave per risolvere molti dei problemi della società, anche nel mondo complesso e frenetico di oggi. Impartendo la speranza e l´orientamento che troviamo negli insegnamenti della Bibbia, crediamo di poter contribuire alla costruzione di un mondo migliore — cambiando il mondo un cuore alla volta.

Valori

Altro…
  • Soluzioni spirituali

    Applichiamo i principi spirituali alle sfide della vita quotidiana, per superare gli ostacoli, risolvere conflitti, massimizzare il potenziale e guarire i cuori feriti. Cerchiamo di condividere con gli altri la nostra ricchezza spirituale e la nostra conoscenza.

A proposito di LFI

LFI online è una comunità di membri della Famiglia Internazionale. LFIè una comunità cristiana internazionale impegnata a diffondere il messaggio dell'amore di Dio alle persone intorno al globo.

Visita il nostro sito principale se vuoi saperne di più su LFI.

Se sei un membro di LFI, fai l'accesso per vedere altro contenuto.

Ultime serie

Altro…
Arrivare al Cuore di tutto
Una serie di articoli che coprono i fondamenti della fede e della dottrina cristiana.
Vivere il Cristianesimo
Applicare gli insegnamenti della Bibbia alla nostra vbita di tutti i giorni a alle nostre decisioni.
Gesù - la sua vita e il suo messaggio
Principi fondamentali tratti dai Vangeli su cui costruire le nostre vite.