L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • Servire gli altri

    Compilazione

    [Serving others]

    Durante la Cena del Signore descritta in Giovanni 13, Gesù si alza da tavola e lava i piedi ai suoi discepoli. È importante comprendere appieno la portata di ciò che sta accadendo in quel momento: Dio Stesso si pone volontariamente in una posizione estrema di umiltà e di servizio. Sebbene sia il loro Signore (Giovanni 13:13), compie questo gesto umile per dimostrare due punti fondamentali. In primo luogo, l’atto di lavare i piedi funge da immagine della missione suprema di Gesù: servire l’umanità attraverso la sua umile morte sulla croce, una morte che ci purifica da ogni peccato. In secondo luogo, Gesù vuole che la sua dimostrazione di umiltà serva da esempio per i suoi discepoli (e per chiunque legga il brano). Proprio come Gesù, i cristiani sono chiamati a servire con umiltà le persone che ci circondano. […

    Lavando i piedi ai discepoli, Gesù non solo mette in luce lo scopo della sua venuta, ma cerca anche di dare un esempio che i cristiani possano seguire. Dopo aver lavato loro i piedi, Gesù insegnò loro: «Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io» (Giovanni 13:14–15). Gesù chiarisce che questo è l’atteggiamento di umiltà che coloro che lo seguono dovrebbero adottare quando interagiscono con gli altri. I cristiani […] devono servire la loro comunità.

    Proprio come Gesù (Dio stesso) si è umiliato diventando uomo, ha servito lavando i piedi dei discepoli ed è morto sulla croce per noi, anche noi, in quanto suoi seguaci, dobbiamo mettere da parte le nostre ambizioni e i nostri desideri egoistici e cercare il bene degli altri. —Planetshakers1

    *

    Diamo gloria a Dio servendo gli altri con i nostri doni. Ognuno di noi è stato creato in modo unico da Dio, con talenti, doni, competenze e capacità. Il modo in cui sei “fatto” non è un caso. Dio non ti ha dato le tue capacità per scopi egoistici. Ti sono state date per il bene degli altri, proprio come agli altri sono state date delle capacità per il tuo bene. La Bibbia dice: «Dio ha dato ad ognuno di voi particolari capacità: fate in modo di servirvene per aiutarvi a vicenda, mettendo così al servizio degli altri i doni che avete ricevuto da Dio. […]Siete adatti a qualche servizio particolare? Svolgetelo con l’efficienza e l’energia che vi dà il Signore. In tal modo, Dio sarà glorificato per mezzo di Gesù Cristo; a lui spettano gloria e potenza per sempre. Amen» (1 Pietro 4:10–11). —Rick Warren

    La dottrina del servizio

    Fare la cameriera è una sfida. Lo so bene, l’ho fatto per anni. Nella nostra cultura, servire ai tavoli è considerato poco più che raccogliere i rifiuti, con tutto il rispetto per chi fa questo lavoro. È un lavoro onesto, ma ammettiamolo, non si riceve molto rispetto. Gli orari sono lunghi, è fisicamente impegnativo, i clienti possono essere difficili e le mance sono misere. Nonostante tutto ciò, la sfida più grande è quella che riguarda la propria autostima.

    Servire qualcuno è l’esempio più semplice di servizio; questo mi ha fatto riflettere sulle dinamiche del servire. Il dizionario Webster definisce “servire” come «essere utile, fornire o provvedere qualcosa di necessario o desiderato»; poi definisce il servizio come «essere di aiuto, essere utile, vantaggioso, un contributo al benessere degli altri». Il dizionario Webster osserva inoltre che la parola «servizio» deriva dal latino servitium: la condizione di uno schiavo.

    Il servizio implica che da qualche parte ci sia una carenza, un bisogno da soddisfare. Una cameriera serve perché qualcuno ha fame. In un certo senso, ogni forma di servizio riconosce che viviamo in un mondo imperfetto, permeato dalla sensazione che «non c’è abbastanza»: non c’è abbastanza cibo, tempo, denaro, amore, attenzione. Le variazioni su questo tema sono infinite e vissute da tutti.

    Viviamo in un mondo di carenze, circondati da bisogni insoddisfatti e da persone ferite, proprio come noi. Ma anche i più poveri tra noi hanno qualcosa da offrire, che si tratti di un sorriso, di una parola gentile o di cinque pani e due piccoli pesci. Anche il più piccolo gesto di servizio contribuisce a rammendare uno strappo nell’universo in cui viviamo.

    Servire gli altri è un voto a favore della speranza. […] Confidiamo di avere “abbastanza” tempo, talento o risorse per essere d’aiuto agli altri e comunque soddisfare anche i nostri bisogni. Soprattutto, servire gli altri è un voto di fiducia nel Creatore dell’universo, riconoscendo che Egli provvederà mentre noi doniamo noi stessi. […]

    In Luca 9, Gesù era circondato da migliaia di persone affamate. C’erano solo pochissime risorse a disposizione […] cinque pani e due pesci.

    Era grato per ciò che aveva e lo alzò al cielo con una preghiera di ringraziamento. Credeva e confidava in suo Padre che è nei cieli, sia per la sua capacità di provvedere ciò che era necessario, sia per il suo desiderio di darlo. E allora avvenne il miracolo. Continuò a distribuire il cibo. Lui e i suoi discepoli servirono quella folla di cinquemila persone. Una traduzione dice: «Mangiarono tutti a sazietà; e quando furono raccolti gli avanzi, riempirono dodici grandi cesti».

    La storia dei pani e dei pesci illustra l’abbondanza che Dio mette a nostra disposizione quando ci avviciniamo a Lui con gratitudine e fiducia. È così che Gesù condusse la sua vita: confidando e servendo. Andiamo e facciamo lo stesso. «Chi è infatti il più grande: colui che sta a tavola o colui che serve? Non è forse colui che sta a tavola? Ma io sono tra voi come colui che serve» (Luca 22:27). —The High Calling2

    Servitevi gli uni gli altri con amore

    Nella epistola ai Galati, l’apostolo Paolo scrisse «Servite gli uni gli altri per mezzo dell’amore» (Galati 5:13). È una cosa piuttosto difficile da fare. Alla maggior parte delle persone non va di essere considerate dei servitori, tanto meno degli schiavi. Forse non dà loro fastidio servire qualcuno fino a un certo punto — il loro datore di lavoro o dei clienti, per esempio — ma è difficile che si vedano nella posizione di servire umilmente degli altri.

    È più facile pensare in termini di servire Dio, perché è eccelso e potente e superiore sotto ogni aspetto a noi esseri umani. Può essere più facile dire «Signore, voglio servirti» a un Dio onnivedente, onnisciente e onnipotente, di quanto lo sia trovarsi nella posizione di servire i nostri consimili.

    Nella Bibbia ci sono molti versetti che ci insegnano a mettere gli altri al di sopra di noi stessi: «Non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso» (Filippesi 2:3); «nell’amore fraterno, amatevi teneramente gli uni gli altri; nell’onore usate riguardo gli uni verso gli altri» (Romani 12:10); «portate i pesi gli uni degli altri, e così adempirete la legge di Cristo» (Galati 6:2).

    Gesù disse che non era «venuto per essere servito, ma per servire» (Marco 10:45), il che significa che Lui stesso era un servo. Gesù «spogliò se stesso, prendendo la forma di servo e divenendo simile agli uomini» (Filippesi 2:7). Se Gesù ci amò così tanto da essere disposto a prendere la forma di servo per salvarci, quanto più noi dovremmo seguire il suo esempio e servire gli altri per mezzo del suo amore.

    La Bibbia dice che «Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme» (1 Pietro 2:21) e Gesù ha anche detto: «Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi» (Giovanni 20:21). Suo Padre l’aveva mandato come servo. Gesù ebbe l’amore e l’umiltà di prendere la form di un servo e ci chiede di seguire il suo esempio di servire Dio e servire gli altri. Ci vuole molta umiltà per farlo, ma la Bibbia ci dice: «Non dimenticate poi di esercitare la beneficenza e di mettere in comune ciò che avete; perché è di tali sacrifici che Dio si compiace» (Ebrei 13:16). —Maria Fontaine

    Lezioni di Gesù su come servire il prossimo

    In Giovanni 13:15, Gesù ci offre un esempio da seguire. Dopo aver lavato i piedi ai suoi discepoli — un atto di amore, umiltà e servizio — Lui ci incoraggia a seguire il suo esempio e a servirci gli uni gli altri.

    «Io infatti vi ho dato l’esempio, affinché come ho fatto io facciate anche voi», Gesù dice.

    Gesù, il Figlio di Dio, il Sommo Re, il Signore dei signori, non ha mai assunto una posizione superiore agli altri. Ha guidato servendo e ha amato servendo. Ha lavato piedi. Ha sfamato migliaia di persone. Ha camminato per visitare e guarire i malati e i morti. Si è fermato per toccare e guarire una donna malata. Ha trascorso del tempo con persone con cui nessun altro voleva stare. Gesù ha condotto una vita di umiltà.

    Gesù ci ha mostrato che il servizio agli altri e l’umiltà vanno di pari passo. «Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù» (Filippesi 2:3–5). […]

    Essere servitori significa che dobbiamo sinceramente preoccuparci delle persone. Significa tenere gli occhi, il cuore e i nostri impegni aperti agli appuntamenti divini. Gesù non era stressato dal tempo, da ciò che gli altri pensavano di Lui o da una lista di compiti da portare a termine ogni giorno. Gesù era guidato dallo Spirito di Dio e seguiva i suoi suggerimenti per servire, amare e aiutare gli altri. Nessun compito era mai al di sotto di Gesù, e nessuna persona era mai indegna. Il servizio agli altri e l’amore sincero vanno di pari passo. —NewSpring Church3

    Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 22 ottobre 2026.


    1 “The significance of Jesus washing the disciples’ feet”, planetshakers.com, 31 marzo 2023, https://www.planetshakers.com/blog/general/the-significance-of-jesus-washing-the-disciples-feet

    2 The High Calling, “A Theology of Service”, theologyofwork.org, https://www.theologyofwork.org/the-high-calling/theology-service

    3 NewSpring Church, “Lessons from Jesus on how to serve others”, newspring.cc, https://newspring.cc/articles/following-the-example-of-jesus

  • Ott 21 Una grande pace
  • Ott 19 Più simili a Gesù (parte 2)
  • Ott 16 Il valore del farsi vedere al momento giusto
  • Ott 14 Amore per l’eternità
  • Ott 13 Possiamo imparare dagli errori
  • Ott 12 Più simili a Gesù — parte 1
  • Ott 10 La venuta del Figlio dell’Uomo
  • Ott 9 Tutte le cose che fate, fatele con amore
  • Ott 8 Dio non ha fretta
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo, parte 12: discepolato quotidiano

    [The Life of Discipleship, Part 12: Everyday Discipleship]

    Il discepolato è un percorso che dura tutta la vita e richiede perseveranza, determinazione, convinzione, l’amore di Dio e la forza dello Spirito Santo. Il defunto reverendo Billy Graham una volta disse: «Il cammino del cristiano nella vita non è uno sprint ma una maratona. […] Il discepolato è un impegno che dura tutta la vita, giorno dopo giorno». Il processo di crescita nel nostro discepolato e di trasformazione a immagine di Cristo è un compito che dura tutta la vita. Come qualcuno ha detto:

    Siamo creati come bozze che devono passare per un processo di correzione. Dio opera per trasformarci passo per passo in un articolo finito che varrà la pena di leggere. Il nostro essere è ripetutamente trasformato dalle scelte e dalle decisioni che prendiamo; i punti superficiali e superflui vengono eliminati grazie alle esperienze difficili della vita e noi veniamo rifiniti e levigati […] nelle mani del Grande Correttore. —Scott Montrose1

    Il nostro discepolato deve comprendere ogni aspetto della nostra vita, compreso il nostro rapporto con Dio e il nostro cammino quotidiano con Lui, nonché il nostro amore per gli altri, che include ogni persona che incontriamo nel corso della giornata. Il nostro discepolato comprende il compito di ambasciatori di Cristo e la condivisione della buona novella con le persone che Lui pone sul nostro cammino, oltre che essere un riflesso vivente dell’amore di Cristo in ogni ambito della nostra vita e sforzarci di crescere a sua immagine.

    Viviamo il nostro discepolato nelle nostre case, sul posto di lavoro, nelle scuole e nella comunità. Incorporiamo i principi del discepolato nella nostra genitorialità, nelle nostre relazioni e nell’investimento del nostro tempo, delle nostre competenze e delle nostre risorse. Ci sforziamo di essere un esempio vivente della nostra fede per le nostre famiglie, i nostri amici e i nostri vicini, per le persone con cui interagiamo durante la giornata e nelle nostre comunicazioni online.

    La vocazione di discepoli di Gesù è una chiamata a uno stile di vita completo. È una chiamata a riorganizzare le nostre priorità in modo che Dio occupi il primo posto nella nostra vita. Ciò non vuol dire che non avremo altre priorità, ma la nostra fedeltà va innanzitutto a Dio — al di sopra dei nostri desideri e della nostra volontà, dei nostri cari, dei nostri beni e persino della nostra stessa vita. Il discepolato cristiano non è facile da vivere — infatti, Gesù disse che «la via è stretta», ma «conduce alla vita» (Matteo 7:13–14). Richiede impegno, dedizione e il mettere Dio al centro della nostra vita, delle nostre decisioni e dei nostri rapporti.

    Nei Vangeli, Gesù sfidò i suoi seguaci a rinunciare alla propria vita per amor suo e a seguirlo. Nel Vangelo di Matteo, disse: «Se uno vuole venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà» (Matteo 16:24–25).

    Rinunciare a noi stessi può essere inteso come il mettere da parte i nostri desideri, le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali e scegliere di cercare Dio per ricevere la sua guida nella nostra vita e perseguire la sua volontà piuttosto che la nostra. Ciò non significa che il Signore non ci guiderà mai a conseguire le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali. Se cerchiamo la volontà di Dio e desideriamo compiacerlo, è molto probabile che la sua volontà e i nostri desideri siano in armonia (Salmi 37:4). Tuttavia, se le indicazioni di Dio non coincidono con la direzione verso cui ci stavamo orientando, come suoi discepoli saremo disposti a «rinunciare a noi stessi» per seguirlo.

    Gesù ci ha dato la chiave per poter vivere il nostro impegno nel discepolato, a partire dalla nostra rinascita spirituale attraverso la salvezza. «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura: le cose vecchie sono passate; ecco, sono diventate nuove. Sono stato crocifisso con Cristo. Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (2 Corinzi 5:17; Galati 2:20).

    La capacità e la grazia di vivere la vita di un discepolo non derivano solo dal nostro desiderio di obbedire ai comandamenti di Dio e dai nostri sforzi di vivere in modo devoto, ma dalla potenza di Dio attraverso «Cristo in noi» (Colossesi 1:27) e dalla presenza dello Spirito Santo (Giovanni 14:15–17). «Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo» (Efesini 2:10).

    Cristo in noi

    Ogni nuova mattina possiamo aspettarci che il Signore Gesù Cristo si manifesti attraverso di noi quel giorno e realizzi qualche aspetto della sua opera, che riusciamo a riconoscere le sue azioni o no. È il nostro privilegio, è la nostra responsabilità.

    Il fatto che Cristo viva in noi ci dà forza. Non possiamo vivere efficacemente con nessun’altra forza se non quella che deriva dalla vita di Gesù Cristo, poiché Lui disse: «Senza di me non potete fare nulla» (Giovanni 15:5). Il fatto di essere in Cristo ci dà uno scopo. Non è una forza che ci permette di vivere per noi stessi, ma che ci mette in grado di realizzare i piani di Cristo. […]

    Il fatto che Cristo sia in noi ci offre delle risorse. Tutto ciò di cui potremmo aver bisogno è nostro nel Signore Gesù Cristo. E il fatto di essere in Cristo ci dà delle responsabilità. Come parte del suo corpo, la questione più importante che io devo affrontare è: «Cosa vuole che io faccia?»

    Il fatto che Cristo sia in noi è dinamico. Essere in Cristo è impegnativo. Se Lui ha qualcosa da fare, ha il diritto di usarci come mezzo per farlo. Se c’è un «eunuco etiope» sulla strada del deserto, Lui ha il diritto di dirti di lasciare la tua Samaria e andare a incontrarlo (Atti 8:26–40). Ma per ogni richiesta che ci fa, Lui fornisce la dinamica del suo Spirito dentro di noi per realizzarla.

    Questa è la vita cristiana. Dopo aver affrontato il nostro insuccesso nel manifestare la sua somiglianza e immagine nel mondo, ci avviciniamo alla Croce per essere perdonati, lo Spirito Santo viene a vivere in noi e veniamo incorporati in Cristo, diventando mezzi per manifestare la sua vita e il suo obiettivo. Il mondo ha un bisogno disperato di saperlo, ma non avrà alcun motivo per crederci finché non vedrà la vita e il carattere di Gesù Cristo vissuti nella tua vita e nella mia. Questo è lo scopo che Dio ha per te! —Charles Price2

    Unirsi alla missione del suo Regno

    Dio ti ha invitato a unirti a Lui per cambiare il mondo. Dio ha un sogno per questo mondo che Gesù ha chiamato il Regno di Dio. Dio ti ha creato per svolgere un ruolo importante nella sua visione del Regno. Non troverai mai il tuo scopo più profondo nella vita finché non troverai il tuo posto nella realizzazione del Regno di Dio.

    Non devi essere un genio per cambiare il mondo, né ricco, né influente, né un gigante spirituale. Quel che devi fare è dire di sì all’invito. Devi essere disponibile e disposto a farti usare, e forse dovrai pagare il prezzo che il seguire Gesù comporta, perché cambiare il mondo e seguire Gesù non è facile e non è a buon mercato. Bisognerà fare dei sacrifici: ce ne sono sempre.

    La nostra fede cristiana non è solo un modo per ricevere il perdono dei nostri peccati e poter entrare nella vita eterna, eppure lo è. Non è solo un sistema di giuste convinzioni sulla verità ultima e sull’ordine delle cose, sebbene lo sia. Né è solo un modo per ricevere conforto da Dio nei momenti difficili o un utile codice di condotta su come vivere una vita buona e produttiva, sebbene sia anche questo. Fondamentalmente, la fede cristiana è la vocazione di […] seguire il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e partecipare alla grande missione di Cristo nel nostro mondo. […] Solo allora diventeremo persone complete, persone che vivono secondo il disegno divino più profondo per la nostra vita. —Richard Stearns3

    Conclusione: il progetto per la vita

    Come abbiamo visto nel corso di questa serie sul discepolato, la Bibbia ci insegna qual è il rapporto che Dio desidera avere con noi e come vivere in modo da piacergli. Diventare sempre più simili a Cristo ed essere trasformati a sua immagine è il fondamento per vivere una vita devota e fruttuosa in armonia con Dio e con gli altri, che produce il frutto del suo Spirito nella nostra vita e in quella degli altri (Galati 5:22–23). È nella Bibbia che apprendiamo le verità rivelate da Dio su cui possiamo modellare la nostra esistenza.

    Nella Parola di Dio troviamo i principi biblici che fungono da bussola per la nostra vita e ci aiutano ad affrontare le sfide della vita quotidiana e ad essere testimoni efficaci di Cristo. La sua Parola trasmette principi che ci guidano nelle nostre interazioni con gli altri e nel nostro processo decisionale, aiutandoci a discernere la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Questi principi spirituali stabiliscono un modello per il nostro standard morale, la nostra etica, il nostro atteggiamento nei confronti della vita, dell’amore, del mondo, dell’ambiente e dei rapporti con gli altri. Sebbene non tratti specificamente ogni possibile situazione che potremmo affrontare, la Bibbia fornisce i principi necessari per affrontare le complessità della vita in un modo gradito a Dio.

    La sua Parola ci insegna a vivere il nostro discepolato amando e servendo gli altri. Il nostro amore per Gesù ci spinge a servire gli altri in suo nome. Ci motiva a essere suoi ambasciatori in qualunque situazione ci troviamo. Ci spinge ad aiutare chi è nel bisogno e a offrire speranza e conforto a chi ne è privo. Possiamo essere le sue mani per aiutare e toccare, la sua bocca per proclamare la verità della sua Parola e infondere incoraggiamento e speranza, i suoi occhi per trasmettere compassione, i suoi piedi per camminare al fianco di un’anima affaticata e le sue braccia per aiutare a portare il loro pesante fardello. Così facendo, le nostre vite lo glorificheranno e saranno di benedizione per gli altri, come evidenziano gli articoli che seguono.

    Una vita bellissima

    Quando la vita di un seguace di Gesù viene condotta come l’intendeva Lui, diventa una cosa di rara bellezza. Essere cristiani e avere un rapporto con Dio dovrebbe permeare le nostre esperienze quotidiane, integrarsi nelle nostre decisioni e colorare il modo in cui percepiamo noi stessi, gli altri e questa vita. Le innumerevoli espressioni dell’amore di Dio condivise con gli altri nel corso della vita di un cristiano possono a volte sembrare insignificanti in sé, tuttavia Dio le vede nella totalità di una vita che rende gloria a Lui ed esulta nella loro bellezza.

    Più siamo decisi a rafforzare il nostro cammino con Gesù e desideriamo mantenere una connessione spirituale con Lui, più Lui potrà manifestare il suo Spirito attraverso di noi. Siamo la sua opera. Quando gli consentiamo di mescolare le diverse sfumature di colore del suo amore e della sua misericordia e di sviluppare la bellezza che desiderava avessimo, diventiamo il suo capolavoro che ispirerà la vita di molti. Accettiamo di tutto cuore il dono inestimabile della sua presenza nella nostra vita. E mentre coltiviamo la bellezza accattivante dell’amore di Dio in tutto ciò che facciamo e diciamo, altri saranno attirati a Lui attraverso di noi. —Maria Fontaine

    Il profumo di Cristo

    L’apostolo Paolo scrisse che la Chiesa è il profumo di Cristo per il mondo: «Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono» (2 Corinzi 2:15). Con questo intendeva dire che ogni credente e ogni comunità di credenti stabilisce una presenza di Cristo nel mondo che è palpabile per i non credenti. […]

    Ma cos’è questa fragranza? Come dovremmo aspettarci che gli altri sentano la presenza di Gesù in noi? Principalmente in due modi: la verità del Vangelo e l’amore di Gesù Cristo. La verità divina parla a ogni aspetto della vita umana. Con la verità della sua Parola, nelle mani del suo Spirito, Cristo rende nuove tutte le cose nella nostra vita (Apocalisse 21:5). Ciò significa che, in ogni ambito della nostra esistenza — tutte le nostre relazioni, i nostri ruoli e le nostre responsabilità — noi cristiani mostriamo una novità che non si conforma allo spirito del mondo, ma allo Spirito Santo di Cristo. La nostra conversazione sarà diversa: non sarà piena di lamentele e critiche, banalità e frivolezza, ma le nostre parole saranno sempre gentili ed edificanti, rispettose delle persone con cui parliamo (Colossesi 4:6; Efesini 4:29).

    Lo stesso vale per il modo in cui svolgiamo il nostro lavoro, educhiamo i nostri figli, partecipiamo alla cultura del nostro tempo e ci comportiamo con dignità e grazia. Siamo nuove creature in Gesù Cristo e, pertanto, sotto molti aspetti, fuori ritmo con la cultura che ci circonda. Ma vivendo la verità in ogni aspetto della nostra vita, facciamo risplendere la luce di Gesù e diffondiamo la fragranza della sua visione del mondo in ogni angolo della nostra esistenza.

    I credenti devono impegnarsi a fondo per essere la fragranza di Gesù. Immergendoci nella Parola di Dio e vivendo con un atteggiamento di preghiera, […] possiamo iniziare a diffondere il profumo del Re Gesù in più aspetti e ambiti della nostra vita quotidiana. Decidiamo, allora, di essere quella fragranza di verità e amore e scopriremo che il vento dello Spirito di Dio ci accompagnerà ovunque andremo, dando l’aroma di Gesù a tutti, e anche a Dio. —T. M. Moore4

    Gesù ci ha affidato la responsabilità di trasmettere il suo amore personale, incondizionato e totale ai nostri simili, a quelli che condividono il pianeta con noi oggi. Il mandato che ha dato ai suoi discepoli è di portare il Vangelo in tutto il mondo. In qualunque luogo il Signore ti abbia chiamato, quello è il tuo campo di missione e tu sei esortato a servire e a raggiungere le persone che Lui pone sul tuo cammino. Ognuno di noi ha qualche opportunità, qualche rete sociale, qualche ambiente in cui può condividere il suo amore e la sua verità con gli altri, rafforzando la fede, la speranza e il cuore delle persone.

    Il Signore benedica il tuo percorso di discepolato e il servizio che svolgi per Lui, insieme alla testimonianza che dai agli altri, così che tu possa essere il sale della terra e la luce del mondo, come Lui ci ha detto di essere (Matteo 5:13–14). Gesù disse: «Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli» (Matteo 5:16). In questo modo, vivremo una vita di discepolato che glorifica Dio (1 Corinzi 10:31).

    Pensieri su cui meditare

    Il discepolato non è un programma o una circostanza; è uno stile di vita. Non è per un periodo limitato, ma per tutta la vita. Il discepolato […] è per tutti i credenti, per ogni giorno della loro vita. —Bill Hull

    Ogni credente che prende sul serio la propria vocazione di discepolo di Gesù si considererà un «inviato» ovunque si trovi e cercherà di mettersi all’opera in quel luogo. Questo potrebbe assumere la forma di «buon testimone» sul lavoro o di buon vicino per chi vive lì nei pressi, oppure potrebbe comportare il volontariato. —Michael Frost e Alan Hirsch

    Non lasciare che le parole di Gesù rimangano solo stampate nella tua Bibbia. Dai loro le ali, mettendole in pratica. Nella tua vita ci sono anime che hanno bisogno delle tue cure. Pensa a come potresti dimostrare interesse per il loro benessere, amandole e prendendoti cura di loro come già ami e ti prendi cura di te stesso. Quando lo farai, completerai la catena d’amore che è iniziata quando Dio ti ha amato per primo. —Karen Ehman

    Cosa dice la Bibbia

    «Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli» (Giovanni 15:4–5; Giovanni 15:8).

    «Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento» (Colossesi 2:6–7).

    «Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo, in vista della vita eterna» (Giuda 1:20–21).

    Una preghiera per il discepolato quotidiano

    Padre celeste, grazie per avermi salvato, chiamato e dato uno scopo. Tu sei così buono e la tua grazia mi basta. Ti chiedo di purificare il mio cuore dal peccato e di liberare la mia mente dalle distrazioni che oggi cercano di allontanarmi dalla comunione con te. Aiutami a vivere in Cristo, a imparare da Lui e ad affidarmi a Lui, per poter vivere per Lui e condurre altri a Lui. Tu sei degno di tutta la mia devozione e la mia lode. Rendimi un discepolo fedele e prolifico che ti porta gloria ogni giorno. Nel nome potente e incomparabile di Cristo, mio Re, amen. 5


    1 Scott Montrose, “La vita ci corregge”, Contatto, gennaio 2021, https://activated-europe.com/it/articolo/la-vita-ci-corregge//

    2 Charles Price, Christ for Real: How to Grow into Christ’s Likeness (Kregel Publications, 2011).

    3 Richard Stearns, Unfinished: Believing Is Only the Beginning (Thomas Nelson, 2013).

    4 T. M. Moore, “The Fragrance of Truth and Love”, 29 gennaio 2010.

    5 Annie McGuire, “What is a disciple of Christ?” Daily His Disciple, 11 gennaio 2022, https://dailyhisdisciple.com/2022/01/11/what-is-a-disciple-of-christ/.


    Pubblicato originariamente in inglese il 9 giugno 2026.

  • Giu 23 La vita di un discepolo parte 11: condividere le nostre risorse
  • Giu 9 La vita di un discepolo, parte 10: la nostra vita lavorativa
  • Mag 12 La vita di un discepolo, parte 8: fare discepoli
  • Apr 28 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 37-58)
  • Apr 21 La vita di un discepolo, parte 8: Comunicare la nostra fede
  • Apr 7 1 Corinzi, capitolo 15 (versetti 20-36)
  • Mar 24 La vita di un discepolo, parte 7: servire Dio servendo gli altri
  • Mar 10 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 1-19)
  • Feb 24 La vita di un discepolo, parte 6: Amore per gli altri
   

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