L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • Arcobaleni dopo la pioggia

    [Rainbows from Rain]

    Molte circostanze nella vita possono essere viste da un’ottica positiva o negativa. Prendete una giornata piovosa, per esempio. Alcuni potrebbero lamentarsene, mentre altri potrebbero considerarla una benedizione, perché annaffia i loro campi o la loro erba. A volte una cosa che una persona sarebbe entusiasta di fare e di cui sarebbe molto grata, come andare a vivere in un posto nuovo e intraprendere una carriera o una vocazione nuova, un’altra potrebbe trovarla molto difficile e impegnativa.

    D’altra parte, per alcune cose non è semplicemente questione di personalità o di circostanze che tutti concorderebbero nel giudicare brutte o indesiderabili per loro stessa natura: un handicap fisico, un incidente d’auto, l’incendio di una casa. Un handicap fisico, per esempio, può causare molto dolore e molte difficoltà ed è normale esserne turbati. Tuttavia, perfino i nostri handicap possono trasformarsi in rampe di lancio per una crescita spirituale e un avvicinamento a Gesù.

    Ognuno di noi a volte incontra situazioni che potrebbero ostacolarlo seriamente, se permettesse loro di diventare il filo conduttore della loro vita. La cosa meravigliosa è che Dio ci ha dato il modo di superarle. Anzi, vuole che le superiamo. Poiché siamo suoi figli e Lui ci ama, le nostre circostanze non devono dettare il nostro modo di vedere la vita o la nostra gioia nel Signore, che, come dice la Bibbia, è la nostra forza (Neemia 8:10). Anzi, dobbiamo «ringraziare continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo» (Efesini 5:20).

    Non dobbiamo lasciarci limitare emotivamente, mentalmente o spiritualmente dai problemi del nostro passato, recente o lontano che sia. Dio spesso ci lascia affrontare delle difficoltà per insegnarci a superarle e uscirne più forti. Possiamo perfino usare le esperienze difficili della vita per aiutare gli altri, come Paolo fece notare nelle sue opere: «Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione» (2 Corinzi 1:3–4).

    La storia parla di molti uomini e donne nel corso dei secoli che superarono ostacoli apparente insormontabili per raggiungere risultati grandi e straordinari. Dovettero lottare per superare gli ostacoli davanti a loro, ma nel farlo divennero più forti e loro storie ci forniscono un esempio di fede e perseveranza.

    Beethoven era completamente sordo quando compose alcune delle sue musiche più belle. Thomas Edison era sordo quando inventò il fonografo. Renoir dipinse alcuni dei suoi migliori capolavori con le dita tanto contorte dai reumatismi che doveva legare il pennello alle mani per poterlo usare. Handel aveva il lato destro del corpo paralizzato, quando scrisse la sua opera più grande, il «Messia». Quando ne completò il pezzo più noto, «il Coro dell’alleluia», si dice che confidò al suo servitore: «Penso di aver visto l’intero Paradiso davanti a me, e lo stesso Dio Onnipotente seduto sul suo trono con la schiera dei suoi angeli».1

    Molto spesso sono proprio le persone che hanno superato le proprie difficoltà che a loro volta sono in grado di aiutare gli altri ad avere il coraggio e la fede di superare le loro. Il loro esempio può rinforzare la nostra fede che Dio può aiutarci a perseverare e a superare situazioni molto difficili.

    Se la poetessa Helen Keller non fosse stata cieca e sorda dalla nascita, non avrebbe mai avuto l’opportunità di diventare una fonte di grande ispirazione, sia allora che adesso, per milioni di persone. Non avrebbe mai potuto dire: «Ringrazio Dio per i miei handicap, perché grazie a essi ho scoperto me stessa, il mio lavoro e il mio Dio».

    Booker T. Washington nacque schiavo e lavorò in miniere di carbone e salgemma prima di diventare un educatore, un portavoce della causa degli afroamericani e il fondatore di un’università per i giovani di colore. Una sua citazione famosa dice: «Il successo non si misura dalla posizione che uno ha raggiunto nella vita, ma dagli ostacoli che ha dovuto superare».

    E naturalmente nella Bibbia ci sono molte storie di persone che hanno superato gli ostacoli grazie alla fede, come quelle elencate in Ebrei 11: «…i quali per fede conquistarono regni, praticarono la giustizia, ottennero l'adempimento di promesse, chiusero le fauci dei leoni, spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, guarirono da infermità, divennero forti in guerra, misero in fuga eserciti stranieri» (Ebrei 11:33–34). La debolezza che si trasforma in forza è un tema ricorrente nella Bibbia. È così che Paolo superò la sua afflizione, quando Gesù gli disse: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza» (2 Corinzi 12:9).

    È utile sapere che i problemi, le lotte e le difficoltà che affrontiamo comportano benefici a lungo termine, anche se in quel momento non riusciamo a vederli. Se non ne avessimo, potremmo sentirci soddisfatti e procedere con noncuranza, senza sviluppare la forza di carattere che nasce dal superamento delle avversità. La bellezza che spesso scaturisce dalla sofferenza non avrebbe la possibilità di sbocciare nella nostra vita. Non avremmo lo stesso profondo apprezzamento per i nostri cari e per gli amici che ci stanno accanto nei momenti di bisogno. Non avremmo tanta comprensione o compassione per altri che stanno attraversando momenti difficili, né sapremmo come essere loro d’aiuto.

    Gesù ha promesso di guidarci nella vita, di condurci verso acque calme e pascoli verdeggianti e di condurci lungo sentieri di giustizia (Salmi 23:1–3). Anche quando attraversiamo valli oscure, Lui sarà con noi e ci consolerà. La sua bontà e il suo amore fedele ci accompagneranno tutti i giorni della nostra vita (Salmi 23:4–6). Quindi, qualunque sia la situazione in cui vi trovate, ricordate che Dio sa cosa state passando e ha promesso di provvedere a ogni vostro bisogno secondo le ricchezze della sua gloria in Cristo Gesù (Filippesi 4:19).

    Lui vi guiderà quando non saprete cosa fare, vi darà conforto quando vi sembrerà di non poter andare avanti e il coraggio per testimoniare quando avrete paura, le soluzioni a conflitti relazionali che sembrano irreparabili, l’incoraggiamento di cui avete bisogno per compiere la sua volontà quando siete alle prese con una decisione difficile e la forza che si ottiene solo quando vi affidate alla sua forza. Tutte queste ricchezze sono nostre in Gesù quando riponiamo la nostra fiducia in Lui e gli presentiamo i nostri problemi, le nostre prove, i nostri bisogni e i nostri pesi. «Gettate su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi» (1 Pietro 5:7).

    A volte Dio usa le difficoltà per insegnarci a chiedergli aiuto o per riportarci sulla retta via quando in qualche modo ci allontaniamo da Lui. Usa anche le nostre prove e le nostre difficoltà per renderci umili, per insegnarci pazienza e misericordia e per ricordarci quanto dipendiamo da Lui e dalla sua grazia per ogni benedizione della vita. Se non affrontassimo mai delle prove, non troveremmo la nostra forza in Dio. Non proveremmo nemmeno l’emozione di scoprire che Lui ci verrà in aiuto!

    I bellissimi colori dell’arcobaleno sono visibili solo attraverso il prisma della pioggia. Ci vogliono sia la pioggia che il sole per creare un arcobaleno. Se riusciamo a vedere arcobaleni attraverso la pioggia, possiamo imparare a «essere sempre allegri, non cessare mai di pregare e in ogni cosa rendere grazie; poiché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di noi» (1 Tessalonicesi 5:16–18).

    La vita non è un viaggio privo di nubi,
    buio e tempeste spesso si frappongono,
    ma la misericordia eterna del Signore
    viene ad alleviare il peso del tuo cuore.
    Nubi pesanti possono coprire il cielo,
    oscurando alla fede la vista verso l’alto,
    ma oltre il buio più fitto ed ogni dolore
    si estende l’arcobaleno del suo amore. —Flora Kirkland

    Pubblicato originariamente nel febbraio 2008. Adattato e ripubblicato sull’Ancora in inglese il 13 luglio 2026.


    1 Joel Woodruff, “Worshipping the Messiah During Advent”. C. S. Lewis Institute, 1° dicembre 2023, https://www.cslewisinstitute.org/resources/worshipping-the-messiah-during-advent.

  • Lug 11 La bontà di Dio nei periodi difficili
  • Lug 10 Sopportare bene
  • Lug 7 Vivere in pace
  • Lug 6 La natura di Dio: la gentilezza
  • Lug 4 Quando Dio parla
  • Giu 30 Vestitevi di mansuetudine
  • Giu 27 Crescere in santità: autocontrollo
  • Giu 26 In difesa dei poveri
  • Giu 25 Il Dio della Bibbia è amore
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo parte 11: condividere le nostre risorse

    [The Life of Discipleship, Part 11: Sharing Our Resources]

    La generosità è un tema centrale della Bibbia e riflette il carattere di Dio, descritto come un Dio generoso e magnanimo che ama elargire doni preziosi ai suoi figli (Matteo 7:11). Quando contempliamo la sua creazione dell’universo – il sole, la luna, i pianeti e miliardi di galassie e stelle – intravediamo la natura munifica e generosa di Dio. La creazione dell’umanità – il coronamento della sua opera (Salmi 8:5) – e di tutte le creature viventi e della vita vegetale fornisce la prova della sua generosa bontà. «I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani» (Salmi 19:1), offrendo un’illustrazione continua della sua generosità e della sua benevolenza nei nostri confronti.

    Il dono più grande che Dio ha fatto all’umanità è stato suo Figlio Gesù, che ha dato la vita per la nostra redenzione. «Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui?» (Romani 8:32). Dio non solo ci ha donato la vita eterna e la salvezza attraverso il sacrificio di Gesù, ma ci ha anche adottati come suoi figli e ci ha reso coeredi con Cristo (Galati 4:4–7; Romani 8:16–17). Grazie alla copiosa generosità divina, la nostra vita è piena di benedizioni. «Benedetto sia Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo» (Efesini 1:3).

    Gesù insegnò spesso l’importanza della generosità e offrì ai suoi discepoli un esempio concreto di dare e di servire il prossimo. Lo espresse bene Paolo: «Infatti voi conoscete la grazia del nostro Signore Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché, mediante la sua povertà, voi poteste diventare ricchi» (2 Corinzi 8:9). Mentre cerchiamo di diventare sempre più simili a Cristo, vediamo che la generosità fa parte della stessa natura di Gesù ed è una virtù che dobbiamo sforzarci di coltivare.

    Gesù articolò il principio della generosità quando insegnò: «Date, e vi sarà dato; vi sarà versata in seno una buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi» (Luca 6:38). Con questo esprimeva una legge spirituale che è prevalente sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento: quando si dà, si riceve; Dio ricompensa la generosità; aiutare gli altri è un aspetto della vita dei discepoli e nel fare queste cose si onora e si glorifica Dio ma, ancora di più, si dà a Dio.

    Naturalmente, non è sempre facile essere generosi, sia con le nostre finanze e con i nostri i beni materiali, sia con il nostro tempo e il nostro servizio. Dare agli altri è un sacrificio. Ha un prezzo. Significa che offriamo a un altro qualcosa che ci appartiene e, così facendo, in un certo senso lo perdiamo. Tuttavia, come Dio disse numerose volte sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, Lui benedice quella generosità in modi tangibili.

    Dio ha promesso di benedire chi è generoso e di prendersene cura:

    «Se tu supplisci ai bisogni dell’affamato e sazi l’afflitto, la tua luce spunterà nelle tenebre e la tua notte oscura sarà come il mezzogiorno; il Signore ti guiderà sempre, ti sazierà nei luoghi aridi, darà vigore alle tue ossa; tu sarai come un giardino ben annaffiato, come una sorgente la cui acqua non manca mai» (Isaia 58:10–11).

    «Dagli generosamente e, quando gli darai, il tuo cuore non si rattristi; perché proprio per questo il Signore Dio tuo ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano» (Deuteronomio 15:10).

    Quando siamo generosi, quando diamo, quando ci prendiamo cura degli altri, noi diamo a Dio. «Chi ha pietà del povero presta al Signore, che gli contraccambierà l’opera buona» (Proverbi 19:17).

    Gesù insegnò ai suoi discepoli a dare generosamente: «Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera un prestito da te, non voltare le spalle» (Matteo 5:42). Insegnò anche a non aspettarsi nulla in cambio del loro dono:

    «Se prestate a coloro dai quali sperate di riavere, che merito ne avrete? Anche i peccatori prestano ai peccatori, per riceverne altrettanto. Ma amate i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete i figli dell’Altissimo, perché egli è benigno verso gli ingrati e i malvagi» (Luca 6:34–35).

    L’Antico Testamento insegna la stessa cosa: «Non rifiutare un beneficio a chi vi ha diritto, quando è in tuo potere di farlo. Non dire al tuo prossimo: “Va’ e torna, te lo darò domani”, quando hai la cosa con te» (Proverbi 3:27–28).

    Come discepoli, abbiamo anche il compito di essere generosi gli uni con gli altri, specialmente davanti a una necessità. «Siate solleciti per le necessità dei fratelli, esercitando con premura l’ospitalità. Finché ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti, ma specialmente a coloro della famiglia della fede» (Romani 12:13; Galati 6:10).

    Amare e prendersi cura degli altri nella nostra «famiglia della fede» è chiaramente importante. Quando veniamo a sapere che alcuni nostri fratelli e sorelle nella fede si trovano in difficoltà, il Signore si aspetta che ci sforziamo di aiutarli in qualche modo, che si tratti di fornire l’assistenza necessaria, di prenderci cura di qualcuno nel momento del bisogno, di offrire un sostegno economico quando ne abbiamo la possibilità, di preparare e consegnare pasti, di condividere provviste o vestiti in eccesso, o di accompagnarli in auto da qualche parte. Essere generosi significa dare per soddisfare un bisogno e a volte ciò di cui c’è più bisogno è l’amicizia, la compagnia, un orecchio attento e il dono del proprio tempo e di un sostegno spirituale ed emotivo.

    Essere generosi piace a Dio, che ha promesso di ricompensare abbondantemente la nostra generosità. Dare agli altri è un investimento nel nostro presente e nel nostro futuro eterno, e causa ringraziamenti e lodi al Signore. «[Ordina loro] di fare del bene, di arricchirsi di opere buone, di essere generosi nel donare, pronti a dare, così da mettersi da parte un tesoro ben fondato per l’avvenire, per ottenere la vera vita» (1 Timoteo 6:18–19).

    Vivere in maniera generosa

    La generosità è la qualità di essere premurosi e altruisti, specialmente quando si tratta di condividere denaro e altri beni. La Bibbia ha molto da dire sulla generosità come qualità desiderabile del nostro carattere. Proverbi 22:9 dice: «Chi ha l’occhio generoso sarà benedetto,
    perché egli dona del suo pane al povero». Dio è generoso e si aspetta che seguiamo il suo esempio.

    La generosità divina è evidente ovunque intorno a noi. Dio ha creato questo pianeta che è particolarmente adatto a sostenerci e a provvedere ai nostri bisogni e ai nostri piaceri. Ci dona i colori, la luce, i suoni, l’aria e la capacità di gustare e godere, di ascoltare e apprezzare, di toccare e di essere soddisfatti. Soprattutto, Dio ha dimostrato la sua generosità quando ha offerto suo Figlio come sacrificio per espiare il nostro peccato. Di fronte a tanta generosità, possiamo solo dire: «Ringraziato sia Dio per il suo dono ineffabile!» (2 Corinzi 9:15 […]

    Visto che Dio è generoso, anche noi dobbiamo esserlo. La generosità può manifestarsi in molti modi. Possiamo donare il nostro tempo, le nostre risorse materiali, la nostra ospitalità e la nostra amicizia. […] La Parola di Dio dice chiaramente che i generosi vengono ricordati e ricompensati, sia in questa vita che nella prossima. —Got Questions1

    Più beati

    Gesù ci insegna che «ci è più gioia nel dare che nel ricevere» (Atti 20:35). […] Cosa dice la Bibbia? «Dio ama chi dona con gioia» (2 Corinzi 9:7). Perché? Forse perché quando doniamo siamo più simili a Dio, e Lui non dona a malincuore.

    Inoltre, quello che diamo determina quanto Dio può fare nella nostra vita. Quando doniamo a Lui con gioia, ci apriamo a ricevere da Lui liberamente. Malachia 3:10 dice: «“Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi alla prova in questo”, dice il Signore degli eserciti; “vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla”». […] Non possiamo dare più di Dio. Come disse una volta un anziano contadino credente: «Io riempio il granaio di Dio a palate e Lui riempie il mio a palate – ma Dio ha una pala più grande». —Rick Warren2

    Mettere in pratica il principio della generosità

    Ci sono molti modi per mettere in pratica il principio della generosità nella nostra vita quotidiana e spesso questo richiede da parte nostra scelte precise di dedicare il nostro tempo, le nostre preghiere, il nostro denaro, le nostre risorse e i nostri doni a servire gli altri. Fa parte dell’offrire noi stessi «come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio» che Paolo descrive come il nostro «culto spirituale» a Dio (Romani 12:1). Donare noi stessi è un culto gradito a Dio. «Non dimenticate la beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri, perché Dio si compiace di tali sacrifici» (Ebrei 13:16).

    Come cristiani, siamo esortati a mettere in pratica la nostra fede e a tendere la mano a chi è sfinito e turbato, così come agli emarginati, agli oppressi e ai bisognosi, come se fossero Gesù stesso. Donare generosamente il nostro tempo, le nostre preghiere e le nostre risorse a chi si trova nel bisogno è un modo meraviglioso per esprimere la nostra fede: servire Dio servendo il prossimo. I meno fortunati, i bisognosi, gli affamati hanno bisogno di sapere che sono amati, che c’è chi tiene a loro, che sono apprezzati. Dio ama ogni essere umano come una sua creazione unica e a noi cristiani viene chiesto di fare lo stesso.

    Condividere la buona notizia del Vangelo con gli altri, pregare per loro e aiutarli a crescere nella fede è un modo importante per dare agli altri e adempiere il Grande Mandato. Servire negli orfanotrofi o negli ospedali, visitare i malati, prendersi cura dei rifugiati e dei senzatetto, assistere i detenuti, insegnare ai meno fortunati e partecipare a campagne sanitarie sono tutti modi preziosi per portare l’amore di Cristo ai bisognosi.

    Vivere la nostra fede e seguire le orme di Gesù significa mettere la fede in azione, dare agli altri e prendersi cura di loro come se fossero il Signore stesso. Lo facciamo quando tendiamo la mano alle persone che potrebbero trovarsi in difficoltà, affrontare tragedie, perdite o ansie, per condividere con loro il conforto divino e una speranza per il futuro. Inoltre, offriamo generosamente le nostre ricchezze spirituali a quelli che, pur non mancando di salute o di beni materiali, sono afflitti, turbati e smarriti. L’amore di Cristo ci costringe a farlo, poiché non viviamo più per noi stessi, ma per Colui che ha dato la vita per noi (2 Corinzi 5:14–15).

    Come suoi seguaci, aiutiamo i bisognosi; sosteniamo la missione di Dio nel mondo, spesso in modi invisibili di cui altri potrebbero non venire mai a conoscenza, come ad esempio: finanziare una squadra di missionari in un paese lontano; donare qualcosa di cui abbiamo bisogno a chi ne ha più bisogno di noi; sacrificare il nostro tempo per intercedere per i bisogni di un’altra persona che forse non sa nemmeno che si sta pregando per lei. Facciamo queste cose come se fossero per il Signore, come sottolinea il seguente articolo.

    Il Dio della Bibbia è un Dio missionario con un programma mondiale e porta avanti la sua missione mediante il suo popolo. I cristiani [sono chiamati] a spendere e a spendersi per la causa di Gesù Cristo. Alcuni partecipano a questi sforzi portando il Vangelo dove è più necessario. Altri inviano missionari e sostengono quelli che sono partiti. Pertanto, una delle responsabilità dei cristiani è donare per sostenere l’opera evangelica.

    Donare fa parte del culto. È importante non pensare alle donazioni cristiane semplicemente come a un dono fatto a individui o istituzioni. Ogni donazione all’opera evangelica è in effetti un atto di culto. Si rende grazie a Dio e gli si si dà ciò che gli è dovuto. In un certo senso, si offre un sacrificio di lode al Signore. Donare è un gesto di gratitudine in risposta a ciò che Dio ha fatto mediante Cristo e per il privilegio di far parte della sua famiglia (2 Corinzi 8–9). È un modo per riconoscere che tutto appartiene a Dio e proviene da Lui (Giacomo 1:17).

    Ci è stato comandato di donare. Dio si aspetta che il suo popolo contribuisca alla sua opera e sostenga i suoi collaboratori. Ogni cristiano coopera alla mietitura di Dio (Filippesi 1:3–5). Visto che Dio ci benedice con dei mezzi economici, siamo esortati a essere amministratori buoni e fedeli di quelle benedizioni. A chi molto è dato, molto sarà richiesto. E queste benedizioni richiedono che la nostra donazione sia generosa, fatta con gioia e disposta al sacrificio.

    Dio utilizza dei mezzi. Dio realizza i suoi propositi e i suoi piani attraverso vari mezzi, spesso tramite strumenti umani. Ciò significa che le persone non giungeranno alla fede se non vi sarà chi predichi (Romani 10:15–17). […] Quelli che sono inviati devono essere sostenuti. Dio permette alle persone di prendere parte alla sua opera missionaria. Provvede e soddisfa i bisogni utilizzando mezzi umani – con generose donazioni, per esempio. Per un cristiano, è un privilegio meraviglioso essere invitato a partecipare alla missione divina di salvare persone di ogni lingua, tribù e nazione, anche attraverso le sue donazioni. —Chopo Mwanza3

    Ciò che diamo agli altri – il nostro servizio, le nostre preghiere, le nostre donazioni – lo diamo a Gesù. Non lo facciamo per ottenere riconoscimento, guadagno economico o per fare carriera nella società. Tutto ciò che facciamo, in qualsiasi ministero o nelle nostre azioni quotidiane, lo facciamo per glorificare il Signore. Ci sentiamo spronati a fare ciò che possiamo per migliorare la vita degli altri, per aiutarli nel momento del bisogno e per condividere la buona notizia della nostra speranza eterna in Cristo. Camminiamo come camminava Gesù.

    Vivere secondo il principio della generosità ci rende una benedizione per gli altri e in cambio ci porta la benedizione di Dio. Quando scegli di donare te stesso, il tuo tempo, le tue preghiere, le tue risorse e le tue finanze, non stai solo compiendo atti generosi, stai diventando una persona generosa e Dio benedice chi è generoso. «In ogni cosa vi ho mostrato che bisogna venire in aiuto ai deboli lavorando così, e ricordarsi delle parole del Signore Gesù, il quale disse egli stesso: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere”» (Atti 20:35).

    Pensieri su cui meditare

    La Bibbia dice che la generosità attira benedizioni. In Proverbi 11:25, la Bibbia ci dice: «La persona generosa si arricchirà e chi annaffia sarà egli pure annaffiato». Dio si avvicina alle persone che sono generose, che prestano liberamente e agiscono con giustizia (Salmi 112:5). Se date generosamente, allora Dio riverserà su di voi più benedizioni di quanto possiate immaginare (Malachia 3:10). —Chris Witts

    Dimostriamo di essere veramente figli di Dio con tutto ciò che portiamo con noi in modo da poter godere per sempre di un rapporto con Lui. […] La generosità ci mantiene concentrati su ciò che conta davvero, su ciò che è veramente importante per Dio. Quando siamo generosi nel nome di Cristo, stiamo arredando la nostra dimora eterna con tesori ben più grandi di qualsiasi cosa si possa acquistare sulla terra. —Todd Harper

    Quando doniamo come fa Dio e con quel dono lo onoriamo, ci avviciniamo maggiormente a Lui. Ci fa smettere di vedere solo noi e ci spinge a prenderci cura degli altri. Più ci avviciniamo a Dio, più le nostre priorità e i nostri valori iniziano a riflettere i suoi. In che modo, allora, possiamo vivere con generosità? Partendo dal chiedere a Dio di darci una mentalità generosa. —YouVersion.com

    Cosa dice la Bibbia

    «Dio vi farà ricchi di tutto, in modo che possiate dare a tutti generosamente, e quando porteremo la vostra offerta a quelli che ne hanno bisogno, essi ringrazieranno e loderanno Dio per il vostro aiuto» (2 Corinzi 9:11).

    «Ma se qualcuno possiede dei beni di questo mondo e vede suo fratello nel bisogno e non ha pietà di lui, come potrebbe l’amore di Dio essere in lui?
    Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità» (1 Giovanni 3:17–18).

    «Dio ha il potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene» (2 Corinzi 9:8).

    Una preghiera per essere generosi

    Caro Signore, ti chiediamo un cuore generoso. Aiutaci a donare liberamente il nostro tempo, le nostre risorse e il nostro amore a chi ne ha bisogno. Facci vedere le opportunità di fare la differenza. Possa la nostra generosità essere un riflesso del tuo amore e della tua bontà.

    Grazie per le benedizioni che abbiamo ricevuto. Aiutaci a condividerle con gli altri e a essere una luce nel mondo. Aiutaci a essere generosi non solo con i nostri beni materiali, ma anche con il nostro tempo, la nostra attenzione e la nostra compassione. Aiutaci a riconoscere i bisogni di chi ci sta intorno e a rispondere con cuori e mani aperte. Possa la nostra generosità ispirare altri a donare e creare un effetto a catena di bontà e sostegno.

    Preghiamo per le persone bisognose. Fornisci loro le risorse e il sostegno di cui hanno bisogno e aiuta noi a essere parte della soluzione. Grazie per la gioia che viene dal donare. Aiutaci a coltivare uno spirito di generosità in tutto ciò che facciamo. Nel nome di Gesù, Amen.4


    1 “What does the Bible say about Generosity?” GotQuestions.org, https://www.gotquestions.org/Bible-generosity.html.

    2 Rick Warren, God’s Power to Change Your Life (Harper Collins, 2006).

    3 Chopo Mwanza, “If God Provides, Why Should We Give to Missions?” radical.net, 6 gennaio 2025, https://radical.net/article/why-give-to-missions/.

    4 “A Prayer for Generosity”, tmumc.org, https://www.tmumc.org/stories/posts/a-prayer-for-generosity.

    Pubblicato originariamente in inglese il 19 maggio 2026.

  • Giu 9 La vita di un discepolo, parte 10: la nostra vita lavorativa
  • Mag 12 La vita di un discepolo, parte 8: fare discepoli
  • Apr 28 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 37-58)
  • Apr 21 La vita di un discepolo, parte 8: Comunicare la nostra fede
  • Apr 7 1 Corinzi, capitolo 15 (versetti 20-36)
  • Mar 24 La vita di un discepolo, parte 7: servire Dio servendo gli altri
  • Mar 10 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 1-19)
  • Feb 24 La vita di un discepolo, parte 6: Amore per gli altri
  • Feb 10 1 Corinzi; capitolo 14 (versetti 26-40)
   

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