L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • Superare il dolore quando si perde qualcuno

    Compilazione

    [Overcoming Grief in Times of Loss]

    Stai soffrendo o sei in lutto per la perdita di una persona che ami? L’idea di superare il dolore e la sofferenza ti sembra impossibile? Pace e consolazione sembrano inesistenti o al di là della tua portata?

    I discepoli di Gesù conoscevano il significato del lutto e del dolore. Avevano visto Gesù crocifisso e il suo corpo deposto in una tomba. Un giorno Lui era con loro, il giorno dopo se n’era andato – o così deve essere sembrato. Indubbiamente avevano avuto la loro parte di prove nei tre anni che avevano passato con Lui, ma la prova che dovettero affrontare subito dopo la sua morte deve essere stata la più difficile.

    Dato che il loro Maestro aveva dato molti preavvisi riguardo a come sarebbe stato tradito e crocifisso, riguardo alla sua morte e alla sua risurrezione il terzo giorno, si potrebbe pensare che avrebbero dovuto sentirsi più preparati ad affrontare tutto quanto.1

    Aveva detto loro chiaramente: “Voi ora siete nel dolore, ma io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà, e nessuno vi toglierà la vostra gioia”.2 Quando Gesù aveva detto queste parole, i suoi discepoli non avevano afferrato completamente che l’avrebbero rivisto presto. Sembra che pensassero che volesse dire nell’aldilà, non solo tre giorni dopo la sua morte.

    Quando fu crocifisso e sepolto, rimasero in preda al dubbio. Avevano visto il loro Maestro fare miracoli di risurrezione, ma ora anche Lui era nella tomba.

    Maria Maddalena li trovò in questo stato mentale abbattuto e melanconico la domenica di Pasqua. Quando corse da loro con la notizia di aver trovato la tomba vuota e di aver visto un angelo che le aveva detto che Gesù era risorto, all’inizio non le credettero. Almeno fino a che Pietro e Giovanni non andarono loro stessi a vedere.3

    Quando Gesù si manifestò loro, scoprirono che era più che solo “vivo”. Poteva fare cose davvero strabilianti, come apparire e scomparire, anche quando le porte erano chiuse.4 In seguito apparve a un paio dei suoi seguaci che viaggiavano da Gerusalemme a Emmaus. Conversò con loro lungo tutto il tragitto, ma poterono riconoscerlo solo più tardi quella sera, quando cenarono insieme.5

    Grazie a questi e altri segni, Lui convinse i suoi seguaci distrutti dal dolore che era davvero risorto e il loro dolore si trasformò in gioia, proprio come aveva detto che sarebbe successo.

    Va benissimo, potresti pensare, ma questo come dovrebbe aiutarmi a superare il dolore della mia perdita?

    So come ti senti. Anch’io conosco quel dolore. Mia madre se n’è andata nel 2004 e sopportare la sua perdita è stato un processo quotidiano davvero faticoso. Nello sforzo di mantenermi “duro” e nascondere il dolore, mi dicevo: La mamma se n’è andata e basta. Certo, la rivedrò, ma chissà quanto tempo passerà prima che succeda. Tanto vale che tenga duro e mi concentri sul presente.

    Mi sono rassegnato a questa idea per molto tempo, finché ha cominciato a pesare su di me. Grazie al cielo, il Signore e il suo Spirito Santo hanno cominciato a cambiare la mia prospettiva. Ho studiato la sua Parola con un cuore aperto e mi sono reso conto che noi, i seguaci di Gesù al mondo oggi, abbiamo la garanzia della risurrezione dei nostri cari che sono morti come l’avevano i discepoli antichi di quella di Gesù.

    Paolo dice ai Tessalonicesi: “Ora, fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù è morto ed è risuscitato, crediamo pure che Dio condurrà con lui, per mezzo di Gesù, quelli che si sono addormentati”.6

    Rendermi conto di questo ha causato una risurrezione nella mia stessa anima. La gioia che avevo lasciato morire attraverso il mio dolore e la mia sofferenza stava riprendendo vita. E adesso la mia gioia continua a crescere e so che niente e nessuno può togliermela.

    Se soffri per la perdita di una persona cara e vorresti avere quella stessa gioia, trova conforto nel sapere che puoi. Puoi chiedere a Dio di aiutarti a guardare oltre il dolore e il vuoto lasciato dalla tua perdita, verso la vita luminosa che verrà, quando tutti saremo rinnovati, risorti e ristabiliti. Allora questo inizierà un processo di rinnovamento, risurrezione e ristabilimento nel tuo stesso cuore, quando la tua gioia riprenderà vita. —Steve Hearts

    La consolazione del Signore

    Se hai perso una persona cara, sai che è un’esperienza dolorosa. Gesù comprese il dolore di perdere una persona vicina al suo cuore. Nel libro di Giovanni leggiamo che Gesù perse una persona cara di nome Lazzaro.7 Gesù si commosse profondamente e pianse per aver perso il suo amico. La storia, comunque, non termina con le lacrime. Gesù sapeva di avere il potere necessario a risuscitare Lazzaro dai morti. Disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno”.8

    Gesù vince la morte con la sua risurrezione. È consolante sapere che la morte non è la fine per i credenti. Chi conosce Gesù come Salvatore avrà vita eterna.9 Dio ha preparato per noi una casa nuova, in cui non esisteranno più morte, lacrime e dolore.10

    Anche se abbiamo la rassicurazione che la nostra persona cara è in un luogo migliore, proviamo lo stesso dolore per la sua assenza sulla terra. Va bene piangere la morte della persona che ti è stata cara. Gesù pianse per la morte di Lazzaro, pur sapendo che l’avrebbe riportato in vita. Dio non ha paura delle nostre emozioni né delle nostre domande. Possiamo gettare i nostri pesi su di Lui e confidare che il suo amore ci porterà rassicurazione e conforto.11

    Possiamo ricordare molte cose buone delle persone che abbiamo perso e rallegrarci perché abbiamo potuto far parte della loro vita. Possiamo raccontare storie sull’influenza che hanno avuto sulla nostra vita. Potremmo trovare conforto nel fare alcune delle cose che piacevano in modo particolare ai nostri cari o passare del tempo a ricordarli con altri parenti o amici che ci sono vicini. Possiamo anche onorare la loro memoria conducendo una vita che porti onore e gloria a Dio.

    È importante ricordare che Dio è essenzialmente la fonte della nostra consolazione.12[…] La Bibbia  ci dice che Dio è il padre delle misericordia e ci consolerà in ogni nostra afflizione.13 Sii certo che Dio ti ama e capisce tutto il tuo dolore. Corri al riparo dell’Altissimo, dove troverai un dolce riposo.14GotQuestions.org15

    Preghiera a un amico fedele

    Dio di ogni consolazione, ti prego, stammi vicino oggi. Fammi sentire la tua forte presenza ora e nei prossimi giorni. Il dolore per aver perso la persona che mi era cara pesa molto sul mio cuore e sulla mia mente. Avvolgimi nel tuo tenero amore. Mi addolora aver perso una persona così vicina al mio cuore. Mi sforzo di capire, ma so che Tu hai già visto tutto questo in tempi passati e nella tua saggezza hai deciso di prenderti il mio caro parente/amico in questo momento e in questo modo. Abbracciami, o Dio, e pronuncia parole di rassicurazione e conforto per mezzo dello Spirito Santo. […]

    Signore, che amico fedele abbiamo in Te. Porti il nostro lutto, il nostro dolore e le nostre sofferenze. Grazie per il privilegio di poter portare tutto a te in preghiera. Quando siamo travolti dal dolore di questa grande perdita, ricordaci che non dobbiamo rinunciare alla pace né sopportare dolori inutili; possiamo portare a Te i nostri cuori afflitti. Non c’è mai stato un amico fedele come Te, che condivida le nostre sofferenze e conosca il nostro cuore. Grazie, dolce amico. […]

    Grazie che non sono mai da solo, che la tua presenza calma il mare agitato della mia vita e parla di pace alla mia anima. La tua parola dice che la mia fede non sarà mai svergognata quando ripongo la mia fede in Te. Ascolta la mia preghiera quando ti chiedo conforto mentre affronto la perdita della persona cui voglio bene. Aiutami a trovare forza e pace alla tua presenza. Riporta gioia alla mia anima. Signore, benedicimi e proteggimi, fai risplendere il tuo volto su di me. Rivolgi il tuo viso su di me e donami la pace. —ConnectUs16

    Pubblicato sull’Ancora in inglese il 28 luglio 2022.


    1 Vedi Matteo 16:21; 17:22; 20:17–18; Marco 8:31; 9,31; 10:32–34; Luca 9:21–22; 18:31–33.

    2 Giovanni 16:22.

    3 Giovanni 20:1–4.

    4 Giovanni 20:19–20.

    5 Luca 24:13–31.

    6 1 Tessalonicesi 4:13–14.

    7 Giovanni 11:1–44.

    8 Giovanni 11:25–26.

    9 Giovanni 10:28.

    10 Apocalisse 21:1–4.

    11 1 Pietro 5:7.

    12 2 Corinzi 7:6.

    13 2 Corinzi 1:3–4.

    14 Salmi 91:1–2.

    15 https://www.gotquestions.org/lost-a-loved-one.html.

    16 https://connectusfund.org/14-best-comforting-prayers-for-loss-of-a-loved-one.

  • Mar 4 Il mio percorso biblico
  • Mar 3 Tutti abbiamo bisogno di essere perdonati
  • Feb 25 Non è quel che sembra
  • Feb 23 La storia di Ruth (parte 1)
  • Feb 21 Prenditi una pausa
  • Feb 20 Trovare la volontà di Dio e prendere buone decisioni
  • Feb 17 La realtà dell’eternità
  • Feb 16 Vivere il cammino della fede
  • Feb 13 Qualcosa da fare per Gesù
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo, parte 6: Amore per gli altri

    [The Life of Discipleship, Part 6: Love for Others]

    Il comandamento «Ama il tuo prossimo come te stesso» ha origine nell’Antico Testamento, in Levitico 19:18. Nello stesso capitolo, l’amore per il prossimo viene esteso fino a includere lo straniero: «Tratterete lo straniero, che abita fra voi, come chi è nato fra voi; tu lo amerai come te stesso» (Levitico 19:34). I Vangeli di Matteo, Marco e Luca riportano in vari modi l’affermazione di Gesù secondo cui questo comandamento è il secondo dei due comandamenti più importanti, il primo dei quali è amare Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza (Marco 12:30-31).

    Nel Vangelo di Luca leggiamo che, dopo aver sentito Gesù proclamare l’amore per il prossimo come uno dei comandamenti più importanti, un esperto della legge sfidò Gesù con la domanda: «E chi è il mio prossimo?». Chiaramente, stava cercando di classificare alcune persone come «non prossimo» per escluderle da questo comandamento. Gesù continuò raccontando la storia del Buon Samaritano per illustrare con enfasi che amare il prossimo va ben oltre i nostri amici e la nostra comunità locale, fino a includere gli stranieri e i forestieri, e significa mostrare compassione e premura nei confronti dei bisognosi (Luca 10:25-35).

    Gesù diede uno standard più alto nel Discorso della Montagna quando istruì i suoi seguaci ad amare i loro nemici «affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli, poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (Matteo 5:43-45). Chiaramente nessuno era escluso dal comandamento di amare.

    Il punto fondamentale dell’amare il prossimo, per noi cristiani, è la consapevolezza che ogni persona è preziosa per Dio, indipendentemente dall’età, dall’etnia, dal sesso, dalla nazionalità, dalla condizione economica, dal credo religioso, dall’appartenenza politica o da qualsiasi altra differenza. Dio ama tutti. Ama il mendicante per strada tanto quanto ama l’uomo più ricco del mondo. È «misericordioso e pieno di compassione» e di amore incondizionato, e «il Signore è buono con tutti» (Salmo 145:8-9).

    Dio ci chiede di vedere ogni persona che ha creato nello stesso modo in cui la vede Lui, con occhi pieni d’amore, il che significa che guarderemo gli altri senza pregiudizi, preconcetti o stereotipi. L’amore incondizionato di Dio non conosce confini di razza, credo o condizione sociale e dovrebbe impostare il nostro atteggiamento verso gli altri, specialmente verso quelli che sono in qualche modo diversi da noi. Il nostro compito come discepoli, come uomini e donne che seguono le orme del Maestro, è quello di mostrare agli altri lo stesso amore che Gesù ha mostrato a noi. Come scrisse l’apostolo Paolo:

    Al momento stabilito, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo è morto per noi peccatori.  Già è difficile che qualcuno voglia morire per un uomo giusto, ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire. Ma Dio ha dimostrato il suo grande amore per noi proprio in questo modo: mandando Cristo a morire per noi, mentre eravamo ancora peccatori (Romani 5:6-8).

    Non dobbiamo per forza apprezzare o condividere il credo, lo stile di vita o le scelte di ogni persona. Potrebbero vivere senza tener conto degli standard morali di Dio o condurre una vita di grave peccato, ma indipendentemente dalla loro situazione attuale, Dio le ama. Le Scritture insegnano che ogni essere umano è creato a immagine e somiglianza di Dio, che l’amore è da Dio e che Dio è amore (1 Giovanni 4:7-8). Il meraviglioso amore di Dio è la nostra pietra di paragone. Come discepoli, abbiamo il compito di emulare qualità divine quali amore, compassione e misericordia, proprio come fece Gesù. Amare il prossimo è fondamentale per essere discepoli cristiani.

    Amore attivo

    Ci viene comandato di amarci gli uni gli altri come fa Gesù. Non c’è una sola persona che Gesù non ami e che Lui non sia venuto a salvare: questo include tutti quelli con cui incroci lo sguardo, che incroci per strada, di cui senti parlare al telegiornale, che vivono alla porta accanto, che stanno dietro di te in fila al supermercato o che siedono accanto a te in una sala d’attesa. Quando amiamo attivamente quelli che ci circondano, mettendo le loro necessità prima delle nostre, prendiamo lo stesso amore straordinario che Gesù ha riversato su di noi e diventiamo una sua dimostrazione vivente, palpitante e meravigliosa per l’umanità.

    Vedete, mentre molti credono che l’amore sia solo un sentimento piacevole e commovente, come cristiani siamo chiamati a essere qualcosa di più: siamo chiamati ad agire. Possiamo condividere l’amore di Dio notando chi non viene notato, amando chi non è amabile o anche estendendo la grazia a coloro con cui non è facile stare. […]

    Facciamo in modo che la nostra preghiera di oggi sia la richiesta a Dio di aiutarci ad amare attivamente gli altri: ad attraversare attivamente la strada per aiutare i nostri vicini, a cucinare attivamente un pasto caldo per un amico bisognoso o a visitare attivamente una casa di riposo nelle vicinanze per amare gli anziani. Chiediamogli di condurci nei luoghi in cui vuole che facciamo risplendere la sua luce e chiediamogli il coraggio e la forza di condividere il suo amore con tutti coloro che ci circondano nella nostra vita quotidiana. —Gini Wietecha1

    La chiave del discepolato

    L’amore è la prima chiave per un discepolato intenzionale. Secondo alcune persone che in precedenza non erano credenti, questo è il tratto caratteriale che ha avuto il maggiore impatto sulla loro decisione di seguire Gesù. Ciò non dovrebbe sorprendere. Gesù ha dimostrato amore per le persone ovunque andasse. Di conseguenza le loro vite sono cambiate per sempre. Gesù […] era spinto ad amare le persone e non lasciava che niente e nessuno gli impedisse di esprimere il suo amore. L’amore sgorgava da lui e toccava la vita delle persone che incontrava. —Shawn D. Anderson2

    Amore agape

    Nel greco classico ci sono quattro parole per indicare l’amore: storghì, che significa affetto naturale (come quello di un genitore per un figlio); philos, che significa amicizia o amore fraterno; eros, che significa amore sensuale o passionale; e agape, che è la parola usata in tutto il Nuovo Testamento per indicare l’amore immeritato che Dio ha mostrato all’umanità mandando suo Figlio come Redentore.

    Quando si parla di amore umano nel Nuovo Testamento, agape si riferisce all’amore altruistico e generoso. Agape può essere inteso come il tipo di amore che ti spinge a tendere la mano e a fare del bene agli altri, ad amare il tuo prossimo e a mettere i bisogni degli altri prima dei tuoi; il tipo di amore che cerca sinceramente la redenzione dei non salvati e cerca di aiutare chi è nel bisogno.

    Il teologo italiano Tommaso d’Aquino (1225-1274) definì l’amore agape come «volere il bene altrui». L’amore agape non è un’emozione o un desiderio passeggero, ma una scelta di agire in modo da promuovere il benessere dell’altro, anche quando ciò richiede il sacrificio di sé. Quindi, quando Gesù parla di amare gli altri, si riferisce al tipo di amore in cui si dà a un altro senza aspettarsi nulla in cambio, il tipo di amore che perdona quando le persone hanno peccato contro di noi o ci hanno ferito, il tipo di amore in cui si fa di tutto per aiutare qualcuno. L’amore altruistico e generoso di cui parla Gesù è il frutto dell’opera dello Spirito Santo nella nostra vita, radicato nei principi della sua Parola, ed è destinato a essere la caratteristica distintiva del nostro discepolato.

    Amore altruistico

    Sono colpito dai diversi aspetti del sacrificio di Gesù e da come questo rispecchi l’immenso amore di Dio. Ho anche riflettuto su come la mia vita dovrebbe rispecchiare il modello di amore altruistico di Gesù.

    La morte di Gesù sulla croce è, a un certo livello, una straordinaria illustrazione delle sue parole secondo cui nessuno ha un amore più grande di chi dà la sua vita per i suoi amici (Giovanni 15:13). La croce si è trasformata dall’immagine più brutale della morte all’illustrazione più sconvolgente dell’amore di Dio.

    Fino a che punto si spingerà Dio per mostrare il suo amore? Oltre ogni nostra immaginazione. Quanto darà? Tutto.

    E dopo aver assunto l’umile compito di lavare i piedi dei suoi discepoli, Gesù dice ai suoi primi seguaci: «Io infatti vi ho dato l'esempio, affinché come ho fatto io facciate anche voi. In verità, in verità vi dico: Il servo non è più grande del suo padrone, né il messaggero più grande di colui che l'ha mandato» (Giovanni 13:15-16).

    Gesù ha dato. Ha dato completamente. Il suo dare era un gesto di amore divino. Anche noi dovremmo dare. Dovremmo dare completamente. Il nostro dare dovrebbe essere un atto di amore divino. «Se sapete queste cose, siete beati se le fate» (Giovanni 13:17). —Matt Erickson3

    Amore per i nostri fratelli cristiani

    Dio vuole che amiamo tutta l’umanità e che siamo esempi delle sue qualità per quelli che incontriamo e con cui interagiamo quotidianamente. Ma è ancora più interessato a che mostriamo amore per gli altri cristiani (indicati nella Bibbia come nostri fratelli e sorelle), il corpo di Cristo (1 Corinzi 12:12-13). Questo è il tipo di amore di cui parla Gesù quando dice:

    Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri (Giovanni 13:34-35).

    In 1 Giovanni leggiamo anche dell’importanza del nostro amore per i nostri fratelli cristiani. «Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli» (1 Giovanni 3:14). E «Da questo abbiamo conosciuto l’amore: [Gesù Cristo] ha dato la sua vita per noi. Anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i nostri fratelli» (1 Giovanni 3:16).

    Nelle epistole ci viene chiesto di aiutare i nostri fratelli, prendercene cura, mostrare compassione e fare loro del bene. «Quindi, finché ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti, ma soprattutto a quelli che appartengono alla famiglia della fede» (Galati 6:10). Giovanni usò parole forti per descrivere cosa significa trascurare i nostri fratelli quando scrisse: «Ma se qualcuno possiede dei beni di questo mondo e vede suo fratello nel bisogno e non ha pietà di lui, come potrebbe l’amore di Dio essere in lui?» (1 Giovanni 3:17).

    Perché è così importante che ci prendiamo cura dei nostri fratelli nella fede e che li sosteniamo, sia spiritualmente che materialmente? Gesù rispose a questa domanda quando disse: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri». Gesù vuole che noi, suoi seguaci, siamo conosciuti per il nostro amore. Amare i nostri fratelli è un elemento chiave del discepolato e del diffondere la luce del suo amore e del suo Vangelo nel mondo.

    Poche ore prima di essere arrestato, Gesù pregò il Padre affinché i discepoli, sia quelli che erano con Lui in quel momento sia tutti quelli che lo avrebbero seguito, fossero uniti come Lui e il Padre sono uniti, «affinché il mondo il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li hai amati come hai amato me» (Giovanni 17:20-23). Gesù pregò affinché tutti i suoi discepoli fossero uno: un solo corpo, uniti nell’amore; uno nella fede, uno nella missione, uno nella mentalità cristiana. Non è possibile che tutti i discepoli la pensino allo stesso modo, ma nelle questioni di fede, amore, servizio e diffusione del Vangelo nel mondo, ovvero in quelle cose che li rendono discepoli, Gesù pregò che fossero uniti. I cristiani possono differire su punti secondari di dottrina o di credo, ma dovrebbero essere uniti nelle dottrine fondamentali del cristianesimo (tra cui la fede in Dio, la salvezza in Gesù, la Trinità, la Bibbia come Parola di Dio e il Grande Mandato di predicare il Vangelo).

    Quando siamo uniti e riuniti in Lui, Lui è lì con noi. «Perché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Matteo 18:20). Avere Cristo in mezzo a noi aiuta gli altri a sentire la sua presenza; la gioia e l’amore li attirano a Lui e forniscono un esempio vivente del suo amore per loro. Fa parte della testimonianza dei discepoli. Serve anche a rafforzarci nel discepolato. In Ebrei leggiamo: «Cerchiamo anche di stimolarci a vicenda nell’amore fraterno e nelle opere buone, senza disertare le nostre riunioni, come alcuni hanno l’abitudine di fare, ma esortandoci a vicenda; tanto più che vedete avvicinarsi come il giorno» (Ebrei 10:24-25).

    Quando i discepoli si riuniscono per una comunione spirituale, la presenza di Dio è con loro. Lo Spirito Santo crea un’atmosfera viva e amorevole all’interno del corpo dei credenti. Quando i cristiani si riuniscono ed entrano in comunione, questo li rafforza. Pregare, adorare, dare testimonianza, avere conversazioni profonde, godere della reciproca compagnia, tutto questo crea un’atmosfera meravigliosa che rafforza ed edifica quelli che partecipano. La comunione con altri cristiani, in qualunque modo il Signore ci guidi a fare nelle nostre situazioni personali, fa parte del vivere il nostro discepolato.

    Siamo chiamati ad amare il nostro prossimo e ad amare i nostri fratelli cristiani come pietre angolari del nostro discepolato. Impegniamoci a essere ogni giorno esempi viventi dell’amore di Dio per le persone che il Signore mette sul nostro cammino. Possa l’amore di Cristo costringerci «perché siamo giunti a questa conclusione: […] che egli morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro» (2 Corinzi 5:14-15).

    Pensieri su cui riflettere

    Credo che Dio ami il mondo attraverso di noi, attraverso te e me. —Madre Teresa

    Istintivamente tendiamo a limitare [il numero delle] persone per cui ci impegniamo. Lo facciamo per le persone che sono come noi e per quelle che ci piacciono. Gesù non accetta niente del genere. Parlando di un samaritano che aiutava un ebreo, Gesù non avrebbe potuto trovare un modo più efficace per dire che chiunque si trovi nel bisogno, indipendentemente dalla razza, dall’orientamento politico, dalla classe sociale e dalla religione, è il tuo prossimo. Non tutti sono tuoi fratelli o sorelle nella fede, ma tutti sono tuoi prossimi e tu devi amare il tuo prossimo. —Timothy Keller

    Ogni singola persona che incontriamo è amata da Dio ed è qualcuno per cui Gesù è morto. Tutti quelli che incontriamo durante la giornata – sconosciuti, conoscenti, amici, familiari – possono sperimentare l’amore di Dio attraverso di noi! Ogni giorno abbiamo l’opportunità di mostrare l’amore di Dio agli altri. —Askaboutmyfaith.com

    Cosa dice la Bibbia

    «Carissimi, se Dio ci ha tanto amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno ha mai visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e il suo amore diventa perfetto in noi» (1 Giovanni 4:11-12).

    «Se amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno anche i pagani altrettanto? Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste» (Matteo 5:46-48).

    «Soprattutto, abbiate amore intenso gli uni per gli altri, perché l'amore copre una gran quantità di peccati» (1 Pietro 4:8).

    Preghiera per amare il nostro prossimo

    Carissimo Signore, fa’ che io sia una benedizione per il mio prossimo. Non solo per quelli che mi sono vicini, ma anche per quelli con cui comunico, anche se sono lontani. Fa’ che io sia una buona samaritana per qualcuno oggi. Dammi compassione per essere portatrice di buona volontà verso i miei fratelli.

    Signore, dammi la forza di vivere secondo il tuo comandamento di amare. […] Fa’ che io non chiuda il mio cuore a chi ha bisogno. Che io possa condividere le benedizioni che ho ricevuto da Te con quelli che le chiedono. Che io non perda mai di vista il modo di amare. […] Che le persone che incontro su questo cammino diventino per me opportunità di vivere gli insegnamenti di Cristo.

    Signore, ti chiedo di aprire il mio cuore affinché io possa provare un amore sincero per i tuoi comandamenti. Insegnami, Signore, ad amarti sopra ogni cosa e ad amare il mio prossimo come amo me stessa. Fa’ che io possa tenere sempre a mente l’essenza del tuo comandamento di amare.4


    1 Gini Wietecha, “What God Says About Loving Others”, Dayspring, 25 agosto 2023, https://www.dayspring.com/articles/loving-others-well?srsltid=AfmBOopdtkbOB8KU0CKhjKhVDsfMpiTzEZ7HKjXsHwPWxRs_y-rYtam6.

    2 Shawn D. Anderson, Living Dangerously (Wipf and Stock, 2010).

    3 Matt Erickson, “Self-Giving Love”, 14 giugno 2010, https://mwerickson.com/2010/06/14/self-giving-love/.

    4 Pearl Dy, “How to ‘Love Your Neighbor As Yourself’ as in Mark 12:31”, Christianity.com, 24 gennaio 2023, https://www.christianity.com/wiki/bible/love-your-neighbor-as-yourself-bible-meaning-of-mark-12-31.html.


    Pubblicato originariamente in inglese il 2 dicembre 2025.

  • Feb 10 1 Corinzi; capitolo 14 (versetti 26-40)
  • Gen 27 La vita di un discepolo, parte 5: cercare prima il suo regno
  • Gen 13 1 Corinzi: capitolo 14 (versetti 1-25)
  • Dic 30 La vita di un discepolo, parte 4: il rapporto con Dio
  • Dic 16 La vita di un discepolo, parte 3: dimorare in Cristo
  • Dic 2 1 Corinzi: capitolo 13 (versetti 1-13)
  • Nov 18 La vita di un discepolo, parte 2: amare Dio con tutto il nostro essere
  • Nov 4 1 Corinzi: capitolo 12 (versetti 12-30)
  • Ott 21 La vita di un discepolo: introduzione
   

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