I Vangeli di Matteo, Marco e Luca terminano tutti con la descrizione delle ultime interazioni di Gesù con i suoi discepoli, seguite dalla sua ascensione al cielo.
Matteo racconta che «Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato e, vedutolo, lo adorarono; alcuni però dubitarono» (Matteo 28:16–17). Mentre la reazione della maggior parte dei discepoli nel vedere Gesù era stata quella di adorarlo, leggiamo che nel gruppo dei suoi undici apostoli rimasti dopo la morte di Giuda alcuni erano esitanti e insicuri e alcuni dubitarono.
In altri punti dei Vangeli leggiamo che i discepoli non riconobbero Gesù. «I loro occhi erano impediti dal riconoscerlo» (Luca 24:16). «Al mattino presto, Gesù si presentò sulla riva; i discepoli tuttavia non si resero conto che era Gesù» (Giovanni 21:4). (Vedi anche Luca 24:30–31).
Matteo ci dice che, quando arrivarono sul monte, «Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: “Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra”». (Matteo 28:18). Gesù iniziò con l’affermare che dopo la risurrezione la sua condizione era piuttosto diversa da quella del predicatore itinerante, guaritore e operatore di miracoli che conoscevano tanto bene.
«Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra»ricorda Daniele 7:14, che dice: «A lui fu dato dominio, gloria e regno, perché tutti i popoli, nazioni e lingue lo servissero; il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno è un regno che non sarà mai distrutto».
In vari punti del Vangelo di Matteo Gesù utilizzò il linguaggio di Daniele 7:13-14 per parlare del futuro regno del Figlio dell’Uomo. Per esempio: «E allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e tutte le nazioni della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con potenza e grande gloria. Ed egli manderà i suoi angeli con un potente suono di tromba; ed essi raccoglieranno i suoi eletti dai quattro venti, da una estremità dei cieli all’altra». (Matteo 24:30–31).
Dopo aver dichiarato che ogni potestà gli era stata data in cielo e sulla terra, Gesù istruì i suoi discepoli: «Andate, dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato» (Matteo 28:19–20).
Invece di concentrarsi su come si sarebbe esercitata la sua potestà, o autorità, Gesù parlò del significato che avrebbe avuto per i suoi seguaci. Poiché era il Cristo risorto, il Figlio di Dio, e poiché aveva la piena autorità di Dio, poteva incaricare i suoi discepoli di “andare” e “fare discepoli”. Il loro compito era diffondere la notizia della vita, morte e risurrezione di Gesù; istruire e addestrare quelli che avrebbero creduto, così che anche loro diffondessero il messaggio nel mondo.
Le ultime parole di Gesù nel libro di Matteo sono: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente» (Matteo 28:20). Questo Vangelo termina con l’ultima promessa che i discepoli non saranno lasciati da soli a seguirlo nel miglior modo possibile; al contrario, Gesù sarà sempre con loro.
Il finale lungo del libro di Marco
Nell’ultimo capitolo del libro di Marco (Marco 16), leggiamo che Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo, e Salome, portarono profumi alla tomba di Gesù per ungerlo (Marco 16:1-4). Quando entrarono nel sepolcro, videro un giovane (un angelo) seduto sul lato destro, vestito di bianco, e si spaventarono (Marco 16:5). L’angelo diede alle donne alcune istruzioni: «“Andate a dire ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea; là lo vedrete come vi ha detto”. Ed esse, uscite prontamente, fuggirono via dal sepolcro, perché erano prese da tremore e stupore; e non dissero nulla a nessuno, perché avevano paura» (Marco 16:7–8).
È a questo punto che terminano alcune delle prime traduzioni del Vangelo di Marco; altre versioni, invece includono altri dodici versetti (Marco 16:9-20). Questi versetti sono chiamati Il finale lungo. Oggi, quando sono inclusi nelle bibbie, solitamente sono stampate in corsivo e spesso hanno parentesi all’inizio e alla fine per tenerli separati dai primi otto versetti del capitolo.
Alcuni dei primi cristiani, come Giustino Martire (ca. 100-165), citarono Marco 16:20 nelle loro opere; altri scrittori cristiani del primo e del secondo secolo fecero altrettanto; quindi, ci sono alcune basi per accettarli come originali. Comunque, questi ultimi versetti mancano in alcuni dei manoscritti più antichi, greci, latini, siriaci e armeni, quindi è possibile che siano stati aggiunti in seguito.
La guida allo studio della versione biblica inglese ESV commenta così questo brano:
Come in molte traduzioni, i curatori dell’ESV hanno inserito questa sezione tra parentesi, manifestando i propri dubbi sul fatto che facesse originariamente parte di ciò che scrisse Marco, ma riconoscendo al contempo la sua lunga tradizione di accettazione da parte di molti nella Chiesa. Il contenuto dei versetti 9–20 trova la spiegazione migliore quando riferito ad altri passi dei Vangeli e al resto del Nuovo Testamento. (La maggior parte del suo contenuto si ritrova altrove, e nessun punto dottrinale è influenzato dall’assenza o dalla presenza dei versetti 9–20.)
Poiché Il finale lungo è incluso nella maggior parte delle bibbie, includeremo qui i commenti a questi versetti.
«Ora Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni. Ed ella andò e l’annunciò a quelli che erano stati con lui, i quali erano afflitti e piangevano. Ma essi, sentendo dire che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero» (Marco 16:9–11).
Leggiamo che la domenica, il primo giorno della settimana, Gesù apparve a Maria Maddalena. Anche i Vangeli di Luca e di Giovanni parlano del coinvolgimento di Maria Maddalena nella scoperta che Gesù non era più nella tomba e raccontano che andò dai discepoli per dire loro che il corpo di Gesù era sparito. Nel Vangelo di Marco, i discepoli, che piangevano e lamentavano la morte di Gesù, rifiutarono di credere che Maria Maddalena l’avesse visto e che Lui fosse ancora vivo. La loro reazione è parallela a ciò che leggiamo nel Vangelo di Luca: «Quelle parole sembrarono loro un vaneggiare e non credettero [alle donne]» (Luca 24:11).
«Dopo queste cose, apparve in altra forma a due di loro, che erano in cammino verso la campagna. Anch’essi andarono ad annunziarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro» (Marco 16:12–13). È un parallelo a ciò che dice il Vangelo di Luca sui due discepoli che stavano andando a Emmaus, quando incontrarono Gesù ma non lo riconobbero (Luca 24:13–16). Non ci viene detto in che altra forma apparve loro, né se lo riconobbero immediatamente. Come i discepoli sulla via di Emmaus, questi discepoli tornarono dal resto dei discepoli per dire loro di aver visto Gesù.
«Infine apparve agli undici mentre erano a tavola e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a coloro che lo avevano visto risuscitato» (Marco 16:14). Quando in seguito Gesù apparve agli undici mentre mangiavano insieme, li sgridò per i loro dubbi e perché avevano un cuore duro. È difficile immaginare che gli undici non credessero che i loro compagni stessero dicendo la verità, ma considerando tutto ciò che era avvenuto in precedenza – l’arresto, la crocifissione, la sepoltura e la risurrezione – probabilmente era un momento difficile e confuso per i discepoli.
Poi Gesù proseguì dicendo loro: «Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo a ogni creatura» (Marco 16:15). Qui Lui indicò che il mandato che dava ai suoi seguaci era di portare il suo messaggio, il vangelo, e condividerlo con tutti. In altre parole, nel Vangelo di Marco predicare il messaggio a ogni creatura significava che il messaggio di Gesù doveva essere portato oltre Israele, oltre il giudaismo, e condiviso con “tutti i popoli”. I discepoli dovevano portare il vangelo a tutti, in ogni luogo.
In questo passo, Gesù continua: «Chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà salvato; ma chi non ha creduto, sarà condannato» (Marco 16:16). Avere fede e credere in Gesù sono la chiave della salvezza. È un punto ribadito nei Vangeli. «Chi crede nel Figlio ha vita eterna, ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui» (Giovanni 3:36).
«E questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno nuove lingue; prenderanno in mano dei serpenti, anche se berranno qualcosa di mortifero, non farà loro alcun male; imporranno le mani agli infermi, e questi guariranno» (Marco 16:17–18).
Anche il libro degli Atti parla dell’adempimento dei segni che Gesù disse avrebbero accompagnato i discepoli. «Molti segni e prodigi erano fatti fra il popolo per le mani degli apostoli» (Atti 5:12). Descrive anche dei casi in cui i discepoli scacciarono demoni, come quando l’apostolo Paolo scacciò uno spirito da una donna (Atti 16:17-18).
Il libro degli Atti descrive il parlare in lingue quando. il giorno della Pentecoste, tutti i discepoli «furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi» (Atti 2:1–4).
Il finale lungo del Vangelo di Marco termina con l’ascensione di Gesù al cielo: «Il Signore Gesù, dunque, dopo aver loro parlato, fu portato in cielo e si assise alla destra di Dio. Essi poi se ne andarono a predicare dappertutto, mentre il Signore operava con loro e confermava la parola con i segni che l’accompagnavano» (Marco 16:19–20).
Nel libro degli Atti leggiamo anche il racconto del mandato affidato da Gesù ai suoi discepoli e della sua ascensione: «Fino al giorno che fu elevato in cielo, dopo aver dato mediante lo Spirito Santo delle istruzioni agli apostoli che aveva scelti, […] facendosi vedere da loro per quaranta giorni, parlando delle cose relative al regno di Dio» (Atti 1:2–3). Le sue ultime parole prima dell’ascensione, riportate in questo racconto, fanno eco al mandato affidato ai discepoli nei Vangeli: «Riceverete potenza quando lo Spirito Santo scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra» (Atti 1:8).
Nel finale del Vangelo di Matteo, nei versetti da 18 a 20, Gesù risorto, che ora aveva ricevuto ogni potere sul cielo e sulla terra, incaricò i discepoli di “andare” e “fare discepoli” in ogni luogo. Era un’istruzione diversa da un’altra data in precedenza in questo Vangelo, quando Gesù aveva detto ai suoi discepoli di «non andare tra i gentili e non entrare in alcuna città dei Samaritani» (Matteo 10:5).
Ora dovevano andare e raggiungere tutti i popoli e battezzare i credenti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, il Dio uno e trino, la Trinità. Poiché «vi è un unico corpo e un unico Spirito, come pure siete stati chiamati nell’unica speranza della vostra vocazione. Vi è un unico Signore, un’unica fede, un unico battesimo, un Dio unico e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in voi tutti» (Efesini 4:4–6).
Oltre ad andare e fare discepoli, i seguaci di Gesù dovevano insegnare loro a «osservare tutte le cose che io vi ho comandato» (Matteo 28:20). I credenti hanno l’incarico di insegnare a ubbidire gli insegnamenti di Gesù e di seguirli essi stessi, di applicarli alla loro vita quotidiana. Vivere e diffondere il messaggio dell’amore di Dio, della morte sacrificale di Gesù e del suo dono della vita eterna sono un incarico dato a ciascuno di noi.
Quando conduciamo la nostra vita amando e servendo Dio, quando facciamo del nostro meglio per dare agli altri il suo messaggio di amore e salvezza, possiamo rallegrarci e sentirci in pace mentre ascoltiamo la promessa fatta da Gesù: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente» (Matteo 28:20).
Pubblicato originariamente nell’agosto 2022.
Adattato e ripubblicato sull’Ancora in inglese il 27 luglio 2026.