L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • L’importanza dell’apprezzamento

    Maria Fontaine

    [Acknowledgment Power]

    Tags:  audio, communication, encouragement, maria fontaine, witnessing

    Il Signore può offrirci delle opportunità di essere una benedizione per gli altri riconoscendo le loro buone qualità e incoraggiandoli per le loro azioni fedeli nelle loro circostanze.

    Jay, un uomo come Gesù

    Qualche tempo fa il Signore mi ha aperto la porta per testimoniare a un giovane, Jay, quando ho iniziato a rimarcare alcune sue buone qualità. Anche se in precedenza l’avevo incontrato solo un paio di volte, quando aveva fatto alcune riparazioni per noi, avevo sentito numerosi commenti sul tipo di persona dolce e gentile che è, onesto e sincero, sempre pronto a fare un passo in più per aiutare gli altri.

    In questo caso il Signore mi ha mostrato di usare le cose positive che avevo sentito, per iniziare una conversazione con lui. Era venuto per sistemare un problema con l’impianto idraulico. Abbiamo chiacchierato alcuni minuti e gli ho raccontato di alcuni dei complimenti che avevo sentito su di lui.

    Gli ho detto: «Jay, mi ricordi Gesù. Sai perché lo dico?». L’idea mi è sembrata piacergli; ha fatto un grande sorriso e ha risposto che no, non lo sapeva. Gli ho spiegato che Gesù era fedele ad aiutare le persone. Di qualsiasi cosa avessero bisogno, andava attorno umilmente facendo il bene, agendo in maniera premurosa, compassionevole e amorevole.

    Ho continuato dicendo: «Gesù ci fa dei doni diversi, delle abilità speciali che, se vogliamo, possiamo sviluppare in qualcosa di meraviglioso che può contribuire a cambiare la vita degli altri. A volte sono doni materiali, come un talento, una competenza speciale o la capacità di imparare certe cose più facilmente. A volte sono doni spirituali, come guarire i malati o una profonda comprensione del cuore degli altri. Qualunque cosa ci dia, lo scopo dei doni è sempre di manifestare in qualche modo il suo amore per gli altri.

    «Per questo mi ricordi Gesù. Penso che ti abbia fatto un dono speciale. Nella Bibbia si chiama “dono di assistenza”.  Potrebbe sembrarti una cosa automatica dare una mano quando vedi che c’è un bisogno o che qualcuno è in difficoltà. Forse per te è normale reagire così, ma altre persone si rendono conto che è una cosa speciale. Preoccuparsi per gli altri e mettere in pratica quel sentimento per aiutarli può essere difficile. A volte potresti sentirti quasi un servo, ma sai una cosa? Essere un servo non è una brutta cosa. Nella Bibbia Gesù ha detto: “Il maggiore di voi sia vostro servo” (Matteo 23,11)».

    «Gesù non pensava che fosse una brutta cosa essere un servo. Ha passato tutta la vita ad aiutare gli altri, a soddisfare i loro bisogni, a sacrificarsi per far vedere loro che li amava. Penso che tu sia in ottima compagnia, con un dono del genere. Cosa si potrebbe avere di meglio del dono di poter rispecchiare la natura di Gesù? Forse non sembra particolarmente bello in questa vita, ma d’altronde, in questo mondo l’aspetto può essere ingannevole. Molti dei lavori più importanti non sono quelli che sembrano belli esteriormente. Sono invece quelli che cambiano i cuori e le vite, perché chi li svolge è disposto a fare tutto il necessario per aiutare che ne ha bisogno».

    * * *

    Angelo, l’angelo dell’elettronica

    Credo che questo sistema di cercare le buone qualità o i talenti di una persona possa aiutarla a rendersi conto di avere valore agli occhi di Dio. Quando possiamo far notare la qualità o il talento speciale che vediamo in qualcuno, accentuiamo l’idea che questi doni hanno un Donatore che vuole aiutare sia lui che, attraverso di lui, gli altri.

    Può anche accendere nel loro cuore il desiderio di fare di più con ciò che hanno ricevuto. Può creare in loro il desiderio di scoprire cos’altro Dio ha dato loro come strumento per realizzare la loro chiamata e sviluppare una connessione personale più forte con Lui.

    Voglio raccontarvi qualche esperienza che ho avuto a questo proposito.

    Raramente vado a fare shopping; è difficile perché mi dà fastidio agli occhi. Comunque, un giorno ero già fuori per un appuntamento dal medico e mi sono fermata in un grande magazzino a cercare una cosa che mi serviva. Il primo reparto all’ingresso aveva apparecchi elettronici e dietro a un bancone c’era un giovane che cercava di sembrare occupato anche se al momento non aveva clienti. Mentre passavo mi ha rivolto un sorriso allegro, così mi sono fermata a chiedergli dove potevo trovare quello che cercavo. È uscito da dietro il bancone e mi ha detto di aspettare perché sarebbe tornato subito. Dopo alcuni minuti, è tornato proprio con quello che avevo chiesto.

    Avrebbe potuto facilmente indicarmi una direzione generale o dirmi in che sezione cercare; invece, si è preoccupato di trovare lui l’articolo di cui avevo bisogno. Gli ho fatto i miei complimenti per il suo dono meraviglioso di aiutare gli altri. Si era dimostrato molto contento di fare quel passo in più, così gli ho chiesto un’altra cosa che speravo di trovare e immediatamente lui mi ha guidato nella sezione giusta, aggiungendo che, se avessi avuto bisogno di qualcos’altro, sapevo dove trovarlo e non dovevo esitare a chiamarlo.

    Quando un po’ più tardi siamo tornati all’ingresso, ho notato che era di nuovo disponibile, così ho deciso di fermarmi a parlargli, perché volevo menzionargli qualcosa a proposito di Gesù. Gli ho detto che sembrava un ragazzo molto dolce e coscienzioso, diligente e lavoratore. Mi ha detto che si chiama Angelo. Quando gli ho chiesto della sua famiglia, mi ha spiegato che non era sposato, perché non guadagnava abbastanza per mantenere una moglie, tanto meno dei bambini. Quando gli ho accennato che doveva essere difficile per lui, ha risposto che cercava di fare il possibile per aiutare quelli che hanno meno di lui.

    Angelo sembrava davvero provare compassione per gli altri e facevo fatica ad allontanarmi. Mentre parlavamo, chiedevo a Gesù di darmi una chiave per il suo cuore o qualcosa da dirgli che potesse aiutarlo. Il Signore mi ha mostrato di fare un collegamento positivo tra il suo nome e il suo carattere, così gli ho detto: «Sai, Angelo, penso che il Signore ti abbia dato un nome che ti sta a pennello. Gli angeli sono messaggeri dell’amore di Dio. La tua gentilezza serve a comunicare quello che Lui vuole che la gente capisca del suo carattere». È sembrato molto toccato da questo.

    Mentre uscivo, mi sono fermata e gli ho dato un volantino, dicendo: «Questo piccolo messaggio di Gesù ti aiuterà a capire che ti ama tanto e vuole farti sapere che è sempre lì per te. Se lo ricevi nel tuo cuore, sarà sempre lì e non ti lascerà mai».

    È rimasto talmente commosso che è sembrato sul punto di piangere. Gli ho detto che la sua dolcezza, la sua cortesia e la sua disponibilità erano molto importanti per i clienti, perché li metteva a loro agio e li rendeva felici, servendoli molto bene. Cosa ancora più importante, lui era un esempio di come Gesù li amava. Volevo fargli sapere che Gesù è orgoglioso di lui. Chissà? Forse era stato alla ricerca tutto quel tempo e aveva solo bisogno di una conferma del grande amore di Gesù.

    * * *

    Mary, un’aiutante in mezzo alle scarpe

    Ho avuto un’altra esperienza di questo tipo una volta che ero uscita a cercare delle scarpe di cui avevo davvero bisogno. Comprare le scarpe è una delle imprese più ardue per me, perché ho dei piedi «difficili». Ho bisogno di scarpe che siano molto strette al tallone e più larghe alle dita ed è difficile trovarle. Così, quando sono abbastanza disperata da uscire a comprarle, ho la tentazione di correre dentro, togliermi il pensiero e tornare a casa.

    La commessa, Mary, era molto dolce e si è data molto da fare per capire quello che stavo cercando. Ovviamente voleva vendere le scarpe, ma la sua disponibilità andava ben oltre e ce l’ha messa tutta per portarmi un paio di scarpe dopo l’altro. Ci pensava un po’, poi diceva qualcosa come: «Ho un’idea. Forse queste vanno bene!» È stata lì con me tutto il tempo, tranne un breve momento in cui si è fermata a parlare con un altro cliente. È rimasta positiva, paziente e allegra, anche quando la ricerca delle scarpe giuste si è protratta per un po’.

    Ha insistito e alla fine è riuscita a trovare le scarpe adatte. Ho potuto vedere sul suo viso il senso di soddisfazione che ha provato. Quando eravamo pronti ad andare, le ho detto:

    «Mary, mi sei stata davvero di grande aiuto, oggi. C’è voluto un sacco di tempo ed energia per cercare di fare del tuo meglio. Forse vendere scarpe è solo un lavoro temporaneo per te, o forse pensi di continuare a farlo per un po’, ma posso dirti una cosa che ho notato in te?

    Vedo che ti preoccupi che ogni cliente si trovi a suo agio e sia contento. Vedo che metti tutto il cuore in quello che fai. Fai uno sforzo per incoraggiare gli altri, come hai fatto con me. Quando qualcuno entra nel tuo negozio, potrebbe essere un po’ scoraggiato, come me, al pensiero di non riuscire a trovare la cosa giusta; ma tu hai fatto tutto il possibile per aiutarmi. Sono molto grata di aver trovato delle scarpe che calzano così bene. Sai, Mary, rendere felice le persone, incoraggiarle e tirale su di morale non è una cosa da poco. Il tuo bel sorriso, i tuoi begli occhi, la tua premura per ciò che è importante per gli altri sono talenti che ti ha dato Dio, e tu sembri usarli bene.

    Vendere scarpe è importante. La gente ha bisogno di scarpe, anche solo per tenere i piedi caldi e protetti; ma quello che è ancora più importante è l’attenzione personale che dimostri. È bene continuare a coltivare quest’abitudine, ricordando a te stessa che rendere felici le persone è una delle cose più importanti che puoi fare nella vita».

    Ha quasi pianto quando le ho detto questo. Poi le ho dato una mancia e le ho detto che era un segno dalla mia gratitudine. Ho aggiunto: «Mary, Gesù ti ama molto e oggi vuole incoraggiarti dicendoti che la tua vita è importante e che quello che fai è importante». Si è girata in fretta dall’altra parte, nascondendo le lacrime e sorridendo imbarazzata.

    Mi sono sentita felice perché mi sono resa conto che prima di uscire di casa avevo pregato e il Signore mi aveva aiutato a mettere in pratica quello che predico: non correre dal punto A al punto B, ma ricordare che intorno a noi ci sono persone preziose che hanno bisogno d’attenzione. Stavo facendo qualcosa di molto più importante della semplice ricerca di un paio di scarpe.

    Non possiamo sapere come le nostre parole di apprezzamento, supporto o incoraggiamento motiveranno una persona a distinguersi nella vita. Quei «giorni delle piccole cose», quei punti d’avvio nella vita di una persona che il Signore ci ha messo davanti, possono essere l’inizio di qualcosa di grande agli occhi di Dio. È così che la vede Lui!

    Pubblicato originariamente nel luglio 2020.
    Adattato e ripubblicato sull’Ancora in inglese il 3 luglio 2023.

  • Set 23 Il suo amore incomparabile
  • Set 22 Non infastidirti, sii come Gesù
  • Set 21 Ci siamo dentro insieme
  • Set 17 Fratellanza cristiana
  • Set 16 Il grande tumulto a Efeso
  • Set 15 Seguire il nostro Salvatore
  • Set 12 Il nostro modo di pensare fa la differenza
  • Set 11 Il suo desiderio e il suo piano per il nostro viaggio nella vita
  • Set 10 Priorità eterne
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo, parte 12: discepolato quotidiano

    [The Life of Discipleship, Part 12: Everyday Discipleship]

    Il discepolato è un percorso che dura tutta la vita e richiede perseveranza, determinazione, convinzione, l’amore di Dio e la forza dello Spirito Santo. Il defunto reverendo Billy Graham una volta disse: «Il cammino del cristiano nella vita non è uno sprint ma una maratona. […] Il discepolato è un impegno che dura tutta la vita, giorno dopo giorno». Il processo di crescita nel nostro discepolato e di trasformazione a immagine di Cristo è un compito che dura tutta la vita. Come qualcuno ha detto:

    Siamo creati come bozze che devono passare per un processo di correzione. Dio opera per trasformarci passo per passo in un articolo finito che varrà la pena di leggere. Il nostro essere è ripetutamente trasformato dalle scelte e dalle decisioni che prendiamo; i punti superficiali e superflui vengono eliminati grazie alle esperienze difficili della vita e noi veniamo rifiniti e levigati […] nelle mani del Grande Correttore. —Scott Montrose1

    Il nostro discepolato deve comprendere ogni aspetto della nostra vita, compreso il nostro rapporto con Dio e il nostro cammino quotidiano con Lui, nonché il nostro amore per gli altri, che include ogni persona che incontriamo nel corso della giornata. Il nostro discepolato comprende il compito di ambasciatori di Cristo e la condivisione della buona novella con le persone che Lui pone sul nostro cammino, oltre che essere un riflesso vivente dell’amore di Cristo in ogni ambito della nostra vita e sforzarci di crescere a sua immagine.

    Viviamo il nostro discepolato nelle nostre case, sul posto di lavoro, nelle scuole e nella comunità. Incorporiamo i principi del discepolato nella nostra genitorialità, nelle nostre relazioni e nell’investimento del nostro tempo, delle nostre competenze e delle nostre risorse. Ci sforziamo di essere un esempio vivente della nostra fede per le nostre famiglie, i nostri amici e i nostri vicini, per le persone con cui interagiamo durante la giornata e nelle nostre comunicazioni online.

    La vocazione di discepoli di Gesù è una chiamata a uno stile di vita completo. È una chiamata a riorganizzare le nostre priorità in modo che Dio occupi il primo posto nella nostra vita. Ciò non vuol dire che non avremo altre priorità, ma la nostra fedeltà va innanzitutto a Dio — al di sopra dei nostri desideri e della nostra volontà, dei nostri cari, dei nostri beni e persino della nostra stessa vita. Il discepolato cristiano non è facile da vivere — infatti, Gesù disse che «la via è stretta», ma «conduce alla vita» (Matteo 7:13–14). Richiede impegno, dedizione e il mettere Dio al centro della nostra vita, delle nostre decisioni e dei nostri rapporti.

    Nei Vangeli, Gesù sfidò i suoi seguaci a rinunciare alla propria vita per amor suo e a seguirlo. Nel Vangelo di Matteo, disse: «Se uno vuole venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà» (Matteo 16:24–25).

    Rinunciare a noi stessi può essere inteso come il mettere da parte i nostri desideri, le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali e scegliere di cercare Dio per ricevere la sua guida nella nostra vita e perseguire la sua volontà piuttosto che la nostra. Ciò non significa che il Signore non ci guiderà mai a conseguire le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali. Se cerchiamo la volontà di Dio e desideriamo compiacerlo, è molto probabile che la sua volontà e i nostri desideri siano in armonia (Salmi 37:4). Tuttavia, se le indicazioni di Dio non coincidono con la direzione verso cui ci stavamo orientando, come suoi discepoli saremo disposti a «rinunciare a noi stessi» per seguirlo.

    Gesù ci ha dato la chiave per poter vivere il nostro impegno nel discepolato, a partire dalla nostra rinascita spirituale attraverso la salvezza. «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura: le cose vecchie sono passate; ecco, sono diventate nuove. Sono stato crocifisso con Cristo. Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (2 Corinzi 5:17; Galati 2:20).

    La capacità e la grazia di vivere la vita di un discepolo non derivano solo dal nostro desiderio di obbedire ai comandamenti di Dio e dai nostri sforzi di vivere in modo devoto, ma dalla potenza di Dio attraverso «Cristo in noi» (Colossesi 1:27) e dalla presenza dello Spirito Santo (Giovanni 14:15–17). «Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo» (Efesini 2:10).

    Cristo in noi

    Ogni nuova mattina possiamo aspettarci che il Signore Gesù Cristo si manifesti attraverso di noi quel giorno e realizzi qualche aspetto della sua opera, che riusciamo a riconoscere le sue azioni o no. È il nostro privilegio, è la nostra responsabilità.

    Il fatto che Cristo viva in noi ci dà forza. Non possiamo vivere efficacemente con nessun’altra forza se non quella che deriva dalla vita di Gesù Cristo, poiché Lui disse: «Senza di me non potete fare nulla» (Giovanni 15:5). Il fatto di essere in Cristo ci dà uno scopo. Non è una forza che ci permette di vivere per noi stessi, ma che ci mette in grado di realizzare i piani di Cristo. […]

    Il fatto che Cristo sia in noi ci offre delle risorse. Tutto ciò di cui potremmo aver bisogno è nostro nel Signore Gesù Cristo. E il fatto di essere in Cristo ci dà delle responsabilità. Come parte del suo corpo, la questione più importante che io devo affrontare è: «Cosa vuole che io faccia?»

    Il fatto che Cristo sia in noi è dinamico. Essere in Cristo è impegnativo. Se Lui ha qualcosa da fare, ha il diritto di usarci come mezzo per farlo. Se c’è un «eunuco etiope» sulla strada del deserto, Lui ha il diritto di dirti di lasciare la tua Samaria e andare a incontrarlo (Atti 8:26–40). Ma per ogni richiesta che ci fa, Lui fornisce la dinamica del suo Spirito dentro di noi per realizzarla.

    Questa è la vita cristiana. Dopo aver affrontato il nostro insuccesso nel manifestare la sua somiglianza e immagine nel mondo, ci avviciniamo alla Croce per essere perdonati, lo Spirito Santo viene a vivere in noi e veniamo incorporati in Cristo, diventando mezzi per manifestare la sua vita e il suo obiettivo. Il mondo ha un bisogno disperato di saperlo, ma non avrà alcun motivo per crederci finché non vedrà la vita e il carattere di Gesù Cristo vissuti nella tua vita e nella mia. Questo è lo scopo che Dio ha per te! —Charles Price2

    Unirsi alla missione del suo Regno

    Dio ti ha invitato a unirti a Lui per cambiare il mondo. Dio ha un sogno per questo mondo che Gesù ha chiamato il Regno di Dio. Dio ti ha creato per svolgere un ruolo importante nella sua visione del Regno. Non troverai mai il tuo scopo più profondo nella vita finché non troverai il tuo posto nella realizzazione del Regno di Dio.

    Non devi essere un genio per cambiare il mondo, né ricco, né influente, né un gigante spirituale. Quel che devi fare è dire di sì all’invito. Devi essere disponibile e disposto a farti usare, e forse dovrai pagare il prezzo che il seguire Gesù comporta, perché cambiare il mondo e seguire Gesù non è facile e non è a buon mercato. Bisognerà fare dei sacrifici: ce ne sono sempre.

    La nostra fede cristiana non è solo un modo per ricevere il perdono dei nostri peccati e poter entrare nella vita eterna, eppure lo è. Non è solo un sistema di giuste convinzioni sulla verità ultima e sull’ordine delle cose, sebbene lo sia. Né è solo un modo per ricevere conforto da Dio nei momenti difficili o un utile codice di condotta su come vivere una vita buona e produttiva, sebbene sia anche questo. Fondamentalmente, la fede cristiana è la vocazione di […] seguire il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e partecipare alla grande missione di Cristo nel nostro mondo. […] Solo allora diventeremo persone complete, persone che vivono secondo il disegno divino più profondo per la nostra vita. —Richard Stearns3

    Conclusione: il progetto per la vita

    Come abbiamo visto nel corso di questa serie sul discepolato, la Bibbia ci insegna qual è il rapporto che Dio desidera avere con noi e come vivere in modo da piacergli. Diventare sempre più simili a Cristo ed essere trasformati a sua immagine è il fondamento per vivere una vita devota e fruttuosa in armonia con Dio e con gli altri, che produce il frutto del suo Spirito nella nostra vita e in quella degli altri (Galati 5:22–23). È nella Bibbia che apprendiamo le verità rivelate da Dio su cui possiamo modellare la nostra esistenza.

    Nella Parola di Dio troviamo i principi biblici che fungono da bussola per la nostra vita e ci aiutano ad affrontare le sfide della vita quotidiana e ad essere testimoni efficaci di Cristo. La sua Parola trasmette principi che ci guidano nelle nostre interazioni con gli altri e nel nostro processo decisionale, aiutandoci a discernere la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Questi principi spirituali stabiliscono un modello per il nostro standard morale, la nostra etica, il nostro atteggiamento nei confronti della vita, dell’amore, del mondo, dell’ambiente e dei rapporti con gli altri. Sebbene non tratti specificamente ogni possibile situazione che potremmo affrontare, la Bibbia fornisce i principi necessari per affrontare le complessità della vita in un modo gradito a Dio.

    La sua Parola ci insegna a vivere il nostro discepolato amando e servendo gli altri. Il nostro amore per Gesù ci spinge a servire gli altri in suo nome. Ci motiva a essere suoi ambasciatori in qualunque situazione ci troviamo. Ci spinge ad aiutare chi è nel bisogno e a offrire speranza e conforto a chi ne è privo. Possiamo essere le sue mani per aiutare e toccare, la sua bocca per proclamare la verità della sua Parola e infondere incoraggiamento e speranza, i suoi occhi per trasmettere compassione, i suoi piedi per camminare al fianco di un’anima affaticata e le sue braccia per aiutare a portare il loro pesante fardello. Così facendo, le nostre vite lo glorificheranno e saranno di benedizione per gli altri, come evidenziano gli articoli che seguono.

    Una vita bellissima

    Quando la vita di un seguace di Gesù viene condotta come l’intendeva Lui, diventa una cosa di rara bellezza. Essere cristiani e avere un rapporto con Dio dovrebbe permeare le nostre esperienze quotidiane, integrarsi nelle nostre decisioni e colorare il modo in cui percepiamo noi stessi, gli altri e questa vita. Le innumerevoli espressioni dell’amore di Dio condivise con gli altri nel corso della vita di un cristiano possono a volte sembrare insignificanti in sé, tuttavia Dio le vede nella totalità di una vita che rende gloria a Lui ed esulta nella loro bellezza.

    Più siamo decisi a rafforzare il nostro cammino con Gesù e desideriamo mantenere una connessione spirituale con Lui, più Lui potrà manifestare il suo Spirito attraverso di noi. Siamo la sua opera. Quando gli consentiamo di mescolare le diverse sfumature di colore del suo amore e della sua misericordia e di sviluppare la bellezza che desiderava avessimo, diventiamo il suo capolavoro che ispirerà la vita di molti. Accettiamo di tutto cuore il dono inestimabile della sua presenza nella nostra vita. E mentre coltiviamo la bellezza accattivante dell’amore di Dio in tutto ciò che facciamo e diciamo, altri saranno attirati a Lui attraverso di noi. —Maria Fontaine

    Il profumo di Cristo

    L’apostolo Paolo scrisse che la Chiesa è il profumo di Cristo per il mondo: «Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono» (2 Corinzi 2:15). Con questo intendeva dire che ogni credente e ogni comunità di credenti stabilisce una presenza di Cristo nel mondo che è palpabile per i non credenti. […]

    Ma cos’è questa fragranza? Come dovremmo aspettarci che gli altri sentano la presenza di Gesù in noi? Principalmente in due modi: la verità del Vangelo e l’amore di Gesù Cristo. La verità divina parla a ogni aspetto della vita umana. Con la verità della sua Parola, nelle mani del suo Spirito, Cristo rende nuove tutte le cose nella nostra vita (Apocalisse 21:5). Ciò significa che, in ogni ambito della nostra esistenza — tutte le nostre relazioni, i nostri ruoli e le nostre responsabilità — noi cristiani mostriamo una novità che non si conforma allo spirito del mondo, ma allo Spirito Santo di Cristo. La nostra conversazione sarà diversa: non sarà piena di lamentele e critiche, banalità e frivolezza, ma le nostre parole saranno sempre gentili ed edificanti, rispettose delle persone con cui parliamo (Colossesi 4:6; Efesini 4:29).

    Lo stesso vale per il modo in cui svolgiamo il nostro lavoro, educhiamo i nostri figli, partecipiamo alla cultura del nostro tempo e ci comportiamo con dignità e grazia. Siamo nuove creature in Gesù Cristo e, pertanto, sotto molti aspetti, fuori ritmo con la cultura che ci circonda. Ma vivendo la verità in ogni aspetto della nostra vita, facciamo risplendere la luce di Gesù e diffondiamo la fragranza della sua visione del mondo in ogni angolo della nostra esistenza.

    I credenti devono impegnarsi a fondo per essere la fragranza di Gesù. Immergendoci nella Parola di Dio e vivendo con un atteggiamento di preghiera, […] possiamo iniziare a diffondere il profumo del Re Gesù in più aspetti e ambiti della nostra vita quotidiana. Decidiamo, allora, di essere quella fragranza di verità e amore e scopriremo che il vento dello Spirito di Dio ci accompagnerà ovunque andremo, dando l’aroma di Gesù a tutti, e anche a Dio. —T. M. Moore4

    Gesù ci ha affidato la responsabilità di trasmettere il suo amore personale, incondizionato e totale ai nostri simili, a quelli che condividono il pianeta con noi oggi. Il mandato che ha dato ai suoi discepoli è di portare il Vangelo in tutto il mondo. In qualunque luogo il Signore ti abbia chiamato, quello è il tuo campo di missione e tu sei esortato a servire e a raggiungere le persone che Lui pone sul tuo cammino. Ognuno di noi ha qualche opportunità, qualche rete sociale, qualche ambiente in cui può condividere il suo amore e la sua verità con gli altri, rafforzando la fede, la speranza e il cuore delle persone.

    Il Signore benedica il tuo percorso di discepolato e il servizio che svolgi per Lui, insieme alla testimonianza che dai agli altri, così che tu possa essere il sale della terra e la luce del mondo, come Lui ci ha detto di essere (Matteo 5:13–14). Gesù disse: «Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli» (Matteo 5:16). In questo modo, vivremo una vita di discepolato che glorifica Dio (1 Corinzi 10:31).

    Pensieri su cui meditare

    Il discepolato non è un programma o una circostanza; è uno stile di vita. Non è per un periodo limitato, ma per tutta la vita. Il discepolato […] è per tutti i credenti, per ogni giorno della loro vita. —Bill Hull

    Ogni credente che prende sul serio la propria vocazione di discepolo di Gesù si considererà un «inviato» ovunque si trovi e cercherà di mettersi all’opera in quel luogo. Questo potrebbe assumere la forma di «buon testimone» sul lavoro o di buon vicino per chi vive lì nei pressi, oppure potrebbe comportare il volontariato. —Michael Frost e Alan Hirsch

    Non lasciare che le parole di Gesù rimangano solo stampate nella tua Bibbia. Dai loro le ali, mettendole in pratica. Nella tua vita ci sono anime che hanno bisogno delle tue cure. Pensa a come potresti dimostrare interesse per il loro benessere, amandole e prendendoti cura di loro come già ami e ti prendi cura di te stesso. Quando lo farai, completerai la catena d’amore che è iniziata quando Dio ti ha amato per primo. —Karen Ehman

    Cosa dice la Bibbia

    «Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli» (Giovanni 15:4–5; Giovanni 15:8).

    «Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento» (Colossesi 2:6–7).

    «Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo, in vista della vita eterna» (Giuda 1:20–21).

    Una preghiera per il discepolato quotidiano

    Padre celeste, grazie per avermi salvato, chiamato e dato uno scopo. Tu sei così buono e la tua grazia mi basta. Ti chiedo di purificare il mio cuore dal peccato e di liberare la mia mente dalle distrazioni che oggi cercano di allontanarmi dalla comunione con te. Aiutami a vivere in Cristo, a imparare da Lui e ad affidarmi a Lui, per poter vivere per Lui e condurre altri a Lui. Tu sei degno di tutta la mia devozione e la mia lode. Rendimi un discepolo fedele e prolifico che ti porta gloria ogni giorno. Nel nome potente e incomparabile di Cristo, mio Re, amen. 5


    1 Scott Montrose, “La vita ci corregge”, Contatto, gennaio 2021, https://activated-europe.com/it/articolo/la-vita-ci-corregge//

    2 Charles Price, Christ for Real: How to Grow into Christ’s Likeness (Kregel Publications, 2011).

    3 Richard Stearns, Unfinished: Believing Is Only the Beginning (Thomas Nelson, 2013).

    4 T. M. Moore, “The Fragrance of Truth and Love”, 29 gennaio 2010.

    5 Annie McGuire, “What is a disciple of Christ?” Daily His Disciple, 11 gennaio 2022, https://dailyhisdisciple.com/2022/01/11/what-is-a-disciple-of-christ/.


    Pubblicato originariamente in inglese il 9 giugno 2026.

  • Giu 23 La vita di un discepolo parte 11: condividere le nostre risorse
  • Giu 9 La vita di un discepolo, parte 10: la nostra vita lavorativa
  • Mag 12 La vita di un discepolo, parte 8: fare discepoli
  • Apr 28 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 37-58)
  • Apr 21 La vita di un discepolo, parte 8: Comunicare la nostra fede
  • Apr 7 1 Corinzi, capitolo 15 (versetti 20-36)
  • Mar 24 La vita di un discepolo, parte 7: servire Dio servendo gli altri
  • Mar 10 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 1-19)
  • Feb 24 La vita di un discepolo, parte 6: Amore per gli altri
   

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