L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • Le orme di Dio nella natura

    Maria Fontaine

    [God’s Footprint in Nature]

    Di qualsiasi argomento vi parli, una delle difficoltà che incontro è presentare i vari punti in un modo cui la maggior parte possibile di voi miei lettori possa fare riferimento. Non fa eccezione questo articolo, in cui mi concentro sul ruolo importante che la natura svolge nella vostra vita. Molti di noi hanno spesso delle opportunità di passare tempo nella natura e giovarsi dei suoi molti benefici; in questo caso questo post potrebbe essere un promemoria dell’importanza di incorporare maggiormente nei vostri programmi giornalieri questa risorsa preziosa con cui il Signore ci ha benedetto. Altri, invece, potrebbero non avere molte possibilità di uscire nei grandi spazi aperti. In questo caso potreste sentirvi un po’ frustrati o infelici che, nonostante lo vogliate, non possiate passare tutto il tempo che vorreste a contatto con la creazione divina.

    Se uscire in mezzo alla natura sembra uno di quei “sogni impossibili”, non disperarti. Vale lo stesso la pena di leggere di quei benefici, come promemoria del grande amore e delle attenzioni di Dio. Puoi trasformarlo da una delusione a un motivo per riflettere sulle meraviglie dell’amore e della bontà divina.

    Se puoi farlo, una camminata in un bel bosco, un prato pittoresco coperto di fiori selvatici o una passeggiata sulla sabbia di una spiaggia possono servire a cancellare pressione, stress, pensieri negativi o preoccupazioni. Puoi perfino provare una notevole varietà di benefici rilassandoti nel giardino di casa, sulla veranda o su un balcone, oppure all’ombra di un albero, con una brezza gentile che aiuta ad alleviare le tensioni della tua giornata.

    Nella natura c’è qualcosa d’intangibile che calma il nostro spirito, se dedichiamo del tempo a farlo. Può avere un’influenza positiva su tutto, dalla nostra vista al nostro stato mentale e di salute in genere.

    Potresti pensare che suoni bene, ma che solo Dio può fare le cose di cui parlo e, sì, avresti ragione. Solo Dio può farlo, ma spesso Lui usa la natura che ha creato con tanta cura per contribuire al processo rigenerativo di guarigione.

    Fermati a osservare il Creatore mentre dipinge il cielo con i colori vivaci di un’alba o un tramonto. Mentre li osserviamo con soggezione, il nostro stress, i nostri nervi tesi e il nostro spirito stanco possono cominciare a rilassarsi. Purtroppo, però, per molti di noi in questo mondo frenetico, stressante e artificiale, le meraviglie della creazione di Dio intorno a noi sembrano essere tra le cose più facili da trascurare.

    Le pressioni della vita possono sembrare un fiume che scorre rapido e ci trascina inesorabilmente avanti. Bisogna fare uno sforzo per non essere portati via delle correnti della pressione e dello stress e dal timore di perderci qualcosa. Anche il semplice sforzo di restare a galla può svuotarci gradualmente della nostra energia e prima o poi dovremo sfuggire alla sua forza per non esserne sommersi. Dobbiamo fare uno sforzo consapevole per continuare a lottare per raggiungere la riva, quel luogo calmo e tranquillo dove potremo riprendere vigore.

     Passare del tempo in mezzo alla creazione divina è uno dei modi principali con cui possiamo liberarci deliberatamente da una vita piena di stress.

    Ovviamente sappiamo che il cielo è pieno di molte cose buone, come bellezza, musica, lodi, colori, pace del cuore e della mente, e vita eterna, ma nel suo grande amore Dio ci offre un anticipo del cielo qui in questo mondo. Spesso ci dimentichiamo di trovare il tempo di utilizzare i sensi di cui ci ha dotato per vedere «i cieli raccontare la gloria di Dio e il firmamento annunciare l’opera delle sue mani» (Salmi 91:1).

    Ho sempre amato le immagini verbali delle Scritture, che descrivono così appropriatamente le meraviglie e le realtà divine. Ho anche lodato il Signore per mezzo di molte canzoni, vecchie e nuove, che lo descrivono rispetto alle bellezze della natura. Desidero farlo sempre di più.

    Mentre crescevo, due delle cose che preferivo fare erano sdraiarmi nell’erba sotto i grandi alberi in un vecchio cimitero che non era più utilizzato e camminare con una o due delle mie amiche di fianco a un ruscello che scorreva nei boschi. Adoravo la bellezza che vedevo e i suoni innumerevoli che sentivo. Ero affascinata dai profumi che mi avvolgevano. C’era un senso di pace e appagamento e mi sentivo come se Dio fosse con me e i miei problemi si allontanassero mentre strascicavo i piedi tra le foglie o mi appoggiavo a un vecchio tronco per riposare.

    Quei semplici piaceri di sentirmi tra le braccia di Dio da bambina o adolescente hanno fatto posto a nuovi tesori man mano che diventavo grande; mi sono resa conto che le meraviglie del nostro Dio che spesso si manifestano nella sua creazione si spingono ben oltre ciò che i nostri cinque sensi possono misurare. Adesso, quando medito sul dono meraviglioso della sua creazione, lo Spirito Santo è in grado di usarla per illustrare molti principi spirituali e aiutarmi a capire come applicarli alla mia vita quotidiana.

    Vedere il modo in cui il piano divino s’intreccia nella trama dell’arazzo della vita, dagli organismi più semplici alla sua suprema creazione dell’umanità, mi conferma la sua compassione nei nostri confronti. Rafforza la mia fede nel suo amore che porta pace e bellezza, forza e guarigione, e trasforma perfino le cose negative di questo mondo in qualcosa di molto migliore alla fine.

    L’ampia varietà che troviamo nella natura è simile al modo in cui Dio ci ha creato. C’è qualcosa per tutti. Ogni prospettiva sulla vita si manifesta in modo da catturare l’interesse di qualcuno. C’è sempre qualcosa che può ispirare qualcuno a conoscere Dio un po’ meglio, se è disposto a farlo.

    Dio ci offre promemoria costanti della gloria, la maestà, l’amore e le meraviglie che gli appartengono, in molti modi, compresa la sua creazione. Mi piace prendere la frase di apertura di una famosa canzone di John Denver,[1] che dice «tu riempi i miei sensi», e usarla come inizio di una preghiera a Gesù. Quando uno dei miei collaboratori mi ha sentito fare un commento su questa frase della canzone e su come la uso spesso per iniziare le mie preghiere, mi ha fatto vedere una citazione della moglie di John Denver, che dice: «Inizialmente era una canzone d’amore che [John] ha scritto per me, però per lui era diventata un po’ come una preghiera».[2]

    La prima strofa di questa canzone è un bellissimo tributo alla gloria della creazione divina e dice:

    Tu riempi i miei sensi
    come una notte in una foresta
    come una montagna in primavera
    come una passeggiata sotto la pioggia
    come una tempesta nel deserto
    come l'oceano blu e addormentato
    tu riempi i miei sensi
    torna e riempimi ancora.

    Questo è molto appropriato, perché è quello che Dio fa spesso per noi mediante la sua creazione: riempie i nostri sensi con dei promemoria della sua presenza.

    Gesù ha espresso qualcosa di simile con queste parole:

    La gente trae beneficio da una connessione con la creazione. Trae ispirazione dal sole, dalle nuvole, dalle stelle e dalla luna. Quando sei in mezzo alla natura assorbi l’intera gamma dei benefici dalla vita vegetale e animale intorno a te. Perfino i colori che ti circondano influenzano le tue emozioni e possono agire in maniera positiva sulle tue funzioni corporee.

    Anzi, anche il solo ricordare qualcosa di bello nella natura innesca reazioni positive nel tuo corpo. La natura non è lì solo per fornire cibo, vestiario e riparo. Manifesta la mia potenza e la mia gloria, che possono sollevare il tuo spirito, calmare i nervi, alleviare lo stress e contribuire a dare un miglior equilibrio alle situazioni negative nella tua vita. È molto importante per il tuo benessere, proprio come i liquidi e tutto il resto all’interno dell’utero contengono gli elementi essenziali per la vita del bambino.

    L’umanità ha creato molti ambienti artificiali nel mondo, che non possono fornire tutto ciò di cui avete bisogno, ma causano altre tensioni nel corpo e nella mente. Questo può avere impatto sulle vostre emozioni e la vostra salute, con la possibilità di causare malattie, ansia, depressione, rabbia e malattie mentali. La gente ha bisogno di avere una connessione con Me per prosperare davvero e una fonte importante di quella connessione è fornita dalla natura. Quando è lontano dalla natura l’uomo tende a diventare isolato, solo e depresso. Perché? Perché non siete fatti per vivere isolati dal resto della mia creazione.

    (Maria:) Possiamo sentire l’impatto positivo che il vivere nella creazione divina ha sulla nostra vita. La natura fa parte delle benedizioni di cui Dio ha riempito l’umanità e Lui vuole che ci porti beneficio e benessere. Molti studi hanno dimostrato che il vivere in un ambiente per lo più o totalmente artificiale può avere un effetto negativo sul corpo, la mente e lo spirito.

    Qui sotto c’è un elenco di punti da vari studi sull’influenza positiva che la natura può avere sul nostro benessere.

    1. L’esposizione alla natura non solo tende a farvi sentire meglio emotivamente, ma contribuisce al vostro benessere fisico accrescendo il livello di ossigeno, attivando ormoni benefici, riducendo la pressione arteriosa, il battito cardiaco e la tensione muscolare, e impedendo la produzione di ormoni negativi che inducono lo stress.3
    2. La natura può servire a migliorare la memoria a breve termine e la memoria operativa.4 (Il termine “memoria operativa” si riferisce alla memoria cui il cervello fornisce un rapido accesso e che rimane attiva da alcune ore fino a un paio di giorni.)
    3. Fare esercizio in un parco invece che in una palestra può beneficiare la salute mentale, dando, per esempio, un maggior senso di benessere.
    4. Camminare per venti minuti al giorno in uno spazio verde si è dimostrato utile con i bambini affetti da ADHD per migliorare la loro concentrazione, tanto quanto, se non più dei farmaci.
    5. Le persone che vivono in un ambiente più naturale tendono ad avere una salute generale migliore, anche quando le ricerche hanno preso in considerazione le differenze economiche.5
    6. La natura può aiutarci a superare il dolore. Ciò è stato dimostrato in uno studio ormai classico di pazienti sottoposti a un intervento alla cistifellea; metà aveva la vista su degli alberi e metà su un muro nudo nella loro stanza d’ospedale. I pazienti con la vista sugli alberi in genere hanno provato meno dolore, hanno apparentemente avuto meno effetti negativi, secondo gli infermieri, e in media hanno passato meno tempo in ospedale.6
    7. Passare tre giorni e due notti in una zona boschiva ha dimostrato un notevole aumento del numero delle celle immunitarie nel corpo, con una diminuzione degli ormoni dello stress.
      Anche il fitoncide, una sostanza chimica volatile rilasciata dagli alberi, potrebbe avere un ruolo nell’incremento del sistema immunitario.7
    8. È stato dimostrato che dopo i contatti con la natura può esserci una diminuzione dei sintomi di PTSD (disordine da stress postraumatico).8
    9. Nei bambini, il contatto con la natura tende a dimostrare un aumento della creatività.
    10. La natura può offrire un’influenza tranquillizzante e aiutare la concentrazione.
    11. Un elevato stato di infiammazione è associato a una vasta gamma di malanni, tra i quali alcuni disordini autoimmunitari, malattie intestinali, depressione e cancro. Passare tempo in mezzo alla natura può contribuire a tenerli sotto controllo.
    12. Secondo uno studio, gli studenti che avevano passato tempo nei boschi avevano livelli d’infiammazione minori di quelli che avevano passato tempo in città. In altri studi, i pazienti anziani che avevano fatto una gita di una settimana in mezzo alla foresta hanno dimostrato meno segni d’infiammazione. Secondo alcune indicazioni, il periodo passato nei boschi ha avuto un effetto positivo anche sul loro livello d’ipertensione.9
    13. Stare all’aperto può contribuire a proteggere la vista. Per esempio, uno dei rischi maggiori per la salute degli occhi viene da una cosiddetta sindrome da schermo elettronico, che subentra quando si passano lunghi periodi di fronte a computer portatili e da scrivania, tablet e smartphone. La si può ridurre passando più tempo all’aperto, permettendo agli occhi di focalizzarsi su oggetti lontani. Stare all’aperto, in un ambiente naturale privo di luci artificiali sembra anche aiutare contro la miopia.10
    14. Uno studio intensivo su 280 partecipanti in Giappone ha scoperto che, oltre a diminuire la concentrazione di ormoni dello stress di più del 15%, una passeggiata nei boschi ha diminuito la media del loro battito cardiaco di quasi il 4% e la pressione arteriosa di oltre il 2%.11
      Uno studio recente pubblicato su Environmental Health Perspectives ha scoperto un simile collegamento: una maggiore esposizione a un ambiente naturale era associata a un abbassamento del tasso di mortalità del 12%. I maggiori miglioramenti erano legati al minor rischio di morire di cancro, malattie polmonari e renali.12

    (Maria:) La scienza sta scoprendo e riconoscendo sempre di più le benedizioni che Dio ha dato mediante la sua creazione. Nonostante tutte le verità che sono riusciti a comprendere, gli scienziati stanno cominciando solo ora a scoprire le innumerevoli realtà di questo mondo fisico.

    Dio ha messo intorno a noi uno spazio illimitato di cose meravigliose da scoprire. Godiamoci questa avventura mentre cerchiamo le meraviglie delle orme di Dio nella natura.

    Pubblicato originariamente nell’agosto 2020.
    Adattato e ripubblicato sull’Ancora in inglese il 28 agosto 2023.


    1 “Annie’s Song” (a partire alle parole “You fill up my senses…)  https://www.youtube.com/watch?v=C21G2OkHEYo

    2 “Annie’s Song: Background,” Wikipedia, https://en.wikipedia.org/wiki/Annie%27s_Song#Background.

    3 https://www.takingcharge.csh.umn.edu/how-does-nature-impact-our-wellbeing.

    4 https://www.theshoresoflakephalen.com/benefits-of-being-in-nature.

    5 https://news.mongabay.com/2011/04/what-does-nature-give-us-a-special-earth-day-article.

    6 https://www.takingcharge.csh.umn.edu/how-does-nature-impact-our-wellbeing.

    7 https://www.businessinsider.com/why-spending-more-time-outside-is-healthy-2017-7#being-outdoors-has-a-demonstrated-de-stressing-effect-2. Also https://www.forbes.com/sites/alicegwalton/2018/07/10/forest-bathing-really-may-be-good-for-health-study-finds/#579ce454508e.

    8 https://news.berkeley.edu/2018/07/12/awe-nature-ptsd.

    9 https://www.businessinsider.com/why-spending-more-time-outside-is-healthy-2017-7#spending-time-outside-reduces-inflammation-3.

    10 https://www.myopencountry.com/benefits-being-outside.

    11 https://www.businessinsider.com/why-spending-more-time-outside-is-healthy-2017-7#spending-time-outside-lowers-blood-pressure-7.

    Maria Fontaine

    [God’s Footprint in Nature]

    Di qualsiasi argomento vi parli, una delle difficoltà che incontro è presentare i vari punti in un modo cui la maggior parte possibile di voi miei lettori possa fare riferimento. Non fa eccezione questo articolo, in cui mi concentro sul ruolo importante che la natura svolge nella vostra vita. Molti di noi hanno spesso delle opportunità di passare tempo nella natura e giovarsi dei suoi molti benefici; in questo caso questo post potrebbe essere un promemoria dell’importanza di incorporare maggiormente nei vostri programmi giornalieri questa risorsa preziosa con cui il Signore ci ha benedetto. Altri, invece, potrebbero non avere molte possibilità di uscire nei grandi spazi aperti. In questo caso potreste sentirvi un po’ frustrati o infelici che, nonostante lo vogliate, non possiate passare tutto il tempo che vorreste a contatto con la creazione divina.

    Se uscire in mezzo alla natura sembra uno di quei “sogni impossibili”, non disperarti. Vale lo stesso la pena di leggere di quei benefici, come promemoria del grande amore e delle attenzioni di Dio. Puoi trasformarlo da una delusione a un motivo per riflettere sulle meraviglie dell’amore e della bontà divina.

    Se puoi farlo, una camminata in un bel bosco, un prato pittoresco coperto di fiori selvatici o una passeggiata sulla sabbia di una spiaggia possono servire a cancellare pressione, stress, pensieri negativi o preoccupazioni. Puoi perfino provare una notevole varietà di benefici rilassandoti nel giardino di casa, sulla veranda o su un balcone, oppure all’ombra di un albero, con una brezza gentile che aiuta ad alleviare le tensioni della tua giornata.

    Nella natura c’è qualcosa d’intangibile che calma il nostro spirito, se dedichiamo del tempo a farlo. Può avere un’influenza positiva su tutto, dalla nostra vista al nostro stato mentale e di salute in genere.

    Potresti pensare che suoni bene, ma che solo Dio può fare le cose di cui parlo e, sì, avresti ragione. Solo Dio può farlo, ma spesso Lui usa la natura che ha creato con tanta cura per contribuire al processo rigenerativo di guarigione.

    Fermati a osservare il Creatore mentre dipinge il cielo con i colori vivaci di un’alba o un tramonto. Mentre li osserviamo con soggezione, il nostro stress, i nostri nervi tesi e il nostro spirito stanco possono cominciare a rilassarsi. Purtroppo, però, per molti di noi in questo mondo frenetico, stressante e artificiale, le meraviglie della creazione di Dio intorno a noi sembrano essere tra le cose più facili da trascurare.

    Le pressioni della vita possono sembrare un fiume che scorre rapido e ci trascina inesorabilmente avanti. Bisogna fare uno sforzo per non essere portati via delle correnti della pressione e dello stress e dal timore di perderci qualcosa. Anche il semplice sforzo di restare a galla può svuotarci gradualmente della nostra energia e prima o poi dovremo sfuggire alla sua forza per non esserne sommersi. Dobbiamo fare uno sforzo consapevole per continuare a lottare per raggiungere la riva, quel luogo calmo e tranquillo dove potremo riprendere vigore.

     Passare del tempo in mezzo alla creazione divina è uno dei modi principali con cui possiamo liberarci deliberatamente da una vita piena di stress.

    Ovviamente sappiamo che il cielo è pieno di molte cose buone, come bellezza, musica, lodi, colori, pace del cuore e della mente, e vita eterna, ma nel suo grande amore Dio ci offre un anticipo del cielo qui in questo mondo. Spesso ci dimentichiamo di trovare il tempo di utilizzare i sensi di cui ci ha dotato per vedere «i cieli raccontare la gloria di Dio e il firmamento annunciare l’opera delle sue mani» (Salmi 91:1).

    Ho sempre amato le immagini verbali delle Scritture, che descrivono così appropriatamente le meraviglie e le realtà divine. Ho anche lodato il Signore per mezzo di molte canzoni, vecchie e nuove, che lo descrivono rispetto alle bellezze della natura. Desidero farlo sempre di più.

    Mentre crescevo, due delle cose che preferivo fare erano sdraiarmi nell’erba sotto i grandi alberi in un vecchio cimitero che non era più utilizzato e camminare con una o due delle mie amiche di fianco a un ruscello che scorreva nei boschi. Adoravo la bellezza che vedevo e i suoni innumerevoli che sentivo. Ero affascinata dai profumi che mi avvolgevano. C’era un senso di pace e appagamento e mi sentivo come se Dio fosse con me e i miei problemi si allontanassero mentre strascicavo i piedi tra le foglie o mi appoggiavo a un vecchio tronco per riposare.

    Quei semplici piaceri di sentirmi tra le braccia di Dio da bambina o adolescente hanno fatto posto a nuovi tesori man mano che diventavo grande; mi sono resa conto che le meraviglie del nostro Dio che spesso si manifestano nella sua creazione si spingono ben oltre ciò che i nostri cinque sensi possono misurare. Adesso, quando medito sul dono meraviglioso della sua creazione, lo Spirito Santo è in grado di usarla per illustrare molti principi spirituali e aiutarmi a capire come applicarli alla mia vita quotidiana.

    Vedere il modo in cui il piano divino s’intreccia nella trama dell’arazzo della vita, dagli organismi più semplici alla sua suprema creazione dell’umanità, mi conferma la sua compassione nei nostri confronti. Rafforza la mia fede nel suo amore che porta pace e bellezza, forza e guarigione, e trasforma perfino le cose negative di questo mondo in qualcosa di molto migliore alla fine.

    L’ampia varietà che troviamo nella natura è simile al modo in cui Dio ci ha creato. C’è qualcosa per tutti. Ogni prospettiva sulla vita si manifesta in modo da catturare l’interesse di qualcuno. C’è sempre qualcosa che può ispirare qualcuno a conoscere Dio un po’ meglio, se è disposto a farlo.

    Dio ci offre promemoria costanti della gloria, la maestà, l’amore e le meraviglie che gli appartengono, in molti modi, compresa la sua creazione. Mi piace prendere la frase di apertura di una famosa canzone di John Denver,[1] che dice «tu riempi i miei sensi», e usarla come inizio di una preghiera a Gesù. Quando uno dei miei collaboratori mi ha sentito fare un commento su questa frase della canzone e su come la uso spesso per iniziare le mie preghiere, mi ha fatto vedere una citazione della moglie di John Denver, che dice: «Inizialmente era una canzone d’amore che [John] ha scritto per me, però per lui era diventata un po’ come una preghiera».[2]

    La prima strofa di questa canzone è un bellissimo tributo alla gloria della creazione divina e dice:

    Tu riempi i miei sensi
    come una notte in una foresta
    come una montagna in primavera
    come una passeggiata sotto la pioggia
    come una tempesta nel deserto
    come l'oceano blu e addormentato
    tu riempi i miei sensi
    torna e riempimi ancora.

    Questo è molto appropriato, perché è quello che Dio fa spesso per noi mediante la sua creazione: riempie i nostri sensi con dei promemoria della sua presenza.

    Gesù ha espresso qualcosa di simile con queste parole:

    La gente trae beneficio da una connessione con la creazione. Trae ispirazione dal sole, dalle nuvole, dalle stelle e dalla luna. Quando sei in mezzo alla natura assorbi l’intera gamma dei benefici dalla vita vegetale e animale intorno a te. Perfino i colori che ti circondano influenzano le tue emozioni e possono agire in maniera positiva sulle tue funzioni corporee.

    Anzi, anche il solo ricordare qualcosa di bello nella natura innesca reazioni positive nel tuo corpo. La natura non è lì solo per fornire cibo, vestiario e riparo. Manifesta la mia potenza e la mia gloria, che possono sollevare il tuo spirito, calmare i nervi, alleviare lo stress e contribuire a dare un miglior equilibrio alle situazioni negative nella tua vita. È molto importante per il tuo benessere, proprio come i liquidi e tutto il resto all’interno dell’utero contengono gli elementi essenziali per la vita del bambino.

    L’umanità ha creato molti ambienti artificiali nel mondo, che non possono fornire tutto ciò di cui avete bisogno, ma causano altre tensioni nel corpo e nella mente. Questo può avere impatto sulle vostre emozioni e la vostra salute, con la possibilità di causare malattie, ansia, depressione, rabbia e malattie mentali. La gente ha bisogno di avere una connessione con Me per prosperare davvero e una fonte importante di quella connessione è fornita dalla natura. Quando è lontano dalla natura l’uomo tende a diventare isolato, solo e depresso. Perché? Perché non siete fatti per vivere isolati dal resto della mia creazione.

    (Maria:) Possiamo sentire l’impatto positivo che il vivere nella creazione divina ha sulla nostra vita. La natura fa parte delle benedizioni di cui Dio ha riempito l’umanità e Lui vuole che ci porti beneficio e benessere. Molti studi hanno dimostrato che il vivere in un ambiente per lo più o totalmente artificiale può avere un effetto negativo sul corpo, la mente e lo spirito.

    Qui sotto c’è un elenco di punti da vari studi sull’influenza positiva che la natura può avere sul nostro benessere.

    1. L’esposizione alla natura non solo tende a farvi sentire meglio emotivamente, ma contribuisce al vostro benessere fisico accrescendo il livello di ossigeno, attivando ormoni benefici, riducendo la pressione arteriosa, il battito cardiaco e la tensione muscolare, e impedendo la produzione di ormoni negativi che inducono lo stress.3
    2. La natura può servire a migliorare la memoria a breve termine e la memoria operativa.4 (Il termine “memoria operativa” si riferisce alla memoria cui il cervello fornisce un rapido accesso e che rimane attiva da alcune ore fino a un paio di giorni.)
    3. Fare esercizio in un parco invece che in una palestra può beneficiare la salute mentale, dando, per esempio, un maggior senso di benessere.
    4. Camminare per venti minuti al giorno in uno spazio verde si è dimostrato utile con i bambini affetti da ADHD per migliorare la loro concentrazione, tanto quanto, se non più dei farmaci.
    5. Le persone che vivono in un ambiente più naturale tendono ad avere una salute generale migliore, anche quando le ricerche hanno preso in considerazione le differenze economiche.5
    6. La natura può aiutarci a superare il dolore. Ciò è stato dimostrato in uno studio ormai classico di pazienti sottoposti a un intervento alla cistifellea; metà aveva la vista su degli alberi e metà su un muro nudo nella loro stanza d’ospedale. I pazienti con la vista sugli alberi in genere hanno provato meno dolore, hanno apparentemente avuto meno effetti negativi, secondo gli infermieri, e in media hanno passato meno tempo in ospedale.6
    7. Passare tre giorni e due notti in una zona boschiva ha dimostrato un notevole aumento del numero delle celle immunitarie nel corpo, con una diminuzione degli ormoni dello stress.
      Anche il fitoncide, una sostanza chimica volatile rilasciata dagli alberi, potrebbe avere un ruolo nell’incremento del sistema immunitario.7
    8. È stato dimostrato che dopo i contatti con la natura può esserci una diminuzione dei sintomi di PTSD (disordine da stress postraumatico).8
    9. Nei bambini, il contatto con la natura tende a dimostrare un aumento della creatività.
    10. La natura può offrire un’influenza tranquillizzante e aiutare la concentrazione.
    11. Un elevato stato di infiammazione è associato a una vasta gamma di malanni, tra i quali alcuni disordini autoimmunitari, malattie intestinali, depressione e cancro. Passare tempo in mezzo alla natura può contribuire a tenerli sotto controllo.
    12. Secondo uno studio, gli studenti che avevano passato tempo nei boschi avevano livelli d’infiammazione minori di quelli che avevano passato tempo in città. In altri studi, i pazienti anziani che avevano fatto una gita di una settimana in mezzo alla foresta hanno dimostrato meno segni d’infiammazione. Secondo alcune indicazioni, il periodo passato nei boschi ha avuto un effetto positivo anche sul loro livello d’ipertensione.9
    13. Stare all’aperto può contribuire a proteggere la vista. Per esempio, uno dei rischi maggiori per la salute degli occhi viene da una cosiddetta sindrome da schermo elettronico, che subentra quando si passano lunghi periodi di fronte a computer portatili e da scrivania, tablet e smartphone. La si può ridurre passando più tempo all’aperto, permettendo agli occhi di focalizzarsi su oggetti lontani. Stare all’aperto, in un ambiente naturale privo di luci artificiali sembra anche aiutare contro la miopia.10
    14. Uno studio intensivo su 280 partecipanti in Giappone ha scoperto che, oltre a diminuire la concentrazione di ormoni dello stress di più del 15%, una passeggiata nei boschi ha diminuito la media del loro battito cardiaco di quasi il 4% e la pressione arteriosa di oltre il 2%.11
      Uno studio recente pubblicato su Environmental Health Perspectives ha scoperto un simile collegamento: una maggiore esposizione a un ambiente naturale era associata a un abbassamento del tasso di mortalità del 12%. I maggiori miglioramenti erano legati al minor rischio di morire di cancro, malattie polmonari e renali.12

    (Maria:) La scienza sta scoprendo e riconoscendo sempre di più le benedizioni che Dio ha dato mediante la sua creazione. Nonostante tutte le verità che sono riusciti a comprendere, gli scienziati stanno cominciando solo ora a scoprire le innumerevoli realtà di questo mondo fisico.

    Dio ha messo intorno a noi uno spazio illimitato di cose meravigliose da scoprire. Godiamoci questa avventura mentre cerchiamo le meraviglie delle orme di Dio nella natura.

    Pubblicato originariamente nell’agosto 2020.
    Adattato e ripubblicato sull’Ancora in inglese il 28 agosto 2023.

  • Ott 23 Dio costruisce dopo aver spezzato
  • Ott 22 Servire gli altri
  • Ott 21 Una grande pace
  • Ott 19 Più simili a Gesù (parte 2)
  • Ott 16 Il valore del farsi vedere al momento giusto
  • Ott 14 Amore per l’eternità
  • Ott 13 Possiamo imparare dagli errori
  • Ott 12 Più simili a Gesù — parte 1
  • Ott 10 La venuta del Figlio dell’Uomo
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo, parte 12: discepolato quotidiano

    [The Life of Discipleship, Part 12: Everyday Discipleship]

    Il discepolato è un percorso che dura tutta la vita e richiede perseveranza, determinazione, convinzione, l’amore di Dio e la forza dello Spirito Santo. Il defunto reverendo Billy Graham una volta disse: «Il cammino del cristiano nella vita non è uno sprint ma una maratona. […] Il discepolato è un impegno che dura tutta la vita, giorno dopo giorno». Il processo di crescita nel nostro discepolato e di trasformazione a immagine di Cristo è un compito che dura tutta la vita. Come qualcuno ha detto:

    Siamo creati come bozze che devono passare per un processo di correzione. Dio opera per trasformarci passo per passo in un articolo finito che varrà la pena di leggere. Il nostro essere è ripetutamente trasformato dalle scelte e dalle decisioni che prendiamo; i punti superficiali e superflui vengono eliminati grazie alle esperienze difficili della vita e noi veniamo rifiniti e levigati […] nelle mani del Grande Correttore. —Scott Montrose1

    Il nostro discepolato deve comprendere ogni aspetto della nostra vita, compreso il nostro rapporto con Dio e il nostro cammino quotidiano con Lui, nonché il nostro amore per gli altri, che include ogni persona che incontriamo nel corso della giornata. Il nostro discepolato comprende il compito di ambasciatori di Cristo e la condivisione della buona novella con le persone che Lui pone sul nostro cammino, oltre che essere un riflesso vivente dell’amore di Cristo in ogni ambito della nostra vita e sforzarci di crescere a sua immagine.

    Viviamo il nostro discepolato nelle nostre case, sul posto di lavoro, nelle scuole e nella comunità. Incorporiamo i principi del discepolato nella nostra genitorialità, nelle nostre relazioni e nell’investimento del nostro tempo, delle nostre competenze e delle nostre risorse. Ci sforziamo di essere un esempio vivente della nostra fede per le nostre famiglie, i nostri amici e i nostri vicini, per le persone con cui interagiamo durante la giornata e nelle nostre comunicazioni online.

    La vocazione di discepoli di Gesù è una chiamata a uno stile di vita completo. È una chiamata a riorganizzare le nostre priorità in modo che Dio occupi il primo posto nella nostra vita. Ciò non vuol dire che non avremo altre priorità, ma la nostra fedeltà va innanzitutto a Dio — al di sopra dei nostri desideri e della nostra volontà, dei nostri cari, dei nostri beni e persino della nostra stessa vita. Il discepolato cristiano non è facile da vivere — infatti, Gesù disse che «la via è stretta», ma «conduce alla vita» (Matteo 7:13–14). Richiede impegno, dedizione e il mettere Dio al centro della nostra vita, delle nostre decisioni e dei nostri rapporti.

    Nei Vangeli, Gesù sfidò i suoi seguaci a rinunciare alla propria vita per amor suo e a seguirlo. Nel Vangelo di Matteo, disse: «Se uno vuole venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà» (Matteo 16:24–25).

    Rinunciare a noi stessi può essere inteso come il mettere da parte i nostri desideri, le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali e scegliere di cercare Dio per ricevere la sua guida nella nostra vita e perseguire la sua volontà piuttosto che la nostra. Ciò non significa che il Signore non ci guiderà mai a conseguire le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali. Se cerchiamo la volontà di Dio e desideriamo compiacerlo, è molto probabile che la sua volontà e i nostri desideri siano in armonia (Salmi 37:4). Tuttavia, se le indicazioni di Dio non coincidono con la direzione verso cui ci stavamo orientando, come suoi discepoli saremo disposti a «rinunciare a noi stessi» per seguirlo.

    Gesù ci ha dato la chiave per poter vivere il nostro impegno nel discepolato, a partire dalla nostra rinascita spirituale attraverso la salvezza. «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura: le cose vecchie sono passate; ecco, sono diventate nuove. Sono stato crocifisso con Cristo. Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (2 Corinzi 5:17; Galati 2:20).

    La capacità e la grazia di vivere la vita di un discepolo non derivano solo dal nostro desiderio di obbedire ai comandamenti di Dio e dai nostri sforzi di vivere in modo devoto, ma dalla potenza di Dio attraverso «Cristo in noi» (Colossesi 1:27) e dalla presenza dello Spirito Santo (Giovanni 14:15–17). «Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo» (Efesini 2:10).

    Cristo in noi

    Ogni nuova mattina possiamo aspettarci che il Signore Gesù Cristo si manifesti attraverso di noi quel giorno e realizzi qualche aspetto della sua opera, che riusciamo a riconoscere le sue azioni o no. È il nostro privilegio, è la nostra responsabilità.

    Il fatto che Cristo viva in noi ci dà forza. Non possiamo vivere efficacemente con nessun’altra forza se non quella che deriva dalla vita di Gesù Cristo, poiché Lui disse: «Senza di me non potete fare nulla» (Giovanni 15:5). Il fatto di essere in Cristo ci dà uno scopo. Non è una forza che ci permette di vivere per noi stessi, ma che ci mette in grado di realizzare i piani di Cristo. […]

    Il fatto che Cristo sia in noi ci offre delle risorse. Tutto ciò di cui potremmo aver bisogno è nostro nel Signore Gesù Cristo. E il fatto di essere in Cristo ci dà delle responsabilità. Come parte del suo corpo, la questione più importante che io devo affrontare è: «Cosa vuole che io faccia?»

    Il fatto che Cristo sia in noi è dinamico. Essere in Cristo è impegnativo. Se Lui ha qualcosa da fare, ha il diritto di usarci come mezzo per farlo. Se c’è un «eunuco etiope» sulla strada del deserto, Lui ha il diritto di dirti di lasciare la tua Samaria e andare a incontrarlo (Atti 8:26–40). Ma per ogni richiesta che ci fa, Lui fornisce la dinamica del suo Spirito dentro di noi per realizzarla.

    Questa è la vita cristiana. Dopo aver affrontato il nostro insuccesso nel manifestare la sua somiglianza e immagine nel mondo, ci avviciniamo alla Croce per essere perdonati, lo Spirito Santo viene a vivere in noi e veniamo incorporati in Cristo, diventando mezzi per manifestare la sua vita e il suo obiettivo. Il mondo ha un bisogno disperato di saperlo, ma non avrà alcun motivo per crederci finché non vedrà la vita e il carattere di Gesù Cristo vissuti nella tua vita e nella mia. Questo è lo scopo che Dio ha per te! —Charles Price2

    Unirsi alla missione del suo Regno

    Dio ti ha invitato a unirti a Lui per cambiare il mondo. Dio ha un sogno per questo mondo che Gesù ha chiamato il Regno di Dio. Dio ti ha creato per svolgere un ruolo importante nella sua visione del Regno. Non troverai mai il tuo scopo più profondo nella vita finché non troverai il tuo posto nella realizzazione del Regno di Dio.

    Non devi essere un genio per cambiare il mondo, né ricco, né influente, né un gigante spirituale. Quel che devi fare è dire di sì all’invito. Devi essere disponibile e disposto a farti usare, e forse dovrai pagare il prezzo che il seguire Gesù comporta, perché cambiare il mondo e seguire Gesù non è facile e non è a buon mercato. Bisognerà fare dei sacrifici: ce ne sono sempre.

    La nostra fede cristiana non è solo un modo per ricevere il perdono dei nostri peccati e poter entrare nella vita eterna, eppure lo è. Non è solo un sistema di giuste convinzioni sulla verità ultima e sull’ordine delle cose, sebbene lo sia. Né è solo un modo per ricevere conforto da Dio nei momenti difficili o un utile codice di condotta su come vivere una vita buona e produttiva, sebbene sia anche questo. Fondamentalmente, la fede cristiana è la vocazione di […] seguire il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e partecipare alla grande missione di Cristo nel nostro mondo. […] Solo allora diventeremo persone complete, persone che vivono secondo il disegno divino più profondo per la nostra vita. —Richard Stearns3

    Conclusione: il progetto per la vita

    Come abbiamo visto nel corso di questa serie sul discepolato, la Bibbia ci insegna qual è il rapporto che Dio desidera avere con noi e come vivere in modo da piacergli. Diventare sempre più simili a Cristo ed essere trasformati a sua immagine è il fondamento per vivere una vita devota e fruttuosa in armonia con Dio e con gli altri, che produce il frutto del suo Spirito nella nostra vita e in quella degli altri (Galati 5:22–23). È nella Bibbia che apprendiamo le verità rivelate da Dio su cui possiamo modellare la nostra esistenza.

    Nella Parola di Dio troviamo i principi biblici che fungono da bussola per la nostra vita e ci aiutano ad affrontare le sfide della vita quotidiana e ad essere testimoni efficaci di Cristo. La sua Parola trasmette principi che ci guidano nelle nostre interazioni con gli altri e nel nostro processo decisionale, aiutandoci a discernere la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Questi principi spirituali stabiliscono un modello per il nostro standard morale, la nostra etica, il nostro atteggiamento nei confronti della vita, dell’amore, del mondo, dell’ambiente e dei rapporti con gli altri. Sebbene non tratti specificamente ogni possibile situazione che potremmo affrontare, la Bibbia fornisce i principi necessari per affrontare le complessità della vita in un modo gradito a Dio.

    La sua Parola ci insegna a vivere il nostro discepolato amando e servendo gli altri. Il nostro amore per Gesù ci spinge a servire gli altri in suo nome. Ci motiva a essere suoi ambasciatori in qualunque situazione ci troviamo. Ci spinge ad aiutare chi è nel bisogno e a offrire speranza e conforto a chi ne è privo. Possiamo essere le sue mani per aiutare e toccare, la sua bocca per proclamare la verità della sua Parola e infondere incoraggiamento e speranza, i suoi occhi per trasmettere compassione, i suoi piedi per camminare al fianco di un’anima affaticata e le sue braccia per aiutare a portare il loro pesante fardello. Così facendo, le nostre vite lo glorificheranno e saranno di benedizione per gli altri, come evidenziano gli articoli che seguono.

    Una vita bellissima

    Quando la vita di un seguace di Gesù viene condotta come l’intendeva Lui, diventa una cosa di rara bellezza. Essere cristiani e avere un rapporto con Dio dovrebbe permeare le nostre esperienze quotidiane, integrarsi nelle nostre decisioni e colorare il modo in cui percepiamo noi stessi, gli altri e questa vita. Le innumerevoli espressioni dell’amore di Dio condivise con gli altri nel corso della vita di un cristiano possono a volte sembrare insignificanti in sé, tuttavia Dio le vede nella totalità di una vita che rende gloria a Lui ed esulta nella loro bellezza.

    Più siamo decisi a rafforzare il nostro cammino con Gesù e desideriamo mantenere una connessione spirituale con Lui, più Lui potrà manifestare il suo Spirito attraverso di noi. Siamo la sua opera. Quando gli consentiamo di mescolare le diverse sfumature di colore del suo amore e della sua misericordia e di sviluppare la bellezza che desiderava avessimo, diventiamo il suo capolavoro che ispirerà la vita di molti. Accettiamo di tutto cuore il dono inestimabile della sua presenza nella nostra vita. E mentre coltiviamo la bellezza accattivante dell’amore di Dio in tutto ciò che facciamo e diciamo, altri saranno attirati a Lui attraverso di noi. —Maria Fontaine

    Il profumo di Cristo

    L’apostolo Paolo scrisse che la Chiesa è il profumo di Cristo per il mondo: «Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono» (2 Corinzi 2:15). Con questo intendeva dire che ogni credente e ogni comunità di credenti stabilisce una presenza di Cristo nel mondo che è palpabile per i non credenti. […]

    Ma cos’è questa fragranza? Come dovremmo aspettarci che gli altri sentano la presenza di Gesù in noi? Principalmente in due modi: la verità del Vangelo e l’amore di Gesù Cristo. La verità divina parla a ogni aspetto della vita umana. Con la verità della sua Parola, nelle mani del suo Spirito, Cristo rende nuove tutte le cose nella nostra vita (Apocalisse 21:5). Ciò significa che, in ogni ambito della nostra esistenza — tutte le nostre relazioni, i nostri ruoli e le nostre responsabilità — noi cristiani mostriamo una novità che non si conforma allo spirito del mondo, ma allo Spirito Santo di Cristo. La nostra conversazione sarà diversa: non sarà piena di lamentele e critiche, banalità e frivolezza, ma le nostre parole saranno sempre gentili ed edificanti, rispettose delle persone con cui parliamo (Colossesi 4:6; Efesini 4:29).

    Lo stesso vale per il modo in cui svolgiamo il nostro lavoro, educhiamo i nostri figli, partecipiamo alla cultura del nostro tempo e ci comportiamo con dignità e grazia. Siamo nuove creature in Gesù Cristo e, pertanto, sotto molti aspetti, fuori ritmo con la cultura che ci circonda. Ma vivendo la verità in ogni aspetto della nostra vita, facciamo risplendere la luce di Gesù e diffondiamo la fragranza della sua visione del mondo in ogni angolo della nostra esistenza.

    I credenti devono impegnarsi a fondo per essere la fragranza di Gesù. Immergendoci nella Parola di Dio e vivendo con un atteggiamento di preghiera, […] possiamo iniziare a diffondere il profumo del Re Gesù in più aspetti e ambiti della nostra vita quotidiana. Decidiamo, allora, di essere quella fragranza di verità e amore e scopriremo che il vento dello Spirito di Dio ci accompagnerà ovunque andremo, dando l’aroma di Gesù a tutti, e anche a Dio. —T. M. Moore4

    Gesù ci ha affidato la responsabilità di trasmettere il suo amore personale, incondizionato e totale ai nostri simili, a quelli che condividono il pianeta con noi oggi. Il mandato che ha dato ai suoi discepoli è di portare il Vangelo in tutto il mondo. In qualunque luogo il Signore ti abbia chiamato, quello è il tuo campo di missione e tu sei esortato a servire e a raggiungere le persone che Lui pone sul tuo cammino. Ognuno di noi ha qualche opportunità, qualche rete sociale, qualche ambiente in cui può condividere il suo amore e la sua verità con gli altri, rafforzando la fede, la speranza e il cuore delle persone.

    Il Signore benedica il tuo percorso di discepolato e il servizio che svolgi per Lui, insieme alla testimonianza che dai agli altri, così che tu possa essere il sale della terra e la luce del mondo, come Lui ci ha detto di essere (Matteo 5:13–14). Gesù disse: «Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli» (Matteo 5:16). In questo modo, vivremo una vita di discepolato che glorifica Dio (1 Corinzi 10:31).

    Pensieri su cui meditare

    Il discepolato non è un programma o una circostanza; è uno stile di vita. Non è per un periodo limitato, ma per tutta la vita. Il discepolato […] è per tutti i credenti, per ogni giorno della loro vita. —Bill Hull

    Ogni credente che prende sul serio la propria vocazione di discepolo di Gesù si considererà un «inviato» ovunque si trovi e cercherà di mettersi all’opera in quel luogo. Questo potrebbe assumere la forma di «buon testimone» sul lavoro o di buon vicino per chi vive lì nei pressi, oppure potrebbe comportare il volontariato. —Michael Frost e Alan Hirsch

    Non lasciare che le parole di Gesù rimangano solo stampate nella tua Bibbia. Dai loro le ali, mettendole in pratica. Nella tua vita ci sono anime che hanno bisogno delle tue cure. Pensa a come potresti dimostrare interesse per il loro benessere, amandole e prendendoti cura di loro come già ami e ti prendi cura di te stesso. Quando lo farai, completerai la catena d’amore che è iniziata quando Dio ti ha amato per primo. —Karen Ehman

    Cosa dice la Bibbia

    «Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli» (Giovanni 15:4–5; Giovanni 15:8).

    «Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento» (Colossesi 2:6–7).

    «Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo, in vista della vita eterna» (Giuda 1:20–21).

    Una preghiera per il discepolato quotidiano

    Padre celeste, grazie per avermi salvato, chiamato e dato uno scopo. Tu sei così buono e la tua grazia mi basta. Ti chiedo di purificare il mio cuore dal peccato e di liberare la mia mente dalle distrazioni che oggi cercano di allontanarmi dalla comunione con te. Aiutami a vivere in Cristo, a imparare da Lui e ad affidarmi a Lui, per poter vivere per Lui e condurre altri a Lui. Tu sei degno di tutta la mia devozione e la mia lode. Rendimi un discepolo fedele e prolifico che ti porta gloria ogni giorno. Nel nome potente e incomparabile di Cristo, mio Re, amen. 5


    1 Scott Montrose, “La vita ci corregge”, Contatto, gennaio 2021, https://activated-europe.com/it/articolo/la-vita-ci-corregge//

    2 Charles Price, Christ for Real: How to Grow into Christ’s Likeness (Kregel Publications, 2011).

    3 Richard Stearns, Unfinished: Believing Is Only the Beginning (Thomas Nelson, 2013).

    4 T. M. Moore, “The Fragrance of Truth and Love”, 29 gennaio 2010.

    5 Annie McGuire, “What is a disciple of Christ?” Daily His Disciple, 11 gennaio 2022, https://dailyhisdisciple.com/2022/01/11/what-is-a-disciple-of-christ/.


    Pubblicato originariamente in inglese il 9 giugno 2026.

  • Giu 23 La vita di un discepolo parte 11: condividere le nostre risorse
  • Giu 9 La vita di un discepolo, parte 10: la nostra vita lavorativa
  • Mag 12 La vita di un discepolo, parte 9: fare discepoli
  • Apr 28 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 37-58)
  • Apr 21 La vita di un discepolo, parte 8: Comunicare la nostra fede
  • Apr 7 1 Corinzi, capitolo 15 (versetti 20-36)
  • Mar 24 La vita di un discepolo, parte 7: servire Dio servendo gli altri
  • Mar 10 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 1-19)
  • Feb 24 La vita di un discepolo, parte 6: Amore per gli altri
   

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