Peter Amsterdam
Alla fine dell’articolo precedente, Boaz aveva detto a Ruth che era libera di spigolare nei suoi campi fino alla fine del raccolto. Lei continuò a lavorare con le altre donne nei campi finché la messe dell’orzo e del frumento fu completata.
Poi Naomi, sua suocera, le disse: «Figlia mia, non cercherò io un posto di riposo per te, affinché tu sia felice? Ora Boaz, con le serve del quale tu sei stata, non è forse nostro parente? Ecco, questa sera egli deve vagliare l’orzo sull’aia. Perciò lavati, ungiti, mettiti le vesti migliori e scendi all’aia; ma non farti riconoscere da lui fino a che non abbia finito di mangiare e di bere. Quando andrà a coricarsi, osserva il luogo dove si corica; poi va’, scoprigli i piedi e coricati tu stessa. Ed egli ti dirà ciò che devi fare». Ruth le rispose: «Farò tutto quello che dici» (Ruth 3:1-5).
Naomi si preoccupava per il futuro di Ruth e voleva cercare un posto di riposo, sicurezza e una casa per Ruth. Boaz era un loro parente e aveva il diritto di riscatto, il che significava che aveva qualche responsabilità di sposare Ruth per tenere vivo il nome del suo marito defunto (Mahlon). Naomi sapeva che Boaz avrebbe trebbiato l’orzo sull’aia, quella sera, così disse a Ruth di prepararsi, lavarsi, indossare il suo vestito migliore e mettersi del profumo. Probabilmente Ruth indossava vestiti da lutto e cambiare il vestito avrebbe indicato la fine del lutto.
Naomi disse a Ruth anche di non farsi vedere da Boaz finché non si fosse coricato e addormentato. Apparentemente lui non dormiva con i suoi operai, ma forse aveva un posto speciale a una certa distanza da loro. Appena si fosse addormentato, Ruth doveva scoprirgli i piedi e sdraiarsi lì. Naomi disse fiduciosamente che quando Boaz si fosse svegliato e avesse trovato Ruth ai suoi piedi, le avrebbe detto cosa fare.
Così scese all’aia e fece tutto ciò che la suocera le aveva ordinato. Boaz mangiò e bevve e col cuore allegro andò a coricarsi accanto al mucchio di grano. Allora ella venne pian piano, gli scoperse i piedi e si coricò (Ruth 3:6-7).
Dopo aver mangiato e bevuto, probabilmente Boaz si sentiva allegro. Finita la serata, andò in fondo alla fila di covoni e si addormentò. Ruth prese nota del posto dove Boaz dormiva e, appena si fu addormentato, si avvicinò e rimosse ciò che gli copriva i piedi, così che fossero esposti al freddo della notte. Poi si sdraiò ai suoi piedi.
Verso mezzanotte egli si svegliò di soprassalto e si voltò; ed ecco, una donna giaceva ai suoi piedi. «Chi sei tu?» le disse. Ella rispose: «Sono Ruth, tua serva; stendi il lembo del tuo mantello sulla tua serva, perché tu hai il diritto di riscatto» (Ruth 3:8-9).
Svelando a Boaz la propria identità, Ruth include l’informazione che tu hai il diritto di riscatto. Alcuni hanno immaginato che questo incontro tra Boaz e Ruth fosse di carattere sessuale, ma una nota della English Standard Version dice: «A volte si è suggerito che ‘ai suoi piedi’ (lett. ‘nel posto dei suoi piedi, Ebraico ‘margelot’) fosse un eufemismo per un contatto sessuale, ma non ci sono prove che sia così e in questa storia sarebbe fuori luogo».
Boaz conosceva la responsabilità di un parente con diritto di riscatto; doveva sposare Ruth per produrre un figlio che sarebbe stato considerato figlio di Mahlon, il suo primo marito e figlio di Naomi.
Egli disse: «Sii benedetta dall’Eterno, figlia mia! La bontà mostrata quest’ultima volta supera quella di prima, perché non sei corsa dietro a giovani, poveri o ricchi. Ora dunque, non temere, figlia mia; io farò per te tutto ciò che richiedi, perché tutta la gente della mia città conosce che sei una donna virtuosa. Or è vero che io ho il diritto di riscatto; ma ce n’è uno che è parente più stretto di me» (Ruth 3:10-12).
Invece di dimostrarsi riluttante o esitante, Boaz fu entusiasta all’idea di sposare Ruth e pregò che venisse benedetta da Dio. La loro differenza d’età doveva essere notevole, perché la chiama nuovamente figlia mia. Dicendo la bontà mostrata quest’ultima volta supera quella di prima, probabilmente Boaz si riferiva a come Ruth si era presa cura di Naomi come suo «primo» gesto di bontà. Nella sua mente, la sua bontà nello scegliere di sposarlo era ancora più grande di tutto quello che lei aveva fatto per Naomi.
Boaz acconsentì a fare ciò che Ruth aveva chiesto, comunque, tra loro si frapponeva un ostacolo: un parente più stretto di suo marito Mahlon, il che significava che era sua la responsabilità di sposare Ruth. Se però avesse scelto di non sposarla, allora Boaz sarebbe stato il successivo ad avere quel diritto.
«Passa qui la notte; e domani mattina, se egli farà valere il suo diritto nei tuoi confronti, va bene, lo faccia pure; ma se non vorrà far valere il suo diritto con te, io farò valere il mio e ti riscatterò, com’è vero che l’Eterno vive! Sta’ coricata fino al mattino». Così ella rimase coricata ai suoi piedi fino al mattino; ma si alzò prima che uno possa riconoscere un altro, perché egli aveva detto: «Nessuno sappia che questa donna è venuta sull’aia!» Poi aggiunse: «Porta il mantello che hai indosso e sorreggilo». Ella lo sorresse, ed egli vi versò sei misure di orzo, e glielo mise sulle spalle; poi essa rientrò in città (Ruth 3:13-15).
Presa quella decisione, Boaz disse a Ruth di restare sdraiata ai suoi piedi fino al mattino. Prima che Ruth se ne andasse, Boaz le diede sei misure d’orzo. Se altri avessero visto Ruth in giro così presto al mattino, avrebbero immaginato che avesse comprato del grano e stesse tornando a casa.
Così tornò dalla suocera, che le disse: «Sei tu, figlia mia?» [In altre versioni: Come è andata, figlia mia?] Allora essa le raccontò tutto ciò che l’uomo aveva fatto per lei, e aggiunse: «Mi ha anche dato queste sei misure di orzo, perché mi ha detto: “Non devi tornare da tua suocera a mani vuote”». Naomi disse: «Rimani qui, figlia mia, finché tu sappia come andrà a finire la cosa, perché quest’uomo non si darà riposo, finché non abbia sistemato oggi stesso la cosa» (Ruth 3:16-18).
Naomi incoraggiò Ruth ad aspettare pazientemente per vedere come si sarebbero sviluppate le cose. Era certa che la questione si sarebbe risolta quel giorno, ma avrebbero dovuto rimanere in attesa del risultato. Nel frattempo Boaz si mise in moto per sistemare le cose in modo da poter sposare Ruth.
Or Boaz salì alla porta della città e là si pose a sedere. Ed ecco passare colui che aveva il diritto di riscatto e di cui Boaz aveva parlato. Boaz gli disse: «O tu, tal dei tali, avvicinati e siediti qui». Quello si avvicinò e si mise a sedere. Boaz allora prese dieci uomini fra gli anziani della città e disse loro: «Sedete qui». Essi si sedettero (Ruth 4:1-2).
Nell’antichità, le porte della città erano spesso il luogo in cui si conducevano le trattative commerciali e legali, oltre a essere un luogo in cui trovarsi e socializzare. Quando l’uomo con diritto al riscatto arrivò alla porta, Boaz gli chiese di sedersi con lui e chiese a dieci tra gli anziani della città che erano anch’essi lì alla porta di sedersi con loro, come testimoni di ciò che stava per accadere.
Poi Boaz disse a colui che aveva il diritto di riscatto: «Naomi, che è tornata dal paese di Moab, ha venduto la parte di terra che apparteneva al nostro fratello Elimelek. Ho pensato di informarti e di dirti: “Compralo alla presenza degli abitanti del luogo e degli anziani del mio popolo. Se vuoi riscattarlo, riscattalo; ma se non intendi riscattarlo dimmelo, affinché io lo sappia; poiché nessuno fuori di te ha il diritto di riscatto, e dopo di te vengo io”». Quegli rispose: «Farò valere il mio diritto» (Ruth 4:3-4).
Boaz affrontò subito la questione. Voleva che l’altro uomo fosse consapevole della situazione con Naomi, Ruth e l’appezzamento di terra di Elimelek, perché era qualificato a comprarlo. Inizialmente, il primo uomo acconsentì a comprare la terra, ma non si rendeva conto che l’acquisto aveva delle condizioni, come Boaz gli fece notare.
Allora Boaz disse: «Il giorno che acquisterai il campo dalla mano di Naomi, tu lo acquisterai anche da Ruth, la Moabita, moglie del defunto, per far rivivere il nome del defunto nella sua eredità». Colui che aveva il diritto di riscatto rispose: «Io non posso riscattarlo per me, perché rovinerei la mia propria eredità; riscatta tu ciò che avrei dovuto riscattare io, perché io non lo posso riscattare» (Ruth 4:5-6).
Nel descrivere Ruth, Boaz si riferì a lei come alla Moabita, oltre che moglie del defunto. Molto probabilmente cercava di far sembrare una cattiva idea quella di prendersi il terreno e sposare Ruth. Prendersi cura di Naomi e sposare Ruth avrebbe complicato la vita dell’uomo e la sua eredità, quindi cambiò idea e rinunciò al diritto di riscatto a favore di Boaz. Formalizzò la sua decisione dando il suo sandalo a Boaz, seguendo la tradizione dell’epoca per le trattative legali (Ruth 4:7-8).
Dopo che il parente rifiutò di comprare il terreno, Boaz si rivolse agli anziani che erano testimoni della transazione, come pure a tutto il popolo che si era radunato lì intorno. Confermò di comprare il terreno che era appartenuto al marito di Naomi, Elimelek, e ai loro figli e che avrebbe sposato Ruth (Ruth 4:9-10).
Allora tutto il popolo che si trovava alla porta e gli anziani risposero: «Ne siamo testimoni. L’Eterno renda la donna che entra in casa tua come Rachele e come Lea, le due donne che edificarono la casa d’Israele. Possa tu ottenere potenza in Efratha e divenire famoso in Betlemme. Sia la tua casa come la casa di Perets, che Tamar partorì a Giuda, a motivo della discendenza che l’Eterno ti darà da questa giovane» (Ruth 4:11-12).
Gli uomini presenti alla porta della città insieme agli anziani confermarono di essere testimoni della compera da parte di Boaz di tutto ciò che apparteneva a Naomi e diedero tre benedizioni, probabilmente per bocca di un portavoce degli anziani. Prima pregarono che Ruth fosse fertile come Rachele e Lea, che tra loro avevano avuto dodici figli. La seconda benedizione fu che come patriarca di questa nuova famiglia Boaz prosperasse e il suo nome continuasse in Israele. La terza benedizione riguardava il figlio non ancora concepito, Obed, che sarebbe nato a Boaz e Ruth.
Poco dopo il matrimonio di Boaz e Ruth, lei rimase incinta e diede alla luce un figlio (Ruth 4:13).
Allora le donne dissero a Naomi: «Benedetto l’Eterno, che oggi non ti ha lasciato senza un redentore. Possa il suo nome divenire famoso in Israele! Possa egli ristabilire la tua vita ed essere il sostegno della tua vecchiaia, perché lo ha partorito la tua nuora che ti ama e che vale per te più di sette figli». Naomi quindi prese il bambino, se lo pose in grembo e gli fece da nutrice. Le vicine gli diedero un nome e dicevano: «È nato un figlio a Naomi!» Lo chiamarono Obed. Egli fu padre d’Isai, padre di Davide (Ruth 4:14-17).
Le donne di Betlemme, che sapevano della precedente miseria di Naomi (Ruth 1:19-20), ora offrirono lodi e preghiere. Lodarono il Signore, che non l’aveva lasciata senza un parente con diritto di riscatto e pregarono era che il bambino diventasse famoso in tutta Israele. Si complimentarono anche con Ruth, la nuora di Naomi, che le aveva dimostrato un amore incondizionato e che valeva per lei «più di sette figli».
Il bambino fu chiamato Obed (che significa «servo»), probabilmente una forma abbreviata di Obadia (che significa «servo dell’Eterno»). Obed divenne poi il padre di Isai, padre di Re Davide. Naomi fu così la bisnonna di Davide (Ruth 4:18-22).
Un commentatore riassume il libro di Ruth dicendo: «Alla fine Dio supera tutti gli ostacoli per portare Naomi dalla penuria all’abbondanza, per portare Boaz da scapolo a uomo felicemente sposato, e per portare Ruth da straniera e vedova a bisnonna del più grande re d’Israele!»1
Pubblicato originariamente nel novembre 2022.
Adattato e ripubblicato sull’Ancora in inglese il 9 marzo 2026.
1 W. Gary Phillips, Holman Old Testament Commentary, Judges and Ruth (B&H Publishing Group, 2004), 353.