L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • Dio si prenderà cura di te

    Compilazione

    [God Will Take Care of You]

    Quando riponi la tua fede in Cristo, Dio s’incarica di proteggerti, provvedere a te e prendersi cura di te (Filippesi 4:19). Dio provvede sempre per i suoi figli, anche se spesso non come ci aspettiamo o speriamo.

    La sfida sta nel vedere la sua provvidenza e la sua premura, anche quando è diversa da quel che ci aspettiamo. Poiché Dio è Dio, le sue vie sono più alte delle nostre vie (Isaia 55:9), ma nelle Scritture Lui ci offre benevolmente un’idea di ciò che fa. […]

    Chiediamo a Dio molte cose, ma la più grande che potremmo ricevere da Lui ci è già stata data. Ciò che Dio ci ha dato è anni luce più avanti di qualunque altro bene o attenzione potremmo chiedergli. Quando confidiamo in Cristo, ci siamo decisamente assicurati ogni cosa buona che viene da Lui. È solo questione di tempo. […]

    Ebrei 11 ci dà due prospettive diverse della provvidenza e del supporto di Dio per noi. Alcuni, per fede, vissero questa esistenza vittoriosi, mentre altri persero la vita. Entrambi sono elogiati per la loro grande fede.

    Non sempre Dio provvede e si prende cura di noi come potremmo aspettarci in questa vita. La Bibbia non lo promette. Pietro, Giacomo e Paolo diedero la vita per il vangelo. Lo videro come un tesoro da non perdere a nessun costo. Soffrirono lietamente perché nel vangelo avevano qualcosa di molto più prezioso.

    Questa vita è fuggevole. Questa vita è fragile. Questa vita è solo un vapore. È nella prossima vita, nell’età a venire, che tutta la provvidenza e l’attenzione divina nei nostri confronti avrà finalmente senso e si presenterà nel suo insieme.

    Forse non riceveremo la guarigione in questa vita, ma riceveremo una guarigione perfetta nell’eternità. Forse non riceveremo risposte alle nostre preghiere più intense in questa vita, ma le riceveremo pienamente nell’eternità. Alcuni giorni la cura e la provvidenza di Dio potrebbero sembrare distanti, ma saranno sempre presenti nell’eternità. Desideriamo ardentemente che il nostro mondo smetta di infierire e trovi la pace, ma la pace ultima arriverà solo nell’eternità.

    I nostri cuori provano dolore sotto le pressioni della vita, ma solo perché siamo fatti per un altro mondo. Siamo stranieri e forestieri su questa terra. «Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa» (1 Pietro 2:9) —Matt Brown1

    Dio provvederà

    Vediamo le prove della provvidenza divina fin dal principio della creazione. Provvide cibo in abbondanza e un ambiente perfetto nel Giardino dell’Eden, poi acqua, manna e quaglie per gli Israeliti, il montone che prese il posto di Isacco per il sacrificio e la provvidenza futura di un nuovo cielo e una nuova terra. Dio continua a provvedere per noi ogni giorno (anche se non sempre nel modo che abbiamo in mente).

    Dio provvede ai nostri bisogni quotidiani spirituali e fisici. […] Promette di provvedere per noi continuamente lungo tutta la strada della vita, camminando al nostro fianco con amore e incoraggiamento.

    Uno dei molti nomi di Dio è Yahvèh-Yirè – Il Signore provvede. Viene dalla storia di Abraamo e Isacco in Genesi 22.

    Dio mette alla prova Abraamo dicendogli di sacrificare il suo figlio diletto e tanto desiderato. Dio conosceva il cuore di Abraamo, sapeva quale sarebbe stato il risultato; Abraamo invece no. Comunque, in Abraamo vediamo solo obbedienza, fede e fiducia. Quando Isacco chiede a suo padre: «Dov’è l’agnello per il sacrificio?» Abraamo risponde: «Figlio mio, Dio stesso si provvederà l’agnello per il sacrificio”» (Genesi 22:8).

    Abraamo credeva nella promessa divina di un’intera nazione di discendenti tramite Isacco, anche se significava risuscitare suo figlio dai morti. Non c’è da stupirsi che sia chiamato «padre della nostra fede». Aveva una fede e una fiducia incrollabili nelle promesse di Dio; fino al punto di rinunciare a suo figlio.

    Quando Dio provvide l’agnello per il sacrificio, «Abramo chiamò quel luogo: “Il Signore provvede”, perciò oggi si dice: “Sul monte il Signore provvede”» (Genesi 22:14).

    Dio è ancora al lavoro oggi per provvedere per noi. Possiamo confidare che la sua provvidenza arriverà al momento giusto, proprio come per Abraamo, quando ne avremo bisogno. […]

    Ogni benedizione, ogni cosa buona e ogni esperienza piacevole che abbiamo ricevuto in dono è venuta da Lui. È davvero il tuo Yahvè-Yirè – il tuo Signore che provvede. —AnnMarie2

    Trovare riposo nelle sue promesse

    Abbiamo la tendenza naturale a guardare oltre il presente e stressarci per il domani, quando non possiamo nemmeno controllarlo o fare niente al riguardo. Gesù sapeva che saremmo stati così, per questo disse: «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?» (Matteo 6:25).

    Poi continua con una domanda retorica: «E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita?» (Matteo 6:29). La risposta ovvia è che non possiamo aggiungere una sola ora; al contrario, ansia e preoccupazione possono accorciarci la vita, perché creano stress e indeboliscono il nostro sistema immunitario. […] Gesù conclude questo paragrafo ordinando a tutti noi: «Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno» (Matteo 6:34) […]

    Quando cadiamo preda dell’ansia, come succede a tutti, dobbiamo «gettare su di lui ogni nostra preoccupazione, perché egli ha cura di noi» (1 Pietro 5:7). Ciò significa «tutte» le preoccupazioni, non solo la maggior parte. È facile dirlo, ma molto difficile farlo, lo ammetto.

    Se sei preoccupato per qualsiasi cosa, cerca di pensare alle creature della terra. Paolo ci dice: «Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti» (Filippesi 4:6).

    Ai suoi Dio promette che possono fare affidamento su di Lui in ogni circostanza. Dato che sappiamo che Dio non cambia (Ebrei 13:8), cosa ci fa pensare che farà per noi meno di ciò che fece per gli antichi?

    Proprio come disse a Giacobbe: «Io sono con te, e ti proteggerò dovunque tu andrai e ti ricondurrò in questo paese, perché io non ti abbandonerò prima di aver fatto quello che ti ho detto» (Genesi 28:15) e proprio come disse a Mosè quando si trovò di fronte al potente esercito egiziano: «Non abbiate paura, state fermi e vedrete la salvezza che il SIGNORE compirà oggi per voi; infatti, gli Egiziani che avete visti quest’oggi, non li rivedrete mai più» (Esodo 14:13).

    Oggi ci dice: “Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno» (Matteo 6:34). Confida in Lui, credi in Lui e sappi con certezza che Dio ti vuole bene e si prenderà cura di te, proprio come fece ieri – e lo stesso farà oggi e farà domani. —Jack Wellman3

    Mi prenderò sempre cura di te

    Ho detto ai miei discepoli che ogni capello sul loro capo era contato e che nessun passero cade a terra senza che mio Padre lo sappia. Ho detto loro che non dovevano preoccuparsi dei loro bisogni materiali, che se confidavano in Me e mi seguivano mi sarei assicurato che i loro bisogni fossero soddisfatti.

    Potrebbe sembrare irrealistico nell’odierno mondo materialistico. In cui la ricerca del denaro sembra più importante che mai. I tempi sono cambiati, ma le mie promesse no. Sono altrettanto sicure oggi di quanto lo fossero duemila anni fa. Cerca prima il regno di Dio, ubbidisci alla Parola come meglio puoi, e mio Padre ti provvederà tutto ciò di cui hai bisogno (Matteo 10:29–30; 6:33).

    Se mi ami e cerchi di seguire il mio esempio di amare gli altri e prenderti cura di loro. Dio si prenderà cura di te. Questo però non significa che puoi aspettarti una vita di lussi e di agi. Anche i momenti difficili fanno parte del piano del tuo Padre celeste per sviluppare il tuo carattere. E proprio come un padre terreno non dà automaticamente ai suoi figli tutto quello che vogliono, nemmeno mio Padre ti dà necessariamente tutto ciò che vuoi. Ti dà ciò di cui hai bisogno e che ritiene meglio per te – non solo meglio per le tue esigenze fisiche immediate, ma, cosa ancora più importante, per il tuo spirito immortale. —Gesù

    Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 20 settembre 2022.

  • Giu 2 Pensieri pieni di fede
  • Giu 1 Avere sempre più perseveranza, parte 1
  • Mag 28 Persecuzione a Corinto
  • Mag 27 Comunicare l’amore di Dio
  • Mag 25 Discepolato cristiano, parte 3: la promessa
  • Mag 22 Il coraggio di andare avanti
  • Mag 21 Fede per vincere
  • Mag 20 Grazia per i tempi difficili
  • Mag 18 Discepolato cristiano, parte 2: il prezzo
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo, parte 8: fare discepoli

    [The Life of Discipleship: Discipling Others]

    Con l’ultimo grande incarico che diede ai discepoli, mentre stava per ascendere al cielo, Gesù affidò loro la missione di evangelizzare e fare discepoli. «Andate dunque e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Matteo 28:19-20). Come suoi discepoli, anche noi siamo chiamati a fare discepoli, a insegnare ad altri la fede cristiana e aiutarli a crescere nel loro discepolato.

    Insegnare alle persone chi è Gesù e aiutarle a crescere nella fede è essenziale per la continuità della fede ed è così che il cristianesimo viene portato nel futuro. Gesù trascorse circa tre anni a istruire i suoi seguaci e prepararli a continuare la sua opera e a diffondere la fede dopo la sua morte e risurrezione. Se i discepoli non fossero stati fedeli all’insegnamento di «insegnare ad altri a insegnare ad altri» (2 Timoteo 2:2), il messaggio sarebbe scomparso entro la loro generazione. Fare discepoli e insegnare ad altri sono elementi importanti del discepolato e del proseguimento della fede.

    C’è una differenza tra predicare il Vangelo e insegnare. Il termine greco usato nel Nuovo Testamento per predicare significa rendere pubblico, proclamare apertamente. Alcune delle definizioni del termine greco del Nuovo Testamento usato per insegnare sono impartire istruzioni, instillare dottrine. Lungo tutto il suo ministero Gesù fece entrambe le cose: predicò e insegnò, come indica Matteo 11:1: «Quando Gesù ebbe finito di dare istruzioni ai suoi dodici discepoli, se ne andò di là per insegnare e predicare nelle loro città».

    Gesù proclamò la Buona Novella e i suoi insegnamenti alle folle, e insegnò anche a singoli individui, come vediamo nel caso di Nicodemo (Giovanni 3:1-12) e della Samaritana al pozzo (Giovanni 4:7-30). Dichiarò che la sua missione era predicare e proclamare il regno di Dio. «Bisogna che io annunci la buona notizia del regno di Dio [...] perché per questo sono stato mandato» (Luca 4:43). Con i suoi insegnamenti formò discepoli in varie situazioni e contesti, e insegnò a quelli che a loro volta avrebbero formato altri discepoli, in modo che il processo potesse ripetersi più e più volte, persona dopo persona, secolo dopo secolo.

    Proclamare la buona notizia e guidare le persone alla salvezza mediante la fede in Cristo le pone sulla via del discepolato. Aiutare qualcuno a crescere nella fede e nel discepolato è un ulteriore passo avanti ed è importante per rafforzare i nuovi credenti e la loro vita spirituale. La storia e la crescita del cristianesimo in tutto il mondo si sono basate sulla condivisione della fede da parte dei credenti e sulla formazione di discepoli, che a loro volta condivideranno la loro fede e formeranno altri discepoli.

    Evangelizzare e fare discepoli sono fondamentali per la crescita e la continuità del cristianesimo. Se i credenti non proclamano la buona notizia, se non aiutano gli altri a crescere nella fede e a portare avanti la missione di Cristo, non possiamo adempiere alla nostra chiamata a essere la luce del mondo (Matteo 5:14).

    Cosa significa «fare discepoli»? I seguenti brani estratti da vari articoli ci forniscono utili definizioni:

    Fare discepoli indica un rapporto in cui camminiamo insieme ad altri discepoli per incoraggiarci, prepararci e sfidarci a vicenda con amore a crescere verso la maturità in Cristo. Ciò include anche preparare il discepolo perché insegni ad altri. —Greg Ogden1

    L’espressione «fare discepoli» è un termine che viene usato molto spesso, ma significa semplicemente aiutarsi a vicenda in modo deliberato a crescere in conformità con Gesù. Fare discepoli è una funzione deliberata perché cerca di aiutare individui specifici a crescere in maniera specifica verso la pietà. La funzione del fare discepoli è reciproca perché non è una strada a senso unico con un saggio da una parte e uno studente dall’altra. Ogni cristiano ha bisogno di una formazione spirituale e ogni cristiano è dotato dallo Spirito del necessario a edificarsi a vicenda (Giuda 1:20; Efesini 4:12; 1 Pietro 2:5).

    Non è necessario essere un guru per fare discepoli, basta essere disponibili. Non è necessario essere un teologo, basta essere un tramite di grazia per gli altri discepoli. Fare discepoli è un compito per dei comuni seguaci di Gesù, acquistati dal suo sangue e imperfetti. Quindi, cristiani, impegniamoci a fare discepoli gli uni degli altri! —Tony Shepherd2

    Non è necessario avere grandi doti di insegnante della Bibbia o avere una profonda conoscenza della dottrina cristiana per fare discepoli. Formare discepoli significa fare tutto il possibile per aiutare gli altri nel loro percorso spirituale e sforzarsi di essere un modello di Cristo. Non tutti sono insegnanti dotati, ma tutti dovremmo imparare a condividere la nostra fede in Dio e nel suo amore e aiutare gli altri ad aumentare la loro comprensione di Gesù, della salvezza e dei fondamenti della fede. Si può anche studiare la Bibbia o altro materiale di lettura cristiano insieme ad altri per aiutarli a crescere nella fede.

    Potreste non avere tutte le risposte a possibili domande poste da una persona nuova alla fede o da qualcuno che sta attraversando un periodo di crisi di fede, ma potete aiutarli a cercare le risposte nella Bibbia o mediante le lezioni di bravi insegnanti della Bibbia, oppure potete condividere ciò che avete imparato attraverso la vostra esperienza personale nel vostro cammino con il Signore. Potete pregare con loro e così facendo aiutarli a imparare a pregare e a rivendicare i versetti della Bibbia.

    Il discepolato è un processo che dura una vita, poiché veniamo progressivamente trasformati nell’immagine di Cristo «di gloria in gloria» (2 Corinzi 3:18). Formare qualcuno come discepolo non significa necessariamente guidarlo in ogni fase della sua vita cristiana, ma piuttosto condividere con lui la vostra esperienza e la vostra fede e indirizzarlo al Signore e alla sua Parola. L’obiettivo è fare in modo che il tempo che trascorrete con lui lo aiuti ad accrescere la sua comprensione e il suo rapporto con Dio e a rafforzare la sua fede.

    Fare discepoli non deve necessariamente essere una lezione formale; può essere la condivisione di un momento di comunione spirituale. Può essere il rispondere alle domande delle persone, pregare con loro nei momenti di difficoltà e aiutarle a trovare risposte ai loro dubbi. Può essere camminare al loro fianco in momenti tragici o luttuosi, riflettendo su di loro l’amore e il conforto di Cristo.

    Gesù dedicò gran parte del suo ministero a formare consapevolmente i suoi convertiti. Sono i discepoli che portano avanti e diffondono la fede e poiché l’obiettivo è fare discepoli di tutte le nazioni, formare altri discepoli è una parte importante del Grande Mandato. La formazione e l’insegnamento rendono più forti i cristiani che giungono alla fede nel Signore. È nell’insegnamento, nel radicare le persone nella fede, nella comprensione delle dottrine cristiane fondamentali, nell’esperienza della presenza di Gesù e nello sviluppo di un cammino più vicino a Dio, che i discepoli crescono nel loro discepolato.

    Discepoli che fanno discepoli

    Fin dall’inizio del cristianesimo, la naturale conseguenza dell’essere discepoli di Gesù è sempre stata quella di fare [altri] discepoli di Gesù. «Seguitemi», disse Gesù, «e vi farò pescatori di uomini» (Matteo 4:19). Era una promessa: Gesù avrebbe preso i suoi discepoli e li avrebbe trasformati in formatori di discepoli. Ed era un comando: disse a ciascuno dei suoi discepoli di andare e fare discepoli di tutte le nazioni, battezzandoli e insegnando loro ad obbedirgli (Matteo 28:19-20). Il disegno di Dio è stato fin dall’inizio che ogni singolo discepolo di Gesù facesse discepoli che facessero discepoli che facessero discepoli fino a quando il Vangelo non si fosse diffuso a tutti i popoli.

    Fece in modo che tutto il suo popolo potesse conoscere la sua gioia mentre condivide il suo amore, diffonde la sua Parola e moltiplica la sua vita tra tutti i popoli della terra. È questo il grande scopo per cui siamo stati creati: godere della grazia di Cristo mentre diffondiamo il Vangelo di Cristo da dove viviamo fino ai confini della terra. E vale la pena di dedicare la nostra vita a realizzare questo scopo. Ne vale la pena per miliardi di persone che ancora non conoscono la misericordia e la maestà di Dio in Cristo. E ne vale la pena per te e per me, perché siamo stati creati per essere discepoli che fanno discepoli, fino al giorno in cui vedremo il volto di Colui che seguiamo e, insieme a tutte le nazioni, saremo da Lui saziati per tutta l’eternità. —Francis Chan & Mark Beuving3

    Agenti della trasformazione evangelica

    Dopo la sua risurrezione e verso la fine del suo ministero terreno, Gesù affidò ai suoi discepoli l’incarico che oggi conosciamo come il Grande Mandato, una dichiarazione carica di implicazioni. […]

    «Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen» (Matteo 28:19-20).

    Andate. Fate discepoli. Battezzate. Insegnate. Ispirate.

    In verità, nulla scioglie il freddo pungente di un mondo caduto più rapidamente del calore esponenziale di una persona che fa un discepolo, due che ne fanno altri due, quattro che ne fanno altri quattro, fino a quando nuovi credenti maturi spuntano e si diffondono a macchia d’olio. […]

    Questo sviluppo della crescita e dei principi spirituali tra il popolo di Dio, specialmente quando applicato ai cuori appassionati dei nuovi cristiani, popola la chiesa di ribelli formati biblicamente, il cui amore per ritrovare i figli di Dio perduti è pari solo al nutrire i suoi figli ritrovati. —Ed Stetzer4

    La chiamata di Dio è proclamare il Vangelo, condividere il suo amore e la sua verità con gli altri e aiutare le persone a crescere nel loro discepolato. Ma dove, come e a chi realizzare il suo Grande Mandato dipende da dove Dio vi ha posto, dalla vita che vi ha chiamati a condurre e dalle persone che ha messo sul vostro cammino. Condividere la buona notizia e fare discepoli dei nuovi credenti avviene nel nostro quartiere, nella nostra comunità, sul nostro posto di lavoro, all’università, in un campo missionario straniero, in un’organizzazione non profit locale, ovunque Dio ci abbia posto. Gesù stesso ci ha incaricati di aiutare gli altri a diventare discepoli. I discepoli fanno discepoli.

    Fare discepoli non comporta un rapporto formale, ma di amicizia. Gesù chiamava amici quelli che stava trasformando in discepoli: «Vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio» (Giovanni 15:15). L’aspetto dell’amicizia è molto importante. Ci sono molti modi pratici per creare momenti di amicizia con le persone che state evangelizzando e trasformando in discepoli, come invitarle a prendere un caffè, invitarle a cena, andare a fare una passeggiata o avviare un gruppo di preghiera o un piccolo gruppo di studi biblici.

    Quando accompagnate una persona nel suo percorso spirituale, contribuite ad aiutarla a formare un rapporto più profondo con Dio. I brani di questo articolo lo esprimono bene:

    Discepolato nell’amicizia

    Fare discepoli non è solo compito della cosiddetta élite spirituale, ma è compito di ogni discepolo (Matteo 28:18-20). I discepoli fanno discepoli.

    È utile ricordare che Gesù chiamò amici i suoi discepoli (Giovanni 15:12-15). È un fatto sorprendente. Sulla croce, l’ira di Dio si abbatté sul Figlio, affinché noi potessimo essere amici di Dio. Quando il Figlio di Dio ti ha chiamato al discepolato, ti ha chiamato all’amicizia con lui. Sentire l’amicizia di Gesù attraverso la sua Parola, la preghiera e il suo popolo significa vivere il discepolato (Giovanni 15:7-11). Fare discepoli, quindi, significa invitare anche altri a essere amici di Gesù. Significa chiedersi: «Come posso aiutare questa persona a conoscere e ad amare Gesù di più?».

    Essere discepoli spesso significa semplicemente essere presenti. Significa pregare insieme a qualcuno durante una riunione. Significa discutere di ciò che hai imparato dal sermone. Significa cantare a voce abbastanza alta da incoraggiare le persone intorno a te, anche se non hai una voce da corista. Significa condurre una vita cristiana in modo da essere un esempio di Cristo e invitare gli altri a viverla insieme a te. Per fortuna, la crescita spirituale degli altri è in ultima analisi opera di Dio, nonostante i nostri sforzi imperfetti di fare discepoli (1 Corinzi 3:6-7). Non dobbiamo essere una fonte di completa saggezza spirituale. Né abbiamo bisogno di una laurea in teologia o di anni di esperienza in pastorale vocazionale. Quando facciamo discepoli, aiutiamo semplicemente gli altri a incrementare la loro amicizia con Gesù condividendo e modellando ciò che abbiamo imparato attraverso la Parola di Dio nella nostra amicizia con Gesù. —Quina Aragon5

    La vita spirituale di una persona è come un viaggio. Il punto di partenza di ogni persona sarà diverso. Il Signore potrebbe chiamarti a camminare al fianco di qualcuno per un po’, per trasmettere il suo amore, la sua verità e la sua Parola e condividere la comunione. Potresti seminare o annaffiare, aiutandoli a diventare discepoli o aiutandoli a crescere nel loro discepolato, se si trovano a un punto del viaggio in cui sono pronti a dedicarsi maggiormente a Dio. Tu sei lì per aiutare, per dare loro consigli quando lo chiedono, per condividere con loro i principi di Dio, per aiutarli a comprendere la sua Parola e le sue vie, per incoraggiarli e sostenerli, per condividere con loro il tuo percorso di vita come discepolo.

    Insegnare e fare da guida spirituale a qualcuno richiede tempo, ma quando riusciamo a guidare efficacemente anche una sola persona, è tempo ben speso. Potremmo essere inclini a valutare il nostro successo nel guidare spiritualmente gli altri in base al numero di persone che aiutiamo nel loro percorso della fede, ma questo non è un metro di misura accurato. Dobbiamo solo fare ciò che Dio ci chiede, testimoniare e guidare spiritualmente quelli che Lui mette sul nostro cammino, pregare e confidare che lo Spirito Santo opererà nella loro vita.

    Francesco d’Assisi una volta disse: «Il nostro cammino per andare a predicare è inutile se il nostro cammino non è la nostra predicazione». La nostra forza e la nostra motivazione per condividere Gesù con gli altri inizia con il nostro amore per Lui e il nostro rapporto con Lui. La capacità del cristiano di vivere la vita di un discepolo, di testimoniare e di fare da guida spirituale per gli altri nasce quando fa le cose che Dio ha chiesto ai discepoli di fare, per esempio modellare la nostra vita secondo la sua Parola e seguire l’esempio di Gesù. (Vedi le parti 1-4 della serie La vita di un discepolo). Tutto inizia con l’individuo: l’individuo che lo ama e vive secondo i suoi principi, che poi ha anche la convinzione, la spinta, il desiderio di testimoniare e proclamare la Buona Novella e di far parte del processo di formazione dei discepoli.

    Ognuno di noi ha delle opportunità, una rete di contatti, un ambiente in cui può entrare in contatto con gli altri e rafforzare la loro fede, la loro speranza e il loro spirito vivendo il suo discepolato e applicando i principi del discepolato alle sue relazioni. Lo stesso Gesù ci incarica di aiutare gli altri a diventare discepoli. Come discepoli, amiamo, crediamo e seguiamo gli insegnamenti di Gesù e contribuiamo anche a diffondere gli insegnamenti, la Parola di Dio, aiutando altri e insegnando loro a crescere nel discepolato.

    Pensieri su cui riflettere

    Ogni cristiano dovrebbe aiutare i non credenti a diventare credenti mostrando loro Cristo. Questo è fare un discepolo. E ogni cristiano dovrebbe aiutare gli altri credenti a crescere sempre più nella maturità. Questo è fare un discepolo. —John Piper

    I discepoli si moltiplicano. Una delle ultime cose che Gesù disse ai suoi discepoli prima della sua ascensione fu di «andare e fare discepoli di tutte le nazioni» (Matteo 28:19). Questo implica l’evangelizzazione, ovvero condividere il Vangelo ed esortare le persone a pentirsi e a credere in Cristo, ma implica anche il discepolato. I cristiani dovrebbero impegnarsi attivamente nella formazione di persone che a loro volta formeranno altre persone. È il modello che vediamo nel ministero di Gesù: Egli formò undici uomini che trascorsero il resto della loro vita come formatori di discepoli, formando altri affinché diventassero a loro volta formatori di discepoli, e così via. —Got Questions6

    Quando saremo trasformati a sua immagine, gli altri vedranno Gesù in noi e conosceranno la forza che distrugge le paure e i dubbi e dà loro speranza. In 1 Corinzi 11:1, l’apostolo Paolo esorta: «Seguite il mio esempio, come io seguo l’esempio di Cristo». Non c’è modello migliore di Gesù per fare discepoli! Egli insegnò ai suoi seguaci a trasformare altri in discepoli, dando loro l’esempio con la sua vita. —Shawn D. Anderson

    Cosa dice la Bibbia

    «Il vangelo è in mezzo a voi, e nel mondo intero porta frutto e cresce, come avviene anche tra di voi dal giorno che ascoltaste e conosceste la grazia di Dio in verità» (Colossesi 1:6).

    «Un discepolo non è da più del maestro; ma ogni discepolo ben preparato sarà come il suo maestro» (Luca 6:40).

    «Dio ha voluto far loro conoscere quale sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra gli stranieri, cioè Cristo in voi, la speranza della gloria, che noi proclamiamo, esortando ciascun uomo e ciascun uomo istruendo in ogni sapienza, affinché presentiamo ogni uomo perfetto in Cristo» (Colossesi 1:27-28).

    Una preghiera

    Padre celeste, grazie per avermi dato uno stile di vita che mi permette di fare discepoli in Cristo Gesù. Mentre affronto ogni momento di questa giornata, aiutami ad amare te e le persone che incrociano il mio cammino. […] Aiutami a non perdermi le avventure che mi stai mettendo davanti per vivere e proclamare la Buona Novella di Gesù oggi. Indirizza il mio cuore a te e alle persone cui desideri che mi avvicini per stringere amicizie che formino discepoli simili a Gesù. Con la tua Parola e il tuo Spirito, trasformami in un seguace di Gesù che ama te, ama le persone e forma discepoli. Nel nome di Gesù, amen.7


    1 Greg Ogden, Transforming Discipleship (InterVarsity Press, 2016).

    2 Tony Shepherd, “Disciple Others”, 9Marks.org, March 30, 2021, https://www.9marks.org/article/disciple-others/.

    3 Francis Chan and Mark Beuving, Multiply: Disciples Making Disciples (David C. Cook, 2012).

    4 Ed Stetzer, Subversive Kingdom: Living as Agents of Gospel Transformation (B&H Publishing Group, 2012).

    5 Quina Aragon, “But I’ve Never Been Discipled”, The Gospel Coalition, August 8, 2020, https://www.thegospelcoalition.org/article/never-been-discipled/.

    6 “What is Christian discipleship?” GotQuestions.org, https://www.gotquestions.org/Christian-discipleship.html.

    7 “Disciplemaker’s Prayer”, Cadre Missionaries, https://www.cadremissionaries.com/disciplemakers-prayer.


    Pubblicato originariamente in inglese il 17 marzo 2026.

  • Apr 28 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 37-58)
  • Apr 21 La vita di un discepolo, parte 8: Comunicare la nostra fede
  • Apr 7 1 Corinzi, capitolo 15 (versetti 20-36)
  • Mar 24 La vita di un discepolo, parte 7: servire Dio servendo gli altri
  • Mar 10 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 1-19)
  • Feb 24 La vita di un discepolo, parte 6: Amore per gli altri
  • Feb 10 1 Corinzi; capitolo 14 (versetti 26-40)
  • Gen 27 La vita di un discepolo, parte 5: cercare prima il suo regno
  • Gen 13 1 Corinzi: capitolo 14 (versetti 1-25)
   

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