Peter Amsterdam
Dopo aver visto Gesù risorto, le donne seguirono le sue istruzioni e andarono a dire ai discepoli che era vivo. Il Vangelo di Luca ci dice che i discepoli non credettero a ciò che dicevano, perché «queste parole parvero loro come un’assurdità» (Luca 24:10-11).
«Pietro tuttavia corse al sepolcro e chinatosi vide solo le bende. E tornò a casa pieno di stupore per l’accaduto» (Luca 24:12). Anche se i discepoli non ci credettero, Pietro andò lo stesso alla tomba, esaminò la situazione e tornò a casa, pieno di stupore.
Luca prosegue raccontando cosa successe a due discepoli, nessuno dei quali faceva parte del gruppo degli undici apostoli, che erano in viaggio, verosimilmente per tornare a casa.
In quello stesso giorno, due di loro se ne andavano verso un villaggio, di nome Emmaus, distante sessanta stadi da Gerusalemme. Ed essi parlavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Or avvenne che, mentre parlavano e discorrevano insieme, Gesù stesso si accostò e si mise a camminare con loro. Ma i loro occhi erano impediti dal riconoscerlo (Luca 24:13-16).
È il solo accenno a Emmaus nelle Scritture, quindi non si sa bene dove si trovasse esattamente. Mentre erano in cammino, i due discepoli si misero a discutere sugli avvenimenti recenti. Era stato un periodo difficile; Gesù era stato arrestato, condannato a morte, crocifisso e sepolto, ma tre giorni dopo la sua tomba era vuota. Dato che stavano lasciando Gerusalemme, forse stavano tornando a casa per riprendere la vita precedente.
Comunque, avvenne l’inaspettato. Mentre parlavano di tutto quello che era successo, Gesù stesso si avvicinò e cominciò a camminare con loro, senza essere riconosciuto. Nel Vangelo di Giovanni troviamo una situazione simile, quando i discepoli di Gesù non riconobbero il Cristo risorto: «Gesù si presentò sulla riva; i discepoli, tuttavia, non si resero conto che era Gesù» (Luca 21:4). Nemmeno Maria all’inizio riconobbe il Cristo risorto: «Si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù» (Giovanni 20:14).
Gesù entrò nella conversazione tra i due discepoli che camminavano lungo la strada.
Egli disse loro: «Che discorsi sono questi che vi scambiate l’un l’altro, cammin facendo? E perché siete mesti?». E uno di loro, di nome Cleopa, rispondendo, gli disse: «Sei tu l’unico forestiero in Gerusalemme, che non conosca le cose che vi sono accadute in questi giorni?» (Luca 24:17-18).
Cleopa rimase piuttosto sorpreso dalla domanda di Gesù. Gli era difficile credere che chiunque venisse da Gerusalemme potesse non sapere cos’era successo nei giorni precedenti, perché il processo e la crocifissione di Gesù erano stati pubblici.
Ed egli disse loro: «Quali?». Essi gli dissero: «Le cose di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e parole davanti a Dio e davanti a tutto il popolo. E come i capi dei sacerdoti e i nostri magistrati lo hanno consegnato per essere condannato a morte e l’hanno crocifisso. Or noi speravamo che fosse lui che avrebbe liberato Israele; invece, con tutto questo, siamo già al terzo giorno da quando sono avvenute queste cose». (Luca 24:19-21).
Cleopa e l’altro discepolo avevano creduto in Gesù e ospitato grandi speranze in Lui e nel suo ministero; tuttavia, dopo tutto ciò che era successo con il suo arresto e la sua crocifissione, erano rimasti delusi. Anche se durante il suo ministero poteva aver fatto opere potenti, compreso risuscitare i morti, era stato respinto dai capi sacerdoti e dai governanti, che erano stati responsabili della sua condanna a morte, dato che lo avevano consegnato ai Romani perché fosse crocifisso.
Erano passati tre giorni dalla crocifissione di Gesù, i tre giorni che Lui stesso aveva predetto nei Vangeli (Luca 9:21-22; Matteo 20:17-19).
I due discepoli poi riassunsero ciò che Luca ha scritto nella prima parte di questo capitolo, cioè che le donne erano andate alla tomba e avevano scoperto che Gesù non era lì.
«Ma anche alcune donne tra di noi ci hanno fatto stupire perché, essendo andate di buon mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, sono tornate dicendo di aver avuto una visione di angeli, i quali dicono che egli vive. E alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato le cose come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto» (Luca 24:22-24).
Il loro racconto includeva la tomba vuota, l’apparizione degli angeli e il messaggio che Gesù era vivo. I due, però, dissero che i discepoli che erano andati alla tomba l’avevano trovata vuota e non avevano visto Gesù. Gesù rispose al loro racconto dicendo: «O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno detto! Non doveva il Cristo soffrire tali cose, e così entrare nella sua gloria?» (Luca 24:25-26).
Dicendo ai due discepoli che erano insensati e tardi di cuore, Gesù sottolineava il fatto che non capivano quello che era ovvio. Gesù fece notare che l’Antico Testamento insegnava molte cose al riguardo, perché parlò di «tutto» ciò che i profeti avevano detto. Affermò che i due discepoli avrebbero dovuto sapere dalle Scritture che era necessario che Cristo soffrisse ed entrasse nella sua gloria, come dice nel libro di Isaia (Isaia 53:5-7).
«E cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano» (Luca 24:27). Gesù proseguì, spiegando a Cleopa e all’altro discepolo senza nome ciò che tutte le Scritture (l’Antico Testamento) dicevano sul Messia promesso, Gesù.
Quando Gesù e i due discepoli arrivarono vicino al villaggio di Emmaus, Gesù si comportò come se volesse continuare, forse verso il paese successivo. Poiché era tardi e presto avrebbe fatto buio, i discepoli insistettero perché rimanesse con loro. Gesù acconsentì e «quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero; ma egli scomparve alla loro vista» (Luca 24:28-31).
Quando i due discepoli si misero a tavola con Gesù, non sapevano ancora che era Lui. Appena «i loro occhi furono aperti e lo riconobbero», Lui scomparve. Nei Vangeli leggiamo più volte che Gesù apparve e scomparve tra i discepoli dopo la sua risurrezione (Vedi Luca 24:36; Giovanni 20:19).
Dopo la scomparsa di Gesù, i due discepoli «si dissero l’un l’altro: “Non ardeva il nostro cuore dentro di noi, mentre egli ci parlava per la via e ci apriva le Scritture?”» (Luca 24:32). Quando i due discepoli capirono che chi era stato con loro era Gesù, espressero grande emozione l’effetto che la sua presenza e le sue parole avevano avuto su di loro.
In quello stesso momento si alzarono e ritornarono a Gerusalemme, dove trovarono gli undici e quelli che erano con loro riuniti insieme. Costoro dicevano: «Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone». Essi allora raccontarono le cose avvenute loro per via, e come lo avevano riconosciuto allo spezzar del pane (Luca 24:33-35).
I due discepoli vollero condividere la notizia di avere visto Gesù, così ritornarono a Gerusalemme, ma prima che avessero l’opportunità di raccontare quello che era successo giunse un’altra notizia. Dissero loro: «Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone!»
Mentre parlavano di questi due incontri con il Cristo risorto, «Gesù stesso si rese presente in mezzo a loro e disse loro: “Pace a voi!” Ma essi, terrorizzati e pieni di paura, pensavano di vedere uno spirito» (Luca 24:36-37). Per calmarli, Gesù fece loro un paio di domande.
«Perché siete turbati? E perché nei vostri cuori sorgono dei dubbi? Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono io. Toccatemi e guardate, perché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che ho io». E, detto questo, mostrò loro le mani e i piedi (Luca 24:38-40).
Gesù disse ai discepoli di guardare le sue mani e i suoi piedi, per vedere le ferite che aveva riportato dalla crocifissione. Questo passo, oltre a un altro dal libro di Giovanni (Giovanni 20:25), dimostra che Gesù era stato inchiodato alla croce e non soltanto legato. Oltre a guardare le sue ferite, disse loro anche di toccarlo, perché voleva che capissero che era un corpo in carne e ossa, non uno spirito disincarnato.
Ma poiché essi non credevano ancora per la gioia ed erano pieni di meraviglia, egli disse loro: «Avete qui qualcosa da mangiare?». Ed essi gli diedero un pezzo di pesce arrostito e un favo di miele. Ed egli li prese e mangiò in loro presenza (Luca 24:41-43).
Chiedendo qualcosa da mangiare e sedendosi a tavola con loro, Gesù dimostrava di non essere uno spirito o una specie di fantasma. Era anche una prova che Gesù era veramente risorto. Apparve loro, parlò con loro e mangiò insieme a loro. Non c’erano dubbi che fosse risorto dai morti.
Poi disse loro: «Queste sono le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: che si dovevano adempiere tutte le cose scritte a mio riguardo nella legge di Mosè, nei profeti e nei salmi» (Luca 24:44). Il riferimento di Gesù alle parole che vi dicevo non riguardava solo i suoi insegnamenti generici, ma specificamente quelli riguardanti la sua morte e risurrezione.
Allora aprì loro la mente, perché comprendessero le Scritture, e disse loro: «Così sta scritto, e così era necessario che il Cristo soffrisse e risuscitasse dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si predicasse il ravvedimento e il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme (Luca 24:45-47).
Grazie alla spiegazione di Gesù, i discepoli compresero meglio gli insegnamenti delle Scritture riguardanti la sua morte e risurrezione, mentre in precedenza non potevano comprenderle perché alcune cose erano nascoste a loro (Luca 9:45, 18:34).
Un altro punto da Lui toccato è che «nel suo nome si predicasse il ravvedimento e il perdono dei peccati a tutte le genti». Qui viene indicato il futuro del piano divino: il messaggio del pentimento e del perdono deve essere proclamato in ogni luogo. L’ordine di Gesù era di cominciare la loro missione a Gerusalemme e in seguito spostarsi altrove, per portare il vangelo in tutto il mondo.
Poi Gesù prosegue: «Voi siete testimoni di queste cose» (Luca 24:48). I discepoli erano testimoni della vita, della morte, della risurrezione e dell’ascensione di Gesù. Ricevettero l’incarico di dare testimonianza della loro esperienza personale con il Cristo risorto; la loro missione era proclamare il messaggio a tutte le nazioni. La stessa missione è affidata ai suoi discepoli di oggi. Come seguaci di Gesù, anche noi siamo incaricati di «andare in tutto il mondo e predicare il vangelo a tutte le creature» (Marco 16:15).
Pubblicato originariamente nel luglio 2022. Adattato e ripubblicato sull’Ancora in inglese il 30 marzo 2026.