L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • Riflessioni sull’amicizia

    Gabriel García V.

    [Reflections on Friendship]

    Non avevo mai apprezzato così tanto le amicizie come durante la mia recente crisi di salute. Dopo un serio intervento al cuore durato otto ore, seguito da due giorni di coma farmacologico, mi sono svegliato e ho scoperto che io e mia moglie eravamo sostenuti e accuditi da una straordinaria rete di cari amici, per non parlare delle centinaia di messaggi provenienti da tutto il mondo che ho ricevuto per telefono e via e-mail. L’incoraggiamento e l’empatia dei miei amici mi hanno dato la spinta di cui avevo bisogno per recuperare le forze. Attraverso questa esperienza ho compreso il valore dell’amicizia.

    Improvvisamente, ho scoperto che ogni momento che avevo dedicato a tutte quelle persone – ogni telefonata, ogni visita che avevo fatto e ogni messaggio che avevo scritto – aveva costruito qualcosa di speciale. A volte sono così preso dal lavoro che procrastino la risposta a un messaggio personale o la preghiera per qualcuno. Eppure, dopo la mia recente avversità, ho capito il valore di dedicare tempo a un amico o di concentrare la mia attenzione su un collega che ha bisogno di chi lo ascolti.

    D’altra parte, le amicizie sincere non richiedono sempre un grande investimento di tempo. Avevamo un’amica che non vedevamo da diversi anni e che si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale proprio prima del mio intervento chirurgico.

    È una dottoressa molto conosciuta e quando ha saputo della mia situazione è corsa in ospedale per farmi forza. È stata così veloce che è arrivata in ospedale prima dell’ambulanza! Non riesco a descrivere quanto questo mi abbia incoraggiato in quel momento cruciale.

    Mentre ero disteso nel mio letto d’ospedale quella settimana, leggere i diversi messaggi di amici e conoscenti ha avuto un ruolo importante nella mia guarigione. «Quanto è buona una parola detta al tempo giusto!» (Proverbi 15:23).

    Spesso sentiamo parlare di amici che tradiscono o che non ci sono quando c’è bisogno di loro, e anche la Bibbia ne parla, in particolare di Giuda nel caso di Gesù e di molti altri nella vita di Davide. Ma ci sono anche quelli che stanno al nostro fianco o che si fanno vivi nel momento del bisogno. Come ho visto nel mio momento difficile, decine di amici erano lì per sostenermi nella mia debolezza e per dare sostegno alla nostra famiglia.

    Per costruire quella lealtà è bastato un po’ di tempo, un po’ di attenzione sincera, una preghiera per chi si trovava in difficoltà, una parola di fiducia per chi era in un momento di ansia, una telefonata al momento giusto, un tocco di umorismo, un complimento per un lavoro ben fatto, ecc. Come dice il proverbio: «Un amico vuole bene sempre,
    è nato per essere un fratello nella sventura» (Proverbi 17:17).

    Teniamo presente che Gesù, nonostante fosse il Figlio di Dio, ci ha trattato da amici (vedi Giovanni 15:14-15). E per una lettura stimolante sulle amicizie profonde, leggi le storie di Ruth e Naomi (Ruth 1:16-17) e di Davide e Gionatan (1 Samuele 18:1-4).

    Qualche anno fa, andava di moda la parola “networking”, l’idea di creare un elenco di contatti che potesse rivelarsi utile in seguito. Ma il concetto biblico è molto diverso. Gesù disse di fare del bene e di dare liberamente, senza aspettarsi nulla in cambio (vedi Luca 6:35). Disse anche: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Matteo 10:8). Se diamo con la speranza di essere ripagati un giorno, potremmo perdere la gioia che nasce dall’amore disinteressato.

    Alcuni decenni fa, il famoso cantante brasiliano Roberto Carlos ha scritto una canzone che ha lasciato il segno in tutta l’America Latina e che ancora oggi viene trasmessa dalle radio di tutto il continente. Il testo dice: «Voglio avere un milione di amici per poter cantare più forte. Voglio portare questo canto amico a chiunque ne abbia bisogno». In effetti, nel momento della mia sofferenza, ho sentito di avere un milione di amici.

    Se ti senti solo, se ti trovi isolato o tendi a essere un recluso, voglio incoraggiarti a entrare in contatto con gli altri. Prendi l’iniziativa e avvia una conversazione amichevole. Ascolta con empatia. Offri una mano. Come dice quella piccola poesia:

    Sono uscito per trovare un amico,
    ma non sono riuscito a trovarne uno;
    sono uscito per essere un amico,
    e gli amici erano dappertutto.

    *

    «Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica. Infatti, se l'uno cade, l'altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senza avere un altro che lo rialzi!» (Ecclesiaste 4:9-10).

    «A colui che è afflitto, l'amico dovrebbe mostrare clemenza, anche se egli dovesse abbandonare il timore dell'Onnipotente» (Giobbe 6:14).

    «L'olio e il profumo rallegrano il cuore; così fa la dolcezza di un amico con i suoi consigli cordiali. Non abbandonare il tuo amico né l'amico di tuo padre; […] una persona a te vicina vale più di un fratello lontano» (Proverbi 27:9-10).

    «Il ferro affila il ferro; così un uomo ne affila un altro» (Proverbi 27:17).

    Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese l’8 ottobre 2025.

  • Gen 6 Accettare le stagioni della vita
  • Gen 5 Diffondiamo la buona notizia!
  • Gen 3 Le azioni superano le intenzioni
  • Dic 30 Grazia per l’anno nuovo
  • Dic 25 Emmanuele, Dio con noi
  • Dic 24 Abbiamo bisogno gli uni degli altri
  • Dic 22 La speranza del Natale
  • Dic 20 La creazione dell’uomo come maschio e femmina
  • Dic 19 La gioia del Natale
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo, parte 4: il rapporto con Dio

    [The Life of Discipleship, Part 4: Relationship with God]

    Il nostro rapporto con Dio – la nostra comunione con Lui – è fondamentale per il nostro cammino di discepoli. Come cristiani, abbiamo la benedizione, l’onore e il privilegio di avere un rapporto personale con Dio. È quasi incomprensibile pensare che il Creatore dell’universo desideri entrare in comunione con noi e che si sia spinto a tanto per riconciliarci con Sé – fino a far morire suo Figlio Gesù sulla croce per tutta l’umanità! Come scrive l’apostolo Paolo: “Fedele è Dio, per mezzo del quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, nostro Signore” (1 Corinzi 1:9).

    Gesù ha dato l’esempio di dedicare tempo al rapporto con il Padre. Nei Vangeli leggiamo che si alzava presto al mattino per pregare (Marco 1:35), che si ritirava dalla folla per pregare (Luca 5:15-16) e che passava la notte in preghiera (Luca 6:12-13). Si prendeva del tempo per stare in comunione con Dio, per entrare in contatto con Lui e ricevere i suoi insegnamenti (Giovanni 5:30).

    La nostra comunione con Dio implica trascorrere del tempo alla sua presenza, adorarlo, parlargli in preghiera, leggere la sua Parola e ascoltare ciò che ha da dirci attraverso di essa, nonché ascoltare la sua voce quando ci parla personalmente. Dobbiamo dedicare del tempo a lodarlo e ringraziarlo per ciò che è e per ciò che ha fatto per noi, “offrendo continuamente il nostro sacrificio di lode” (Ebrei 13:15) e comunicando con Lui durante la giornata. Abbiamo bisogno di prenderci del tempo per entrare in contatto con il nostro Creatore e Salvatore che, nel suo grande amore, sostiene la nostra vita e desidera entrare in comunione con noi.

    Quando ci prendiamo del tempo per stare in compagnia del Signore, Lui risponde. Quando interrompiamo le altre attività ed entriamo alla sua presenza, ci mettiamo in condizione di ascoltarlo e di ricevere le sue indicazioni. Egli è in grado di guidarci con il suo consiglio (Salmi 73:24) e di insegnarci a fare la sua volontà (Salmi 143:10).

    Pregare, lodarlo e adorarlo, parlargli della nostra vita – delle nostre speranze e dei nostri sogni, dei nostri trionfi e dei nostri fallimenti, confessare i nostri peccati, chiedere il suo aiuto, dirgli che lo amiamo, ascoltare ciò che ci dice – fanno tutti parte della comunione, dell’amicizia e della relazione che dobbiamo avere con Lui.

    La comunicazione bidirezionale è un elemento chiave di un rapporto e la nostra comunione con il Signore non è diversa: occorre sia ascoltarlo che parlare con Lui. Il mezzo principale per ascoltare Dio è la lettura della sua Parola, la Bibbia. Egli ci parla attraverso le Scritture quando le leggiamo, pensiamo a ciò che dicono, le meditiamo e ci chiediamo cosa significhi per noi e come possiamo applicarle alla nostra vita quotidiana. Egli parla anche ai nostri cuori quando ci acquietiamo e ascoltiamo la sua piccola voce.

    Quando apriamo i nostri cuori e le nostre vite a Lui - condividendo i nostri fardelli, le nostre preoccupazioni e le nostre paure, così come le nostre speranze, le nostre gioie e i nostri sogni - il nostro rapporto con Lui cresce. Se dedichiamo del tempo allo studio e alla meditazione della Parola di Dio e impariamo ad applicarla alla nostra vita, cresciamo nella fede e nella fiducia in Dio, nella comprensione e nell’adorazione di Lui. Comunicare con Lui attraverso la preghiera, amarlo, passare del tempo ad ascoltarlo, imparare da Lui, essere regolarmente in comunione con Lui, fa tutto parte dell’avvicinarsi a Lui e del diventare come Lui, come sottolinea il seguente articolo.

    Cosa significa comunione con Cristo?

    È sorprendente pensare che Dio partecipi alla nostra vita. Amicizia con Cristo significa che non solo noi partecipiamo alla vita di Cristo, ma anche Cristo partecipa alla nostra. Personalmente, questa rivelazione mi ha aiutato a gestire la vita in modo diverso. […]

    L’arrivo di momenti di prova o difficoltà, possono aiutarci a riconoscere che Gesù Cristo è presente in ogni situazione con noi. Quando le cose vanno bene e senza intoppi, possiamo vedere come Gesù sia ancora in tutto questo con noi. È comprensivo e intimo, e non ci lascia a risolvere le cose da soli. Partecipa alla nostra vita. […]

    Quando vediamo la parola “comunione fraterna” nella Bibbia, non è solo l’idea di relazione. La parola relazione indica una connessione tra due parti. Quindi, anche se siamo legati a Cristo (Giovanni 15), siamo invitati a qualcosa di più profondo: la comunione.

    La relazione con Dio è l’invito iniziale a entrare in rapporto con Lui. La salvezza di Gesù ci mette in relazione con Lui. Ma la comunione con Dio è un invito all’intimità con Lui. Non solo siamo in relazione con Lui (cioè connessi e ristabiliti con Lui), ma possiamo avere comunione con Lui, tanto che camminiamo nella luce, come Egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato (1 Giovanni 1:6-7).

    Questa è la via, o il mezzo, per cui diventiamo più simili a Lui e vediamo la sua vita nella nostra. Quando siamo in comunione con Gesù, diventiamo più simili a Lui e lo rispecchiamo, e questo approfondisce il nostro rapporto con Dio. —Tanya Remkiv1

    Il principio della preghiera

    Quando i suoi discepoli chiesero a Gesù di insegnare loro a pregare, Egli insegnò loro il Padre Nostro. Quando recitiamo questa preghiera, dimostriamo il nostro rispetto per Dio come colui che è santo e al di sopra di tutto; chiediamo che sia fatta la sua volontà sulla terra e nella nostra vita; riconosciamo la nostra dipendenza da Lui per le nostre necessità quotidiane e chiediamo il perdono dei nostri peccati (Matteo 6:9-13).

    Gesù ha insegnato ai suoi discepoli anche a essere vigili nella preghiera, a “vegliare e pregare” (Matteo 26:41). Dal suo esempio impariamo a pregare in solitudine (Luca 6:12), a pregare ringraziando, a pregare con altri credenti e a intercedere per gli altri (Giovanni 17:20-26). Il suo esempio di allontanarsi dagli impegni della vita, di prendersi del tempo da solo in preghiera, di pregare con gli altri e di intercedere per loro, segna il percorso per tutti quelli che desiderano camminare sulle sue orme.

    Una delle cose più fondamentali che Gesù ha insegnato ai suoi seguaci riguardo alla preghiera è di avere il giusto rapporto con il Padre. Gesù pregava costantemente suo Padre e insegnava ai suoi discepoli a fare lo stesso. Siamo figli e figlie di Dio, essendo stati adottati nella famiglia di Dio. Quando preghiamo, ci presentiamo davanti ad Abba, nostro Padre.

    Come cristiani, abbiamo ricevuto l’incredibile privilegio di entrare alla presenza di Dio mediante la preghiera. Possiamo entrare in comunione con Lui, lodarlo e adorarlo, ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto e per la sua bontà e la sua grazia: il suo favore immeritato nei nostri confronti. Possiamo mettere a nudo i nostri cuori davanti a Lui e condividere i nostri pensieri più intimi, i nostri desideri e le nostre preoccupazioni, e presentargli i nostri problemi e le nostre necessità. Possiamo intercedere per gli altri nel momento del bisogno e affidare i nostri cari alle sue cure. Possiamo presentargli ogni nostra preoccupazione e ansia.

    Quando siamo deboli e stanchi, possiamo affidare a Lui il nostro cuore. Quando abbiamo fallito, commesso un errore o un torto e abbiamo peccato, possiamo confessare, chiedere il suo perdono e riceverlo. Possiamo parlare con Lui quando siamo allegri o tristi, in buona o in cattiva salute, se viviamo nell’abbondanza o nella penuria, perché abbiamo un rapporto con Colui che non solo ci ha creato, ma ci ama profondamente e vuole far parte di ogni aspetto della nostra vita. La preghiera è il nostro mezzo per invitarlo a partecipare alla nostra vita quotidiana, per chiedergli di essere direttamente e intimamente coinvolto nella nostra vita.

    La preghiera non deve essere una conversazione a senso unico, in cui siamo noi a parlare e Dio ad ascoltare. Nei momenti di preghiera, dobbiamo anche ascoltare ciò che Dio vuole dirci attraverso la Bibbia che leggiamo, attraverso ciò che dicono gli insegnanti o i predicatori divini, o restando in silenzio davanti a Lui e aprendo il nostro cuore per ascoltare la sua voce. Dio può parlarci in diversi modi quando meditiamo sulla sua Parola, quando gli chiediamo di mostrarci come applicare ciò che abbiamo letto nella nostra vita quotidiana e quando facciamo silenzio dentro di noi e gli diamo la possibilità di parlarci.

    Attraverso il suo esempio e i suoi insegnamenti, Gesù ha insegnato l’importanza della preghiera e, soprattutto, che le nostre preghiere devono essere fondate su un rapporto intimo con Dio. Oltre ai momenti di preghiera dedicati, siamo chiamati a essere in continua comunione con Dio, in un certo senso ad avere un dialogo continuo con Lui: parlare con Lui, chiedere la sua guida, lodarlo, ascoltarlo durante la nostra giornata. Possiamo vedere questo come il significato dell’ammonimento generale di Paolo a pregare “continuamente” o “incessantemente” (1 Tessalonicesi 5:17). Realisticamente non abbiamo il tempo, durante la nostra giornata di lavoro e le responsabilità della vita, di interrompere tutte le attività per dedicarci alla preghiera, ma mentre svolgiamo il nostro lavoro e le nostre mansioni, possiamo “praticare la presenza di Gesù”2, affidandogli costantemente i nostri pensieri, le nostre attività e le nostre comunicazioni con gli altri durante la giornata.

    Mossi dalla preghiera

    Innanzitutto, preghiamo. Siete in viaggio per aiutare gli affamati? Assicuratevi di immergere la vostra missione nella preghiera. Lavorate per sciogliere i nodi dell’ingiustizia? Pregate. Siete stanchi di un mondo di razzismo e divisioni? Anche Dio lo è. E vorrebbe parlarne con voi.

    Soprattutto, preghiamo. Dio ci ha chiamati a predicare senza sosta? A insegnare senza sosta? A fare riunioni di comitato senza sosta? O a cantare senza sosta? No, ma ci ha chiamati a “pregare incessantemente” (1 Tessalonicesi 5:17).

    Gesù ha forse dichiarato: La mia casa sarà chiamata casa di studio? Di compagnia? Di musica? Una casa di esposizione? Una casa di attività? No, ma ha detto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera” (Marco 11:17).

    Nessun’altra attività spirituale garantisce tali risultati. “Se due di voi sulla terra si accordano e pregano, mio Padre che è nei cieli si mette in azione” (Matteo 18:19 MSG). Si commuove davanti a cuore umile che prega. È commosso dalla preghiera. —Max Lucado3

    L’invito alla comunione

    Nel suo amore per l’umanità, Dio ci ha riscattati dalla punizione per il nostro peccato mediante la vita, la morte e la risurrezione di Gesù. Sperimentiamo il suo amore e siamo riportati in comunione con Lui attraverso la morte sacrificale del suo amato Figlio. Offriamo a Dio il nostro amore e il nostro rispetto a causa del suo amore e del suo perdono.

    Quando leggiamo che Dio “ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16), capiamo che ciò significa che “Dio mi ama personalmente”. La nostra salvezza e il nostro rapporto con Dio si basano unicamente sull’opera di Gesù, che ci è stata data come dono d’amore. Il suo amore è incondizionato, indipendente dai nostri errori, peccati, fallimenti o dai sentimenti di scoraggiamento che possiamo provare. Siamo amati da Dio come suoi figli per il solo fatto di essere uniti a suo Figlio mediante la salvezza. “Nessun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:38-39).

    Il nostro desiderio di un rapporto con Dio ci spinge a rimanere in Lui attraverso la preghiera, l’adorazione e la lettura della Bibbia e a vivere la nostra fede servendolo e condividendo il suo amore e la sua verità con gli altri. Come discepoli, cerchiamo ardentemente la sua comunione e la sua presenza nella nostra vita.

    L’appello che Gesù rivolse a una delle chiese nell’Apocalisse è rivolto anche a noi oggi: “Io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me” (Apocalisse 3:20). Nella cultura del tempo di Gesù, l’invito a condividere un pasto con qualcuno era inteso come un invito a comunicare. Come suoi discepoli, cerchiamo di crescere nel nostro rapporto con Gesù, di conoscerlo meglio, di amarlo più profondamente. Quando trascorriamo del tempo alla sua presenza, dimostriamo a nostra volta agli altri le sue qualità: il suo amore, la sua gentilezza, la sua compassione, il suo calore, il suo perdono e la sua misericordia.

    A quelli che apriranno la porta, Gesù ha promesso una stretta comunione, immaginata come un pasto insieme. […] Oggi Gesù continua a dire: “Sto alla porta e busso!” […] Egli rivolge il suo accorato invito alla piena comunione. Colui che detiene le chiavi del regno dei cieli (Matteo 16:19; Apocalisse 1:18; 3:7) ci chiama tutti ad ascoltare la sua voce e ad aprire la porta perché possa entrare e condividere un’intima unione con noi. A quelli che rispondono, Gesù Cristo garantisce la porta aperta della vita eterna e la ricompensa di regnare con Lui in cielo. —Got Questions4

    Pensieri su cui meditare

    Il nostro rapporto con Dio è esattamente quello, un rapporto. Il suo invito è chiaro e semplice: “Venite a parlare con me, o popolo mio”. E la nostra risposta? “Eccomi, Signore” (Salmo 27:8 TLB). Noi rimaniamo con Lui e Lui rimane con noi. —Max Lucado

    Siamo stati creati per avere un rapporto consapevole e personale con Dio. Noi che abbiamo la fortuna di conoscere Dio siamo chiamati a una relazione personale con il Creatore. […] Dio condivide con noi ogni cosa della nostra vita, buona e cattiva. Non teniamo nulla per noi. Dio può gestire tutto senza problemi. Anzi, Dio ci abbraccia a prescindere da dove ci troviamo nella vita. —Jovian Weigel

    L’amicizia con Dio si costruisce condividendo con lui tutte le esperienze della vita. Certo, è importante formare l’abitudine di un momento di devozione quotidiana con Dio, ma Lui vuole più di un appuntamento nella nostra agenda. Vuole essere coinvolto in ogni attività, in ogni conversazione, in ogni problema e persino in ogni pensiero. È possibile portare avanti una conversazione continua e aperta con lui durante la giornata, parlando con lui di qualsiasi cosa si stia facendo o pensando in quel momento. “Pregare senza sosta” significa conversare con Dio mentre si fa la spesa, si guida, si lavora o si svolge qualsiasi altra attività quotidiana. —Rick Warren

    Cosa dice la Bibbia

    Perseverate nella preghiera e vegliate in essa, rendendo grazie (Colossesi 4:2).

    Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui (1 Giovanni 3:1).

    Siate sempre allegri; non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. (1 Tessalonicesi 5:16-18).

    Preghiera

    Padre celeste, desidero approfondire il mio rapporto con Te. Voglio conoscerti più intimamente e riflettere più pienamente il tuo carattere. Accresci la mia fede e la mia fiducia in Te. Approfondisci la mia comprensione della tua Parola e aiutami ad applicarla alla mia vita quotidiana. Rafforza la mia vita di preghiera e insegnami ad ascoltare la tua voce. Mostrami le aree della mia vita in cui devo maturare e dammi il coraggio di affrontare queste sfide. Aiutami a morire a me stesso ogni giorno e a vivere per Cristo. Che io possa crescere in umiltà, compassione e amore per gli altri. Signore, plasmami nella persona che vuoi che io sia. Fa’ che la mia vita sia una testimonianza del tuo potere di trasformazione. Nel nome di Gesù, amen.5


    1 Tanya Remkiv, “What Does Fellowship with Christ Mean”, 19 dicembre 2022,  https://tanyaremkiv.com/2022/12/19/what-does-fellowship-with-christ-mean/

    2 La pratica della presenza di Gesù, come suggerisce da Fra Lorenzo, è una disciplina spirituale che incoraggia una consapevolezza costante della presenza di Dio in ogni aspetto della vita. Parla di coltivare un rapporto profondo e intimo con Gesù mediante un impegno attivo nella preghiera e nella riflessione durante la giornata, anche durante le attività quotidiane.

    3 Max Lucado, God Is with You Every Day: 365-day Devotional (Thomas Nelson, 2015), 22.

    4 “What Did Jesus Mean When He Said, ‘I Stand at the Door and Knock’?” GotQuestions.org,  https://www.gotquestions.org/I-stand-at-the-door-and-knock.html.

    5 “10 Powerful Prayers to Get Closer to God and Find Stillness in His Presence”, My Prayer Item, https://myprayeritem.com/10-powerful-prayers-to-get-closer-to-god/.


    Pubblicato originariamente in inglese il 30 settembre 2025.

  • Dic 16 La vita di un discepolo, parte 3: dimorare in Cristo
  • Dic 2 1 Corinzi: capitolo 13 (versetti 1-13)
  • Nov 18 La vita di un discepolo, parte 2: amare Dio con tutto il nostro essere
  • Nov 4 1 Corinzi: capitolo 12 (versetti 12-30)
  • Ott 21 La vita di un discepolo: introduzione
  • Ott 7 1 Corinzi: capitolo 12 (versetti 1-11)
  • Set 23 1 Corinzi: capitolo 11 (versetti 17-34)
  • Ago 26 1 Corinzi: capitolo 11 (versetti 2-16)
  • Lug 29 1 Corinzi: capitolo 10 (versetti 16-33)
   

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