L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • Vestitevi di mansuetudine

    Compilazione

    [Put on Gentleness]

    Vestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. —Colossesi 3:12

    Camminavo in un campo all’alba e ho notato in lontananza qualcosa che scendeva dolcemente dal cielo. Sono andato a raccoglierla. Era la minuscola piuma di un uccello. Mi sono guardato intorno. Non c’erano uccelli in vista. Bene, non sto cercando di essere misterioso o iper-spirituale, perché so che era una piuma normale, probabilmente proveniente da una colomba, ma il modo delicato in cui è caduta dal cielo ha davvero parlato al mio spirito.

    La dolcezza, o mansuetudine, o mitezza. Sapete che è uno dei frutti dello Spirito che si trovano in Galati 5? È proprio lì, proprio tra «fedeltà» e «autocontrollo». Ad essere onesti, è uno dei frutti dello Spirito a cui penso raramente. Ero a una funzione in chiesa; nel suo sermone il predicatore stava snocciolando i frutti dello Spirito e ha tralasciato la «mansuetudine». Non me ne sono nemmeno reso conto e non credo che altri se ne siano accorti, finché qualcuno in prima fila non ha detto: «Ha saltato la mansuetudine». È stato un momento significativo per me, perché non mi ero nemmeno reso conto che fosse stata tralasciata.

    Anche nel caso in cui dovessero affrontare una persona che ha fatto loro del male, i cristiani dovrebbero essere noti per il loro comportamento mite. Se lo Spirito Santo (la colomba celeste) è in noi, ci mostrerà come essere mansueti. Ricordate cosa disse Gesù ai suoi discepoli quando li mandò a predicare? «Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe» (Matteo 10:16). —Greg A. Lane1

    Un quadro perfetto

    Galati 5:22–23 afferma che lo Spirito Santo opera in noi per renderci più simili a Cristo (Efesini 4:14–16). Parte del frutto, o dei risultati, di tale opera è la mansuetudine. La mansuetudine, tradotta anche con «mitezza», non significa debolezza. Implica piuttosto umiltà e gratitudine verso Dio, nonché un comportamento cortese e moderato nei confronti degli altri. Gli opposti della mansuetudine sono la rabbia, il desiderio di vendetta e l’esaltazione di sé. […]

    Quando siamo pieni di quel frutto dello Spirito che è la mansuetudine, correggeremo gli altri con serenità invece di discutere con risentimento e rabbia, sapendo che la loro salvezza è molto più importante del nostro orgoglio (2 Timoteo 2:24–25). Perdoneremo prontamente, perché qualsiasi offesa nei nostri confronti non è nulla in confronto alle nostre offese contro Dio – offese che Egli ha già perdonato (Matteo 18:23–35). […]

    Gesù ci ha dato l’immagine perfetta della mansuetudine: «Ecco, il tuo re viene a te, mansueto e montato sopra un’asina» (Matteo 21:5), e ora ci offre in dono la sua mansuetudine. Se permettiamo allo Spirito Santo di guidarci, saremo ricolmi del frutto della mansuetudine. —GotQuestions.org2

    Cosa significa per me

    Nel testo originale greco la parola mitezza è prautes. È stata tradotta sia come mansuetudine che come dolcezza. Qui ho sintetizzato brevemente cosa significa per me questo concetto.

    Sottomissione a Dio: Gesù è l’esempio perfetto di chi si dedica interamente a compiere la volontà di Dio, a qualunque costo. Anche di fronte al suo imminente arresto e alla sua esecuzione, disse al Padre: «Non la mia volontà, ma la tua sia fatta» (Matteo 26:39).

    Mansuetudine significa pensare meno a ciò che voglio io e più a ciò che vuole Dio.

    Disponibilità ad imparare: se il fisico, matematico, astronomo e filosofo Galileo Galilei (1564–1642) poteva dire: «Non ho mai incontrato un uomo così ignorante dal quale non abbia potuto imparare qualcosa», quanto più lo si può dire di me!

    Mitezza significa non pensare di saperne abbastanza o di essere troppo bravo o troppo importante per imparare dagli altri.

    Riguardo: quando il fratello e la sorella di Mosè attaccarono la sua posizione di leader degli Israeliti, lui rimase mite nei loro confronti e lasciò che fosse Dio a occuparsi della situazione. Anche dopo che Dio lo ebbe discolpato, la sua unica preoccupazione era che Miriam venisse perdonata e guarita.3

    La mitezza non è mai presuntuosa, è sempre benevola e cortese.

    Né astiosa né debole: la mitezza non è mai astiosa, ma non è nemmeno debole. La mitezza si indigna al momento giusto, nella giusta misura e per le giuste ragioni.

    «Una risposta gentile calma la collera, una parola pungente eccita l’ira» (Proverbi 15:1). —Ronan Keane

    Da dove viene la mansuetudine?

    La mansuetudine viene «dall’alto» (Giacomo 3:17), dal «Padre delle luci», la fonte immutabile di ogni dono buono e perfetto (Giacomo 1:17). La mansuetudine è un dono divino concesso a dei peccatori indegni. Come per tutto ciò che abbiamo in Cristo – la nostra identità, i nostri doni, le nostre virtù – la mansuetudine è un dono che «si riceve, non si conquista».

    Gesù Cristo è l’incarnazione suprema della mansuetudine che viene dall’alto perché è la Sapienza divina incarnata (Salmi 45:4; Matteo 11:29). Durante il suo ministero terreno, Gesù mostrò una mansuetudine suprema in quanto, «oltraggiato, non rispondeva con oltraggi» (1 Pietro 2:23), ma sofferse le conseguenze della nostra ira peccaminosa «nel suo corpo sul legno della croce» (1 Pietro 2:24). […]

    Avendo seminato il suo corpo nella terra attraverso la sua umiltà e la sua mansuetudine, Gesù raccolse per noi una messe di giustizia con la sua risurrezione, ascensione e intronizzazione alla destra del Padre (Giovanni 12:24; Giacomo 3:18), i cui frutti poi riversò su di noi nella persona dello Spirito Santo (Galati 5:22–23; Filippesi 1:9–11). Di conseguenza, la mansuetudine che viene dall’alto non solo è in Gesù Cristo, ma viene anche attraverso Gesù Cristo, che ci unge e ci dona «uno spirito di mansuetudine» (1 Corinzi 4:21; Galati 6:1)

    Sebbene la mansuetudine sia un dono, una cosa che «si riceve, non si conquista», tuttavia può essere coltivata.

    In questo contesto occorre evitare due errori. Da un lato, non dobbiamo pensare che la mansuetudine si possa raggiungere con le nostre sole forze. […] La mansuetudine è un «frutto dello Spirito», non un’opera della carne (Galati 5:22–23). Dall’altro, non dobbiamo pensare che la mansuetudine si possa raggiungere rimanendo passivi. […]

    La mansuetudine, come tutte le grazie che ci appartengono mediante l’unione con Gesù Cristo, è un dono che deve essere attivamente ricevuto e fatto proprio attraverso la fede, la speranza e l’amore.

    La mansuetudine si coltiva attraverso l’unione e la comunione con Gesù Cristo, [cosa] ben illustrata dalla metafora biblica del rivestirsi di Cristo nel battesimo. […] È anche una cosa di cui siamo esortati ad appropriarci attivamente, una cosa di cui siamo esortati a «rivestirci». […]

    Se il vizio della collera è tra le afflizioni spirituali più gravi della nostra epoca, allora la virtù della mansuetudine è tra le medicine spirituali più necessarie. Sebbene esistano molti protocolli utili su come gestire la nostra partecipazione alla «macchina dell’indignazione» della cultura contemporanea (soprattutto quella dei social media), la cura profonda per i nostri mali non verrà semplicemente dall’adozione di tali protocolli di autocontrollo, ma dal perseguire la virtù della mansuetudine. […]

    Sebbene sotto molti aspetti manchiamo il bersaglio quando si tratta della virtù della mansuetudine, è importante ricordare che Gesù Cristo è una fonte inesauribile di mitezza e che ci invita con dolcezza ad attingere liberamente alla sua pienezza inesauribile. […] Quando si tratta della virtù della mansuetudine, Lui è la vite e noi siamo i tralci (Giovanni 15:1–5). La forza della nostra virtù e della nostra crescita in quella virtù non risiede in noi, ma in colui alla cui presenza troviamo «tranquillità e sicurezza per sempre» (Isaia 32:17). —Scott Swain4

    Riflessioni sulla mansuetudine

    Nel nostro individualismo duro e puro, consideriamo che la mansuetudine sia una debolezza, sia l’essere molli e senza spina dorsale. Non è per niente così. La mansuetudine include qualità invidiabili come la forza sotto controllo, la calma e la tranquillità quando si è avvolti in un’atmosfera surriscaldata, il rilascio di effetti rassicuranti su chi potrebbe essere infuriato o fuori di sé e il tatto e la cortesia che spingono gli altri a mantenere la loro autostima e la loro dignità. ―Charles R. Swindoll

    *

    Un cristiano rivela una sincera umiltà quando esibisce la mitezza di Cristo mantenendosi sempre pronto ad aiutare il prossimo, dicendo parole gentili e compiendo gesti altruistici che elevano e nobilitano il messaggio più sacro che sia mai stato dato al mondo. ―Ellen G. White

    *

    La mitezza è la capacità di sopportare sgarbi e disapprovazione restando moderati, evitando di ricorrere subito alla vendetta, non lasciandosi provocare facilmente alla rabbia, ma restando liberi da risentimenti e litigiosità, mantenendo tranquillità e stabilità nello spirito. ―Aristotele

    *

    La mansuetudine non è apatia, ma un’espressione aggressiva del nostro modo di vedere le persone. Ci sembrano così preziose che le trattiamo con gentilezza, temendo di fare il pur minimo danno a una persona per cui Cristo è morto. Essere indifferenti vuol dire consegnare le persone a elementi miseri e distruttivi; amarle sul serio, invece, ci rende aggressivamente gentili. ―Gayle D. Erwin

    *

    Se lo zelo fosse bastato a sanare l’umanità, perché Dio la Parola s’incarnò in un corpo umano, usando gentilezza e umiltà per riportare il mondo a suo Padre? —Isacco di Ninive

    *

    La mitezza non è debolezza. È tutto l’opposto. Conservare uno spirito mite in un mondo privo di cuore richiede un coraggio, una determinazione e una flessibilità straordinari. Non sottovalutare il potere della mitezza, perché è forza avvolta nella pace e in essa c’è il potere di cambiare il mondo. ―L. R. Knost

    *

    Scelgo la mansuetudine. […] Con la forza non si vince niente. Scelgo di essere mansueto. Se dovessi alzare la voce, succeda solo per alzare lodi. Se dovessi stringere un pugno, succeda solo in preghiera. Se dovessi esigere qualcosa, lo esiga solo da me stesso. —Max Lucado

    Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 30 giugno 2026.


    1 Greg A. Lane, My Morning Walks with God (Inspired Design & Graphics, 2016).

    2 “The Fruit of the Holy Spirit—What is gentleness?” GotQuestions.org, https://www.gotquestions.org/fruit-Holy-Spirit-gentleness.html

    3  Vedi Numeri 12:1–16.

    4 Scott Swain, “Cultivating Gentleness in an Age of Outrage”, Desiring God, 12 dicembre 2019,  https://www.desiringgod.org/articles/masters-of-self

  • Giu 25 Il Dio della Bibbia è amore
  • Giu 22 La parabola del fattore infedele
  • Giu 20 La grazia divina
  • Giu 19 Il mio Spirito all’opera in te
  • Giu 16 Quando Dio non ci concede i desideri del nostro cuore
  • Giu 15 Emanare sempre di più la sua radiosità
  • Giu 12 Chi tira i fili?
  • Giu 11 Accettare i cambiamenti nella natura e nella vita
  • Giu 8 Avere sempre più perseveranza, parte 2
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo parte 11: condividere le nostre risorse

    [The Life of Discipleship, Part 11: Sharing Our Resources]

    La generosità è un tema centrale della Bibbia e riflette il carattere di Dio, descritto come un Dio generoso e magnanimo che ama elargire doni preziosi ai suoi figli (Matteo 7:11). Quando contempliamo la sua creazione dell’universo – il sole, la luna, i pianeti e miliardi di galassie e stelle – intravediamo la natura munifica e generosa di Dio. La creazione dell’umanità – il coronamento della sua opera (Salmi 8:5) – e di tutte le creature viventi e della vita vegetale fornisce la prova della sua generosa bontà. «I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani» (Salmi 19:1), offrendo un’illustrazione continua della sua generosità e della sua benevolenza nei nostri confronti.

    Il dono più grande che Dio ha fatto all’umanità è stato suo Figlio Gesù, che ha dato la vita per la nostra redenzione. «Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui?» (Romani 8:32). Dio non solo ci ha donato la vita eterna e la salvezza attraverso il sacrificio di Gesù, ma ci ha anche adottati come suoi figli e ci ha reso coeredi con Cristo (Galati 4:4–7; Romani 8:16–17). Grazie alla copiosa generosità divina, la nostra vita è piena di benedizioni. «Benedetto sia Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo» (Efesini 1:3).

    Gesù insegnò spesso l’importanza della generosità e offrì ai suoi discepoli un esempio concreto di dare e di servire il prossimo. Lo espresse bene Paolo: «Infatti voi conoscete la grazia del nostro Signore Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché, mediante la sua povertà, voi poteste diventare ricchi» (2 Corinzi 8:9). Mentre cerchiamo di diventare sempre più simili a Cristo, vediamo che la generosità fa parte della stessa natura di Gesù ed è una virtù che dobbiamo sforzarci di coltivare.

    Gesù articolò il principio della generosità quando insegnò: «Date, e vi sarà dato; vi sarà versata in seno una buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi» (Luca 6:38). Con questo esprimeva una legge spirituale che è prevalente sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento: quando si dà, si riceve; Dio ricompensa la generosità; aiutare gli altri è un aspetto della vita dei discepoli e nel fare queste cose si onora e si glorifica Dio ma, ancora di più, si dà a Dio.

    Naturalmente, non è sempre facile essere generosi, sia con le nostre finanze e con i nostri i beni materiali, sia con il nostro tempo e il nostro servizio. Dare agli altri è un sacrificio. Ha un prezzo. Significa che offriamo a un altro qualcosa che ci appartiene e, così facendo, in un certo senso lo perdiamo. Tuttavia, come Dio disse numerose volte sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, Lui benedice quella generosità in modi tangibili.

    Dio ha promesso di benedire chi è generoso e di prendersene cura:

    «Se tu supplisci ai bisogni dell’affamato e sazi l’afflitto, la tua luce spunterà nelle tenebre e la tua notte oscura sarà come il mezzogiorno; il Signore ti guiderà sempre, ti sazierà nei luoghi aridi, darà vigore alle tue ossa; tu sarai come un giardino ben annaffiato, come una sorgente la cui acqua non manca mai» (Isaia 58:10–11).

    «Dagli generosamente e, quando gli darai, il tuo cuore non si rattristi; perché proprio per questo il Signore Dio tuo ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano» (Deuteronomio 15:10).

    Quando siamo generosi, quando diamo, quando ci prendiamo cura degli altri, noi diamo a Dio. «Chi ha pietà del povero presta al Signore, che gli contraccambierà l’opera buona» (Proverbi 19:17).

    Gesù insegnò ai suoi discepoli a dare generosamente: «Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera un prestito da te, non voltare le spalle» (Matteo 5:42). Insegnò anche a non aspettarsi nulla in cambio del loro dono:

    «Se prestate a coloro dai quali sperate di riavere, che merito ne avrete? Anche i peccatori prestano ai peccatori, per riceverne altrettanto. Ma amate i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete i figli dell’Altissimo, perché egli è benigno verso gli ingrati e i malvagi» (Luca 6:34–35).

    L’Antico Testamento insegna la stessa cosa: «Non rifiutare un beneficio a chi vi ha diritto, quando è in tuo potere di farlo. Non dire al tuo prossimo: “Va’ e torna, te lo darò domani”, quando hai la cosa con te» (Proverbi 3:27–28).

    Come discepoli, abbiamo anche il compito di essere generosi gli uni con gli altri, specialmente davanti a una necessità. «Siate solleciti per le necessità dei fratelli, esercitando con premura l’ospitalità. Finché ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti, ma specialmente a coloro della famiglia della fede» (Romani 12:13; Galati 6:10).

    Amare e prendersi cura degli altri nella nostra «famiglia della fede» è chiaramente importante. Quando veniamo a sapere che alcuni nostri fratelli e sorelle nella fede si trovano in difficoltà, il Signore si aspetta che ci sforziamo di aiutarli in qualche modo, che si tratti di fornire l’assistenza necessaria, di prenderci cura di qualcuno nel momento del bisogno, di offrire un sostegno economico quando ne abbiamo la possibilità, di preparare e consegnare pasti, di condividere provviste o vestiti in eccesso, o di accompagnarli in auto da qualche parte. Essere generosi significa dare per soddisfare un bisogno e a volte ciò di cui c’è più bisogno è l’amicizia, la compagnia, un orecchio attento e il dono del proprio tempo e di un sostegno spirituale ed emotivo.

    Essere generosi piace a Dio, che ha promesso di ricompensare abbondantemente la nostra generosità. Dare agli altri è un investimento nel nostro presente e nel nostro futuro eterno, e causa ringraziamenti e lodi al Signore. «[Ordina loro] di fare del bene, di arricchirsi di opere buone, di essere generosi nel donare, pronti a dare, così da mettersi da parte un tesoro ben fondato per l’avvenire, per ottenere la vera vita» (1 Timoteo 6:18–19).

    Vivere in maniera generosa

    La generosità è la qualità di essere premurosi e altruisti, specialmente quando si tratta di condividere denaro e altri beni. La Bibbia ha molto da dire sulla generosità come qualità desiderabile del nostro carattere. Proverbi 22:9 dice: «Chi ha l’occhio generoso sarà benedetto,
    perché egli dona del suo pane al povero». Dio è generoso e si aspetta che seguiamo il suo esempio.

    La generosità divina è evidente ovunque intorno a noi. Dio ha creato questo pianeta che è particolarmente adatto a sostenerci e a provvedere ai nostri bisogni e ai nostri piaceri. Ci dona i colori, la luce, i suoni, l’aria e la capacità di gustare e godere, di ascoltare e apprezzare, di toccare e di essere soddisfatti. Soprattutto, Dio ha dimostrato la sua generosità quando ha offerto suo Figlio come sacrificio per espiare il nostro peccato. Di fronte a tanta generosità, possiamo solo dire: «Ringraziato sia Dio per il suo dono ineffabile!» (2 Corinzi 9:15 […]

    Visto che Dio è generoso, anche noi dobbiamo esserlo. La generosità può manifestarsi in molti modi. Possiamo donare il nostro tempo, le nostre risorse materiali, la nostra ospitalità e la nostra amicizia. […] La Parola di Dio dice chiaramente che i generosi vengono ricordati e ricompensati, sia in questa vita che nella prossima. —Got Questions1

    Più beati

    Gesù ci insegna che «ci è più gioia nel dare che nel ricevere» (Atti 20:35). […] Cosa dice la Bibbia? «Dio ama chi dona con gioia» (2 Corinzi 9:7). Perché? Forse perché quando doniamo siamo più simili a Dio, e Lui non dona a malincuore.

    Inoltre, quello che diamo determina quanto Dio può fare nella nostra vita. Quando doniamo a Lui con gioia, ci apriamo a ricevere da Lui liberamente. Malachia 3:10 dice: «“Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi alla prova in questo”, dice il Signore degli eserciti; “vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla”». […] Non possiamo dare più di Dio. Come disse una volta un anziano contadino credente: «Io riempio il granaio di Dio a palate e Lui riempie il mio a palate – ma Dio ha una pala più grande». —Rick Warren2

    Mettere in pratica il principio della generosità

    Ci sono molti modi per mettere in pratica il principio della generosità nella nostra vita quotidiana e spesso questo richiede da parte nostra scelte precise di dedicare il nostro tempo, le nostre preghiere, il nostro denaro, le nostre risorse e i nostri doni a servire gli altri. Fa parte dell’offrire noi stessi «come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio» che Paolo descrive come il nostro «culto spirituale» a Dio (Romani 12:1). Donare noi stessi è un culto gradito a Dio. «Non dimenticate la beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri, perché Dio si compiace di tali sacrifici» (Ebrei 13:16).

    Come cristiani, siamo esortati a mettere in pratica la nostra fede e a tendere la mano a chi è sfinito e turbato, così come agli emarginati, agli oppressi e ai bisognosi, come se fossero Gesù stesso. Donare generosamente il nostro tempo, le nostre preghiere e le nostre risorse a chi si trova nel bisogno è un modo meraviglioso per esprimere la nostra fede: servire Dio servendo il prossimo. I meno fortunati, i bisognosi, gli affamati hanno bisogno di sapere che sono amati, che c’è chi tiene a loro, che sono apprezzati. Dio ama ogni essere umano come una sua creazione unica e a noi cristiani viene chiesto di fare lo stesso.

    Condividere la buona notizia del Vangelo con gli altri, pregare per loro e aiutarli a crescere nella fede è un modo importante per dare agli altri e adempiere il Grande Mandato. Servire negli orfanotrofi o negli ospedali, visitare i malati, prendersi cura dei rifugiati e dei senzatetto, assistere i detenuti, insegnare ai meno fortunati e partecipare a campagne sanitarie sono tutti modi preziosi per portare l’amore di Cristo ai bisognosi.

    Vivere la nostra fede e seguire le orme di Gesù significa mettere la fede in azione, dare agli altri e prendersi cura di loro come se fossero il Signore stesso. Lo facciamo quando tendiamo la mano alle persone che potrebbero trovarsi in difficoltà, affrontare tragedie, perdite o ansie, per condividere con loro il conforto divino e una speranza per il futuro. Inoltre, offriamo generosamente le nostre ricchezze spirituali a quelli che, pur non mancando di salute o di beni materiali, sono afflitti, turbati e smarriti. L’amore di Cristo ci costringe a farlo, poiché non viviamo più per noi stessi, ma per Colui che ha dato la vita per noi (2 Corinzi 5:14–15).

    Come suoi seguaci, aiutiamo i bisognosi; sosteniamo la missione di Dio nel mondo, spesso in modi invisibili di cui altri potrebbero non venire mai a conoscenza, come ad esempio: finanziare una squadra di missionari in un paese lontano; donare qualcosa di cui abbiamo bisogno a chi ne ha più bisogno di noi; sacrificare il nostro tempo per intercedere per i bisogni di un’altra persona che forse non sa nemmeno che si sta pregando per lei. Facciamo queste cose come se fossero per il Signore, come sottolinea il seguente articolo.

    Il Dio della Bibbia è un Dio missionario con un programma mondiale e porta avanti la sua missione mediante il suo popolo. I cristiani [sono chiamati] a spendere e a spendersi per la causa di Gesù Cristo. Alcuni partecipano a questi sforzi portando il Vangelo dove è più necessario. Altri inviano missionari e sostengono quelli che sono partiti. Pertanto, una delle responsabilità dei cristiani è donare per sostenere l’opera evangelica.

    Donare fa parte del culto. È importante non pensare alle donazioni cristiane semplicemente come a un dono fatto a individui o istituzioni. Ogni donazione all’opera evangelica è in effetti un atto di culto. Si rende grazie a Dio e gli si si dà ciò che gli è dovuto. In un certo senso, si offre un sacrificio di lode al Signore. Donare è un gesto di gratitudine in risposta a ciò che Dio ha fatto mediante Cristo e per il privilegio di far parte della sua famiglia (2 Corinzi 8–9). È un modo per riconoscere che tutto appartiene a Dio e proviene da Lui (Giacomo 1:17).

    Ci è stato comandato di donare. Dio si aspetta che il suo popolo contribuisca alla sua opera e sostenga i suoi collaboratori. Ogni cristiano coopera alla mietitura di Dio (Filippesi 1:3–5). Visto che Dio ci benedice con dei mezzi economici, siamo esortati a essere amministratori buoni e fedeli di quelle benedizioni. A chi molto è dato, molto sarà richiesto. E queste benedizioni richiedono che la nostra donazione sia generosa, fatta con gioia e disposta al sacrificio.

    Dio utilizza dei mezzi. Dio realizza i suoi propositi e i suoi piani attraverso vari mezzi, spesso tramite strumenti umani. Ciò significa che le persone non giungeranno alla fede se non vi sarà chi predichi (Romani 10:15–17). […] Quelli che sono inviati devono essere sostenuti. Dio permette alle persone di prendere parte alla sua opera missionaria. Provvede e soddisfa i bisogni utilizzando mezzi umani – con generose donazioni, per esempio. Per un cristiano, è un privilegio meraviglioso essere invitato a partecipare alla missione divina di salvare persone di ogni lingua, tribù e nazione, anche attraverso le sue donazioni. —Chopo Mwanza3

    Ciò che diamo agli altri – il nostro servizio, le nostre preghiere, le nostre donazioni – lo diamo a Gesù. Non lo facciamo per ottenere riconoscimento, guadagno economico o per fare carriera nella società. Tutto ciò che facciamo, in qualsiasi ministero o nelle nostre azioni quotidiane, lo facciamo per glorificare il Signore. Ci sentiamo spronati a fare ciò che possiamo per migliorare la vita degli altri, per aiutarli nel momento del bisogno e per condividere la buona notizia della nostra speranza eterna in Cristo. Camminiamo come camminava Gesù.

    Vivere secondo il principio della generosità ci rende una benedizione per gli altri e in cambio ci porta la benedizione di Dio. Quando scegli di donare te stesso, il tuo tempo, le tue preghiere, le tue risorse e le tue finanze, non stai solo compiendo atti generosi, stai diventando una persona generosa e Dio benedice chi è generoso. «In ogni cosa vi ho mostrato che bisogna venire in aiuto ai deboli lavorando così, e ricordarsi delle parole del Signore Gesù, il quale disse egli stesso: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere”» (Atti 20:35).

    Pensieri su cui meditare

    La Bibbia dice che la generosità attira benedizioni. In Proverbi 11:25, la Bibbia ci dice: «La persona generosa si arricchirà e chi annaffia sarà egli pure annaffiato». Dio si avvicina alle persone che sono generose, che prestano liberamente e agiscono con giustizia (Salmi 112:5). Se date generosamente, allora Dio riverserà su di voi più benedizioni di quanto possiate immaginare (Malachia 3:10). —Chris Witts

    Dimostriamo di essere veramente figli di Dio con tutto ciò che portiamo con noi in modo da poter godere per sempre di un rapporto con Lui. […] La generosità ci mantiene concentrati su ciò che conta davvero, su ciò che è veramente importante per Dio. Quando siamo generosi nel nome di Cristo, stiamo arredando la nostra dimora eterna con tesori ben più grandi di qualsiasi cosa si possa acquistare sulla terra. —Todd Harper

    Quando doniamo come fa Dio e con quel dono lo onoriamo, ci avviciniamo maggiormente a Lui. Ci fa smettere di vedere solo noi e ci spinge a prenderci cura degli altri. Più ci avviciniamo a Dio, più le nostre priorità e i nostri valori iniziano a riflettere i suoi. In che modo, allora, possiamo vivere con generosità? Partendo dal chiedere a Dio di darci una mentalità generosa. —YouVersion.com

    Cosa dice la Bibbia

    «Dio vi farà ricchi di tutto, in modo che possiate dare a tutti generosamente, e quando porteremo la vostra offerta a quelli che ne hanno bisogno, essi ringrazieranno e loderanno Dio per il vostro aiuto» (2 Corinzi 9:11).

    «Ma se qualcuno possiede dei beni di questo mondo e vede suo fratello nel bisogno e non ha pietà di lui, come potrebbe l’amore di Dio essere in lui?
    Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità» (1 Giovanni 3:17–18).

    «Dio ha il potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene» (2 Corinzi 9:8).

    Una preghiera per essere generosi

    Caro Signore, ti chiediamo un cuore generoso. Aiutaci a donare liberamente il nostro tempo, le nostre risorse e il nostro amore a chi ne ha bisogno. Facci vedere le opportunità di fare la differenza. Possa la nostra generosità essere un riflesso del tuo amore e della tua bontà.

    Grazie per le benedizioni che abbiamo ricevuto. Aiutaci a condividerle con gli altri e a essere una luce nel mondo. Aiutaci a essere generosi non solo con i nostri beni materiali, ma anche con il nostro tempo, la nostra attenzione e la nostra compassione. Aiutaci a riconoscere i bisogni di chi ci sta intorno e a rispondere con cuori e mani aperte. Possa la nostra generosità ispirare altri a donare e creare un effetto a catena di bontà e sostegno.

    Preghiamo per le persone bisognose. Fornisci loro le risorse e il sostegno di cui hanno bisogno e aiuta noi a essere parte della soluzione. Grazie per la gioia che viene dal donare. Aiutaci a coltivare uno spirito di generosità in tutto ciò che facciamo. Nel nome di Gesù, Amen.4


    1 “What does the Bible say about Generosity?” GotQuestions.org, https://www.gotquestions.org/Bible-generosity.html.

    2 Rick Warren, God’s Power to Change Your Life (Harper Collins, 2006).

    3 Chopo Mwanza, “If God Provides, Why Should We Give to Missions?” radical.net, 6 gennaio 2025, https://radical.net/article/why-give-to-missions/.

    4 “A Prayer for Generosity”, tmumc.org, https://www.tmumc.org/stories/posts/a-prayer-for-generosity.

    Pubblicato originariamente in inglese il 19 maggio 2026.

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  • Apr 21 La vita di un discepolo, parte 8: Comunicare la nostra fede
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  • Mar 24 La vita di un discepolo, parte 7: servire Dio servendo gli altri
  • Mar 10 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 1-19)
  • Feb 24 La vita di un discepolo, parte 6: Amore per gli altri
  • Feb 10 1 Corinzi; capitolo 14 (versetti 26-40)
   

Dottrine

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  • La Famiglia Internazionale (LFI) [The Family International – TFI] è una comunità cristiana online impegnata nella diffusione del messaggio dell’amore di Dio in tutto il mondo. Crediamo che tutti possano avere una relazione personale con Dio, mediante Gesù Cristo, che concede felicità e pace spirituale, oltre alla motivazione ad aiutare altri e a diffondere la buona novella del suo amore.

Missione

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  • L´obiettivo principale della Famiglia Internazionale è il miglioramento della qualità di vita degli altri mediante la condivisione del messaggio vivificante dell´amore, della speranza e della salvezza che troviamo nella Parola di Dio. Crediamo che l´amore di Dio — applicato a livello pratico nella nostra vita quotidiana — sia la chiave per risolvere molti dei problemi della società, anche nel mondo complesso e frenetico di oggi. Impartendo la speranza e l´orientamento che troviamo negli insegnamenti della Bibbia, crediamo di poter contribuire alla costruzione di un mondo migliore — cambiando il mondo un cuore alla volta.

Valori

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  • Vivere “per Lui”

    Mettiamo in azione la nostra fede e cerchiamo di raggiungere le persone turbate e afflitte, gli svantaggiati, gli oppressi e i bisognosi, facendolo per Gesù.

A proposito di LFI

LFI online è una comunità di membri della Famiglia Internazionale. LFIè una comunità cristiana internazionale impegnata a diffondere il messaggio dell'amore di Dio alle persone intorno al globo.

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Una serie di articoli che coprono i fondamenti della fede e della dottrina cristiana.
Vivere il Cristianesimo
Applicare gli insegnamenti della Bibbia alla nostra vbita di tutti i giorni a alle nostre decisioni.
Gesù - la sua vita e il suo messaggio
Principi fondamentali tratti dai Vangeli su cui costruire le nostre vite.