L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • Gioia in mezzo alle avversità

    Compilazione

    [Joy in the Midst of Adversity]

    Avversità e scoraggiamento sembrano andare mano nella mano. Che arrivino sotto forma di difficili diagnosi mediche, qualche specie di crisi familiare, problemi finanziari, dipendenza e comportamento disfunzionale o una pandemia mondiale, i momenti difficili possono bruciare forza, coraggio e risolutezza e lasciarci esausti e sconfitti. Ripensando allo scorso anno, ho dovuto ammettere di essere stato spinto e tirato in tanti modi diversi che non mi aspettavo né volevo.  Anche se io non l’avrei scelto (come penso nessuno di noi avrebbe fatto), un frutto innegabile di questi momenti difficili è stato che mi ha costretto a immergermi nel Signore. […]  Mi ha insegnato di nuovo quanto Dio sia consapevole della nostra situazione, come operi in mezzo a tutto quanto e come ci dia ciò che è necessario per avvicinarci sempre di più all’immagine di Gesù.

    Ho imparato la Preghiera del Signore mentre crescevo nella chiesa e ho recitato quella preghiera insieme a tutti gli altri. Per molto tempo non ho veramente capito quello che stavo pregando e dicevo alcune parola sbagliate. Quando però sono maturato nel mio rapporto con il Signore, quella preghiera ha acquisito sempre più significato. «Venga il tuo regno» (non il mio); «sia fatta la tua volontà» (non la mia); aiutami a perdonare quelli che devo perdonare; «non indurmi in tentazione»; e la mia parte preferita: «dacci oggi il nostro pane quotidiano», ovvero: «Signore, sostienimi oggi con ciò di cui ho bisogno» (Matteo 6:10–13).

    Questa preghiera è stata una […] roccia di verità a cui appoggiarmi in questi tempi difficili. Una cosa che però non avevo mai notato prima è uno dei motivi per cui Gesù ci incoraggia a fare questa preghiera.

    In Matteo 6:8, Gesù ci dice questo, prima di introdurre il Padre Nostro: «Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate». […]

    Dio vede me. Dio vede te. Sa che pesi portiamo e di cosa abbiamo bisogno che ci sostenga oggi. Una promessa dolcissima, specialmente in mezzo ai nostri tentativi di vivere da persone disastrate in questo mondo disastrato e stravolto.

    Perché Dio ci vede e ci conosce, possiamo pregare: Venga il tuo regno, non il mio… sia fatta la tua volontà, non la mia… non indurmi in tentazione… Dio, dammi oggi ciò di cui ho bisogno per sostenermi mentre ti seguo. Pregare in questo modo ci libera dal nostro bisogno di controllare le situazioni esterne in cui ci imbattiamo; ci permette di confidare semplicemente nel nostro Buon Padre Celeste e seguirlo. —Andy Petry1

    *

    Giobbe provò grande dolore e tristezza, nonostante non ne avesse alcuna colpa. Gli vennero strappati via la salute ed i suoi dieci figli, in una sola volta, lasciandolo seduto su un cumulo di ceneri, con il corpo ricoperto di piaghe (Giobbe 1–3). A peggiorare le cose, i suoi tre «amici» andarono da lui per consolarlo, accusandolo di aver peccato contro Dio. Perché, altrimenti, ragionavano loro, un uomo si sarebbe trovato in tali circostanze? Ma come Dio rivelò a Giobbe e ai suoi amici, a volte Egli causa o permette circostanze che provocano dolore e tristezza nelle nostre vite, per i suoi scopi santi. E, a volte, non ci spiega neppure le sue ragioni (Giobbe 38–42).

    Il salmista ci dice: «La via di Dio è perfetta» (Salmi 18:30). Se le vie di Dio sono «perfette», allora possiamo confidare nel fatto che qualsiasi cosa Egli faccia, e qualunque cosa Egli permetta, sia allo stesso modo perfetta. Potrebbe non sembrarci possibile, ma le nostre menti non sono la mente di Dio. È vero che non possiamo aspettarci di capire perfettamente la Sua mente, in quanto Egli ci ricorda: «“Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie sono le mie vie’, dice il Signore. “Come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri”» (Isaia 55:8–9). A volte, la volontà perfetta di Dio include tristezza e sofferenza per i suoi figliuoli. Ma possiamo gioire del fatto che Egli non ci tenta oltre la nostra capacità di sopportare e ci fornisce sempre una via per sfuggire al peso di dolore che dobbiamo sopportare temporaneamente (1 Corinzi 10:13).

    Nessuno ha mai patito una sofferenza più grande di quella provata da Gesù, uomo dei dolori, conoscitore della sofferenza» (Isaia 53:3). […] Tutto il suo ministero fu caratterizzato dalla sofferenza che provava per via della durezza del cuore degli uomini e della loro incredulità, dell’opposizione dei leader religiosi, e persino dell’incostanza dei Suoi stessi discepoli, per non menzionare le tentazioni di Satana.

    La notte precedente alla sua crocifissione, Egli era «profondamente triste, fino alla morte» mentre contemplava l’incombente ira e la giustizia di Dio, le quali si sarebbero riversate su di Lui quando sarebbe morto per la sua gente. Tanto grande era la sua agonia, che iniziò a sudare grandi gocce di sangue (Matteo 26:38; Luca 22:44). Naturalmente, il dolore più atroce della sua vita fu sulla croce, quando suo Padre nascose il suo volto al Figlio, facendo gridare a Gesù in agonia: «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?» (Matteo 27:46). Sicuramente, nessuna sofferenza nostra si potrà mai paragonare a quella del Salvatore.

    Ma proprio come Gesù fu riportato alla destra del Padre dopo aver sopportato la sofferenza, allo stesso modo possiamo essere certi che nelle difficoltà e nei momenti di tristezza, Dio usa l’avversità per renderci più simili a Cristo (Romani 8:29; Ebrei 12:10). Nonostante la vita tra l’umanità peccatrice di questo mondo non sia mai perfetta, sappiamo che Dio è fedele e che, quando Cristo ritornerà, il dolore verrà rimpiazzato dalla gioia (Isaia 35:10). Ma, nel frattempo, usiamo il nostro dolore per glorificare Dio (1 Pietro 1:6–7) e riposiamo nella grazia e nella pace del Signore Dio Onnipotente.—GotQuestions.org2

    *

    Molte cose che a noi sembrano problemi e avversità sono in realtà doni di Dio confezionati in modo strano.

    Si racconta di una donna che amava molto il Signore e non desiderava altro che fare ciò che gli era gradito. «Farò con gioia qualunque cosa mi chiederai», gli promise, sperando segretamente di ricevere un incarico nobile e vistoso.

    Rimase sgomenta quando Lui le mise in mano un pesante sacco di iuta, chiedendole di portarlo mentre percorrevano insieme la strada della vita. Lei si chiese con curiosità quale fosse il contenuto del sacco, ma esso era avvolto strettamente con una corda robusta, con tanti nodi complicati. Era chiaro che non era il momento di aprirlo.

    Mentre s’incamminavano, la donna cadde sotto il peso del suo fardello. «È troppo pesante!» protestò.

    «La mia potenza si dimostra perfetta nella tua debolezza, ed io sarò sempre al tuo fianco», la rassicurò Gesù. «Quando la strada si fa troppo ripida o ti senti debole, appoggiati a Me».

    Così proseguirono insieme il cammino e le cose andarono proprio come le aveva detto Gesù. A volte la donna si fermava e gli confidava che il peso era troppo da portare da sola, così lo reggevano insieme.

    Alla fine, arrivarono alla loro destinazione finale. La donna mise il sacco ai piedi di Gesù e tirò un sospiro di sollievo; aveva finito di portare il suo carico.

    «Vieni mia cara, vediamo cosa contiene», disse Gesù con un luccichio negli occhi. Al tocco della sua mano i nodi si sciolsero, il sacco si aprì e il suo contenuto si rovesciò fuori.

    «Le ricchezze del Paradiso!» esclamò la donna mentre i suoi occhi si saziavano della bellezza di quei tesori ultraterreni.

    «Questa è la ricompensa eterna che ti ho preparato. È il mio dono per ringraziarti di tutto quello che hai passato e di tutto quello che hai sofferto per me», spiegò Gesù.

    Lo stupore si trasformò in lacrime di gioia. La donna si gettò ai piedi di Gesù e disse: «Perdonami, Signore; per tutti questi anni non avevo capito. Se solo avessi confidato in Te senza dubitare o protestare! Se solo avessi capito cosa c’era nel sacco per me sarebbe stata una gioia portarlo».

    Allo stesso modo, il Signore forse sta preparando per te un tesoro prezioso, come ricompensa per aver portato il carico che ti ha affidato.

    Forse ti guardi intorno e vedi altri i cui pesi sembrano molto più leggeri dei tuoi; forse vorresti essere al loro posto. Ma se Dio ti concedesse questo desiderio, potresti scoprire che il loro fardello è ancora più pesante del tuo perché non era stato concepito per te. Ogni carico è fatto a misura del suo portatore ed è preparato con il massimo amore e la massima cura. Dio sa esattamente cosa ti serve. Confida in Lui. —Shannon Shayler

    *

    Possiamo forse pensare che al suo cuore
    piaccia causarci anche un solo istante di dolore?
    No di certo! Ma Egli vede di là della nostra croce
    la beatitudine di un premio dall’eterno valore.
    —A. F. Ingler

    Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 22 novembre 2022.

  • Ago 14 La sua presenza nelle tempeste della vita
  • Ago 12 Lezioni di guida da 2 Corinzi 5
  • Ago 10 Nuova vita in Cristo
  • Ago 7 Cercare e salvare le anime smarrite
  • Ago 4 Non smarrirti
  • Ago 3 La parabola del servo ubbidiente
  • Lug 30 Trasformazione
  • Lug 27 Le ultime apparizioni di Gesù e il suo mandato
  • Lug 25 Camminiamo per fede, non per sensazioni
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo, parte 12: discepolato quotidiano

    [The Life of Discipleship, Part 12: Everyday Discipleship]

    Il discepolato è un percorso che dura tutta la vita e richiede perseveranza, determinazione, convinzione, l’amore di Dio e la forza dello Spirito Santo. Il defunto reverendo Billy Graham una volta disse: «Il cammino del cristiano nella vita non è uno sprint ma una maratona. […] Il discepolato è un impegno che dura tutta la vita, giorno dopo giorno». Il processo di crescita nel nostro discepolato e di trasformazione a immagine di Cristo è un compito che dura tutta la vita. Come qualcuno ha detto:

    Siamo creati come bozze che devono passare per un processo di correzione. Dio opera per trasformarci passo per passo in un articolo finito che varrà la pena di leggere. Il nostro essere è ripetutamente trasformato dalle scelte e dalle decisioni che prendiamo; i punti superficiali e superflui vengono eliminati grazie alle esperienze difficili della vita e noi veniamo rifiniti e levigati […] nelle mani del Grande Correttore. —Scott Montrose1

    Il nostro discepolato deve comprendere ogni aspetto della nostra vita, compreso il nostro rapporto con Dio e il nostro cammino quotidiano con Lui, nonché il nostro amore per gli altri, che include ogni persona che incontriamo nel corso della giornata. Il nostro discepolato comprende il compito di ambasciatori di Cristo e la condivisione della buona novella con le persone che Lui pone sul nostro cammino, oltre che essere un riflesso vivente dell’amore di Cristo in ogni ambito della nostra vita e sforzarci di crescere a sua immagine.

    Viviamo il nostro discepolato nelle nostre case, sul posto di lavoro, nelle scuole e nella comunità. Incorporiamo i principi del discepolato nella nostra genitorialità, nelle nostre relazioni e nell’investimento del nostro tempo, delle nostre competenze e delle nostre risorse. Ci sforziamo di essere un esempio vivente della nostra fede per le nostre famiglie, i nostri amici e i nostri vicini, per le persone con cui interagiamo durante la giornata e nelle nostre comunicazioni online.

    La vocazione di discepoli di Gesù è una chiamata a uno stile di vita completo. È una chiamata a riorganizzare le nostre priorità in modo che Dio occupi il primo posto nella nostra vita. Ciò non vuol dire che non avremo altre priorità, ma la nostra fedeltà va innanzitutto a Dio — al di sopra dei nostri desideri e della nostra volontà, dei nostri cari, dei nostri beni e persino della nostra stessa vita. Il discepolato cristiano non è facile da vivere — infatti, Gesù disse che «la via è stretta», ma «conduce alla vita» (Matteo 7:13–14). Richiede impegno, dedizione e il mettere Dio al centro della nostra vita, delle nostre decisioni e dei nostri rapporti.

    Nei Vangeli, Gesù sfidò i suoi seguaci a rinunciare alla propria vita per amor suo e a seguirlo. Nel Vangelo di Matteo, disse: «Se uno vuole venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà» (Matteo 16:24–25).

    Rinunciare a noi stessi può essere inteso come il mettere da parte i nostri desideri, le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali e scegliere di cercare Dio per ricevere la sua guida nella nostra vita e perseguire la sua volontà piuttosto che la nostra. Ciò non significa che il Signore non ci guiderà mai a conseguire le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali. Se cerchiamo la volontà di Dio e desideriamo compiacerlo, è molto probabile che la sua volontà e i nostri desideri siano in armonia (Salmi 37:4). Tuttavia, se le indicazioni di Dio non coincidono con la direzione verso cui ci stavamo orientando, come suoi discepoli saremo disposti a «rinunciare a noi stessi» per seguirlo.

    Gesù ci ha dato la chiave per poter vivere il nostro impegno nel discepolato, a partire dalla nostra rinascita spirituale attraverso la salvezza. «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura: le cose vecchie sono passate; ecco, sono diventate nuove. Sono stato crocifisso con Cristo. Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (2 Corinzi 5:17; Galati 2:20).

    La capacità e la grazia di vivere la vita di un discepolo non derivano solo dal nostro desiderio di obbedire ai comandamenti di Dio e dai nostri sforzi di vivere in modo devoto, ma dalla potenza di Dio attraverso «Cristo in noi» (Colossesi 1:27) e dalla presenza dello Spirito Santo (Giovanni 14:15–17). «Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo» (Efesini 2:10).

    Cristo in noi

    Ogni nuova mattina possiamo aspettarci che il Signore Gesù Cristo si manifesti attraverso di noi quel giorno e realizzi qualche aspetto della sua opera, che riusciamo a riconoscere le sue azioni o no. È il nostro privilegio, è la nostra responsabilità.

    Il fatto che Cristo viva in noi ci dà forza. Non possiamo vivere efficacemente con nessun’altra forza se non quella che deriva dalla vita di Gesù Cristo, poiché Lui disse: «Senza di me non potete fare nulla» (Giovanni 15:5). Il fatto di essere in Cristo ci dà uno scopo. Non è una forza che ci permette di vivere per noi stessi, ma che ci mette in grado di realizzare i piani di Cristo. […]

    Il fatto che Cristo sia in noi ci offre delle risorse. Tutto ciò di cui potremmo aver bisogno è nostro nel Signore Gesù Cristo. E il fatto di essere in Cristo ci dà delle responsabilità. Come parte del suo corpo, la questione più importante che io devo affrontare è: «Cosa vuole che io faccia?»

    Il fatto che Cristo sia in noi è dinamico. Essere in Cristo è impegnativo. Se Lui ha qualcosa da fare, ha il diritto di usarci come mezzo per farlo. Se c’è un «eunuco etiope» sulla strada del deserto, Lui ha il diritto di dirti di lasciare la tua Samaria e andare a incontrarlo (Atti 8:26–40). Ma per ogni richiesta che ci fa, Lui fornisce la dinamica del suo Spirito dentro di noi per realizzarla.

    Questa è la vita cristiana. Dopo aver affrontato il nostro insuccesso nel manifestare la sua somiglianza e immagine nel mondo, ci avviciniamo alla Croce per essere perdonati, lo Spirito Santo viene a vivere in noi e veniamo incorporati in Cristo, diventando mezzi per manifestare la sua vita e il suo obiettivo. Il mondo ha un bisogno disperato di saperlo, ma non avrà alcun motivo per crederci finché non vedrà la vita e il carattere di Gesù Cristo vissuti nella tua vita e nella mia. Questo è lo scopo che Dio ha per te! —Charles Price2

    Unirsi alla missione del suo Regno

    Dio ti ha invitato a unirti a Lui per cambiare il mondo. Dio ha un sogno per questo mondo che Gesù ha chiamato il Regno di Dio. Dio ti ha creato per svolgere un ruolo importante nella sua visione del Regno. Non troverai mai il tuo scopo più profondo nella vita finché non troverai il tuo posto nella realizzazione del Regno di Dio.

    Non devi essere un genio per cambiare il mondo, né ricco, né influente, né un gigante spirituale. Quel che devi fare è dire di sì all’invito. Devi essere disponibile e disposto a farti usare, e forse dovrai pagare il prezzo che il seguire Gesù comporta, perché cambiare il mondo e seguire Gesù non è facile e non è a buon mercato. Bisognerà fare dei sacrifici: ce ne sono sempre.

    La nostra fede cristiana non è solo un modo per ricevere il perdono dei nostri peccati e poter entrare nella vita eterna, eppure lo è. Non è solo un sistema di giuste convinzioni sulla verità ultima e sull’ordine delle cose, sebbene lo sia. Né è solo un modo per ricevere conforto da Dio nei momenti difficili o un utile codice di condotta su come vivere una vita buona e produttiva, sebbene sia anche questo. Fondamentalmente, la fede cristiana è la vocazione di […] seguire il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e partecipare alla grande missione di Cristo nel nostro mondo. […] Solo allora diventeremo persone complete, persone che vivono secondo il disegno divino più profondo per la nostra vita. —Richard Stearns3

    Conclusione: il progetto per la vita

    Come abbiamo visto nel corso di questa serie sul discepolato, la Bibbia ci insegna qual è il rapporto che Dio desidera avere con noi e come vivere in modo da piacergli. Diventare sempre più simili a Cristo ed essere trasformati a sua immagine è il fondamento per vivere una vita devota e fruttuosa in armonia con Dio e con gli altri, che produce il frutto del suo Spirito nella nostra vita e in quella degli altri (Galati 5:22–23). È nella Bibbia che apprendiamo le verità rivelate da Dio su cui possiamo modellare la nostra esistenza.

    Nella Parola di Dio troviamo i principi biblici che fungono da bussola per la nostra vita e ci aiutano ad affrontare le sfide della vita quotidiana e ad essere testimoni efficaci di Cristo. La sua Parola trasmette principi che ci guidano nelle nostre interazioni con gli altri e nel nostro processo decisionale, aiutandoci a discernere la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Questi principi spirituali stabiliscono un modello per il nostro standard morale, la nostra etica, il nostro atteggiamento nei confronti della vita, dell’amore, del mondo, dell’ambiente e dei rapporti con gli altri. Sebbene non tratti specificamente ogni possibile situazione che potremmo affrontare, la Bibbia fornisce i principi necessari per affrontare le complessità della vita in un modo gradito a Dio.

    La sua Parola ci insegna a vivere il nostro discepolato amando e servendo gli altri. Il nostro amore per Gesù ci spinge a servire gli altri in suo nome. Ci motiva a essere suoi ambasciatori in qualunque situazione ci troviamo. Ci spinge ad aiutare chi è nel bisogno e a offrire speranza e conforto a chi ne è privo. Possiamo essere le sue mani per aiutare e toccare, la sua bocca per proclamare la verità della sua Parola e infondere incoraggiamento e speranza, i suoi occhi per trasmettere compassione, i suoi piedi per camminare al fianco di un’anima affaticata e le sue braccia per aiutare a portare il loro pesante fardello. Così facendo, le nostre vite lo glorificheranno e saranno di benedizione per gli altri, come evidenziano gli articoli che seguono.

    Una vita bellissima

    Quando la vita di un seguace di Gesù viene condotta come l’intendeva Lui, diventa una cosa di rara bellezza. Essere cristiani e avere un rapporto con Dio dovrebbe permeare le nostre esperienze quotidiane, integrarsi nelle nostre decisioni e colorare il modo in cui percepiamo noi stessi, gli altri e questa vita. Le innumerevoli espressioni dell’amore di Dio condivise con gli altri nel corso della vita di un cristiano possono a volte sembrare insignificanti in sé, tuttavia Dio le vede nella totalità di una vita che rende gloria a Lui ed esulta nella loro bellezza.

    Più siamo decisi a rafforzare il nostro cammino con Gesù e desideriamo mantenere una connessione spirituale con Lui, più Lui potrà manifestare il suo Spirito attraverso di noi. Siamo la sua opera. Quando gli consentiamo di mescolare le diverse sfumature di colore del suo amore e della sua misericordia e di sviluppare la bellezza che desiderava avessimo, diventiamo il suo capolavoro che ispirerà la vita di molti. Accettiamo di tutto cuore il dono inestimabile della sua presenza nella nostra vita. E mentre coltiviamo la bellezza accattivante dell’amore di Dio in tutto ciò che facciamo e diciamo, altri saranno attirati a Lui attraverso di noi. —Maria Fontaine

    Il profumo di Cristo

    L’apostolo Paolo scrisse che la Chiesa è il profumo di Cristo per il mondo: «Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono» (2 Corinzi 2:15). Con questo intendeva dire che ogni credente e ogni comunità di credenti stabilisce una presenza di Cristo nel mondo che è palpabile per i non credenti. […]

    Ma cos’è questa fragranza? Come dovremmo aspettarci che gli altri sentano la presenza di Gesù in noi? Principalmente in due modi: la verità del Vangelo e l’amore di Gesù Cristo. La verità divina parla a ogni aspetto della vita umana. Con la verità della sua Parola, nelle mani del suo Spirito, Cristo rende nuove tutte le cose nella nostra vita (Apocalisse 21:5). Ciò significa che, in ogni ambito della nostra esistenza — tutte le nostre relazioni, i nostri ruoli e le nostre responsabilità — noi cristiani mostriamo una novità che non si conforma allo spirito del mondo, ma allo Spirito Santo di Cristo. La nostra conversazione sarà diversa: non sarà piena di lamentele e critiche, banalità e frivolezza, ma le nostre parole saranno sempre gentili ed edificanti, rispettose delle persone con cui parliamo (Colossesi 4:6; Efesini 4:29).

    Lo stesso vale per il modo in cui svolgiamo il nostro lavoro, educhiamo i nostri figli, partecipiamo alla cultura del nostro tempo e ci comportiamo con dignità e grazia. Siamo nuove creature in Gesù Cristo e, pertanto, sotto molti aspetti, fuori ritmo con la cultura che ci circonda. Ma vivendo la verità in ogni aspetto della nostra vita, facciamo risplendere la luce di Gesù e diffondiamo la fragranza della sua visione del mondo in ogni angolo della nostra esistenza.

    I credenti devono impegnarsi a fondo per essere la fragranza di Gesù. Immergendoci nella Parola di Dio e vivendo con un atteggiamento di preghiera, […] possiamo iniziare a diffondere il profumo del Re Gesù in più aspetti e ambiti della nostra vita quotidiana. Decidiamo, allora, di essere quella fragranza di verità e amore e scopriremo che il vento dello Spirito di Dio ci accompagnerà ovunque andremo, dando l’aroma di Gesù a tutti, e anche a Dio. —T. M. Moore4

    Gesù ci ha affidato la responsabilità di trasmettere il suo amore personale, incondizionato e totale ai nostri simili, a quelli che condividono il pianeta con noi oggi. Il mandato che ha dato ai suoi discepoli è di portare il Vangelo in tutto il mondo. In qualunque luogo il Signore ti abbia chiamato, quello è il tuo campo di missione e tu sei esortato a servire e a raggiungere le persone che Lui pone sul tuo cammino. Ognuno di noi ha qualche opportunità, qualche rete sociale, qualche ambiente in cui può condividere il suo amore e la sua verità con gli altri, rafforzando la fede, la speranza e il cuore delle persone.

    Il Signore benedica il tuo percorso di discepolato e il servizio che svolgi per Lui, insieme alla testimonianza che dai agli altri, così che tu possa essere il sale della terra e la luce del mondo, come Lui ci ha detto di essere (Matteo 5:13–14). Gesù disse: «Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli» (Matteo 5:16). In questo modo, vivremo una vita di discepolato che glorifica Dio (1 Corinzi 10:31).

    Pensieri su cui meditare

    Il discepolato non è un programma o una circostanza; è uno stile di vita. Non è per un periodo limitato, ma per tutta la vita. Il discepolato […] è per tutti i credenti, per ogni giorno della loro vita. —Bill Hull

    Ogni credente che prende sul serio la propria vocazione di discepolo di Gesù si considererà un «inviato» ovunque si trovi e cercherà di mettersi all’opera in quel luogo. Questo potrebbe assumere la forma di «buon testimone» sul lavoro o di buon vicino per chi vive lì nei pressi, oppure potrebbe comportare il volontariato. —Michael Frost e Alan Hirsch

    Non lasciare che le parole di Gesù rimangano solo stampate nella tua Bibbia. Dai loro le ali, mettendole in pratica. Nella tua vita ci sono anime che hanno bisogno delle tue cure. Pensa a come potresti dimostrare interesse per il loro benessere, amandole e prendendoti cura di loro come già ami e ti prendi cura di te stesso. Quando lo farai, completerai la catena d’amore che è iniziata quando Dio ti ha amato per primo. —Karen Ehman

    Cosa dice la Bibbia

    «Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli» (Giovanni 15:4–5; Giovanni 15:8).

    «Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento» (Colossesi 2:6–7).

    «Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo, in vista della vita eterna» (Giuda 1:20–21).

    Una preghiera per il discepolato quotidiano

    Padre celeste, grazie per avermi salvato, chiamato e dato uno scopo. Tu sei così buono e la tua grazia mi basta. Ti chiedo di purificare il mio cuore dal peccato e di liberare la mia mente dalle distrazioni che oggi cercano di allontanarmi dalla comunione con te. Aiutami a vivere in Cristo, a imparare da Lui e ad affidarmi a Lui, per poter vivere per Lui e condurre altri a Lui. Tu sei degno di tutta la mia devozione e la mia lode. Rendimi un discepolo fedele e prolifico che ti porta gloria ogni giorno. Nel nome potente e incomparabile di Cristo, mio Re, amen. 5


    1 Scott Montrose, “La vita ci corregge”, Contatto, gennaio 2021, https://activated-europe.com/it/articolo/la-vita-ci-corregge//

    2 Charles Price, Christ for Real: How to Grow into Christ’s Likeness (Kregel Publications, 2011).

    3 Richard Stearns, Unfinished: Believing Is Only the Beginning (Thomas Nelson, 2013).

    4 T. M. Moore, “The Fragrance of Truth and Love”, 29 gennaio 2010.

    5 Annie McGuire, “What is a disciple of Christ?” Daily His Disciple, 11 gennaio 2022, https://dailyhisdisciple.com/2022/01/11/what-is-a-disciple-of-christ/.


    Pubblicato originariamente in inglese il 9 giugno 2026.

  • Giu 23 La vita di un discepolo parte 11: condividere le nostre risorse
  • Giu 9 La vita di un discepolo, parte 10: la nostra vita lavorativa
  • Mag 12 La vita di un discepolo, parte 8: fare discepoli
  • Apr 28 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 37-58)
  • Apr 21 La vita di un discepolo, parte 8: Comunicare la nostra fede
  • Apr 7 1 Corinzi, capitolo 15 (versetti 20-36)
  • Mar 24 La vita di un discepolo, parte 7: servire Dio servendo gli altri
  • Mar 10 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 1-19)
  • Feb 24 La vita di un discepolo, parte 6: Amore per gli altri
   

Dottrine

Altro…
  • La Famiglia Internazionale (LFI) [The Family International – TFI] è una comunità cristiana online impegnata nella diffusione del messaggio dell’amore di Dio in tutto il mondo. Crediamo che tutti possano avere una relazione personale con Dio, mediante Gesù Cristo, che concede felicità e pace spirituale, oltre alla motivazione ad aiutare altri e a diffondere la buona novella del suo amore.

Missione

Altro…
  • L´obiettivo principale della Famiglia Internazionale è il miglioramento della qualità di vita degli altri mediante la condivisione del messaggio vivificante dell´amore, della speranza e della salvezza che troviamo nella Parola di Dio. Crediamo che l´amore di Dio — applicato a livello pratico nella nostra vita quotidiana — sia la chiave per risolvere molti dei problemi della società, anche nel mondo complesso e frenetico di oggi. Impartendo la speranza e l´orientamento che troviamo negli insegnamenti della Bibbia, crediamo di poter contribuire alla costruzione di un mondo migliore — cambiando il mondo un cuore alla volta.

Valori

Altro…
  • Soluzioni spirituali

    Applichiamo i principi spirituali alle sfide della vita quotidiana, per superare gli ostacoli, risolvere conflitti, massimizzare il potenziale e guarire i cuori feriti. Cerchiamo di condividere con gli altri la nostra ricchezza spirituale e la nostra conoscenza.

A proposito di LFI

LFI online è una comunità di membri della Famiglia Internazionale. LFIè una comunità cristiana internazionale impegnata a diffondere il messaggio dell'amore di Dio alle persone intorno al globo.

Visita il nostro sito principale se vuoi saperne di più su LFI.

Se sei un membro di LFI, fai l'accesso per vedere altro contenuto.

Ultime serie

Altro…
Arrivare al Cuore di tutto
Una serie di articoli che coprono i fondamenti della fede e della dottrina cristiana.
Vivere il Cristianesimo
Applicare gli insegnamenti della Bibbia alla nostra vbita di tutti i giorni a alle nostre decisioni.
Gesù - la sua vita e il suo messaggio
Principi fondamentali tratti dai Vangeli su cui costruire le nostre vite.