L’Ancora

Devozioni in formato semplice

  • Incoraggiamento per correre la nostra gara

    Compilazione

    [Encouragement for Running Our Race]

    Immagina di essere un corridore alle Olimpiadi. Il tuo allenatore è a bordo campo a guardarti. Le tribune sono piene di amici e parenti che ti incitano. Ti sei allenato, hai fatto pratica e ora sei pronto a correre la gara. La Bibbia usa questa immagine per illustrare la vita di un cristiano.

    «Anche noi, dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti» (Ebrei 12:1). Allenarsi e correre in una gara non è facile. È un lavoro duro. Ci vuole un grande sforzo per rafforzare le proprie capacità durante la preparazione; la gara vera e propria, poi, è estenuante.

    È molto facile scoraggiarsi e arrendersi. Anche la vita di un cristiano è così, con tante prove e difficoltà lungo il percorso. […] [La nostra] fonte di incoraggiamento è il nostro Salvatore. «Tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo» (Ebrei 12:2–3).

    Gesù è come il nostro allenatore. Sì, Lui era ed è il divino Figlio di Dio, ma non è venuto sulla terra come un essere sovrumano che camminava su una nuvola a qualche spanna dal suolo, né ha vissuto come un re in un palazzo con privilegi speciali; è venuto come uno di noi, «assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini» (Filippesi 2:7). […] Perciò dobbiamo riflettere su ciò che Gesù ha sopportato per non stancarci e scoraggiarci. […]

    Siamo tutti impegnati in una corsa da qui all’eternità. O corriamo lungo la via larga che conduce alla distruzione eterna, oppure percorriamo la via stretta e angusta che conduce alla vita eterna (Matteo 7:13–14). A volte, la via stretta e angusta può risultare ardua, con varie difficoltà che ci scoraggiano; ma Dio ci offre incoraggiamento con quel grande numero di testimoni, con l’esempio di suo Figlio Gesù, con il conforto delle Scritture e la consapevolezza del suo amore. […]

    Con questo tipo di incoraggiamento, deponiamo «tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, e corriamo con perseveranza la corsa che ci è sta davanti». —Wayne S. Walker1

    Correre con perseveranza

    L’autore della Lettera agli Ebrei dice che […] dobbiamo «correre con perseveranza la corsa che ci è posta davanti». La perseveranza implica che la vita cristiana è paragonabile più a una maratona che a uno sprint. Richiede impegno, dedizione e forza d’animo. Non può essere portata a termine senza preparazione o allenamento — altrimenti ci esauriremo in men che non si dica. Pensateci: non si corre una maratona senza alcuna preparazione. Non ci si presenta semplicemente il giorno della gara aspettandosi di ottenere buoni risultati. Al contrario, ci si iscrive con mesi di anticipo, a volte anche con un anno di anticipo. Si studia che tipo di percorso sarà, se sarà collinare o pianeggiante, se farà caldo o freddo e così via.

    Allo stesso modo, nella vita cristiana dobbiamo prepararci per ciò che ci aspetta. È ciò che significa «calcolare il costo» del seguire Cristo. C’è un prezzo da pagare. Non sarà facile. Il discepolato richiede perseveranza. Seguire Gesù comporterà prove e tribolazioni, ma non possiamo permettere che questi ostacoli ci facciano desistere. Infatti, se li prevediamo e siamo preparati per affrontarli, grazie alla potenza dello Spirito non ci arrenderemo. Per questo sia Pietro che Giovanni ci esortano: «Non lasciatevi disorientare» o «non vi meravigliate» davanti alla corsa che dobbiamo compiere (1 Pietro 4:12; 1 Giovanni 3:13). Quando vedremo il percorso che ci sta davanti, non ne saremo sorpresi. Saremo pronti a correre, qualunque cosa accada.

    In Luca 9, un aspirante discepolo pieno di entusiasmo si avvicina a Gesù e proclama: «Ti seguirò ovunque andrai» (Luca 9:57). Poi, però, Gesù gli spiega la natura del percorso che lo attende: «Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi; ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo» (Luca 9:58). Gesù gli stava dicendo che quello era il tipo di vita a cui avrebbe dovuto dedicarsi, se avesse voluto seguire il Figlio dell’uomo. In altre parole, Gesù gli stava spiegando che non si trattava di una passeggiata facile, né di uno sprint veloce. Era una maratona estenuante che avrebbe richiesto resistenza. Il sottinteso del brano è che, dopo aver sentito queste parole, l’uomo rinunciò a Cristo. Non era pronto a correre con perseveranza.

    Sei pronto per la corsa che ti sta davanti? Sarà lunga, anzi, durerà tutta la vita. Richiederà perseveranza. Ma la buona notizia è che la perseveranza viene da Dio stesso. Dio ci dà la forza per qualunque cosa ci chieda di fare. Paolo ce lo ricorda nella lettera ai Colossesi. Dice che noi, come cristiani, veniamo «fortificati in ogni cosa dalla sua gloriosa potenza, per essere sempre pazienti e perseveranti» (Colossesi 1:11). —Jonathan Landry Cruse2

    Non corriamo da soli

    Spesso la nostra vita di fede è paragonata a una corsa o a un viaggio. Innumerevoli canzoni, libri e sermoni si basano su questi concetti. Siccome mi piace correre, traggo ispirazione dal versetto «corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti, tenendo gli occhi su Gesù» (Ebrei 12:1–2). Recentemente, però, l’ho visto da una prospettiva nuova.

    Ho sentito la storia di un ragazzo paralizzato e in grado di muovere soltanto la testa. Chiaramente gli era impossibile fare qualunque tipo di attività “sportiva”, però non si è rassegnato. Quando ha sentito di una corsa di 5 km organizzata per raccogliere fondi per un amico che era rimasto paralizzato anche lui in seguito a un tragico incidente, ha avuto un’idea audace. Con l’aiuto di una tecnologia che gli permette di scrivere messaggi con gli occhi e la testa, ha detto a suo padre: «Voglio fare quella corsa».

    Invece di fargli notare l’impossibilità di quel piano, suo padre ha costruito un carrello in cui il figlio poteva mettersi e l’ha tirato lungo tutti i 5 km. Alla fine della corsa, il ragazzo ha scritto un altro messaggio: «Questa è la prima volta che non mi sono sentito handicappato». Così l’hanno fatto di nuovo. E ancora. E ancora.

    Fino a oggi quel padre ha partecipato con suo figlio a oltre trecento corse — compreso maratone e gare di triathlon. Corre a piedi, nuota e corre in bicicletta, tirando, spingendo e portando suo figlio a ogni passo. Perché? Semplicemente perché vuole bene a suo figlio e vuole che sia felice. Il figlio non ha fatto niente di particolare per meritarsi quell’amore. È suo figlio e quella è l’unica cosa che importa.

    Noi siamo figli e figlie del nostro Padre celeste e ciò significa che non dobbiamo andare avanti da soli quando siamo stanchi. Possiamo cadere tra le sue braccia e Lui ci porterà. È quello il significato del versetto «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò» (Ebrei 13:5).

    In qualsiasi difficoltà ci troviamo, qualsiasi problema incontriamo, il suo amore per noi non vacilla. Lui è sempre lì, pronto ad aiutarci a raggiungere ogni obiettivo; e un giorno attraverseremo il traguardo insieme. —Chris Mizrany

    Andare fino in fondo

    La Bibbia paragona la vita cristiana a una corsa di lunga distanza. Nei momenti difficili, potremmo avere la sensazione di correre una maratona. Ci sentiamo stanchi e assetati e dubitiamo di riuscire ad arrivare al traguardo.

    Ma non siamo mai soli in questa lotta. Oggi voglio incoraggiarvi ricordandovi che abbiamo «una grande schiera di testimoni» che ci incita dallo stadio celeste: grandi uomini e donne che hanno già corso la loro corsa e l’hanno portata a termine trionfalmente. Questi sono i nostri fratelli e sorelle maggiori in Cristo e sono moltissimi!

    Consideriamo i primi due versetti di Ebrei 12: «Anche noi, dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio».

    Quando ho letto questo versetto per la prima volta, mi è venuta in mente l’immagine di santi che camminavano su soffici nuvole lassù nei cieli, ma poi ho letto un interessante commento del docente biblico Rick Renner. È uno studioso di greco e ha spiegato il vero significato del riferimento alle nuvole nella lingua greca originale.

    «Il nugolo», le nuvole, si riferiva ai posti più alti in cima a uno stadio sportivo. Quindi il versetto si riferisce alle tribune del cielo. I santi che ci hanno preceduto ci circondano da ogni parte mentre entriamo nell’arena e ci incitano. Sono persone proprio come noi, che hanno mantenuto salda la loro fede e ora sono glorificate in Cielo! […]

    I santi del passato erano persone proprio come noi, che hanno superato le loro prove e hanno compiuto ciò a cui Dio li aveva chiamati. Hanno affrontato compiti che sembravano impossibili; sono rimasti saldi e hanno attraversato il fuoco e l’acqua, giungendo alla loro destinazione celeste con la missione compiuta. Hanno ricevuto lodi clamorose da Dio stesso. […]

    La grande nuvola di testimoni è composta sia da uomini che da donne che hanno avuto successo contro ogni previsione e hanno portato a termine i loro compiti terreni perché hanno confidato che la potenza di Dio li avrebbe sostenuti. Hanno fissato lo sguardo su Gesù invece che sugli ostacoli che incontravano.

    Quindi, se sai che Dio ti ha affidato un compito, o un dono da usare per l’edificazione del suo Regno qui sulla terra, puoi trarre ispirazione da questi splendidi esempi di fede. Questi grandi uomini e donne hanno percorso la stessa strada spirituale che percorriamo noi oggi; erano pellegrini proprio come noi. Hanno affrontato attacchi di paura e scoraggiamento — persino persecuzioni — ma hanno tirato dritto verso la vittoria, attingendo la loro forza dallo Spirito Santo. […]

    Quindi, tirate dritto, regali figli e figlie dell’Altissimo Dio. Fissate lo sguardo su Gesù e correte verso il traguardo. Usate tutti i vostri talenti per la sua gloria. Tutto il Cielo vi sta incoraggiando! —Lyn Alderson3

    Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 6 ottobre 2026.


    1 Wayne S. Walker, “Encouragement in Running the Race”, www.bible.ca, November 2011, https://www.bible.ca/ef/expository-%20hebrews-12-1-11.htm

    2 Jonathan Landry Cruse, “4 Good Ways to Run the Christian Race Well”, beautifulchristianlife.com, 29 aprile 2024, https://beautifulchristianlife.com/blog/4-good-ways-to-run-the-christian-race-well

    3 Lyn Alderson, “Heaven Is Cheering You On—So Run the Race of Your Life!” maryschildinchrist.org.uk, 28 ottobre 2019, https://www.maryschildinchrist.org.uk/heaven-is-cheering-you-on42a8fdb0

  • Ott 3 I progetti di Dio sono per il bene
  • Ott 1 La storia del fico sterile
  • Set 29 Vivere una vita colma dello Spirito
  • Set 28 Affrontare le curve sulla strada — parte 2
  • Set 26 Il potere delle tue parole
  • Set 25 L’importanza dell’apprezzamento
  • Set 23 Il suo amore incomparabile
  • Set 22 Non infastidirti, sii come Gesù
  • Set 21 Ci siamo dentro insieme
   

L’Angolo dei Direttori

Studi biblici e articoli che edificano la fede

  • La vita di un discepolo, parte 12: discepolato quotidiano

    [The Life of Discipleship, Part 12: Everyday Discipleship]

    Il discepolato è un percorso che dura tutta la vita e richiede perseveranza, determinazione, convinzione, l’amore di Dio e la forza dello Spirito Santo. Il defunto reverendo Billy Graham una volta disse: «Il cammino del cristiano nella vita non è uno sprint ma una maratona. […] Il discepolato è un impegno che dura tutta la vita, giorno dopo giorno». Il processo di crescita nel nostro discepolato e di trasformazione a immagine di Cristo è un compito che dura tutta la vita. Come qualcuno ha detto:

    Siamo creati come bozze che devono passare per un processo di correzione. Dio opera per trasformarci passo per passo in un articolo finito che varrà la pena di leggere. Il nostro essere è ripetutamente trasformato dalle scelte e dalle decisioni che prendiamo; i punti superficiali e superflui vengono eliminati grazie alle esperienze difficili della vita e noi veniamo rifiniti e levigati […] nelle mani del Grande Correttore. —Scott Montrose1

    Il nostro discepolato deve comprendere ogni aspetto della nostra vita, compreso il nostro rapporto con Dio e il nostro cammino quotidiano con Lui, nonché il nostro amore per gli altri, che include ogni persona che incontriamo nel corso della giornata. Il nostro discepolato comprende il compito di ambasciatori di Cristo e la condivisione della buona novella con le persone che Lui pone sul nostro cammino, oltre che essere un riflesso vivente dell’amore di Cristo in ogni ambito della nostra vita e sforzarci di crescere a sua immagine.

    Viviamo il nostro discepolato nelle nostre case, sul posto di lavoro, nelle scuole e nella comunità. Incorporiamo i principi del discepolato nella nostra genitorialità, nelle nostre relazioni e nell’investimento del nostro tempo, delle nostre competenze e delle nostre risorse. Ci sforziamo di essere un esempio vivente della nostra fede per le nostre famiglie, i nostri amici e i nostri vicini, per le persone con cui interagiamo durante la giornata e nelle nostre comunicazioni online.

    La vocazione di discepoli di Gesù è una chiamata a uno stile di vita completo. È una chiamata a riorganizzare le nostre priorità in modo che Dio occupi il primo posto nella nostra vita. Ciò non vuol dire che non avremo altre priorità, ma la nostra fedeltà va innanzitutto a Dio — al di sopra dei nostri desideri e della nostra volontà, dei nostri cari, dei nostri beni e persino della nostra stessa vita. Il discepolato cristiano non è facile da vivere — infatti, Gesù disse che «la via è stretta», ma «conduce alla vita» (Matteo 7:13–14). Richiede impegno, dedizione e il mettere Dio al centro della nostra vita, delle nostre decisioni e dei nostri rapporti.

    Nei Vangeli, Gesù sfidò i suoi seguaci a rinunciare alla propria vita per amor suo e a seguirlo. Nel Vangelo di Matteo, disse: «Se uno vuole venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà» (Matteo 16:24–25).

    Rinunciare a noi stessi può essere inteso come il mettere da parte i nostri desideri, le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali e scegliere di cercare Dio per ricevere la sua guida nella nostra vita e perseguire la sua volontà piuttosto che la nostra. Ciò non significa che il Signore non ci guiderà mai a conseguire le nostre ambizioni e i nostri obiettivi personali. Se cerchiamo la volontà di Dio e desideriamo compiacerlo, è molto probabile che la sua volontà e i nostri desideri siano in armonia (Salmi 37:4). Tuttavia, se le indicazioni di Dio non coincidono con la direzione verso cui ci stavamo orientando, come suoi discepoli saremo disposti a «rinunciare a noi stessi» per seguirlo.

    Gesù ci ha dato la chiave per poter vivere il nostro impegno nel discepolato, a partire dalla nostra rinascita spirituale attraverso la salvezza. «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura: le cose vecchie sono passate; ecco, sono diventate nuove. Sono stato crocifisso con Cristo. Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (2 Corinzi 5:17; Galati 2:20).

    La capacità e la grazia di vivere la vita di un discepolo non derivano solo dal nostro desiderio di obbedire ai comandamenti di Dio e dai nostri sforzi di vivere in modo devoto, ma dalla potenza di Dio attraverso «Cristo in noi» (Colossesi 1:27) e dalla presenza dello Spirito Santo (Giovanni 14:15–17). «Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo» (Efesini 2:10).

    Cristo in noi

    Ogni nuova mattina possiamo aspettarci che il Signore Gesù Cristo si manifesti attraverso di noi quel giorno e realizzi qualche aspetto della sua opera, che riusciamo a riconoscere le sue azioni o no. È il nostro privilegio, è la nostra responsabilità.

    Il fatto che Cristo viva in noi ci dà forza. Non possiamo vivere efficacemente con nessun’altra forza se non quella che deriva dalla vita di Gesù Cristo, poiché Lui disse: «Senza di me non potete fare nulla» (Giovanni 15:5). Il fatto di essere in Cristo ci dà uno scopo. Non è una forza che ci permette di vivere per noi stessi, ma che ci mette in grado di realizzare i piani di Cristo. […]

    Il fatto che Cristo sia in noi ci offre delle risorse. Tutto ciò di cui potremmo aver bisogno è nostro nel Signore Gesù Cristo. E il fatto di essere in Cristo ci dà delle responsabilità. Come parte del suo corpo, la questione più importante che io devo affrontare è: «Cosa vuole che io faccia?»

    Il fatto che Cristo sia in noi è dinamico. Essere in Cristo è impegnativo. Se Lui ha qualcosa da fare, ha il diritto di usarci come mezzo per farlo. Se c’è un «eunuco etiope» sulla strada del deserto, Lui ha il diritto di dirti di lasciare la tua Samaria e andare a incontrarlo (Atti 8:26–40). Ma per ogni richiesta che ci fa, Lui fornisce la dinamica del suo Spirito dentro di noi per realizzarla.

    Questa è la vita cristiana. Dopo aver affrontato il nostro insuccesso nel manifestare la sua somiglianza e immagine nel mondo, ci avviciniamo alla Croce per essere perdonati, lo Spirito Santo viene a vivere in noi e veniamo incorporati in Cristo, diventando mezzi per manifestare la sua vita e il suo obiettivo. Il mondo ha un bisogno disperato di saperlo, ma non avrà alcun motivo per crederci finché non vedrà la vita e il carattere di Gesù Cristo vissuti nella tua vita e nella mia. Questo è lo scopo che Dio ha per te! —Charles Price2

    Unirsi alla missione del suo Regno

    Dio ti ha invitato a unirti a Lui per cambiare il mondo. Dio ha un sogno per questo mondo che Gesù ha chiamato il Regno di Dio. Dio ti ha creato per svolgere un ruolo importante nella sua visione del Regno. Non troverai mai il tuo scopo più profondo nella vita finché non troverai il tuo posto nella realizzazione del Regno di Dio.

    Non devi essere un genio per cambiare il mondo, né ricco, né influente, né un gigante spirituale. Quel che devi fare è dire di sì all’invito. Devi essere disponibile e disposto a farti usare, e forse dovrai pagare il prezzo che il seguire Gesù comporta, perché cambiare il mondo e seguire Gesù non è facile e non è a buon mercato. Bisognerà fare dei sacrifici: ce ne sono sempre.

    La nostra fede cristiana non è solo un modo per ricevere il perdono dei nostri peccati e poter entrare nella vita eterna, eppure lo è. Non è solo un sistema di giuste convinzioni sulla verità ultima e sull’ordine delle cose, sebbene lo sia. Né è solo un modo per ricevere conforto da Dio nei momenti difficili o un utile codice di condotta su come vivere una vita buona e produttiva, sebbene sia anche questo. Fondamentalmente, la fede cristiana è la vocazione di […] seguire il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e partecipare alla grande missione di Cristo nel nostro mondo. […] Solo allora diventeremo persone complete, persone che vivono secondo il disegno divino più profondo per la nostra vita. —Richard Stearns3

    Conclusione: il progetto per la vita

    Come abbiamo visto nel corso di questa serie sul discepolato, la Bibbia ci insegna qual è il rapporto che Dio desidera avere con noi e come vivere in modo da piacergli. Diventare sempre più simili a Cristo ed essere trasformati a sua immagine è il fondamento per vivere una vita devota e fruttuosa in armonia con Dio e con gli altri, che produce il frutto del suo Spirito nella nostra vita e in quella degli altri (Galati 5:22–23). È nella Bibbia che apprendiamo le verità rivelate da Dio su cui possiamo modellare la nostra esistenza.

    Nella Parola di Dio troviamo i principi biblici che fungono da bussola per la nostra vita e ci aiutano ad affrontare le sfide della vita quotidiana e ad essere testimoni efficaci di Cristo. La sua Parola trasmette principi che ci guidano nelle nostre interazioni con gli altri e nel nostro processo decisionale, aiutandoci a discernere la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Questi principi spirituali stabiliscono un modello per il nostro standard morale, la nostra etica, il nostro atteggiamento nei confronti della vita, dell’amore, del mondo, dell’ambiente e dei rapporti con gli altri. Sebbene non tratti specificamente ogni possibile situazione che potremmo affrontare, la Bibbia fornisce i principi necessari per affrontare le complessità della vita in un modo gradito a Dio.

    La sua Parola ci insegna a vivere il nostro discepolato amando e servendo gli altri. Il nostro amore per Gesù ci spinge a servire gli altri in suo nome. Ci motiva a essere suoi ambasciatori in qualunque situazione ci troviamo. Ci spinge ad aiutare chi è nel bisogno e a offrire speranza e conforto a chi ne è privo. Possiamo essere le sue mani per aiutare e toccare, la sua bocca per proclamare la verità della sua Parola e infondere incoraggiamento e speranza, i suoi occhi per trasmettere compassione, i suoi piedi per camminare al fianco di un’anima affaticata e le sue braccia per aiutare a portare il loro pesante fardello. Così facendo, le nostre vite lo glorificheranno e saranno di benedizione per gli altri, come evidenziano gli articoli che seguono.

    Una vita bellissima

    Quando la vita di un seguace di Gesù viene condotta come l’intendeva Lui, diventa una cosa di rara bellezza. Essere cristiani e avere un rapporto con Dio dovrebbe permeare le nostre esperienze quotidiane, integrarsi nelle nostre decisioni e colorare il modo in cui percepiamo noi stessi, gli altri e questa vita. Le innumerevoli espressioni dell’amore di Dio condivise con gli altri nel corso della vita di un cristiano possono a volte sembrare insignificanti in sé, tuttavia Dio le vede nella totalità di una vita che rende gloria a Lui ed esulta nella loro bellezza.

    Più siamo decisi a rafforzare il nostro cammino con Gesù e desideriamo mantenere una connessione spirituale con Lui, più Lui potrà manifestare il suo Spirito attraverso di noi. Siamo la sua opera. Quando gli consentiamo di mescolare le diverse sfumature di colore del suo amore e della sua misericordia e di sviluppare la bellezza che desiderava avessimo, diventiamo il suo capolavoro che ispirerà la vita di molti. Accettiamo di tutto cuore il dono inestimabile della sua presenza nella nostra vita. E mentre coltiviamo la bellezza accattivante dell’amore di Dio in tutto ciò che facciamo e diciamo, altri saranno attirati a Lui attraverso di noi. —Maria Fontaine

    Il profumo di Cristo

    L’apostolo Paolo scrisse che la Chiesa è il profumo di Cristo per il mondo: «Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono» (2 Corinzi 2:15). Con questo intendeva dire che ogni credente e ogni comunità di credenti stabilisce una presenza di Cristo nel mondo che è palpabile per i non credenti. […]

    Ma cos’è questa fragranza? Come dovremmo aspettarci che gli altri sentano la presenza di Gesù in noi? Principalmente in due modi: la verità del Vangelo e l’amore di Gesù Cristo. La verità divina parla a ogni aspetto della vita umana. Con la verità della sua Parola, nelle mani del suo Spirito, Cristo rende nuove tutte le cose nella nostra vita (Apocalisse 21:5). Ciò significa che, in ogni ambito della nostra esistenza — tutte le nostre relazioni, i nostri ruoli e le nostre responsabilità — noi cristiani mostriamo una novità che non si conforma allo spirito del mondo, ma allo Spirito Santo di Cristo. La nostra conversazione sarà diversa: non sarà piena di lamentele e critiche, banalità e frivolezza, ma le nostre parole saranno sempre gentili ed edificanti, rispettose delle persone con cui parliamo (Colossesi 4:6; Efesini 4:29).

    Lo stesso vale per il modo in cui svolgiamo il nostro lavoro, educhiamo i nostri figli, partecipiamo alla cultura del nostro tempo e ci comportiamo con dignità e grazia. Siamo nuove creature in Gesù Cristo e, pertanto, sotto molti aspetti, fuori ritmo con la cultura che ci circonda. Ma vivendo la verità in ogni aspetto della nostra vita, facciamo risplendere la luce di Gesù e diffondiamo la fragranza della sua visione del mondo in ogni angolo della nostra esistenza.

    I credenti devono impegnarsi a fondo per essere la fragranza di Gesù. Immergendoci nella Parola di Dio e vivendo con un atteggiamento di preghiera, […] possiamo iniziare a diffondere il profumo del Re Gesù in più aspetti e ambiti della nostra vita quotidiana. Decidiamo, allora, di essere quella fragranza di verità e amore e scopriremo che il vento dello Spirito di Dio ci accompagnerà ovunque andremo, dando l’aroma di Gesù a tutti, e anche a Dio. —T. M. Moore4

    Gesù ci ha affidato la responsabilità di trasmettere il suo amore personale, incondizionato e totale ai nostri simili, a quelli che condividono il pianeta con noi oggi. Il mandato che ha dato ai suoi discepoli è di portare il Vangelo in tutto il mondo. In qualunque luogo il Signore ti abbia chiamato, quello è il tuo campo di missione e tu sei esortato a servire e a raggiungere le persone che Lui pone sul tuo cammino. Ognuno di noi ha qualche opportunità, qualche rete sociale, qualche ambiente in cui può condividere il suo amore e la sua verità con gli altri, rafforzando la fede, la speranza e il cuore delle persone.

    Il Signore benedica il tuo percorso di discepolato e il servizio che svolgi per Lui, insieme alla testimonianza che dai agli altri, così che tu possa essere il sale della terra e la luce del mondo, come Lui ci ha detto di essere (Matteo 5:13–14). Gesù disse: «Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli» (Matteo 5:16). In questo modo, vivremo una vita di discepolato che glorifica Dio (1 Corinzi 10:31).

    Pensieri su cui meditare

    Il discepolato non è un programma o una circostanza; è uno stile di vita. Non è per un periodo limitato, ma per tutta la vita. Il discepolato […] è per tutti i credenti, per ogni giorno della loro vita. —Bill Hull

    Ogni credente che prende sul serio la propria vocazione di discepolo di Gesù si considererà un «inviato» ovunque si trovi e cercherà di mettersi all’opera in quel luogo. Questo potrebbe assumere la forma di «buon testimone» sul lavoro o di buon vicino per chi vive lì nei pressi, oppure potrebbe comportare il volontariato. —Michael Frost e Alan Hirsch

    Non lasciare che le parole di Gesù rimangano solo stampate nella tua Bibbia. Dai loro le ali, mettendole in pratica. Nella tua vita ci sono anime che hanno bisogno delle tue cure. Pensa a come potresti dimostrare interesse per il loro benessere, amandole e prendendoti cura di loro come già ami e ti prendi cura di te stesso. Quando lo farai, completerai la catena d’amore che è iniziata quando Dio ti ha amato per primo. —Karen Ehman

    Cosa dice la Bibbia

    «Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli» (Giovanni 15:4–5; Giovanni 15:8).

    «Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento» (Colossesi 2:6–7).

    «Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo, in vista della vita eterna» (Giuda 1:20–21).

    Una preghiera per il discepolato quotidiano

    Padre celeste, grazie per avermi salvato, chiamato e dato uno scopo. Tu sei così buono e la tua grazia mi basta. Ti chiedo di purificare il mio cuore dal peccato e di liberare la mia mente dalle distrazioni che oggi cercano di allontanarmi dalla comunione con te. Aiutami a vivere in Cristo, a imparare da Lui e ad affidarmi a Lui, per poter vivere per Lui e condurre altri a Lui. Tu sei degno di tutta la mia devozione e la mia lode. Rendimi un discepolo fedele e prolifico che ti porta gloria ogni giorno. Nel nome potente e incomparabile di Cristo, mio Re, amen. 5


    1 Scott Montrose, “La vita ci corregge”, Contatto, gennaio 2021, https://activated-europe.com/it/articolo/la-vita-ci-corregge//

    2 Charles Price, Christ for Real: How to Grow into Christ’s Likeness (Kregel Publications, 2011).

    3 Richard Stearns, Unfinished: Believing Is Only the Beginning (Thomas Nelson, 2013).

    4 T. M. Moore, “The Fragrance of Truth and Love”, 29 gennaio 2010.

    5 Annie McGuire, “What is a disciple of Christ?” Daily His Disciple, 11 gennaio 2022, https://dailyhisdisciple.com/2022/01/11/what-is-a-disciple-of-christ/.


    Pubblicato originariamente in inglese il 9 giugno 2026.

  • Giu 23 La vita di un discepolo parte 11: condividere le nostre risorse
  • Giu 9 La vita di un discepolo, parte 10: la nostra vita lavorativa
  • Mag 12 La vita di un discepolo, parte 8: fare discepoli
  • Apr 28 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 37-58)
  • Apr 21 La vita di un discepolo, parte 8: Comunicare la nostra fede
  • Apr 7 1 Corinzi, capitolo 15 (versetti 20-36)
  • Mar 24 La vita di un discepolo, parte 7: servire Dio servendo gli altri
  • Mar 10 1 Corinzi: capitolo 15 (versetti 1-19)
  • Feb 24 La vita di un discepolo, parte 6: Amore per gli altri
   

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Una serie di articoli che coprono i fondamenti della fede e della dottrina cristiana.
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Applicare gli insegnamenti della Bibbia alla nostra vbita di tutti i giorni a alle nostre decisioni.
Gesù - la sua vita e il suo messaggio
Principi fondamentali tratti dai Vangeli su cui costruire le nostre vite.