L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • Le parole possono ferire o guarire

    Compilazione

    [Words Can Hurt or Heal]

    La Bibbia ci dice che le nostre parole hanno il potere di dare la vita e di toglierla (Proverbi 18:21). Spesso riceviamo incoraggiamento dalle parole di qualcuno. Lo stesso vale per lo scoraggiamento. «Chi parla senza riflettere, trafigge come spada» (Proverbi 12:18), ma «quanto è buona una parola detta al momento giusto!» (Proverbi 15:23). […]

    Le nostre parole possono influire sulla salute emotiva e spirituale di una persona a cui teniamo. […] Stiamo edificando la vita dei nostri figli, del nostro coniuge e degli altri nostri cari con le nostre parole, oppure li stiamo demoralizzando? Stiamo infondendo speranza nelle persone o mortificando il loro spirito? Proverbi 15:4 dice: «La lingua che calma è un albero di vita, ma la lingua perversa strazia lo spirito».

    Gesù ci ricorda che le nostre parole hanno origine dal profondo del nostro cuore: «Poiché dall’abbondanza del cuore la bocca parla» (Matteo 12:34–37). […] Un cuore critico pronuncerà parole denigratorie; un cuore amareggiato, parole pungenti; un cuore ipocrita, parole di giudizio; un cuore ingrato, parole di lamentela. D’altra parte, un cuore amorevole pronuncerà parole incoraggianti; un cuore soddisfatto, parole di fede; un cuore umile, parole di accettazione; un cuore pieno di gioia, parole di gratitudine. Amore, soddisfazione, umiltà e gioia: queste qualità che sono dentro di noi ci aiuteranno a infondere vita negli altri. —GotQuestions.org1

    *

    Come mai le parole crudeli che ci vengono rivolte possono essere tanto dolorose e dannose? Dopotutto, le parole offensive pronunciate non causano ferite fisiche; non scorre sangue, non compaiono lividi, nessun organo vitale viene trafitto o perforato. Eppure, le parole che escono dalla bocca di qualcuno possono essere così dolorose e offensive da indurre una persona a smettere di mangiare, di sorridere, di sperare e di credere. Come possono dei soffi d’aria invisibili che trasportano onde sonore causare così tanto danno all’essere umano? Non è possibile spiegarlo scientificamente perché è una questione di anima e spirito. […]

    Le parole possono ferire perché riescono a penetrare e a ferire la nostra anima, […] quella parte interiore del nostro essere che molti di noi trascurano perché abbiamo investito tutto il nostro tempo, il nostro denaro e la nostra energia nel corpo (il nostro essere materiale). L’anima umana può essere aiutata o ferita dalle parole. L’anima umana può essere incoraggiata o scoraggiata dalle parole. Le parole possono arrivare “dentro” di noi […] non solo nelle orecchie e nel cervello, ma nell’anima e nello spirito.

    Se sei stato ferito dalle parole di un altro essere umano, molto probabilmente ora provi dolore nell’anima. Non puoi andare al pronto soccorso per farti medicare la ferita. Non c’è una ferita fisica da mostrare al medico, ma c’è una ferita lo stesso. Allora, dove andiamo quando la nostra anima è ferita? Il salmo 23 ci offre la risposta, quando ci parla del nostro Buon Pastore che ci conduce lungo acque calme e ristora la nostra anima. Le parole degli altri possono ferirci l’anima, ma una parola di Dio può guarirci!

    Il salmo 107:20 dice: «Mandò la sua parola e li guarì». Una parola buona può guarire le tue ossa! Proverbi 16:24 dice: «Le parole gentili sono un favo di miele; dolcezza all’anima, salute alle ossa». —Greg A. Lane2

    *

    Fred Craddock è docente presso il Phillips Theological Seminary negli Stati Uniti. Racconta di una volta in cui era in vacanza nel Tennessee. Lui e sua moglie stavano cenando in un ristorante quando un anziano iniziò a parlare con loro, chiedendo loro come stavano e se si stavano godendo la vacanza. Quando l’anziano chiese a Fred che lavoro facesse, Fred vide l’occasione per liberarsi di lui: «Sono un predicatore».

    «Un predicatore? Fantastico. Mi permetta di raccontarle una storia su un predicatore». L’anziano si sedette al loro tavolo e iniziò a parlare. Man mano che parlava, il fastidio di Fred si trasformò in profonda umiltà. L’anziano spiegò di essere un bastardo — in senso letterale, piuttosto che figurato. Era nato senza sapere chi fosse suo padre, motivo di grande vergogna in una piccola città all’inizio del XX secolo.

    Un giorno nella chiesa del posto arrivò un nuovo predicatore. L’anziano spiegò che da giovane non era mai andato in chiesa, ma una domenica decise di andarci per ascoltare la predica del nuovo pastore. Era bravo. Il ragazzo illegittimo ci tornò più volte. Anzi, iniziò a frequentare la chiesa praticamente ogni settimana, ma era sempre accompagnato dalla vergogna. Quel povero ragazzino arrivava sempre in ritardo e se ne andava presto per evitare di parlare con chiunque.

    Una domenica, però, fu così assorbito dal sermone che si dimenticò di andarsene. Prima ancora di rendersene conto, la funzione era finita e le navate si stavano riempiendo. Si affrettò a farsi strada tra la gente per uscire dalla porta, ma mentre lo faceva una mano si appoggiò sulla sua spalla.

    Si voltò e vide il predicatore, un uomo alto e robusto, che lo guardò, poi gli chiese: «Come ti chiami, ragazzo? Di chi sei figlio?» Il ragazzino si sentì morire dentro; era successo proprio ciò che voleva evitare. Ma prima che potesse dire qualcosa, il predicatore disse: «So chi sei. So chi è la tua famiglia. C’è una somiglianza familiare evidente. Ma certo, tu sei figlio di…, tu sei figlio di…, tu sei figlio di Dio!».

    Il vecchio disse: «Sa, signore, quelle parole mi hanno cambiato la vita». E con questo si alzò e se ne andò. —Ben Hooper, due volte governatore del Tennessee3

    *

    Per anni ho sorvegliato i bambini durante la ricreazione e le attività di gioco. In mezzo a tutte le corse, i salti, i litigi e i bei giochi, qualcuno finiva spesso per essere travolto, spinto, fatto inciampare ecc.

    Spesso il bambino che aveva causato l’incidente alzava immediatamente la mano e diceva: «Non è colpa mia!» o «Non l’ho fatto apposta!» Naturalmente la priorità non era stabilire di chi fosse la colpa. La questione più importante è il benessere della “parte lesa”.

    Ho assistito a questa scena così tante volte che alla fine mi sono resa conto che la maggior parte di noi deve imparare l’empatia. Non è una qualità naturale. I bambini confondevano il chiedere “scusa” per un’ammissione di colpa e, dato che non avevano fatto male di proposito, non sentivano la necessità di scusarsi. Nella vita, però, come succede nel parco giochi, a volte facciamo involontariamente del male a qualcuno e dobbiamo chiedere scusa.

    Potremmo avere un motivo. Forse non c’eravamo accorti, non ci avevamo pensato fino in fondo, non abbiamo preso in considerazione le ripercussioni delle nostre azioni. Forse c’erano delle attenuanti, delle incomprensioni, altre persone coinvolte. Ogni storia ha almeno due lati. Il problema è che quando diciamo: «Scusa, ma lascia che ti spieghi…», di solito poniamo l’accento su noi stessi invece che sulla persona che abbiamo ferito. Così diventiamo noi la vittima di un’incomprensione. A volte è utile offrire dei chiarimenti, se possibile, e presentare il nostro lato della storia; ma prima vengono le cose importanti: qualcuno s’è fatto male? Delle scuse fatte con sincerità contengono un balsamo guaritore.

    Torniamo al parco giochi. Un’altra lezione che ho imparato dai miei trentacinque anni di lavoro con i bambini è questa: se chiediamo scusa in fretta, l’altra persona di solito perdona in fretta. Questa è la parte migliore. —Sally Garcia

    *

    Chiedere scusa non vuole sempre dire che tu hai torto e l’altra persona ragione. Significa semplicemente che valuti il vostro rapporto più del tuo io. —Anonimo

    *

    Quando le scuse sono dovute, fatele apertamente, poi fatele seguire dalle vostre azioni. —Judy Ford

    *

    Chiedere scusa è come un profumo piacevole; può trasformare il momento più goffo in un regalo prezioso. —Margaret Lee Runbeck (1905–1956)

    Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 27 agosto 2026.


    1 “What does it mean to speak life?” gotquestions.org, https://www.gotquestions.org/speak-life.html

    2 Greg A. Lane, My Morning Walks with God (Inspired Design & Graphics, 2016).

    3 Fonte: Raccontato in Tony Campolo, It’s Friday but Sunday’s Comin’ (Word, 1985).

  • Ago 26 Obbedienza per amore
  • Ago 25 Voi valete molto
  • Ago 24 Calcolare il costo
  • Ago 22 Fede per il sostegno finanziario
  • Ago 18 La generosità divina
  • Ago 17 Adattarsi ai cambiamenti nelle stagioni della vita
  • Ago 15 Gioia in mezzo alle avversità
  • Ago 14 La sua presenza nelle tempeste della vita
  • Ago 12 Lezioni di guida da 2 Corinzi 5
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo, parte 12: discepolato quotidiano

    [The Life of Discipleship, Part 12: Everyday Discipleship]

    Il discepolato è un percorso che dura tutta la vita e richiede perseveranza, determinazione, convinzione, l’amore di Dio e la forza dello Spirito Santo. Il defunto reverendo Billy Graham una volta disse: «Il cammino del cristiano nella vita non è uno sprint ma una maratona. […] Il discepolato è un impegno che dura tutta la vita, giorno dopo giorno». Il processo di crescita nel nostro discepolato e di trasformazione a immagine di Cristo è un compito che dura tutta la vita. Come qualcuno ha detto:

    Siamo creati come bozze che devono passare per un processo di correzione. Dio opera per trasformarci passo per passo in un articolo finito che varrà la pena di leggere. Il nostro essere è ripetutamente trasformato dalle scelte e dalle decisioni che prendiamo; i punti superficiali e superflui vengono eliminati grazie alle esperienze difficili della vita e noi veniamo rifiniti e levigati […] nelle mani del Grande Correttore. —Scott Montrose1

    Il nostro discepolato deve comprendere ogni aspetto della nostra vita, compreso il nostro rapporto con Dio e il nostro cammino quotidiano con Lui, nonché il nostro amore per gli altri, che include ogni persona che incontriamo nel corso della giornata. Il nostro discepolato comprende il compito di ambasciatori di Cristo e la condivisione della buona novella con le persone che Lui pone sul nostro cammino, oltre che essere un riflesso vivente dell’amore di Cristo in ogni ambito della nostra vita e sforzarci di crescere a sua immagine.

    Viviamo il nostro discepolato nelle nostre case, sul posto di lavoro, nelle scuole e nella comunità. Incorporiamo i principi del discepolato nella nostra genitorialità, nelle nostre relazioni e nell’investimento del nostro tempo, delle nostre competenze e delle nostre risorse. Ci sforziamo di essere un esempio vivente della nostra fede per le nostre famiglie, i nostri amici e i nostri vicini, per le persone con cui interagiamo durante la giornata e nelle nostre comunicazioni online.

    La vocazione di discepoli di Gesù è una chiamata a uno stile di vita completo. È una chiamata a riorganizzare le nostre priorità in modo che Dio occupi il primo posto nella nostra vita. Ciò non vuol dire che non avremo altre priorità, ma la nostra fedeltà va innanzitutto a Dio — al di sopra dei nostri desideri e della nostra volontà, dei nostri cari, dei nostri beni e persino della nostra stessa vita. Il discepolato cristiano non è facile da vivere — infatti, Gesù disse che «la via è stretta», ma «conduce alla vita» (Matteo 7:13–14). Richiede impegno, dedizione e il mettere Dio al centro della nostra vita, delle nostre decisioni e dei nostri rapporti.

    Nei Vangeli, Gesù sfidò i suoi seguaci a rinunciare alla propria vita per amor suo e a seguirlo. Nel Vangelo di Matteo, disse: «Se uno vuole venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà» (Matteo 16:24–25).

    Rinunciare a noi stessi può essere inteso come il mettere da parte i nostri desideri, le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali e scegliere di cercare Dio per ricevere la sua guida nella nostra vita e perseguire la sua volontà piuttosto che la nostra. Ciò non significa che il Signore non ci guiderà mai a conseguire le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali. Se cerchiamo la volontà di Dio e desideriamo compiacerlo, è molto probabile che la sua volontà e i nostri desideri siano in armonia (Salmi 37:4). Tuttavia, se le indicazioni di Dio non coincidono con la direzione verso cui ci stavamo orientando, come suoi discepoli saremo disposti a «rinunciare a noi stessi» per seguirlo.

    Gesù ci ha dato la chiave per poter vivere il nostro impegno nel discepolato, a partire dalla nostra rinascita spirituale attraverso la salvezza. «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura: le cose vecchie sono passate; ecco, sono diventate nuove. Sono stato crocifisso con Cristo. Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (2 Corinzi 5:17; Galati 2:20).

    La capacità e la grazia di vivere la vita di un discepolo non derivano solo dal nostro desiderio di obbedire ai comandamenti di Dio e dai nostri sforzi di vivere in modo devoto, ma dalla potenza di Dio attraverso «Cristo in noi» (Colossesi 1:27) e dalla presenza dello Spirito Santo (Giovanni 14:15–17). «Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo» (Efesini 2:10).

    Cristo in noi

    Ogni nuova mattina possiamo aspettarci che il Signore Gesù Cristo si manifesti attraverso di noi quel giorno e realizzi qualche aspetto della sua opera, che riusciamo a riconoscere le sue azioni o no. È il nostro privilegio, è la nostra responsabilità.

    Il fatto che Cristo viva in noi ci dà forza. Non possiamo vivere efficacemente con nessun’altra forza se non quella che deriva dalla vita di Gesù Cristo, poiché Lui disse: «Senza di me non potete fare nulla» (Giovanni 15:5). Il fatto di essere in Cristo ci dà uno scopo. Non è una forza che ci permette di vivere per noi stessi, ma che ci mette in grado di realizzare i piani di Cristo. […]

    Il fatto che Cristo sia in noi ci offre delle risorse. Tutto ciò di cui potremmo aver bisogno è nostro nel Signore Gesù Cristo. E il fatto di essere in Cristo ci dà delle responsabilità. Come parte del suo corpo, la questione più importante che io devo affrontare è: «Cosa vuole che io faccia?»

    Il fatto che Cristo sia in noi è dinamico. Essere in Cristo è impegnativo. Se Lui ha qualcosa da fare, ha il diritto di usarci come mezzo per farlo. Se c’è un «eunuco etiope» sulla strada del deserto, Lui ha il diritto di dirti di lasciare la tua Samaria e andare a incontrarlo (Atti 8:26–40). Ma per ogni richiesta che ci fa, Lui fornisce la dinamica del suo Spirito dentro di noi per realizzarla.

    Questa è la vita cristiana. Dopo aver affrontato il nostro insuccesso nel manifestare la sua somiglianza e immagine nel mondo, ci avviciniamo alla Croce per essere perdonati, lo Spirito Santo viene a vivere in noi e veniamo incorporati in Cristo, diventando mezzi per manifestare la sua vita e il suo obiettivo. Il mondo ha un bisogno disperato di saperlo, ma non avrà alcun motivo per crederci finché non vedrà la vita e il carattere di Gesù Cristo vissuti nella tua vita e nella mia. Questo è lo scopo che Dio ha per te! —Charles Price2

    Unirsi alla missione del suo Regno

    Dio ti ha invitato a unirti a Lui per cambiare il mondo. Dio ha un sogno per questo mondo che Gesù ha chiamato il Regno di Dio. Dio ti ha creato per svolgere un ruolo importante nella sua visione del Regno. Non troverai mai il tuo scopo più profondo nella vita finché non troverai il tuo posto nella realizzazione del Regno di Dio.

    Non devi essere un genio per cambiare il mondo, né ricco, né influente, né un gigante spirituale. Quel che devi fare è dire di sì all’invito. Devi essere disponibile e disposto a farti usare, e forse dovrai pagare il prezzo che il seguire Gesù comporta, perché cambiare il mondo e seguire Gesù non è facile e non è a buon mercato. Bisognerà fare dei sacrifici: ce ne sono sempre.

    La nostra fede cristiana non è solo un modo per ricevere il perdono dei nostri peccati e poter entrare nella vita eterna, eppure lo è. Non è solo un sistema di giuste convinzioni sulla verità ultima e sull’ordine delle cose, sebbene lo sia. Né è solo un modo per ricevere conforto da Dio nei momenti difficili o un utile codice di condotta su come vivere una vita buona e produttiva, sebbene sia anche questo. Fondamentalmente, la fede cristiana è la vocazione di […] seguire il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e partecipare alla grande missione di Cristo nel nostro mondo. […] Solo allora diventeremo persone complete, persone che vivono secondo il disegno divino più profondo per la nostra vita. —Richard Stearns3

    Conclusione: il progetto per la vita

    Come abbiamo visto nel corso di questa serie sul discepolato, la Bibbia ci insegna qual è il rapporto che Dio desidera avere con noi e come vivere in modo da piacergli. Diventare sempre più simili a Cristo ed essere trasformati a sua immagine è il fondamento per vivere una vita devota e fruttuosa in armonia con Dio e con gli altri, che produce il frutto del suo Spirito nella nostra vita e in quella degli altri (Galati 5:22–23). È nella Bibbia che apprendiamo le verità rivelate da Dio su cui possiamo modellare la nostra esistenza.

    Nella Parola di Dio troviamo i principi biblici che fungono da bussola per la nostra vita e ci aiutano ad affrontare le sfide della vita quotidiana e ad essere testimoni efficaci di Cristo. La sua Parola trasmette principi che ci guidano nelle nostre interazioni con gli altri e nel nostro processo decisionale, aiutandoci a discernere la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Questi principi spirituali stabiliscono un modello per il nostro standard morale, la nostra etica, il nostro atteggiamento nei confronti della vita, dell’amore, del mondo, dell’ambiente e dei rapporti con gli altri. Sebbene non tratti specificamente ogni possibile situazione che potremmo affrontare, la Bibbia fornisce i principi necessari per affrontare le complessità della vita in un modo gradito a Dio.

    La sua Parola ci insegna a vivere il nostro discepolato amando e servendo gli altri. Il nostro amore per Gesù ci spinge a servire gli altri in suo nome. Ci motiva a essere suoi ambasciatori in qualunque situazione ci troviamo. Ci spinge ad aiutare chi è nel bisogno e a offrire speranza e conforto a chi ne è privo. Possiamo essere le sue mani per aiutare e toccare, la sua bocca per proclamare la verità della sua Parola e infondere incoraggiamento e speranza, i suoi occhi per trasmettere compassione, i suoi piedi per camminare al fianco di un’anima affaticata e le sue braccia per aiutare a portare il loro pesante fardello. Così facendo, le nostre vite lo glorificheranno e saranno di benedizione per gli altri, come evidenziano gli articoli che seguono.

    Una vita bellissima

    Quando la vita di un seguace di Gesù viene condotta come l’intendeva Lui, diventa una cosa di rara bellezza. Essere cristiani e avere un rapporto con Dio dovrebbe permeare le nostre esperienze quotidiane, integrarsi nelle nostre decisioni e colorare il modo in cui percepiamo noi stessi, gli altri e questa vita. Le innumerevoli espressioni dell’amore di Dio condivise con gli altri nel corso della vita di un cristiano possono a volte sembrare insignificanti in sé, tuttavia Dio le vede nella totalità di una vita che rende gloria a Lui ed esulta nella loro bellezza.

    Più siamo decisi a rafforzare il nostro cammino con Gesù e desideriamo mantenere una connessione spirituale con Lui, più Lui potrà manifestare il suo Spirito attraverso di noi. Siamo la sua opera. Quando gli consentiamo di mescolare le diverse sfumature di colore del suo amore e della sua misericordia e di sviluppare la bellezza che desiderava avessimo, diventiamo il suo capolavoro che ispirerà la vita di molti. Accettiamo di tutto cuore il dono inestimabile della sua presenza nella nostra vita. E mentre coltiviamo la bellezza accattivante dell’amore di Dio in tutto ciò che facciamo e diciamo, altri saranno attirati a Lui attraverso di noi. —Maria Fontaine

    Il profumo di Cristo

    L’apostolo Paolo scrisse che la Chiesa è il profumo di Cristo per il mondo: «Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono» (2 Corinzi 2:15). Con questo intendeva dire che ogni credente e ogni comunità di credenti stabilisce una presenza di Cristo nel mondo che è palpabile per i non credenti. […]

    Ma cos’è questa fragranza? Come dovremmo aspettarci che gli altri sentano la presenza di Gesù in noi? Principalmente in due modi: la verità del Vangelo e l’amore di Gesù Cristo. La verità divina parla a ogni aspetto della vita umana. Con la verità della sua Parola, nelle mani del suo Spirito, Cristo rende nuove tutte le cose nella nostra vita (Apocalisse 21:5). Ciò significa che, in ogni ambito della nostra esistenza — tutte le nostre relazioni, i nostri ruoli e le nostre responsabilità — noi cristiani mostriamo una novità che non si conforma allo spirito del mondo, ma allo Spirito Santo di Cristo. La nostra conversazione sarà diversa: non sarà piena di lamentele e critiche, banalità e frivolezza, ma le nostre parole saranno sempre gentili ed edificanti, rispettose delle persone con cui parliamo (Colossesi 4:6; Efesini 4:29).

    Lo stesso vale per il modo in cui svolgiamo il nostro lavoro, educhiamo i nostri figli, partecipiamo alla cultura del nostro tempo e ci comportiamo con dignità e grazia. Siamo nuove creature in Gesù Cristo e, pertanto, sotto molti aspetti, fuori ritmo con la cultura che ci circonda. Ma vivendo la verità in ogni aspetto della nostra vita, facciamo risplendere la luce di Gesù e diffondiamo la fragranza della sua visione del mondo in ogni angolo della nostra esistenza.

    I credenti devono impegnarsi a fondo per essere la fragranza di Gesù. Immergendoci nella Parola di Dio e vivendo con un atteggiamento di preghiera, […] possiamo iniziare a diffondere il profumo del Re Gesù in più aspetti e ambiti della nostra vita quotidiana. Decidiamo, allora, di essere quella fragranza di verità e amore e scopriremo che il vento dello Spirito di Dio ci accompagnerà ovunque andremo, dando l’aroma di Gesù a tutti, e anche a Dio. —T. M. Moore4

    Gesù ci ha affidato la responsabilità di trasmettere il suo amore personale, incondizionato e totale ai nostri simili, a quelli che condividono il pianeta con noi oggi. Il mandato che ha dato ai suoi discepoli è di portare il Vangelo in tutto il mondo. In qualunque luogo il Signore ti abbia chiamato, quello è il tuo campo di missione e tu sei esortato a servire e a raggiungere le persone che Lui pone sul tuo cammino. Ognuno di noi ha qualche opportunità, qualche rete sociale, qualche ambiente in cui può condividere il suo amore e la sua verità con gli altri, rafforzando la fede, la speranza e il cuore delle persone.

    Il Signore benedica il tuo percorso di discepolato e il servizio che svolgi per Lui, insieme alla testimonianza che dai agli altri, così che tu possa essere il sale della terra e la luce del mondo, come Lui ci ha detto di essere (Matteo 5:13–14). Gesù disse: «Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli» (Matteo 5:16). In questo modo, vivremo una vita di discepolato che glorifica Dio (1 Corinzi 10:31).

    Pensieri su cui meditare

    Il discepolato non è un programma o una circostanza; è uno stile di vita. Non è per un periodo limitato, ma per tutta la vita. Il discepolato […] è per tutti i credenti, per ogni giorno della loro vita. —Bill Hull

    Ogni credente che prende sul serio la propria vocazione di discepolo di Gesù si considererà un «inviato» ovunque si trovi e cercherà di mettersi all’opera in quel luogo. Questo potrebbe assumere la forma di «buon testimone» sul lavoro o di buon vicino per chi vive lì nei pressi, oppure potrebbe comportare il volontariato. —Michael Frost e Alan Hirsch

    Non lasciare che le parole di Gesù rimangano solo stampate nella tua Bibbia. Dai loro le ali, mettendole in pratica. Nella tua vita ci sono anime che hanno bisogno delle tue cure. Pensa a come potresti dimostrare interesse per il loro benessere, amandole e prendendoti cura di loro come già ami e ti prendi cura di te stesso. Quando lo farai, completerai la catena d’amore che è iniziata quando Dio ti ha amato per primo. —Karen Ehman

    Cosa dice la Bibbia

    «Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli» (Giovanni 15:4–5; Giovanni 15:8).

    «Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento» (Colossesi 2:6–7).

    «Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo, in vista della vita eterna» (Giuda 1:20–21).

    Una preghiera per il discepolato quotidiano

    Padre celeste, grazie per avermi salvato, chiamato e dato uno scopo. Tu sei così buono e la tua grazia mi basta. Ti chiedo di purificare il mio cuore dal peccato e di liberare la mia mente dalle distrazioni che oggi cercano di allontanarmi dalla comunione con te. Aiutami a vivere in Cristo, a imparare da Lui e ad affidarmi a Lui, per poter vivere per Lui e condurre altri a Lui. Tu sei degno di tutta la mia devozione e la mia lode. Rendimi un discepolo fedele e prolifico che ti porta gloria ogni giorno. Nel nome potente e incomparabile di Cristo, mio Re, amen. 5


    1 Scott Montrose, “La vita ci corregge”, Contatto, gennaio 2021, https://activated-europe.com/it/articolo/la-vita-ci-corregge//

    2 Charles Price, Christ for Real: How to Grow into Christ’s Likeness (Kregel Publications, 2011).

    3 Richard Stearns, Unfinished: Believing Is Only the Beginning (Thomas Nelson, 2013).

    4 T. M. Moore, “The Fragrance of Truth and Love”, 29 gennaio 2010.

    5 Annie McGuire, “What is a disciple of Christ?” Daily His Disciple, 11 gennaio 2022, https://dailyhisdisciple.com/2022/01/11/what-is-a-disciple-of-christ/.


    Pubblicato originariamente in inglese il 9 giugno 2026.

  • Giu 23 La vita di un discepolo parte 11: condividere le nostre risorse
  • Giu 9 La vita di un discepolo, parte 10: la nostra vita lavorativa
  • Mag 12 La vita di un discepolo, parte 8: fare discepoli
  • Apr 28 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 37-58)
  • Apr 21 La vita di un discepolo, parte 8: Comunicare la nostra fede
  • Apr 7 1 Corinzi, capitolo 15 (versetti 20-36)
  • Mar 24 La vita di un discepolo, parte 7: servire Dio servendo gli altri
  • Mar 10 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 1-19)
  • Feb 24 La vita di un discepolo, parte 6: Amore per gli altri
   

Dottrine

Altro…
  • La Famiglia Internazionale (LFI) [The Family International – TFI] è una comunità cristiana online impegnata nella diffusione del messaggio dell’amore di Dio in tutto il mondo. Crediamo che tutti possano avere una relazione personale con Dio, mediante Gesù Cristo, che concede felicità e pace spirituale, oltre alla motivazione ad aiutare altri e a diffondere la buona novella del suo amore.

Missione

Altro…
  • L´obiettivo principale della Famiglia Internazionale è il miglioramento della qualità di vita degli altri mediante la condivisione del messaggio vivificante dell´amore, della speranza e della salvezza che troviamo nella Parola di Dio. Crediamo che l´amore di Dio — applicato a livello pratico nella nostra vita quotidiana — sia la chiave per risolvere molti dei problemi della società, anche nel mondo complesso e frenetico di oggi. Impartendo la speranza e l´orientamento che troviamo negli insegnamenti della Bibbia, crediamo di poter contribuire alla costruzione di un mondo migliore — cambiando il mondo un cuore alla volta.

Valori

Altro…
  • Un senso di collettività

    Coltiviamo la fratellanza e il cameratismo. Cerchiamo di sviluppare uno spirito di unità, amore e un senso di appartenenza che dia sostegno pratico e spirituale ai nostri membri. Insieme possiamo fare di più.

A proposito di LFI

LFI online è una comunità di membri della Famiglia Internazionale. LFIè una comunità cristiana internazionale impegnata a diffondere il messaggio dell'amore di Dio alle persone intorno al globo.

Visita il nostro sito principale se vuoi saperne di più su LFI.

Se sei un membro di LFI, fai l'accesso per vedere altro contenuto.

Ultime serie

Altro…
Arrivare al Cuore di tutto
Una serie di articoli che coprono i fondamenti della fede e della dottrina cristiana.
Vivere il Cristianesimo
Applicare gli insegnamenti della Bibbia alla nostra vbita di tutti i giorni a alle nostre decisioni.
Gesù - la sua vita e il suo messaggio
Principi fondamentali tratti dai Vangeli su cui costruire le nostre vite.