L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • Non infastidirti, sii come Gesù

    Compilazione

    [Don’t Be Annoyed, Be Jesus]

    Una domenica mattina in chiesa, il predicatore chiese a tutti i bambini di sedersi accanto a me in prima fila. Un ragazzino, che faceva fatica a stare fermo e zitto, si sedette proprio accanto a me. Voleva parlarmi, ma io cercavo di indirizzare la sua attenzione verso il predicatore (dopotutto, è quello che si dovrebbe fare in chiesa). Alla fine si calmò e si concentrò su ciò che il predicatore diceva.

    Il predicatore menzionò il nome «Timothy» nel suo sermone, e questo sembrò riattivare il pulsante del suono nel bambino. Si sporse verso di me e disse (con una voce molto più alta di un sussurro): «A scuola ho un amico…», ma io lo interruppi, premendo con forza l’indice sulle labbra, e dissi: «Sssst… presta attenzione al predicatore». Ma lui continuò: «Era diverso dagli altri bambini a scuola. Si è ammalato…». Ancora una volta, interruppi il suo racconto dicendo: «Raccontamelo dopo la messa; adesso devi ascoltare il predicatore». Ma lui non si arrese e proseguì: «È morto la settimana scorsa. Ogni volta che il predicatore dice “Timothy”, divento triste perché lui si chiamava così». Mi si strinse il cuore quando mi resi conto che stavo cercando di zittire qualcosa che in realtà aveva davvero bisogno di venire fuori.

    All’improvviso, il sermone non contava più, il protocollo della chiesa non contava più e nemmeno quel fastidioso disturbo contava più. L’unica cosa che contava era il cuore di un bambino a cui mancava il suo compagno di scuola. Un bambino che cercava un po’ di compassione in un uomo adulto. Mi pentii subito della mia precedente risposta fredda nei suoi confronti; posai la mia mano sulla sua, lo guardai negli occhi e sussurrai: «Mi dispiace tantissimo, piccolo mio». Tenendogli la mano, pregai per lui sottovoce mentre il predicatore continuava il suo sermone.

    Mi resi conto che ciò che era appena accaduto con quel ragazzino era importante tanto quanto le parole che provenivano dal pulpito. Dio mi parlò attraverso la mia esperienza con quel ragazzino, insegnandomi a mostrare compassione anche quando sembra “fuori luogo” e scomoda.

    Un giorno potrei dimenticare le parole pronunciate dal predicatore quella domenica mattina, ma non dimenticherò mai il sermone che Dio mi rivolse attraverso il ragazzino seduto in prima fila in quella chiesa.

    E questa è la mia preghiera di oggi: Signore, aiutami ad aprire gli occhi sui bisogni degli altri intorno a me e ad essere sempre pronto ad aiutare e a servire, anche quando sembra scomodo e fuori luogo. Amen. —Greg A. Lane1

    *

    Uno dei frutti dello Spirito Santo è la pazienza (Galati 5:22–23) e c’è sicuramente bisogno di pazienza quando abbiamo a che fare con persone che ci danno fastidio. Dobbiamo avere amore (Giovanni 13:35), compassione, gentilezza, umiltà e mitezza (Colossesi 3:12–13). Queste qualità dovrebbero guidare il nostro modo di comportarci con tutte le persone, comprese quelle che ci infastidiscono.

    Ci furono diverse occasioni in cui i discepoli vollero impedire alle persone di “infastidire” Gesù. In varie occasioni, alcuni bambini, un cieco, una samaritana e una prostituta con il suo profumo vollero interagire con Gesù e i discepoli o altri desideravano impedire loro di “disturbare” il Signore. Ma Gesù non si infastidiva. Non antepose mai le norme sociali all’amore per la persona che aveva davanti (Matteo 19:13; Giovanni 4; Luca 7:36–39; Luca 18:35–42).

    Quando qualcuno ci infastidisce, dobbiamo prima esaminare il nostro cuore e poi chiedere aiuto allo Spirito Santo per rispecchiare Gesù Cristo per gli altri (2 Corinzi 6:3–10). Se «l’amore copre ogni colpa» (Proverbi 10:12), allora l’amore può sicuramente coprire anche i fastidi. —Got Questions2

    *

    È mia preghiera che, in mezzo a tutte le faccende della vita, con le tante necessità e priorità urgenti, non perdiamo di vista l’amore né l’importanza che esso ha nel quadro generale delle cose e nelle piccole scelte e priorità di ogni giorno. A volte ci dimentichiamo che tutto ciò che realizziamo non vale nulla senza l’amore.

    «Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente» (1 Corinzi 13:2–3). Se non abbiamo amore, i nostri sacrifici e il nostro duro lavoro non varranno molto e non otterranno i giusti risultati.

    Imparare a prendersi cura degli altri è un’arte in cui c’è sempre qualcosa da imparare. Ad esempio, dovremmo imparare a manifestare amore per gli altri nel modo in cui sappiamo che sarà utile e che loro apprezzeranno; a curarli quando sono malati o afflitti fisicamente; a incoraggiarli quando sono giù; ad aiutarli quando hanno troppo da fare; a dimostrare amicizia quando si sentono soli; a essere una salvaguardia per loro quando sono deboli. Dovremmo imparare a prenderci cura degli altri spiritualmente, con una fede e una speranza che chiudono un occhio sui loro errori.

    Una delle cose belle dell’amore è che si adatta al bisogno. A seconda della situazione, per qualcuno potrebbe anche voler dire stare zitti e rispettare il suo bisogno di silenzio. Per altri, essere più socievoli e disposti a parlare con loro. Non esiste una formula precisa per l’amore, quindi parte dell’amare sta nello scoprire qual è il bisogno e poi andargli incontro.

    È incoraggiante pensare a cosa può succedere quando si prende l’impegno di amare gli altri e a che differenza farà per te personalmente, perché anche tu beneficerai dall’amore che Dio farà scorrere attraverso di te. Il tuo spirito ne uscirà più forte e si sentirà realizzato in maniera nuova. Creerà un vuoto che attirerà le benedizioni e i miracoli di Dio.

    L’amore di Dio possa essere con te, oggi e sempre. —Maria Fontaine

    *

    Anni fa mi sono resa conto che mi era più facile giudicare negativamente una persona appena la incontravo piuttosto che mostrarle cortesia. Ero concentrata su come si vestivano, parlavano e si presentavano, piuttosto che sul loro cuore, per il quale Cristo è morto. Quell’atteggiamento però non rifletteva Cristo in me. Erano la carne in me, l’egoismo in me, l’insicurezza in me che mi facevano sentire il bisogno di confrontarmi con gli altri nella speranza di uscirne vincitrice. Le persone non vedevano Cristo in me in quel modo. Vedevano una donna critica che cercava di compensare le proprie ferite.

    Quando tu ed io iniziamo a mostrare compassione verso gli altri, a entrare in empatia con le loro situazioni o le loro ferite e a mostrare grazia e misericordia anziché uno spirito critico, possiamo diventare rappresentanti della grazia e della misericordia di Cristo. In Michea 6:8 leggiamo che ciò che Dio richiede ai suoi è «praticare la giustizia, amare la misericordia e camminare umilmente con il tuo Dio». Stai dimostrando giustizia, misericordia e umiltà nel tuo atteggiamento verso gli altri? Se sì, vedranno Cristo in te. —Cindi McMenamin3

    *

    Rallegrati sempre in Me. Che la tua mitezza sia evidente a tutti. Io sono vicino. Rallegrarti in Me può proteggerti dalla tentazione di lamentarti. Quando le circostanze sono stressanti, è facile diventare irritabili. Ma Io voglio che tu dimostri mitezza, non irritabilità. Questo è possibile nella misura in cui trovi Gioia in Me. Poiché Io sono lo stesso ieri, oggi e in eterno, c’è sempre molto di cui rallegrarti.

    Puoi essere allegro sapendo che Io sono vicino. Quando un uomo e una donna sono profondamente innamorati, spesso tirano fuori il meglio l’uno dall’altra. Il solo fatto di stare vicino alla persona amata può placare le irritazioni e aumentare la felicità. Io sono l’Amante che è sempre vicino: invisibile, ma teneramente presente. Posso lenire le tue frustrazioni e riempirti di gioia mentre ti sintonizzi con la mia Presenza amorevole. Un modo per farlo è ringraziarmi per la mia continua Presenza e il mio costante Amore. Quando le circostanze ti demoralizzano, rivolgi la tua attenzione a Me e medita sul grande Amore che ho per te. Rallegrati! —Gesù4

    *

    Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi. La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino. Filippesi 4:4–5

    Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 22 settembre 2026.


    1 Greg A. Lane, My Morning Walks with God (Inspired Design & Graphics, December 2016).

    2 “How should Christians respond to people who annoy them?” gotquestions.org, https://www.gotquestions.org/annoying-people.html

    3 Cindi McMenamin, “5 Ways to Let Others See Christ in Your Life”, strengthforthesoul.com, 20 gennaio2021, https://strengthforthesoul.com/5-ways-to-let-others-see-christ-in-your-life

    4 Sarah Young, Jesus Today (Thomas Nelson, 2012).

  • Set 21 Ci siamo dentro insieme
  • Set 17 Fratellanza cristiana
  • Set 16 Il grande tumulto a Efeso
  • Set 15 Seguire il nostro Salvatore
  • Set 12 Il nostro modo di pensare fa la differenza
  • Set 11 Il suo desiderio e il suo piano per il nostro viaggio nella vita
  • Set 10 Priorità eterne
  • Set 9 Perché la mansuetudine è importante
  • Set 7 La giusta motivazione
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo, parte 12: discepolato quotidiano

    [The Life of Discipleship, Part 12: Everyday Discipleship]

    Il discepolato è un percorso che dura tutta la vita e richiede perseveranza, determinazione, convinzione, l’amore di Dio e la forza dello Spirito Santo. Il defunto reverendo Billy Graham una volta disse: «Il cammino del cristiano nella vita non è uno sprint ma una maratona. […] Il discepolato è un impegno che dura tutta la vita, giorno dopo giorno». Il processo di crescita nel nostro discepolato e di trasformazione a immagine di Cristo è un compito che dura tutta la vita. Come qualcuno ha detto:

    Siamo creati come bozze che devono passare per un processo di correzione. Dio opera per trasformarci passo per passo in un articolo finito che varrà la pena di leggere. Il nostro essere è ripetutamente trasformato dalle scelte e dalle decisioni che prendiamo; i punti superficiali e superflui vengono eliminati grazie alle esperienze difficili della vita e noi veniamo rifiniti e levigati […] nelle mani del Grande Correttore. —Scott Montrose1

    Il nostro discepolato deve comprendere ogni aspetto della nostra vita, compreso il nostro rapporto con Dio e il nostro cammino quotidiano con Lui, nonché il nostro amore per gli altri, che include ogni persona che incontriamo nel corso della giornata. Il nostro discepolato comprende il compito di ambasciatori di Cristo e la condivisione della buona novella con le persone che Lui pone sul nostro cammino, oltre che essere un riflesso vivente dell’amore di Cristo in ogni ambito della nostra vita e sforzarci di crescere a sua immagine.

    Viviamo il nostro discepolato nelle nostre case, sul posto di lavoro, nelle scuole e nella comunità. Incorporiamo i principi del discepolato nella nostra genitorialità, nelle nostre relazioni e nell’investimento del nostro tempo, delle nostre competenze e delle nostre risorse. Ci sforziamo di essere un esempio vivente della nostra fede per le nostre famiglie, i nostri amici e i nostri vicini, per le persone con cui interagiamo durante la giornata e nelle nostre comunicazioni online.

    La vocazione di discepoli di Gesù è una chiamata a uno stile di vita completo. È una chiamata a riorganizzare le nostre priorità in modo che Dio occupi il primo posto nella nostra vita. Ciò non vuol dire che non avremo altre priorità, ma la nostra fedeltà va innanzitutto a Dio — al di sopra dei nostri desideri e della nostra volontà, dei nostri cari, dei nostri beni e persino della nostra stessa vita. Il discepolato cristiano non è facile da vivere — infatti, Gesù disse che «la via è stretta», ma «conduce alla vita» (Matteo 7:13–14). Richiede impegno, dedizione e il mettere Dio al centro della nostra vita, delle nostre decisioni e dei nostri rapporti.

    Nei Vangeli, Gesù sfidò i suoi seguaci a rinunciare alla propria vita per amor suo e a seguirlo. Nel Vangelo di Matteo, disse: «Se uno vuole venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà» (Matteo 16:24–25).

    Rinunciare a noi stessi può essere inteso come il mettere da parte i nostri desideri, le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali e scegliere di cercare Dio per ricevere la sua guida nella nostra vita e perseguire la sua volontà piuttosto che la nostra. Ciò non significa che il Signore non ci guiderà mai a conseguire le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali. Se cerchiamo la volontà di Dio e desideriamo compiacerlo, è molto probabile che la sua volontà e i nostri desideri siano in armonia (Salmi 37:4). Tuttavia, se le indicazioni di Dio non coincidono con la direzione verso cui ci stavamo orientando, come suoi discepoli saremo disposti a «rinunciare a noi stessi» per seguirlo.

    Gesù ci ha dato la chiave per poter vivere il nostro impegno nel discepolato, a partire dalla nostra rinascita spirituale attraverso la salvezza. «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura: le cose vecchie sono passate; ecco, sono diventate nuove. Sono stato crocifisso con Cristo. Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (2 Corinzi 5:17; Galati 2:20).

    La capacità e la grazia di vivere la vita di un discepolo non derivano solo dal nostro desiderio di obbedire ai comandamenti di Dio e dai nostri sforzi di vivere in modo devoto, ma dalla potenza di Dio attraverso «Cristo in noi» (Colossesi 1:27) e dalla presenza dello Spirito Santo (Giovanni 14:15–17). «Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo» (Efesini 2:10).

    Cristo in noi

    Ogni nuova mattina possiamo aspettarci che il Signore Gesù Cristo si manifesti attraverso di noi quel giorno e realizzi qualche aspetto della sua opera, che riusciamo a riconoscere le sue azioni o no. È il nostro privilegio, è la nostra responsabilità.

    Il fatto che Cristo viva in noi ci dà forza. Non possiamo vivere efficacemente con nessun’altra forza se non quella che deriva dalla vita di Gesù Cristo, poiché Lui disse: «Senza di me non potete fare nulla» (Giovanni 15:5). Il fatto di essere in Cristo ci dà uno scopo. Non è una forza che ci permette di vivere per noi stessi, ma che ci mette in grado di realizzare i piani di Cristo. […]

    Il fatto che Cristo sia in noi ci offre delle risorse. Tutto ciò di cui potremmo aver bisogno è nostro nel Signore Gesù Cristo. E il fatto di essere in Cristo ci dà delle responsabilità. Come parte del suo corpo, la questione più importante che io devo affrontare è: «Cosa vuole che io faccia?»

    Il fatto che Cristo sia in noi è dinamico. Essere in Cristo è impegnativo. Se Lui ha qualcosa da fare, ha il diritto di usarci come mezzo per farlo. Se c’è un «eunuco etiope» sulla strada del deserto, Lui ha il diritto di dirti di lasciare la tua Samaria e andare a incontrarlo (Atti 8:26–40). Ma per ogni richiesta che ci fa, Lui fornisce la dinamica del suo Spirito dentro di noi per realizzarla.

    Questa è la vita cristiana. Dopo aver affrontato il nostro insuccesso nel manifestare la sua somiglianza e immagine nel mondo, ci avviciniamo alla Croce per essere perdonati, lo Spirito Santo viene a vivere in noi e veniamo incorporati in Cristo, diventando mezzi per manifestare la sua vita e il suo obiettivo. Il mondo ha un bisogno disperato di saperlo, ma non avrà alcun motivo per crederci finché non vedrà la vita e il carattere di Gesù Cristo vissuti nella tua vita e nella mia. Questo è lo scopo che Dio ha per te! —Charles Price2

    Unirsi alla missione del suo Regno

    Dio ti ha invitato a unirti a Lui per cambiare il mondo. Dio ha un sogno per questo mondo che Gesù ha chiamato il Regno di Dio. Dio ti ha creato per svolgere un ruolo importante nella sua visione del Regno. Non troverai mai il tuo scopo più profondo nella vita finché non troverai il tuo posto nella realizzazione del Regno di Dio.

    Non devi essere un genio per cambiare il mondo, né ricco, né influente, né un gigante spirituale. Quel che devi fare è dire di sì all’invito. Devi essere disponibile e disposto a farti usare, e forse dovrai pagare il prezzo che il seguire Gesù comporta, perché cambiare il mondo e seguire Gesù non è facile e non è a buon mercato. Bisognerà fare dei sacrifici: ce ne sono sempre.

    La nostra fede cristiana non è solo un modo per ricevere il perdono dei nostri peccati e poter entrare nella vita eterna, eppure lo è. Non è solo un sistema di giuste convinzioni sulla verità ultima e sull’ordine delle cose, sebbene lo sia. Né è solo un modo per ricevere conforto da Dio nei momenti difficili o un utile codice di condotta su come vivere una vita buona e produttiva, sebbene sia anche questo. Fondamentalmente, la fede cristiana è la vocazione di […] seguire il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e partecipare alla grande missione di Cristo nel nostro mondo. […] Solo allora diventeremo persone complete, persone che vivono secondo il disegno divino più profondo per la nostra vita. —Richard Stearns3

    Conclusione: il progetto per la vita

    Come abbiamo visto nel corso di questa serie sul discepolato, la Bibbia ci insegna qual è il rapporto che Dio desidera avere con noi e come vivere in modo da piacergli. Diventare sempre più simili a Cristo ed essere trasformati a sua immagine è il fondamento per vivere una vita devota e fruttuosa in armonia con Dio e con gli altri, che produce il frutto del suo Spirito nella nostra vita e in quella degli altri (Galati 5:22–23). È nella Bibbia che apprendiamo le verità rivelate da Dio su cui possiamo modellare la nostra esistenza.

    Nella Parola di Dio troviamo i principi biblici che fungono da bussola per la nostra vita e ci aiutano ad affrontare le sfide della vita quotidiana e ad essere testimoni efficaci di Cristo. La sua Parola trasmette principi che ci guidano nelle nostre interazioni con gli altri e nel nostro processo decisionale, aiutandoci a discernere la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Questi principi spirituali stabiliscono un modello per il nostro standard morale, la nostra etica, il nostro atteggiamento nei confronti della vita, dell’amore, del mondo, dell’ambiente e dei rapporti con gli altri. Sebbene non tratti specificamente ogni possibile situazione che potremmo affrontare, la Bibbia fornisce i principi necessari per affrontare le complessità della vita in un modo gradito a Dio.

    La sua Parola ci insegna a vivere il nostro discepolato amando e servendo gli altri. Il nostro amore per Gesù ci spinge a servire gli altri in suo nome. Ci motiva a essere suoi ambasciatori in qualunque situazione ci troviamo. Ci spinge ad aiutare chi è nel bisogno e a offrire speranza e conforto a chi ne è privo. Possiamo essere le sue mani per aiutare e toccare, la sua bocca per proclamare la verità della sua Parola e infondere incoraggiamento e speranza, i suoi occhi per trasmettere compassione, i suoi piedi per camminare al fianco di un’anima affaticata e le sue braccia per aiutare a portare il loro pesante fardello. Così facendo, le nostre vite lo glorificheranno e saranno di benedizione per gli altri, come evidenziano gli articoli che seguono.

    Una vita bellissima

    Quando la vita di un seguace di Gesù viene condotta come l’intendeva Lui, diventa una cosa di rara bellezza. Essere cristiani e avere un rapporto con Dio dovrebbe permeare le nostre esperienze quotidiane, integrarsi nelle nostre decisioni e colorare il modo in cui percepiamo noi stessi, gli altri e questa vita. Le innumerevoli espressioni dell’amore di Dio condivise con gli altri nel corso della vita di un cristiano possono a volte sembrare insignificanti in sé, tuttavia Dio le vede nella totalità di una vita che rende gloria a Lui ed esulta nella loro bellezza.

    Più siamo decisi a rafforzare il nostro cammino con Gesù e desideriamo mantenere una connessione spirituale con Lui, più Lui potrà manifestare il suo Spirito attraverso di noi. Siamo la sua opera. Quando gli consentiamo di mescolare le diverse sfumature di colore del suo amore e della sua misericordia e di sviluppare la bellezza che desiderava avessimo, diventiamo il suo capolavoro che ispirerà la vita di molti. Accettiamo di tutto cuore il dono inestimabile della sua presenza nella nostra vita. E mentre coltiviamo la bellezza accattivante dell’amore di Dio in tutto ciò che facciamo e diciamo, altri saranno attirati a Lui attraverso di noi. —Maria Fontaine

    Il profumo di Cristo

    L’apostolo Paolo scrisse che la Chiesa è il profumo di Cristo per il mondo: «Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono» (2 Corinzi 2:15). Con questo intendeva dire che ogni credente e ogni comunità di credenti stabilisce una presenza di Cristo nel mondo che è palpabile per i non credenti. […]

    Ma cos’è questa fragranza? Come dovremmo aspettarci che gli altri sentano la presenza di Gesù in noi? Principalmente in due modi: la verità del Vangelo e l’amore di Gesù Cristo. La verità divina parla a ogni aspetto della vita umana. Con la verità della sua Parola, nelle mani del suo Spirito, Cristo rende nuove tutte le cose nella nostra vita (Apocalisse 21:5). Ciò significa che, in ogni ambito della nostra esistenza — tutte le nostre relazioni, i nostri ruoli e le nostre responsabilità — noi cristiani mostriamo una novità che non si conforma allo spirito del mondo, ma allo Spirito Santo di Cristo. La nostra conversazione sarà diversa: non sarà piena di lamentele e critiche, banalità e frivolezza, ma le nostre parole saranno sempre gentili ed edificanti, rispettose delle persone con cui parliamo (Colossesi 4:6; Efesini 4:29).

    Lo stesso vale per il modo in cui svolgiamo il nostro lavoro, educhiamo i nostri figli, partecipiamo alla cultura del nostro tempo e ci comportiamo con dignità e grazia. Siamo nuove creature in Gesù Cristo e, pertanto, sotto molti aspetti, fuori ritmo con la cultura che ci circonda. Ma vivendo la verità in ogni aspetto della nostra vita, facciamo risplendere la luce di Gesù e diffondiamo la fragranza della sua visione del mondo in ogni angolo della nostra esistenza.

    I credenti devono impegnarsi a fondo per essere la fragranza di Gesù. Immergendoci nella Parola di Dio e vivendo con un atteggiamento di preghiera, […] possiamo iniziare a diffondere il profumo del Re Gesù in più aspetti e ambiti della nostra vita quotidiana. Decidiamo, allora, di essere quella fragranza di verità e amore e scopriremo che il vento dello Spirito di Dio ci accompagnerà ovunque andremo, dando l’aroma di Gesù a tutti, e anche a Dio. —T. M. Moore4

    Gesù ci ha affidato la responsabilità di trasmettere il suo amore personale, incondizionato e totale ai nostri simili, a quelli che condividono il pianeta con noi oggi. Il mandato che ha dato ai suoi discepoli è di portare il Vangelo in tutto il mondo. In qualunque luogo il Signore ti abbia chiamato, quello è il tuo campo di missione e tu sei esortato a servire e a raggiungere le persone che Lui pone sul tuo cammino. Ognuno di noi ha qualche opportunità, qualche rete sociale, qualche ambiente in cui può condividere il suo amore e la sua verità con gli altri, rafforzando la fede, la speranza e il cuore delle persone.

    Il Signore benedica il tuo percorso di discepolato e il servizio che svolgi per Lui, insieme alla testimonianza che dai agli altri, così che tu possa essere il sale della terra e la luce del mondo, come Lui ci ha detto di essere (Matteo 5:13–14). Gesù disse: «Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli» (Matteo 5:16). In questo modo, vivremo una vita di discepolato che glorifica Dio (1 Corinzi 10:31).

    Pensieri su cui meditare

    Il discepolato non è un programma o una circostanza; è uno stile di vita. Non è per un periodo limitato, ma per tutta la vita. Il discepolato […] è per tutti i credenti, per ogni giorno della loro vita. —Bill Hull

    Ogni credente che prende sul serio la propria vocazione di discepolo di Gesù si considererà un «inviato» ovunque si trovi e cercherà di mettersi all’opera in quel luogo. Questo potrebbe assumere la forma di «buon testimone» sul lavoro o di buon vicino per chi vive lì nei pressi, oppure potrebbe comportare il volontariato. —Michael Frost e Alan Hirsch

    Non lasciare che le parole di Gesù rimangano solo stampate nella tua Bibbia. Dai loro le ali, mettendole in pratica. Nella tua vita ci sono anime che hanno bisogno delle tue cure. Pensa a come potresti dimostrare interesse per il loro benessere, amandole e prendendoti cura di loro come già ami e ti prendi cura di te stesso. Quando lo farai, completerai la catena d’amore che è iniziata quando Dio ti ha amato per primo. —Karen Ehman

    Cosa dice la Bibbia

    «Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli» (Giovanni 15:4–5; Giovanni 15:8).

    «Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento» (Colossesi 2:6–7).

    «Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo, in vista della vita eterna» (Giuda 1:20–21).

    Una preghiera per il discepolato quotidiano

    Padre celeste, grazie per avermi salvato, chiamato e dato uno scopo. Tu sei così buono e la tua grazia mi basta. Ti chiedo di purificare il mio cuore dal peccato e di liberare la mia mente dalle distrazioni che oggi cercano di allontanarmi dalla comunione con te. Aiutami a vivere in Cristo, a imparare da Lui e ad affidarmi a Lui, per poter vivere per Lui e condurre altri a Lui. Tu sei degno di tutta la mia devozione e la mia lode. Rendimi un discepolo fedele e prolifico che ti porta gloria ogni giorno. Nel nome potente e incomparabile di Cristo, mio Re, amen. 5


    1 Scott Montrose, “La vita ci corregge”, Contatto, gennaio 2021, https://activated-europe.com/it/articolo/la-vita-ci-corregge//

    2 Charles Price, Christ for Real: How to Grow into Christ’s Likeness (Kregel Publications, 2011).

    3 Richard Stearns, Unfinished: Believing Is Only the Beginning (Thomas Nelson, 2013).

    4 T. M. Moore, “The Fragrance of Truth and Love”, 29 gennaio 2010.

    5 Annie McGuire, “What is a disciple of Christ?” Daily His Disciple, 11 gennaio 2022, https://dailyhisdisciple.com/2022/01/11/what-is-a-disciple-of-christ/.


    Pubblicato originariamente in inglese il 9 giugno 2026.

  • Giu 23 La vita di un discepolo parte 11: condividere le nostre risorse
  • Giu 9 La vita di un discepolo, parte 10: la nostra vita lavorativa
  • Mag 12 La vita di un discepolo, parte 8: fare discepoli
  • Apr 28 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 37-58)
  • Apr 21 La vita di un discepolo, parte 8: Comunicare la nostra fede
  • Apr 7 1 Corinzi, capitolo 15 (versetti 20-36)
  • Mar 24 La vita di un discepolo, parte 7: servire Dio servendo gli altri
  • Mar 10 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 1-19)
  • Feb 24 La vita di un discepolo, parte 6: Amore per gli altri
   

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