L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • Gratuitamente ricevuto, gratuitamente dato

    [Freely Received, Freely Given]

    Questi sono i dodici che Gesù mandò, dando loro queste istruzioni: «Andando, predicate e dite: “Il regno dei cieli è vicino”. Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» —Matteo 10:5–8

    Immaginate di trovarvi ai margini di un grande campo di battaglia, ma invece di armi vi vengono date parole di vita, mani guaritrici e un cuore pieno di compassione. È la scena in cui Gesù affida un incarico ai suoi discepoli in Matteo 10. Non erano soldati addestrati né leader influenti: erano persone comuni a cui era stata affidata una missione straordinaria: annunciare che il regno dei cieli è vicino.

    Ma cosa significa? Il regno dei cieli non è una realtà lontana, né un concetto riservato agli studiosi di religione. È il regno e il dominio di Dio che irrompe nel nostro mondo, trasforma le vite e offre speranza a un’umanità ferita. Gesù mandò i suoi discepoli non solo a parlare del regno, ma a dimostrarne la potenza. Dovevano guarire i malati, purificare i lebbrosi, risuscitare i morti e scacciare i demoni.

    Questa missione non aveva a che fare con le loro capacità; aveva a che fare con l’autorità e la grazia di Dio che operavano attraverso di loro. Notate la frase chiave: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Tutto ciò che erano esortati a fare era radicato nel dono generoso della potenza e dell’amore di Dio.

    Facciamo un salto in avanti fino ad oggi: questo stesso incarico è affidato a noi. Il mondo ha ancora bisogno di guarigione, di riparazione e della proclamazione della speranza. Le persone sono malate – fisicamente, emotivamente e spiritualmente. Gli emarginati anelano al senso di appartenere a qualcosa. Molti sono spiritualmente morti e le forze delle tenebre cercano ancora di renderli schiavi. L’invito all’azione è altrettanto urgente ora di quanto lo era per quei primi discepoli. […]

    La missione del Vangelo è urgente, trasformatrice e generosa. Come seguaci di Cristo, abbiamo la chiamata di proclamare il Regno, servire con compassione e donare gratuitamente ciò che abbiamo ricevuto. —Mark T. Watson1

    Il nostro Dio generoso

    Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno secondo le sue ricchezze in gloria, in Cristo Gesù. —Filippesi 4:19

    Dio non si limita ad amarci; ci ricolma di amore (1 Giovanni 3:1). Non elargisce la saggezza con parsimonia; «Dona a tutti generosamente senza rinfacciare» (Giacomo 1:5). È ricco di «bontà, tolleranza e pazienza» (Romani 2:4). La sua grazia è «sovrabbondante» (1 Timoteo 1:14) e «ineffabile» (2 Corinzi 9:14–15).

    Ha caricato la tavola del figliol prodigo con un banchetto, ha riempito di vino le giare alle nozze e di pesci la barca di Pietro, per ben due volte. Ha guarito tutti quelli che volevano la salute, ha istruito tutti quelli che desideravano essere istruiti e ha salvato tutti quelli che hanno accettato il dono della salvezza.

    Dio «fornisce al seminatore il seme e il pane da mangiare» (2 Corinzi 9:10). Il verbo greco per «fornisce» (epichoregeo) svela la generosità di Dio. Combina «danza» (choros) con il verbo «guidare» (hegeomai). Letteralmente significa «condurre una danza». Quando Dio dona, danza di gioia. Dà il via alla musica e guida la parata del dono. Ama donare.

    Elargisce la sua bontà non con un contagocce, ma con un idrante antincendio. Il tuo cuore è un bicchierino di plastica e la sua grazia è il Mar Mediterraneo. Non puoi proprio contenerla tutta. Quindi lascia che trabocchi. Che si riversi. Che sgorga. «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Matteo 10:8). —Max Lucado

    Gli spiccioli della vedova

    Gesù e i suoi discepoli erano nel tempio e osservavano le persone che lasciavano le loro offerte. Un uomo benestante si avvicinò all’urna delle offerte, attirando attenzione al fatto che stava dando una cifra sostanziosa. Dopo di lui si avvicinò una vedova, che vi gettò in fretta due spiccioli, le monete più piccole che si potessero dare. Vedendo la sua umile offerta, e con grande sorpresa dei discepoli, Gesù disse che lei aveva dato più di tutti gli altri, perché era «tutto quello che aveva per vivere» (Luca 21:1–4).

    Mettendomi nei panni della vedova, immagino che non si sentisse molto orgogliosa della sua offerta. Sapeva cosa si poteva comprare con due spiccioli, ma non disse a se stessa che erano troppo poco per fare la differenza. La Bibbia non dice altro di questa donna, ma si può ragionevolmente concludere che se avesse avuto più soldi la sua offerta sarebbe stata più generosa.

    È quello che succede quando si conduce una vita generosa; possiamo sempre chiederci cosa possiamo dare o condividere con gli altri, cosa abbiamo che potrebbe aiutare un altro.

    Se osservo il mondo oggi, vedo fin troppe esigenze. È facile chiedersi se il poco che diamo farà una vera differenza. Invece di trovare delle scuse, mi sembra utile avere un piano per assicurarmi di poter dare qualcosa regolarmente. Ecco cosa facciamo noi:

    • Automazione: ogni mese ci sono associazioni fisse a cui diamo senza doverci pensare.
    • Donare il nostro tempo: può voler dire offrirsi volontari per un progetto, una scuola o una chiesa, ma anche invitare qualcuno a cena, andare a prendere un caffè con un’amica, aiutare qualcuno a fare la dichiarazione delle imposte o riempire un modulo, o qualsiasi altra cosa che ci permetta di dare una mano agli altri.
    • Opportunità spontanee: è utile individuare le opportunità man mano che si presentano. A volte fa bene fare un passo in più, anche quando è un po’ scomodo o poco pratico.

    Che si tratti di dare qualcosa del molto o del poco che abbiamo, possiamo sempre dare qualcosa. Fa bene a noi e fa bene agli altri. Come disse Gesù: «Vi è più gioia nel dare che nel ricevere» (Atti 20:35), «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Matteo 10:8). —Marie Alvero

    Una generosità che cambia la vita

    Quando sentiamo le parole «donare» e «generosità», in genere pensiamo a donazioni finanziarie. Eppure, abbiamo molto di più da offrire oltre al denaro. Ad esempio, possiamo usare la nostra influenza per aiutare qualcun altro a cogliere un’opportunità che altrimenti non avrebbe.

    Nel 1792, in una fredda giornata di dicembre a Salisburgo, in Austria, una ricamatrice nubile diede alla luce il suo terzo figlio, un maschietto di nome Joseph Mohr. Il padre del bambino aveva abbandonato la madre non appena aveva saputo della gravidanza. Alla madre abbandonata, già a corto di denaro, fu inflitta una multa pari a un anno di stipendio per aver concepito un figlio fuori dal matrimonio.

    Con un padre assente e una madre indigente, le prospettive di vita di Joseph erano cupe. Ciò era particolarmente vero alla fine del XVIII secolo, quando i cosiddetti «figli illegittimi» erano stigmatizzati dalla società. A loro venivano sistematicamente negati apprendistato e opportunità di istruzione.

    Un luogo in cui Joseph si sentiva accettato era la chiesa del suo quartiere, dove cantava nel coro. Il vicario della cattedrale, Johan Nepomuk Hiernle, notò il talento musicale del ragazzo e intervenne a favore di Joseph affinché potesse ricevere un’istruzione. Joseph andava bene a scuola ed eccelleva nella musica; imparò a suonare la chitarra, il violino e l’organo. Alla fine, decise di iscriversi al seminario.

    I piani di Joseph furono ostacolati, poiché la sua nascita fuori dal matrimonio gli impediva di intraprendere gli studi per il sacerdozio. Hiernle venne nuovamente in suo aiuto, ottenendo con successo una deroga affinché il giovane potesse frequentare il seminario. Dopo aver completato gli studi, Joseph fu ordinato sacerdote e poi nominato parroco di una piccola parrocchia a Oberndorf.

    Durante il suo secondo anno di servizio nella parrocchia, Joseph cercò di organizzare un concerto per la messa di Natale. Aveva scritto una poesia e l’aveva condivisa con un amico, al quale chiese di comporre una melodia da abbinare al testo. L’amico di Joseph acconsentì e insieme eseguirono la canzone per la congregazione alla Vigilia di Natale. La melodia, «Stille Nacht»,2 è diventata uno dei brani più amati delle festività natalizie, popolare nelle chiese e tra i cori di Natale ancora quasi duecento anni dopo.

    Se non fosse stato per un parroco dal cuore gentile, che generosamente sfruttò le sue conoscenze per aiutare un ragazzino orfano e svantaggiato, «Stille Nacht» probabilmente non sarebbe mai stata scritta né cantata. —The John Maxwell Company3

    La vita benedetta

    I doni che Dio ci fa ci arrivano sotto molte forme: molti sono visibili, ma per la maggior parte non lo sono. Si presentano come necessità materiali primarie, come i vestiti e il cibo. Lui ci dona tesori spirituali immateriali, come l’amore e la verità. Da bambini, nel giorno della nostra nascita riceviamo dei regali incredibili: dalla vista alla capacità di muoverci. L’elenco dei doni di Dio è inesauribile. Giacomo 1:17 ci dice che ogni cosa buona che possediamo ci è stata consegnata in modo speciale da Dio.

    In Matteo 10, Gesù mandò i suoi discepoli a predicare il Vangelo. Disse: «Andando, predicate e dite: “Il regno dei cieli è vicino”. […] Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Matteo 10:1–8).

    Il versetto 8 contiene un principio biblico fondamentale per una vita beata. Qualunque cosa Dio ci abbia dato sarà usata per la sua gloria quando gliela restituiamo liberamente a beneficio degli altri. Come ai primi discepoli, Dio ha dato a noi il messaggio del Vangelo da condividere. Nel farlo, abbiamo l’autorità di essere canali di guarigione e benedizione ogni giorno. Lo Spirito di Dio dimora in noi. Egli è amore perfetto, gioia, pace, pazienza e bontà. […] Abbiamo ricevuto queste benedizioni gratuitamente e gratuitamente dobbiamo donarle.

    Allora, quali doni Dio ha fatto a te? Chiedi a Dio di indicarti come, dove e a chi puoi donarli gratuitamente. Usandoli per servire gli altri, avrai una vita benedetta. —NewSpring Church4

    Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 14 luglio 2026.


    1 Mark T. Watson, “Freely Give: Living the Gospel with Power and Compassion”, sermons.logos.com, https://sermons.logos.com/sermons/1419166-freely-give:-living-the-gospel-with-power-and-compassion.

    2 Nella versione inglese Silent Night; nella versione italiana Astro del ciel.

    3 The John Maxwell Company, Generosity: It Doesn’t Cost a Penny to Pay It Forward (December 30, 2013).

    4 NewSpring Church, “Freely You Have Received, Freely Give”. newspring.cc, https://newspring.cc/devotionals/the-blessed-life/freely-you-have-received-freely-give.

  • Lug 14 Trionfare sulla preoccupazione, combattere la paura, parte 2
  • Lug 13 Arcobaleni dopo la pioggia
  • Lug 11 La bontà di Dio nei periodi difficili
  • Lug 10 Sopportare bene
  • Lug 7 Vivere in pace
  • Lug 6 La natura di Dio: la gentilezza
  • Lug 4 Quando Dio parla
  • Giu 30 Vestitevi di mansuetudine
  • Giu 27 Crescere in santità: autocontrollo
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo, parte 12: discepolato quotidiano

    [The Life of Discipleship, Part 12: Everyday Discipleship]

    Il discepolato è un percorso che dura tutta la vita e richiede perseveranza, determinazione, convinzione, l’amore di Dio e la forza dello Spirito Santo. Il defunto reverendo Billy Graham una volta disse: «Il cammino del cristiano nella vita non è uno sprint ma una maratona. […] Il discepolato è un impegno che dura tutta la vita, giorno dopo giorno». Il processo di crescita nel nostro discepolato e di trasformazione a immagine di Cristo è un compito che dura tutta la vita. Come qualcuno ha detto:

    Siamo creati come bozze che devono passare per un processo di correzione. Dio opera per trasformarci passo per passo in un articolo finito che varrà la pena di leggere. Il nostro essere è ripetutamente trasformato dalle scelte e dalle decisioni che prendiamo; i punti superficiali e superflui vengono eliminati grazie alle esperienze difficili della vita e noi veniamo rifiniti e levigati […] nelle mani del Grande Correttore. —Scott Montrose1

    Il nostro discepolato deve comprendere ogni aspetto della nostra vita, compreso il nostro rapporto con Dio e il nostro cammino quotidiano con Lui, nonché il nostro amore per gli altri, che include ogni persona che incontriamo nel corso della giornata. Il nostro discepolato comprende il compito di ambasciatori di Cristo e la condivisione della buona novella con le persone che Lui pone sul nostro cammino, oltre che essere un riflesso vivente dell’amore di Cristo in ogni ambito della nostra vita e sforzarci di crescere a sua immagine.

    Viviamo il nostro discepolato nelle nostre case, sul posto di lavoro, nelle scuole e nella comunità. Incorporiamo i principi del discepolato nella nostra genitorialità, nelle nostre relazioni e nell’investimento del nostro tempo, delle nostre competenze e delle nostre risorse. Ci sforziamo di essere un esempio vivente della nostra fede per le nostre famiglie, i nostri amici e i nostri vicini, per le persone con cui interagiamo durante la giornata e nelle nostre comunicazioni online.

    La vocazione di discepoli di Gesù è una chiamata a uno stile di vita completo. È una chiamata a riorganizzare le nostre priorità in modo che Dio occupi il primo posto nella nostra vita. Ciò non vuol dire che non avremo altre priorità, ma la nostra fedeltà va innanzitutto a Dio — al di sopra dei nostri desideri e della nostra volontà, dei nostri cari, dei nostri beni e persino della nostra stessa vita. Il discepolato cristiano non è facile da vivere — infatti, Gesù disse che «la via è stretta», ma «conduce alla vita» (Matteo 7:13–14). Richiede impegno, dedizione e il mettere Dio al centro della nostra vita, delle nostre decisioni e dei nostri rapporti.

    Nei Vangeli, Gesù sfidò i suoi seguaci a rinunciare alla propria vita per amor suo e a seguirlo. Nel Vangelo di Matteo, disse: «Se uno vuole venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà» (Matteo 16:24–25).

    Rinunciare a noi stessi può essere inteso come il mettere da parte i nostri desideri, le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali e scegliere di cercare Dio per ricevere la sua guida nella nostra vita e perseguire la sua volontà piuttosto che la nostra. Ciò non significa che il Signore non ci guiderà mai a conseguire le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali. Se cerchiamo la volontà di Dio e desideriamo compiacerlo, è molto probabile che la sua volontà e i nostri desideri siano in armonia (Salmi 37:4). Tuttavia, se le indicazioni di Dio non coincidono con la direzione verso cui ci stavamo orientando, come suoi discepoli saremo disposti a «rinunciare a noi stessi» per seguirlo.

    Gesù ci ha dato la chiave per poter vivere il nostro impegno nel discepolato, a partire dalla nostra rinascita spirituale attraverso la salvezza. «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura: le cose vecchie sono passate; ecco, sono diventate nuove. Sono stato crocifisso con Cristo. Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (2 Corinzi 5:17; Galati 2:20).

    La capacità e la grazia di vivere la vita di un discepolo non derivano solo dal nostro desiderio di obbedire ai comandamenti di Dio e dai nostri sforzi di vivere in modo devoto, ma dalla potenza di Dio attraverso «Cristo in noi» (Colossesi 1:27) e dalla presenza dello Spirito Santo (Giovanni 14:15–17). «Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo» (Efesini 2:10).

    Cristo in noi

    Ogni nuova mattina possiamo aspettarci che il Signore Gesù Cristo si manifesti attraverso di noi quel giorno e realizzi qualche aspetto della sua opera, che riusciamo a riconoscere le sue azioni o no. È il nostro privilegio, è la nostra responsabilità.

    Il fatto che Cristo viva in noi ci dà forza. Non possiamo vivere efficacemente con nessun’altra forza se non quella che deriva dalla vita di Gesù Cristo, poiché Lui disse: «Senza di me non potete fare nulla» (Giovanni 15:5). Il fatto di essere in Cristo ci dà uno scopo. Non è una forza che ci permette di vivere per noi stessi, ma che ci mette in grado di realizzare i piani di Cristo. […]

    Il fatto che Cristo sia in noi ci offre delle risorse. Tutto ciò di cui potremmo aver bisogno è nostro nel Signore Gesù Cristo. E il fatto di essere in Cristo ci dà delle responsabilità. Come parte del suo corpo, la questione più importante che io devo affrontare è: «Cosa vuole che io faccia?»

    Il fatto che Cristo sia in noi è dinamico. Essere in Cristo è impegnativo. Se Lui ha qualcosa da fare, ha il diritto di usarci come mezzo per farlo. Se c’è un «eunuco etiope» sulla strada del deserto, Lui ha il diritto di dirti di lasciare la tua Samaria e andare a incontrarlo (Atti 8:26–40). Ma per ogni richiesta che ci fa, Lui fornisce la dinamica del suo Spirito dentro di noi per realizzarla.

    Questa è la vita cristiana. Dopo aver affrontato il nostro insuccesso nel manifestare la sua somiglianza e immagine nel mondo, ci avviciniamo alla Croce per essere perdonati, lo Spirito Santo viene a vivere in noi e veniamo incorporati in Cristo, diventando mezzi per manifestare la sua vita e il suo obiettivo. Il mondo ha un bisogno disperato di saperlo, ma non avrà alcun motivo per crederci finché non vedrà la vita e il carattere di Gesù Cristo vissuti nella tua vita e nella mia. Questo è lo scopo che Dio ha per te! —Charles Price2

    Unirsi alla missione del suo Regno

    Dio ti ha invitato a unirti a Lui per cambiare il mondo. Dio ha un sogno per questo mondo che Gesù ha chiamato il Regno di Dio. Dio ti ha creato per svolgere un ruolo importante nella sua visione del Regno. Non troverai mai il tuo scopo più profondo nella vita finché non troverai il tuo posto nella realizzazione del Regno di Dio.

    Non devi essere un genio per cambiare il mondo, né ricco, né influente, né un gigante spirituale. Quel che devi fare è dire di sì all’invito. Devi essere disponibile e disposto a farti usare, e forse dovrai pagare il prezzo che il seguire Gesù comporta, perché cambiare il mondo e seguire Gesù non è facile e non è a buon mercato. Bisognerà fare dei sacrifici: ce ne sono sempre.

    La nostra fede cristiana non è solo un modo per ricevere il perdono dei nostri peccati e poter entrare nella vita eterna, eppure lo è. Non è solo un sistema di giuste convinzioni sulla verità ultima e sull’ordine delle cose, sebbene lo sia. Né è solo un modo per ricevere conforto da Dio nei momenti difficili o un utile codice di condotta su come vivere una vita buona e produttiva, sebbene sia anche questo. Fondamentalmente, la fede cristiana è la vocazione di […] seguire il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e partecipare alla grande missione di Cristo nel nostro mondo. […] Solo allora diventeremo persone complete, persone che vivono secondo il disegno divino più profondo per la nostra vita. —Richard Stearns3

    Conclusione: il progetto per la vita

    Come abbiamo visto nel corso di questa serie sul discepolato, la Bibbia ci insegna qual è il rapporto che Dio desidera avere con noi e come vivere in modo da piacergli. Diventare sempre più simili a Cristo ed essere trasformati a sua immagine è il fondamento per vivere una vita devota e fruttuosa in armonia con Dio e con gli altri, che produce il frutto del suo Spirito nella nostra vita e in quella degli altri (Galati 5:22–23). È nella Bibbia che apprendiamo le verità rivelate da Dio su cui possiamo modellare la nostra esistenza.

    Nella Parola di Dio troviamo i principi biblici che fungono da bussola per la nostra vita e ci aiutano ad affrontare le sfide della vita quotidiana e ad essere testimoni efficaci di Cristo. La sua Parola trasmette principi che ci guidano nelle nostre interazioni con gli altri e nel nostro processo decisionale, aiutandoci a discernere la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Questi principi spirituali stabiliscono un modello per il nostro standard morale, la nostra etica, il nostro atteggiamento nei confronti della vita, dell’amore, del mondo, dell’ambiente e dei rapporti con gli altri. Sebbene non tratti specificamente ogni possibile situazione che potremmo affrontare, la Bibbia fornisce i principi necessari per affrontare le complessità della vita in un modo gradito a Dio.

    La sua Parola ci insegna a vivere il nostro discepolato amando e servendo gli altri. Il nostro amore per Gesù ci spinge a servire gli altri in suo nome. Ci motiva a essere suoi ambasciatori in qualunque situazione ci troviamo. Ci spinge ad aiutare chi è nel bisogno e a offrire speranza e conforto a chi ne è privo. Possiamo essere le sue mani per aiutare e toccare, la sua bocca per proclamare la verità della sua Parola e infondere incoraggiamento e speranza, i suoi occhi per trasmettere compassione, i suoi piedi per camminare al fianco di un’anima affaticata e le sue braccia per aiutare a portare il loro pesante fardello. Così facendo, le nostre vite lo glorificheranno e saranno di benedizione per gli altri, come evidenziano gli articoli che seguono.

    Una vita bellissima

    Quando la vita di un seguace di Gesù viene condotta come l’intendeva Lui, diventa una cosa di rara bellezza. Essere cristiani e avere un rapporto con Dio dovrebbe permeare le nostre esperienze quotidiane, integrarsi nelle nostre decisioni e colorare il modo in cui percepiamo noi stessi, gli altri e questa vita. Le innumerevoli espressioni dell’amore di Dio condivise con gli altri nel corso della vita di un cristiano possono a volte sembrare insignificanti in sé, tuttavia Dio le vede nella totalità di una vita che rende gloria a Lui ed esulta nella loro bellezza.

    Più siamo decisi a rafforzare il nostro cammino con Gesù e desideriamo mantenere una connessione spirituale con Lui, più Lui potrà manifestare il suo Spirito attraverso di noi. Siamo la sua opera. Quando gli consentiamo di mescolare le diverse sfumature di colore del suo amore e della sua misericordia e di sviluppare la bellezza che desiderava avessimo, diventiamo il suo capolavoro che ispirerà la vita di molti. Accettiamo di tutto cuore il dono inestimabile della sua presenza nella nostra vita. E mentre coltiviamo la bellezza accattivante dell’amore di Dio in tutto ciò che facciamo e diciamo, altri saranno attirati a Lui attraverso di noi. —Maria Fontaine

    Il profumo di Cristo

    L’apostolo Paolo scrisse che la Chiesa è il profumo di Cristo per il mondo: «Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono» (2 Corinzi 2:15). Con questo intendeva dire che ogni credente e ogni comunità di credenti stabilisce una presenza di Cristo nel mondo che è palpabile per i non credenti. […]

    Ma cos’è questa fragranza? Come dovremmo aspettarci che gli altri sentano la presenza di Gesù in noi? Principalmente in due modi: la verità del Vangelo e l’amore di Gesù Cristo. La verità divina parla a ogni aspetto della vita umana. Con la verità della sua Parola, nelle mani del suo Spirito, Cristo rende nuove tutte le cose nella nostra vita (Apocalisse 21:5). Ciò significa che, in ogni ambito della nostra esistenza — tutte le nostre relazioni, i nostri ruoli e le nostre responsabilità — noi cristiani mostriamo una novità che non si conforma allo spirito del mondo, ma allo Spirito Santo di Cristo. La nostra conversazione sarà diversa: non sarà piena di lamentele e critiche, banalità e frivolezza, ma le nostre parole saranno sempre gentili ed edificanti, rispettose delle persone con cui parliamo (Colossesi 4:6; Efesini 4:29).

    Lo stesso vale per il modo in cui svolgiamo il nostro lavoro, educhiamo i nostri figli, partecipiamo alla cultura del nostro tempo e ci comportiamo con dignità e grazia. Siamo nuove creature in Gesù Cristo e, pertanto, sotto molti aspetti, fuori ritmo con la cultura che ci circonda. Ma vivendo la verità in ogni aspetto della nostra vita, facciamo risplendere la luce di Gesù e diffondiamo la fragranza della sua visione del mondo in ogni angolo della nostra esistenza.

    I credenti devono impegnarsi a fondo per essere la fragranza di Gesù. Immergendoci nella Parola di Dio e vivendo con un atteggiamento di preghiera, […] possiamo iniziare a diffondere il profumo del Re Gesù in più aspetti e ambiti della nostra vita quotidiana. Decidiamo, allora, di essere quella fragranza di verità e amore e scopriremo che il vento dello Spirito di Dio ci accompagnerà ovunque andremo, dando l’aroma di Gesù a tutti, e anche a Dio. —T. M. Moore4

    Gesù ci ha affidato la responsabilità di trasmettere il suo amore personale, incondizionato e totale ai nostri simili, a quelli che condividono il pianeta con noi oggi. Il mandato che ha dato ai suoi discepoli è di portare il Vangelo in tutto il mondo. In qualunque luogo il Signore ti abbia chiamato, quello è il tuo campo di missione e tu sei esortato a servire e a raggiungere le persone che Lui pone sul tuo cammino. Ognuno di noi ha qualche opportunità, qualche rete sociale, qualche ambiente in cui può condividere il suo amore e la sua verità con gli altri, rafforzando la fede, la speranza e il cuore delle persone.

    Il Signore benedica il tuo percorso di discepolato e il servizio che svolgi per Lui, insieme alla testimonianza che dai agli altri, così che tu possa essere il sale della terra e la luce del mondo, come Lui ci ha detto di essere (Matteo 5:13–14). Gesù disse: «Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli» (Matteo 5:16). In questo modo, vivremo una vita di discepolato che glorifica Dio (1 Corinzi 10:31).

    Pensieri su cui meditare

    Il discepolato non è un programma o una circostanza; è uno stile di vita. Non è per un periodo limitato, ma per tutta la vita. Il discepolato […] è per tutti i credenti, per ogni giorno della loro vita. —Bill Hull

    Ogni credente che prende sul serio la propria vocazione di discepolo di Gesù si considererà un «inviato» ovunque si trovi e cercherà di mettersi all’opera in quel luogo. Questo potrebbe assumere la forma di «buon testimone» sul lavoro o di buon vicino per chi vive lì nei pressi, oppure potrebbe comportare il volontariato. —Michael Frost e Alan Hirsch

    Non lasciare che le parole di Gesù rimangano solo stampate nella tua Bibbia. Dai loro le ali, mettendole in pratica. Nella tua vita ci sono anime che hanno bisogno delle tue cure. Pensa a come potresti dimostrare interesse per il loro benessere, amandole e prendendoti cura di loro come già ami e ti prendi cura di te stesso. Quando lo farai, completerai la catena d’amore che è iniziata quando Dio ti ha amato per primo. —Karen Ehman

    Cosa dice la Bibbia

    «Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli» (Giovanni 15:4–5; Giovanni 15:8).

    «Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento» (Colossesi 2:6–7).

    «Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo, in vista della vita eterna» (Giuda 1:20–21).

    Una preghiera per il discepolato quotidiano

    Padre celeste, grazie per avermi salvato, chiamato e dato uno scopo. Tu sei così buono e la tua grazia mi basta. Ti chiedo di purificare il mio cuore dal peccato e di liberare la mia mente dalle distrazioni che oggi cercano di allontanarmi dalla comunione con te. Aiutami a vivere in Cristo, a imparare da Lui e ad affidarmi a Lui, per poter vivere per Lui e condurre altri a Lui. Tu sei degno di tutta la mia devozione e la mia lode. Rendimi un discepolo fedele e prolifico che ti porta gloria ogni giorno. Nel nome potente e incomparabile di Cristo, mio Re, amen. 5


    1 Scott Montrose, “La vita ci corregge”, Contatto, gennaio 2021, https://activated-europe.com/it/articolo/la-vita-ci-corregge//

    2 Charles Price, Christ for Real: How to Grow into Christ’s Likeness (Kregel Publications, 2011).

    3 Richard Stearns, Unfinished: Believing Is Only the Beginning (Thomas Nelson, 2013).

    4 T. M. Moore, “The Fragrance of Truth and Love”, 29 gennaio 2010.

    5 Annie McGuire, “What is a disciple of Christ?” Daily His Disciple, 11 gennaio 2022, https://dailyhisdisciple.com/2022/01/11/what-is-a-disciple-of-christ/.


    Pubblicato originariamente in inglese il 9 giugno 2026.

  • Giu 23 La vita di un discepolo parte 11: condividere le nostre risorse
  • Giu 9 La vita di un discepolo, parte 10: la nostra vita lavorativa
  • Mag 12 La vita di un discepolo, parte 8: fare discepoli
  • Apr 28 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 37-58)
  • Apr 21 La vita di un discepolo, parte 8: Comunicare la nostra fede
  • Apr 7 1 Corinzi, capitolo 15 (versetti 20-36)
  • Mar 24 La vita di un discepolo, parte 7: servire Dio servendo gli altri
  • Mar 10 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 1-19)
  • Feb 24 La vita di un discepolo, parte 6: Amore per gli altri
   

Dottrine

Altro…
  • La Famiglia Internazionale (LFI) [The Family International – TFI] è una comunità cristiana online impegnata nella diffusione del messaggio dell’amore di Dio in tutto il mondo. Crediamo che tutti possano avere una relazione personale con Dio, mediante Gesù Cristo, che concede felicità e pace spirituale, oltre alla motivazione ad aiutare altri e a diffondere la buona novella del suo amore.

Missione

Altro…
  • L´obiettivo principale della Famiglia Internazionale è il miglioramento della qualità di vita degli altri mediante la condivisione del messaggio vivificante dell´amore, della speranza e della salvezza che troviamo nella Parola di Dio. Crediamo che l´amore di Dio — applicato a livello pratico nella nostra vita quotidiana — sia la chiave per risolvere molti dei problemi della società, anche nel mondo complesso e frenetico di oggi. Impartendo la speranza e l´orientamento che troviamo negli insegnamenti della Bibbia, crediamo di poter contribuire alla costruzione di un mondo migliore — cambiando il mondo un cuore alla volta.

Valori

Altro…
  • L’amore appassionato per Dio

    Amiamo Dio con tutto il nostro cuore, la nostra anima, la nostra mente e tutta la nostra forza. Cerchiamo un rapporto personale con Gesù e vogliamo crescere nell’imitazione delle sue virtù e vivere il suo amore.

A proposito di LFI

LFI online è una comunità di membri della Famiglia Internazionale. LFIè una comunità cristiana internazionale impegnata a diffondere il messaggio dell'amore di Dio alle persone intorno al globo.

Visita il nostro sito principale se vuoi saperne di più su LFI.

Se sei un membro di LFI, fai l'accesso per vedere altro contenuto.

Ultime serie

Altro…
Arrivare al Cuore di tutto
Una serie di articoli che coprono i fondamenti della fede e della dottrina cristiana.
Vivere il Cristianesimo
Applicare gli insegnamenti della Bibbia alla nostra vbita di tutti i giorni a alle nostre decisioni.
Gesù - la sua vita e il suo messaggio
Principi fondamentali tratti dai Vangeli su cui costruire le nostre vite.